Archivio mensile:ottobre 2008

Numeri Mototomondiale

Con il G.p. della Comunità Valenciana – Stoner, Rossi, Pedrosa il podio della MotoGp – si è chiusa la stagione 2008 del motomondiale. Vi proponiamo le statistiche più interessanti da mandare in archivio.

Valentino Rossi

9 le vittorie stagionali di Valentino Rossi, di cui 5 consecutive: da Laguna Seca (in luglio) a Motegi (fine settembre), questa l’accelerata che è valsa il titolo.

16 i podi del Dottore su un totale di 18 gare. All’appuntamento con lo champagne è mancato solo all’esordio in Qatar (5°) e ad Assen in Olanda (11°).

373 i punti conquistati da Rossi per vincere il Mondiale, nuovo record assoluto. Il precedente era a quota 367, fatto registrare sia da Rossi nel 2005 (su 17 gare), che da Stoner la scorsa stagione (su 18).
Il miglior rapporto punti/gare resta comunque quello dell’anno 2003, in cui Rossi si aggiudicò il Mondiale con 357 punti in 16 corse.

18/18 i podi della Yamaha in MotoGp. Quando non ce l’ha fatta Rossi (in due occasioni) ci hanno pensato Lorenzo ed Edwards. Un dato che ben esemplifica la superiorità del colosso giapponese durante la stagione.

6 le vittorie stagionali di Casey Stoner e quindi della Ducati. Per l’australiano e per la rossa di Borgo Panigale secondi posti nelle rispettive classifiche. Di Marco Melandri meglio non parlare…

2 i successi di Daniel Pedrosa e della Honda. Lo spagnolo è restato in corsa per il titolo solo per metà stagione, poi errori e cadute ne hanno condizionato la seconda parte. Impietoso il raffronto con Rossi negli ultimi 9 g.p.: 206 punti contro 78! 

2 i podi dei piloti italiani che non si chiamano Rossi in MotoGp. Li hanno conquistati Loris Capirossi, terzo in Repubblica Ceca, e Andrea Dovizioso, terzo in Malesia. Due anche le volte che il podio lo ha sfiorato il sanmarinese Alex De Angelis, quarto sia al Mugello che in Germania.

281 i punti che sono serviti a Marco Simoncelli per vincere il Mondiale della classe 250. L’italiano della Gilera si è imposto in 6 occasioni, l’ultima proprio nel g.p. conclusivo di Valencia.

264 punti sono bastati al francese Mike Di Meglio, su Derbi, per laurearsi campione del mondo della classe 125. Simone Corsi (Aprilia) ha chiuso secondo a quota 225.

0 i titoli piloti conquistati dall’Aprilia. Dopo due anni di dominio nelle due classi minori, la casa di Noale si è dovuta accontentare solo dei mondiali costruttori sia in 125 che in 250.

Le Classifiche finali del Motomondiale

Lo speciale Motomondiale 2008 su Wikipedia

Riccardo Marchese

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Simoncelli re della 250

Il ventunenne romagnolo su Gilera chiude terzo a Sepang, in Malesia, e fa suo il titolo mondiale. 
Sei anni dopo Melandri l’Italia ritrova la leadership fra le quarto di litro.

Marco Simoncelli

L’Italia va ma non brilla

Due mediocri prestazioni contro Bulgaria e Montenegro fruttano quattro punti. Primato nel girone in cui il nostro vero avversario sarà l’Irlanda di Trapattoni.

Alberto Aquilani, Simone Pepe

La promessa fatta da Lippi dopo le due prime sfide di qualificazione al mondiale 2010 non è stata mantenuta. Migliorare col tempo, disse allora il tecnico campione del Mondo, giunto nel frattempo al record di risultati utili consecutivi sulla panchina azzurra (30 come Vittorio Pozzo).
La sua Italia invece è restata brutta e cinica. Aspettando il bel gioco, ci sono a consolazione almeno i dieci punti, frutto delle tre vittorie contro Cipro, Georgia e Montenegro e del pari con la Bulgaria. Primo posto nel gruppo 8, con l’Irlanda del Trap (7 punti in 3 gare) pronta ad affiancarci a febbraio, quando si porterà a parità di partite giocate recuperando la sfida con la Georgia.

