Archivio mensile:settembre 2006

Bettini campione senza fine

E la sua progressione mette in riga il tedesco e lo spagnolo. Reuters

E’ passata una settimana esatta dal trionfo mondiale di Paolo Bettini, entrato di diritto nella leggenda del ciclismo. Dieci classiche, fra cui due Liegi-Bastogne-Liegi ed una Sanremo, tre Coppe del mondo consecutive, dal 2002 al 2004, due campionati italiani, 2003 e 2006, medaglia d’oro ad Atene e finalmente campione del mondo a Salisburgo. L’Italia ritrova l’iride dopo quattro anni, a Zolder nel 2002 trionfò Mario Cipollini.
Con questo successo continua la stupenda annata “mondiale” per i nostri colori: campioni nel calcio, accoppiata riuscita anche nell’82, nel tennis femminile con la vittoria della Fed Cup e tante speranze riposte nel volley, mondiali sia maschili che femminili a novembre.
Riccardo Marchese
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Melandri vittoria e futuro

Fausto Gresini e Marco Melandri, insieme dal '05. Sport Image PHILLIP ISLAND (Australia), 18 settembre 2006 – Dalla depressione totale al rientro nella sfida iridata. Passando per interessi di mercato che dispiacere non fanno. La vittoria di Marco Melandri a Phillip Island ha dato una sterzata fondamentale alla sua stagione: seppur positiva poteva finire in calando, invece ha ripreso slancio e prospettive. Vediamole.
ATTUALITA’ – "Sepang (il ravennate chiuse 9°; n.d.r.) per noi è stata la corsa peggiore dell’anno – ha detto Fausto Gresini, il suo team manager -. Invece in Australia siamo stati tutti perfetti, e Marco ha rappresentato il valore aggiunto che ci ha permesso di vincere. Lui è un pilota di primissimo piano e si vede". Dopo la gara Marco ha chiesto a Honda e Michelin novità, magari già per il GP del Giappone di domenica a Motegi. "Tra alti e bassi mostruosi siamo comunque tra le prime squadre del Mondiale – spiega Gresini -: abbiamo vinto tre gare con Melandri, solo Rossi ha fatto meglio. Abbiamo una gran moto, una gran base. Non è che rispetto all’Hrc ci manchi il mondo intero. Certo, se poi un aiuto ci viene dato ben venga".
PROSPETTIVE – Melandri ha vinto, il leader iridato Nicky Hayden con la Honda Hrc ha chiuso 5°, il suo compagno Dani Pedrosa 15°, Valentino Rossi con la Yamaha 3° e Loris Capirossi con la Ducati 7°. Così Marco si ritrova a 32 punti dallo statunitense, con tre gare da disputare. Ci si può provare, non avendo niente da perdere. A Motegi è favorita, sulla carta e per motivi di gomme, la rossa bolognese. Ma se il ravennate riuscisse a rubare altri punti a Hayden e Rossi la faccenda si farebbe seria.
MERCATO – Su tutto questo si inserisce il discorso sul 2007 e oltre di Marco. Non è un segreto che la Ducati lo voglia e pare abbia presentato al pilota un’offerta corposa (si dice 6 milioni di euro in due anni), offrendo anche alla struttura di Gresini di diventare un team satellite della rossa al posto di D’Antin. "E’ da escludere", ha risposto l’ex-pilota, legato da sempre alla Honda. "La Ducati ha fatto una proposta a Melandri – ha aggiunto poi Fausto -. Da tre anni puntano i nostri piloti, prima Gibernau e poi anche Marco, che avevano tentato già lo scorso anno. Lavorano sui costi dei piloti e così drogano il mercato. Questo è il business. Mi dispiace un po’ ma io farò il possibile per tenere Melandri qui".
da GAZZETTA.IT

Fed Cup, primo trionfo azzurro

Mara Santangelo (sin.) festeggiata dopo il 2-2. ApCHARLEROI (Belgio), 17 settembre 2006 – L’Italia ha vinto la Federation Cup. Risolutivo il doppio, la Henin si è ritirata sul 2-0 Italia nel terzo set, sulla situazione di un set pari, per un problema al ginocchio destro. Il nostro doppio era rappresentato da Francesca Schiavone e Roberta Vinci. Dall’altra parte Justine Henin e la Flipkens.
In precedenza Mara Santangelo aveva battuto la Flipkens 6-7 (3) 6-3 6-0 e riportato in parità la finale tra Italia e Belgio. La Santangelo ha dovuto sostituire la Pennetta nel secondo singolare dopo che la brindisina era stata fermata dal male al polso sinistro infortunato. Contro la Flipkens l’azzurra ha pagato la tensione dell’esordio da singolarista in Fed Cup e ha perso il primo set al tie-break. Tanti errori, il servizio in difficoltà, la Santangelo è stata brava a riprendersi nel secondo set, in cui è salita 3-1 e non si è fatta più riprendere, e poi nel terzo ha dilagato, senza lasciare nemmeno un gioco all’avversaria.
Il Belgio era passato in vantaggio 2-1 quando sul sintetico indoor la numero 2 del mondo Justine Henin ha superato in due set Francesca Schiavone, che nel secondo set è stata in vantaggio 4-1 e ha servito sul 5-3. Nel nono game della seconda frazione la Schiavone ha chiesto di tornare negli spogliatoi, e una volta tornata negli ultimi quattro game ha raccolto tre punti su 16, con la belga capace di chiudere 6-4 7-5 dopo due ore di gioco.
da GAZZETTA.IT

