Archivio mensile:ottobre 2006

Vince Massa, Alonso è campione

 Fernando Alonso, 25 anni, bis iridato in F.1. Afp
SAN PAOLO (Brasile), 22 ottobre 2006 – Serviva un miracolo che non si è avverato. La Ferrari cede con l’onore delle armi il campionato 2006 a Fernando Alonso, seconda volta consecutiva campione del mondo. Lo fa vincendo il GP del Brasile con Felipe Massa ma quelli del brasiliano al settimo cielo per la vittoria davanti al pubblico di casa sono gli unici autentici sorrisi nel team di Maranello. Alonso secondo e Fisichella sesto dietro a Raikkonen hanno infatti garantito alla Renault anche il titolo costruttori.
Amarissima dunque l’ultima gara della carriera di Michael Schumacher, che ha chiuso quarto dopo un difficilissimo fine settimana, tecnicamente ed emotivamente. Il sogno del campione tedesco di lasciare con l’ottavo titolo è durato nove giri: tentativo di sorpasso ai danni di Giancarlo Fisichella in fondo al rettilineo d’arrivo, tocco con l’alettone della Renault, gomma posteriore sinistra della Ferrari afflosciata. Rientro ai box e gara definitivamente compromessa.
Alonso, che doveva solo arrivare in zona punti, ha potuto quindi correre ancor più sul velluto. Massa ha preso subito il comando dalla pole seguito da Raikkonen e Trulli. Alonso si è accodato a loro scortato da Fisichella. Schumi, partito dalla decima posizione, ha invece tirato fuori gli artigli. Sfruttando la bagarre del via si è presto messo in coda a Fisico e dopo alcuni giri di Safety-car per un incidente a Nico Rosberg per fortuna senza conseguenze, ha attaccato il romano. Ma dopo aver scavalcato Giancarlo, la Ferrari e la Renault si sono toccate di un’inezia, quella decisiva. La gomma posteriore sinistra della 248 F1 si è afflosciata come il cuore di milioni di ferraristi.
Michael è rientrato ai box per il cambio e ha dato vita a una rimonta veramente generosa. Alla fine ha chiuso quarto, un vero leone. Davanti a lui, in un clima un po’ irreale per un esito arrivato così presto, Massa ha dominato, Trulli ha rotto, Alonso ha corso tranquillo tranquillo, Raikkonen e Fisichella sono stati scavalcati da Schumi. Nessuna particolare emozione salvo i soliti pit-stop che hanno determinato l’ordine d’arrivo finale che fa la gioia di Alonso e della Renault. Schumi lascia dopo 7 titoli iridati, Alonso si siede per la seconda volta sul trono della F.1, già suo lo scorso anno. E’ comunque una degna successione.
da GAZZETTA.IT

Finalmente tripletta

Cruz e Recoba esultano, primi punti in Champions per l'Inter. ApLe squadre italiane escono dal terzo turno della Champions League finalmente tutte e tre vincitrici. A metà girone e nonostante il successo resta delicata la situazione dell’Inter, sconfitta nelle prime due sfide. Milan e Roma possono invece dormire sonni tranquilli, anche se i giallorossi hanno nel Valencia un serio pretendente al primo posto, che eviterebbe l’incrocio con una prima di un altro girone.
ANDERLECHT-MILAN (0-1) Sofferta ma preziosa, la vittoria sul campo dell’Anderlecht lancia gli uomini di Ancellotti al comando solitario del gruppo H, facendo ipotecare il passaggio agli ottavi di finale, cinque punti di vantaggio sul terzo posto. Decisivo Kakà che realizza il gol partita quando il Milan è in inferiorità numerica per l’espulsione di Bonera.
OLIMPIACOS-ROMA (0-1) L’Olimpiacos di Rivaldo andava in rete in Champions da 13 partite consecutive. Dopo un primo tempo angosciante, greci più volte vicino al gol, i capitolini ritornano in campo trasformati, evidente anche la migliore condizione fisica. Il gol che segna la svolta porta la firma di Perrotta, assist di Rosi su una gran palla di Totti. Nel finale proprio il capitano sciupa a tu per tu con il portiere.
INTER- SPARTAK MOSCA (2-1) Travolgente inizio nerazzurro, dopo dieci minuti è già 2-0 per effetto della doppietta di Cruz. L’argentino in buono stato di forma fa coppia in attacco con Recoba che entra in entrambe le azioni da gol, sfornando direttamente l’assist per il raddoppio. L’Inter si siede e nella ripresa lo Spartak torna sotto, decisivi nel finale gli interventi di Julio Cesar.
Risultato positivo nell’altra sfida del girone, il Bayern Monaco espugna Lisbona permettendo ai nerazzurri di portarsi ad una sola lunghezza dai portoghesi. Allo stesso tempo Mancini però può già salutare l’eventualità primo posto.
Riccardo Marchese

Italia “mission possible”

