Archivio mensile:aprile 2010

FedCup, è ancora finale

Le azzurre di Barazzutti superano la Repubblica Ceca e centrano la quarta finale negli ultimi cinque anni. Mentre gli uomini…


CONTINUITA' Per la quarta volta negli ultimi cinque anni l’Italrosa del tennis è in finale di FedCup, la versione femminile della Coppa Davis. Un traguardo raggiunto senza troppi patemi d’animo contro la Repubblica Ceca, travolta al Foro Italico di Roma per 5-0.

CONFRONTO Un risultato prestigioso che conferma come nel tennis esistano due Italie: da un lato quella litigiosa e spesso sconfitta degli uomini, dall’altro quella vincente e compatta rappresentata dalle nostre straordinarie ragazze. Non è certo il momento di intristirsi per le vicende dei maschi, ma ricordiamo soltanto che fra due settimane andremo in Olanda, a giocarci l’accesso ai play-off di settembre, senza Seppi (che continua a rinunciare), senza Bolelli e Fognini (pseudo infortunati), solo con Starace (che vince poco e solo sulla terra) e qualche giovane da far massacrare.
Inutile rimarcare che l’Italia che preferiamo è quella delle ragazze e la scelta non è di certo difficile. Difficile è invece trovare le parole per esaltare la coppia Pennetta-Schiavone senza scivolare nel retorico: ancora una volta sono bastati i loro primi tre match per spianare la strada verso il successo finale, reso poi eclatante dalle buone prove di Sara Errani sia in singolare che in doppio con la “leonessa” Schiavone.

ORA GLI USA Nell’altra semifinale gli Stati Uniti – senza le sorelle Williams – hanno avuto la meglio sulla Russia (3-2), anch’essa priva delle sue migliori giocatrici. La finale sarà dunque una riedizione di quella dello scorso anno, quando le italiane travolsero gli Usa 4-0 a Reggio Calabria. Essendo quello l’ultimo precedente, questa volta non avremo il vantaggio di giocare in casa e di scegliere la superficie. Il primo weekend di novembre (6-7) ci toccherà dunque una trasferta oltreoceano probabilmente sul veloce.

I cinque anni da sogno delle azzurre in Fed Cup:
2010: ? – Finale da giocare contro gli Usa il 6/7 novembre
2009: ITALIA – Vittoria in finale contro gli Usa (4-0)
2008: RUSSIA – Italia sconfitta ai quarti di finale dalla Spagna (3-2)
2007: RUSSIA – Italia sconfitta in finale (4-0)
2006: ITALIA – Vittoria in finale contro il Belgio (3-2)

Riccardo Marchese

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F1 – Se Schumacher diventa un peso

In quattro gare il tedesco ha conquistato come miglior risultato un sesto posto, il compagno Rosberg già due podi. Cerchiamo di analizzare i motivi del suo ritorno.

Partiamo da una domanda: dal perché. Perché uno dei più forti piloti di sempre in Formula1 dopo tre anni dal ritiro senta la necessità di tornare in pista. Soldi? Impossibile: al momento del ritiro – nel 2006 – il patrimonio di Schumacher era stimato in 650 milioni di euro. Certo, i desideri umani non hanno limiti, ma le ragioni qui vanno cercate altrove. Dimostrare di essere ancora il più forte? Difficile, anche se non impossibile: Schumy correva e vinceva in una Formula1 molto diversa da quella attuale, pensare di tornare e mettersi subito dietro i vecchi avversari (Alonso su tutti) e la nuova generazione (guidata da Hamilton e Vettel) sarebbe stato da sprovveduti. E allora? Non resta che affidarci alla motivazione più semplice: dopo trenta anni di prove, partenze, incidenti, vittorie, sorpassi, in poche parole di corse, non si riesce a smettere. L’adrenalina della gara non la puoi provare seduto al muretto Ferrari a scrutare le nuvole, a guardare se a quelli in pista toccherà la pioggia. Mettersi a fare una vita normale all’improvviso non è da tutti (anzi vi riescono in pochi).
Così Schumacher è tornato, con tre anni in più che ad un certo punto non fanno esperienza, tre anni di assenza che si traducono in difficoltà. Perché al di là dell’impietoso confronto con il compagno Rosberg (sempre davanti in qualifica e gara con un saldo punti di 50 a 10 in suo favore) in Cina Schumacher ha subito otto sorpassi, il più emblematico dal russo Petrov che sulla Renault era appena alla quarta gara in Formula1. Difficoltà della Mercedes? Eppure Rosberg è salito sul podio!
Chiudiamo in tono ironico (contravvenendo alla prima regola dell’ironia, quella di non annunciarla): anche Massa all’ultimo giro ha superato il pluricampione Schumacher, facendo suo il nono posto. Su chi punterei fra i ferraristi credo sia chiaro!