Ferrari & Rossi: siamo in corsa

La stagione motoristica, ormai pronta allo sprint finale, regala una giornata importante in prospettiva rimonte. Michael Schumacher ha vinto il G.P. d’Italia, accorciando il distacco da Alonso da 12 a 2 sole lunghezze, grazie al ritiro del campione del mondo spagnolo, causato dalla rottura del motore. Il tedesco dopo la corsa ha annunciato il suo ritiro al termine della stagione, qualcosa già nell’aria da alcune settimane. La Ferrari ha anche annunciato la coppia di piloti per il prossimo campionato, oltre al confermato Massa arriverà il finlandese Raikkonen, giunto secondo oggi, e pronto a ricevere la pesante eredità di Schumi. Nel mondiale costruttori intanto la Ferrari ha completato l’inseguimento, portandosi al comando con 3 punti di vantaggio. Polemico Flavio Briatore sulla decisione della federazione di punire Alonso con l’arretramento in griglia per aver rallentato il giro veloce di Massa. Secondo il responsabile Renault la fine del mondiale è già scritta.
Vince anche Valentino Rossi, dopo un esaltante duello con Loris Capirossi, e riduce ulteriormente lo svantaggio da Hayden ora di 26 punti, l’americano oggi ha ottenuto il quarto posto, limitando i danni ma continuando a perdere il vantaggio acquisito. Male l’altro italiano Melandri solo nono e ormai lontano in classifica scavalcato anche da Capirex.
Nelle altre categorie confermano i loro primati gli spagnoli Bautista in 125 e Lorenzo in 250, entrambi vittoriosi sul tracciato malese. Resta comunque in corsa per il titolo nella quarto di litro l’italiano Dovizioso, anche se la sua Honda sembra inferiore rispetto all’Aprilia dell’avversario.
Riccardo Marchese
 
 

Setterosa battuto in finale

Questa volta non ce l’hanno fatta le “tigri” d’Italia a conquistare l’ennesimo oro continentale. Il setterosa è stato battuto per 12-10 dalla Russia, su cui avevamo avuto la meglio nel girone. Sono i primi due tempi che permettono alle russe di prendere margine e andare al cambio di campo con quattro gol avanti (9-5), svantaggio solo parzialmente recuperato dalle azzurre, che erano alla sesta finale consecutiva al campionato d’Europa. L’appuntamento clou nel prossimo anno sarà molto anticipato, mondiale a marzo in Australia, con le nostre portacolori vogliose di ritornare sul tetto del mondo.
Riccardo Marchese 

Pallanuoto: bene solo le donne

Francesca Pavan ostacolata da Cristina Lopez. AfpAgli Europei di pallanuoto, che si stanno svolgendo in Serbia, l’Italia al femminile è approdata in finale battendo la Spagna con il punteggio di 15-10. Il setterosa è atteso ora nella sfida che vale il titolo dalle russe, che hanno superato in semifinale la temibile Ungheria.
Delusione invece in campo maschile dopo l’eliminazione nei quarti per mano della Romania (9-10). Il settebello, avanti al cambio di campo per 9-6, si spegne alla distanza subendo 4 reti consecutive senza andare più a segno. Italia fuori dalle semifinali contro un avversario sulla carta decisamente inferiore. Questo fa crescere il rammarico, ma l’Europeo serbo era stato programmato “solo” come una tappa verso Pechino 2008.
Non ci resta che aspettare, anche se i mondiali sono vicini, in Australia fra sei mesi, e a Melbourne non vorremmo risentire la storia del progetto olimpico. Nell’attesa consoliamoci con le ragazze, campionesse olimpiche in carica, e pronte a ritornare sul trono d’Europa.
Riccardo Marchese