Shovkovskiy è battuto per la seconda volta e Toni può liberare la consueta esultanza. Ansa
La rincorsa azzurra ad un posto per l’Europeo 2008 è partita. Dopo il disastro settembrino, pari interno con la Lituania e sconfitta in Francia, arrivano due successi fondamentali su Ucraina e Georgia che ci portano a quota 7 in classifica. Vittorie importanti ma ovviamente non risolutive visto che Francia e Scozia guidano il girone con 9 punti e la stessa Ucraina ne ha 6 con una partita in meno. L’equilibrio del nostro raggruppamento è confermato dal fatto che dopo solo quattro giornate non c’è più una squadra imbattuta. Situazione questa che non si verifica in nessun altro girone di qualificazione.
Nonostante il buon esito del doppio impegno la nazionale di Donadoni continua a destare perplessità. Contro gli ucraini a Roma siamo riusciti a sbloccare il risultato solo su rigore, con Oddo al primo centro in azzurro, arrotondando nel finale con Toni; in Georgia passati in vantaggio, gol di De Rossi con evidente responsabilità del portiere, ci siamo lasciati riprendere ed abbiamo rischiato di andare sotto sul finire del primo tempo, clamoroso palo a Buffon battuto. Nella ripresa siamo tornati a mettere la testa avanti solo dopo essere rimasti in superiorità numerica, bel gol di Camoranesi, chiudendo definitivamente il conto con Perrotta.
A non convincere sono anche alcune scelte del c.t. come quella di lasciare a casa la coppia del futuro Cassano-Gilardino, esclusi addirittura dai 25 convocati.
Funziona invece a centrocampo De Rossi, tra i migliori in entrambe le uscite con tanto di numero 10 sulle spalle, eredità momentanea aspettando il ritorno di Totti.
Nome nuovo che esce da queste due sfide è quello di Antonio Di Natale, decisivo da subentrato contro l’Ucraina e promosso titolare con la Georgia, il giocatore in forza all’Udinese ha dimostrato di essere in buona forma, “complicando” ancor di più le scelte future di Donadoni.
Riccardo Marchese
 

Schumacher mondiale in fumo

Schumi, 37 anni: in Brasile ha vinto 4 volte. ApTradito dall’inimmaginabile.
Michael Schumacher dice con molta probabilità addio al suo ottavo titolo iridato in Giappone sul circuito di Suzuka, teatro in passato di tante feste rosse. Il motore della sua Ferrari è saltato al 37° giro quando era in testa alla corsa, seguito dal rivale Alonso. L’ultimo ritiro di Schumi per guai al propulsore avvenne nel luglio del 2000, G.p. di Francia.
L’imprevedibilità della F1: così come in Cina una Ferrari sfavorita aveva vinto, domenica Alonso contro ogni pronostico partendo quinto ha trionfato, ipotecando il secondo titolo mondiale consecutivo.
Una sola possibilità per Schumacher, vincere e sperare in un ritiro di Alonso, difficile infatti che lo spagnolo terminando la gara non chiuda fra i primi otto.
Compromesso anche il titolo costruttori con la Renault ora a +9 grazie anche al terzo posto di Fisichella, preceduto dalla Ferrari di Massa.
Il responso finale il 22 ottobre in Brasile, ma servirà più di un miracolo.
Riccardo Marchese

Cina: Schumi aggancia Alonso!

Michael Schumacher, 37 anni, 7 volte iridato. ApSHANGHAI (Cina), 1 ottobre 2006 – Pareggio! Michael Schumacher ha vinto con la sue Ferrari il GP di Cina e ha agganciato in testa al Mondiale il suo rivale Fernando Alonso, secondo con la Renault dopo una gara movimentatissima. Mentre terzo ha finito Giancarlo Fisichella con l’altra Renault. Una questione di gomme. Quelle intermedie che prima hanno aiutato lo spagnolo e poi hanno reso felice Schumi. E così le Bridgestone, tanto bistrattate dopo le qualifiche (Michael 6° con l’asfalto bagnato e Renault in prima fila) si sono prese la rivincita trascinando la rossa e il tedesco a un successo importantissimo in chiave iridata, con il GP Giappone domenica prossima e quello del Brasile il 24 ottobre ancora da disputare. Alle spalle dei primi tre hanno chiuso a punti Jenson Button (Honda), Pedro De la Rosa (McLaren), Rubens Barrichello (Honda), Nick Heidfeld (Bmw) e Mark Webber (Williams). Mentre Felipe Massa si è ritirato dopo un contatto con Coulthard.
La cronaca, con il via su tracciato bagnato per la pioggia caduta fino a un’ora prima della corsa. Regolare la partenza con Alonso e Fisichella in testa già dalla prima curva, mentre dietro Raikkonen infilava le due Honda e Schumi restava tranquillo in sesta posizione. Dopo 13 giri il tedesco aveva passato Barrichello e Button salendo in quarta piazza con Raikkonen che, proprio per le diverse condizioni del circuito, scavalcava Fisichella mettendosi a caccia di Alonso.
Dopo 15 giri Button entrava per rifornimento e cambio gomme, seguito nella tornata seguente da Raikkonen e Barrichello mentre Alonso era autore di un lungo che gli faceva perdere 3" circa. Con la pista che si andava asciugando sempre più la gara perdeva Raikkonen, ritirato per un guasto sulla sua McLaren dopo 18 giri. Al 21° sosta per Schumi che mantiene le gomme intermedie, così come fa Alonso una tornata più tardi. Il primo a montare pneumatici da asciutto era Kubica ma, dopo tre lunghi, era costretto e rientrare subito ai box e rimettere le intermedie.
A metà gara si decide il GP: Alonso inizia a girare lentissimo, per problemi di gomme, e viene passato prima dal compagno Fisichella e poi da Schumacher. Fernando anticipa la sua sosta ma ci vogliono ben 19" per problemi con la ruota posteriore destra. A 16 tornate dal termine tocca a Schumacher e il giro dopo a Fisichella (al comando) che, appena uscito dai box, viene infilato dal tedesco velocissimo perchè con gomme da asciutto già in temperatura. Schumi scappa e non viene più avvicinato da nessuno mentre dietro Alonso è rapidissimo, passa il suo compagno ma può solo chiudere secondo. Si riparte in perfetta parità. Ci sarà da divertirsi.
da GAZZETTA.IT