Ordine d’arrivo Gp Cina: Button (McLaren); Hamilton (McLaren); Rosberg (Mercedes); Alonso (Ferrari); Kubica (Renault); Vettel (Red Bull); Petrov (Renault); Webber (Red Bull); Massa (Ferrari); Schumacher (Mercedes)…

Classifica piloti: Button 60; Rosberg 50; Alonso, Hamilton 49; Vettel 45; Massa 41; Kubica 40; Webber 28…

Classifica costruttori: McLaren 109; Ferrari 90; Red Bull 73; Mercedes 60; Renault 46; Force India 18; Williams 6; Toro Rosso 2.

Riccardo Marchese

Stoner cade, Rossi ringrazia

Dopo cinque anni Rossi torna al successo nella gara inaugurale del mondiale. In Qatar precede il compagno Lorenzo e la Honda di Dovizioso.


Mettiamola così: se Stoner casca dopo qualche giro del primo gran premio stagionale – dopo aver dominato tutte le sessioni di prove possibili – la strada per Rossi verso il decimo titolo iridato è più che in discesa. Valentino non ha dovuto strafare per aggiudicarsi la prima prova del mondiale in Qatar: l’avversario più pericoloso si è eliminato da solo sdraiandosi, più che per necessità per tenere fede alla sua fama di cascatore (“Rolling Stoner”); qualche preoccupazione l’ha portata poi il bravo Dovizioso a pochi giri dalla fine. Niente illusioni però, Rossi doveva ancora tirare fuori il coniglio dal cilindro. Un giro al limite e la bagarre con la Honda è diventato un ricordo. Da dietro, con l’altra Yamaha, ha provato a spaventare tutti Lorenzo, ma era troppo tardi per impensierire anche il Dottore: secondo lo spagnolo, con Dovizioso bravo a difendere il podio dall’attacco dell’ex iridato Hayden.

Critico con se stesso – e come non esserlo – l’australiano Stoner si rammarica, ma allo stesso tempo rilancia: “Avrei dovuto vincere perché ero il più veloce e la mia moto era di gran lunga la migliore. Ma alla curva 4 ho fatto un errore che mi ha fatto cadere. Peccato davvero. Ma per il futuro resto fiducioso: ho una moto super”.
Venticinque punti per partire, grazie ad una vittoria che non ti aspetti. Le dichiarazioni di Rossi fanno da ovvio contraltare alle parole dell’australiano: “Stoner spingeva al massimo e se fosse rimasto in piedi, sarebbe stato più difficile. La mia moto andava piano in rettilineo, prendevo secondi sugli inseguitori ma poi venivo riavvicinato. Comunque grazie al team, vincere qui è stato importantissimo e sono felicissimo”.

La prima gara di Moto2 (ex mondiale 250) è andata al giapponese Tomizawa che ha preceduto sul podio lo spagnolo Debon e il francese Cluzel. Miglior italiano Roberto Rolfo, quinto. In 125 successo di Terol davanti a Rodriguez ed Alenta con Espargaro, quarto, a completare il poker spagnolo. Nella cilindrata minore poco da aspettarsi dai tre giovani italiani Savadori, Ravaioli, Marconi. Per il futuro c’è solo tanta Spagna.

Riccardo Marchese