I francesi si vendicano? Va bene così

La partita inizia subito con grande decisione da parte dei francesi: Govou attacca Pirlo. AfpDopo il brutto pari rimediato in casa con la Lituania, è arrivata la batosta. Italia sconfitta per 3-1 dalla Francia, nel replay della finale mondiale. La strada verso Euro 2008 si fa sempre più dura, la Scozia come i galletti è a 6 punti e l’Ucraina a 3 con una sola partita disputata. Ma la strada è anche lunga, ancora dieci gare con tutti gli scontri diretti da giocare, quelli veri contro Ucraina e Scozia, e con 12 punti da chiedere a Georgia e Far Oer.
Inoltre come ha spiegato il ct francese Domenech, contro i campioni del mondo tutti cercano la partita della vita. Eccoci al punto. Si prendano pure la loro rivincita, ma il 9 luglio nella sfida più importante, la coppa ce la siamo presa noi. Lo sappiamo, quei “rosiconi” di francesi venderebbero le loro madri per invertire la situazione. Ma i campioni del mondo siamo noi. Un qualcosa da non dimenticare mai. Diffidate da chi dice di smetterla con i ricordi. Proprio non me la sento di criticare Cannavaro, Pirlo o Grosso, colonne portanti di quell’Italia che solo due mesi fa faceva impazzire tutti. Non sarebbe giusto, oltre che per meriti acquisiti, per la loro attuale condizione di forma. I responsabili vanno cercati altrove. Ad esempio in chi ha deciso lo slittamento dei campionati, con preparazioni atletiche modificate all’ultimo, attendendo l’ennesima sentenza di un calcio sempre più legato ai tribunali che al campo. O ancora dobbiamo prendercela con chi ha ideato l’amichevole di Livorno, con una nazionale sperimentale, imbottita di “manovali” del pallone, invece che preparare le due gare di qualificazione, cominciando a valutare da vicino chi fosse realmente in forma o no. E qui vengo alle responsabilità di Donadoni, coraggioso a richiamare Cassano, ma troppo frettoloso nell’escludere Toni, Del Piero e Camoranesi, convocando a loro posto giocatori inesperti a livello internazionale. Già, ma il primo a non aver mai avuto esperienze oltreconfine da allenatore era proprio il nostro ct. Scotto pagato, anche a caro prezzo, ma nulla è compromesso. Storicamente nelle qualificazioni l’Italia parte sempre col freno a mano tirato, recuperando quando serve. Il problema è che la vera Italia servirà già dal 7 ottobre, quando ospiteremo l’Ucraina, in una partita, quella si, da vincere per forza.
Riccardo Marchese

Addio Facchetti capitano gentiluomo

Ieri 4 settembre si è spento all’età di 64 anni il presidente dell’Inter Giacinto Facchetti. Uomo simbolo dei nerazzurri, con i quali aveva vinto tutto negli anni ‘60, Facchetti aveva indossato ben 70 volte la fascia di capitano della nazionale italiana, primato assoluto, conquistando nel 1968 il nostro unico campionato Europeo. Con l’Inter 476 presenze e 59 gol, bottino ineguagliabile per un terzino, quattro scudetti, due Coppe dei Campioni, due Intercontinentali e una Coppa Italia.
Facchetti aveva capitanato gli azzurri nella storica Italia-Germania 4-3, semifinale della coppa del mondo del 1970 in Messico, e nella relativa finale persa col Brasile.
Uomo di indiscussa moralità, di certo non mancherà solo ai tifosi nerazzurri.

La Lituania blocca l’Italia mondiale

L'uscita dal campo di Cassano al fischio finale: l'1-1 non può soddisfarlo, nonostante sia stato il miglior azzurro in campo. Ap

Davanti al festante San Paolo, prima uscita ufficiale da campioni del mondo, una brutta Italia non è andata oltre il pareggio nella gara d’esordio delle qualificazioni all’Europeo 2008.
La squadra di Donadoni ha trovato un avversario più solido del previsto, ma ha anche evidenziato un netto ritardo nella condizione fisica.
Azzurri costretti ad inseguire dopo il gol della Lituania al 21’ con Danilevicius, 15 centri in B con l’Avellino lo scorso campionato e quest’anno in forza al Livorno. Momenti di paura prima che Inzaghi, sfruttando l’assist di Cassano, riporti al 30’ la situazione in parità. Tutto farebbe presagire una facile rimonta, ma le gambe dei nostri non girano come qualche mese fa.
Nella ripresa il neo c.t. prova a cambiare le carte in tavola sbilanciando l’assetto della squadra, dentro Marchionni e Gilardino per Perrotta e De Rossi, ma il risultato non cambia.
A livello individuale buona prova di Antonio Cassano, strepitoso nel primo tempo il madridista è calato alla distanza diventando irritante nel finale quando cercava sempre ed in ogni zona del campo l’uno contro uno. Sarà lui uno dei punti fermi del nuovo corso azzurro. Corso che rischierà di complicarsi non poco in caso di risultato sfavorevole nella sfida di mercoledì contro la Francia, che ha vinto agevolmente in Georgia. A Parigi caricano da tempo l’evento ed il clima sarà certamente infuocato.
Il nostro raggruppamento è uno dei più duri, oltre ai transalpini ci contenderanno la qualificazione Ucraina e Scozia, e come dimostrato stasera la Lituania non vorrà fare da comparsa. Completano il quadro Georgia e Far Oer con poche possibilità di rubare punti alle altre. Si qualificano all’Europeo del 2008 che si terrà in Austria e Svizzera le prime due di ciascun girone.
Siamo all’inizio ma la strada è già in salita.
Riccardo Marchese