PEPE & CASSANO Il primo titolare, il secondo a casa: un’eresia per l’estetica del pallone. Non c’è motivazione tattica che tenga nello giustificare la scelta del c. t., eppure quasi tutti i media hanno visto in Pepe il salvatore della patria nella trasferta di Sofia. Prima di incorrere in equivoci è chiaro che Cassano non avrebbe mai potuto fare lo stesso lavoro della punta tattica dell’Udinese, pronto a rientrare costantemente sulla linea dei centrocampisti. Ma pensando al modesto Ivanov, suo marcatore diretto su quella corsia dalla mezzora, con un giocatore più tecnico (come poteva essere lo stesso Giuseppe Rossi) ci si sarebbe potuti letteralmente impossessare della fascia.

CENTROCAMPO Confermato col Montenegro, Pepe ha replicato la partita tanta grinta e poco altro, ma per quello c’è già Gattuso. Perno inamovibile della mediana, Ringhio ha fatto coppia fissa con De Rossi mentre si sono alternati Montolivo e Aquilani a completare il terzetto. Per entrambi i giovani da lanciare, prove normali con il merito per il romanista dei due fortunosi gol al Montenegro. Sinceramente mi chiedo dove sia finito Ambrosini. (Lo so è al Milan! ma Lippi per qualche motivo non lo vedeva prima e non lo vede ora).

ASSENZE pesanti comunque ce n’erano. Buffon, Camoranesi e Pirlo, giusto per dirne tre. Grosso, Materazzi e il vero Toni, in aggiunta. Relativo comunque era anche il livello delle avversarie affrontate: la sfida con la Bulgaria è diventata più facilmente accomodante per la predisposizione delle due squadre ad accontentarsi del pari; più sfrontato il Montenegro (battuto 2-1 a Lecce) che ha mostrato notevoli individualità ma un’organizzazione di gioco ancora carente.

UNDER 21 Dopo il pari interno a reti inviolate, gli azzurrini di Casiraghi si conquistano l’accesso alla fase finale dell’Europeo Under21 in Israele.
Una vittoria convincente firmata da una straordinaria doppietta di Balotelli. L’attaccante dell’Inter prima delizia tutti con uno straordinario calcio di punizione, poi raddoppia con un destro, quasi da fermo, dal limite dell’area. Israele accorcia le distanze ma nel tentativo di rimonta lascia spazi al contropiede italiano che punisce con Abate.
Le otto finaliste si ritroveranno in Svezia, dal 15 al 29 giugno. L’Italia sarà sicuramente fra le favorite potendo contare su uno straordinario tridente Giovinco-Balotelli-G. Rossi, tre che fra non molto faranno comodo anche a Marcello Lippi. 

Riccardo Marchese

Emozioni rubate

Dopo Riccò e Sella è stata accertata anche la positività di Piepoli, già sospeso dalla sua squadra a luglio. La sostanza è sempre l’epo di terza generazione. Fermato anche il tedesco Schumacher.

Leonardo Piepoli, 37 anni, in azione all'ultimo Tour. Reuters

Ci sono imprese ciclistiche che vanno dimenticate, cancellate. Per restare solo all’ultimo Tour, finora, sono cinque: le due crono pazzesche di Stefan Schumacher, i due acuti di Riccardo Riccò e la vittoria di Leonardo Piepoli ad Hautacam, in quello che era il tappone della Grande Boucle 2008.

Andando un po’ più indietro nel tempo, fino a maggio, al Giro d’Italia, dovremmo buttare nel dimenticatoio almeno altre cinque tappe, fra le più belle. E’ difficile infatti pensare che un imbroglione abbia cominciato a barare proprio nel momento in cui sia stato sorpreso.
La tripletta di Sella (positivo ad un controllo fuori competizione in agosto) e la doppietta di Riccò per gli appassionati non esistono più. Loro le potranno salvare con le solite scuse ("…ho assunto la sostanza x solo in questa corsa, prima ero pulito…") ma agli occhi della gente non sarà così. C’è inoltre la difficoltà-(impossibilità?) nel rintracciare l’EPO di terza generazione prima del Tour, un pesante indizio per gli accusatori.

Il quadro è nero e a renderlo nerissimo ci ha pensato qualche settimana fa Ivano Fanini, presidente della squadra "Amore & Vita-Mc Donald’s".
In un intervista rilasciata alla Stampa ha accusato in toto il sistema ciclistico. Leggete, nella speranza che non sia tutto vero:

http://www.lastampa.it/sport/cmsSezioni/ciclismo/200809articoli/16797girata.asp

Riccardo Marchese