Archivio mensile:marzo 2008

L’Italia è sempre l’Italia

Pioggia di medaglie azzurre agli Europei di Nuoto di Eindhoven: cinque titoli e ben 21 podi.
SuperPellegrini vince i 400 sl stabilendo il nuovo primato del Mondo.

La felicità di Federica Pellegrini all'arrivo dei 400 stile libero: oltre all'oro europeo, è arrivato anche un fantastico record del mondo. Afp

Sarà un’edizione da ricordare quella degli Europei di Nuoto appena conclusasi ad Eindhoven, in Olanda. Non solo per i risultati degli azzurri (cinque titoli continentali e 21 medaglie totali), quanto per la crescita generale del nuoto europeo.
Un nome su tutti: Alain Bernard. Il nuotatore francese ha rifatto la storia della velocità stabilendo i nuovi primati del Mondo sui 50 e sui 100 stile libero: 21″50 nella gara più rapida (tempo nuotato in semifinale), e 47″50 sulla doppia distanza. Nulla ha potuto contro di lui il nostro Filippo Magnini, terzo nella gara dei 100 sl che non perdeva dal 2003.
Fa paura anche l’Olanda femminile dello stile libero: record mondiale sia per la Veldhuis sui 50 (24″09) sia per la staffetta veloce (3’33”62). Sulle distanze più lunghe, domina, anzi avrebbe dominato, l’Italia della Pellegrini e della Filippi. Federica si vede scippare infatti il sicuro oro nei 200 per una  squalifica (partenza irregolare inventata dal giudice). Si rifà però con gli interessi nei 400: oro e record mondiale (4’01”53) tolto alla francese Manaudou.
Gli 800 sono invece di Alessia Filippi che bissa l’oro dei 400 misti e avvia il suo percorso per l’Olimpiade con le idee più chiare. Saranno queste le due gare su cui puntare.

SINCRO Ovvero tutto è iniziato così. Le prime medaglie per l’Italia arrivano dal sincronizzato, sono ben quattro, tre argenti e un bronzo. Sul terzo gradino del podio sale Beatrice Adelizzi nel solo, le piazze d’onore arrivano dal concorso a squadra, dal combinato e dal duo (ancora Adelizzi con Giulia Lapi).
En plein spagnolo: quattro ori in quattro gare.

TUFFI Non vengono meno al loro compito i tuffatori, che migliorano qualitativamente il bottino ottenuto due anni fa a Budapest. Allora furono quattro bronzi, questa volta un oro e tre bronzi.
A far risuonare l’inno italiano ci pensa Tania Cagnotto, prima nella gara dalla piattaforma. La bolzanina va sul podio anche nel sincro, sempre dai 10 metri, insieme a Noemi Batki.
Conferma il terzo posto in Europa Cristopher Sacchin dal metro, stesso piazzamento per Francesco Dell’Uomo nella piattaforma.

NUOTO E MEDAGLIERI La vittoria, si sa, è femmina. Difatti dei cinque titoli europei conquistati dall’Italia solo uno arriva dai maschi. E’ la staffetta 4×200 sl, oro grazie a Brembilla, Rosolino, Cassio e Magnini.
Il bilancio finale in piscina è buono: 4 ori, 4 argenti, 5 bronzi per un totale di 13 podi.
Nel medagliere del solo nuoto l’Italia si ferma così al terzo posto dietro la Russia e la Francia. Nel complessivo invece si sale al secondo posto: 5 ori, 7 argenti, 9 bronzi. Davanti a tutti sempre la Russia con 12 titoli continentali e 25 podi.

Per consultare tutti i risultati, i tempi, il medagliere…clicca qui.

Riccardo Marchese

Mondiali pattinaggio, Kostner d’argento

Ai campionati mondiali di pattinaggio artistico figura di Goteborg (Svezia), Carolina Kostner ha conquistato la medaglia d’argento, finendo dietro la giapponese Mao Asada.

Dopo il bronzo ottenuto nel 2005 a Mosca, Carolina Kostner (campionessa europea in carica) torna sul podio del mondiale.
Prima dopo il programma corto, inizia il suo programma libero con una favolosa sequenza triplo flip, tripo toeloop, doppio rittberger. La sua prova prosegue con qualche incertezza in alcuni salti, senza però togliere grazia ed eleganza al suo pattinaggio scorrevole che la rende di una leggiadria inimitabile.
Carolina rischia il tutto per tutto, anche se commette qualche errore di troppo. Chiude con il punteggio di 184.68, suo record personale, aggiudicandosi la medaglia d’argento dietro la giapponese Mao Asada, ma perdendo per un soffio la medaglia d’oro. Completa il podio la coreana Kim Yu-Na.
L’altra italiana, Valentina Marchei chiude con un ottimo 13° posto.

Margherita Marchese

Più Inter che Roma

I nerazzurri allungano a +7 sui giallorossi, battuti nel derby dalla Lazio.
Il Milan crolla e rischia la Champions. Vola la Samp anche senza Cassano: è la migliore nel ritorno.
  

L'esultanza di Behrami sotto la nord dopo il 3-2 finale

Se quando l’Inter rallenta la Roma si ferma, il campionato può dirsi già chiuso. E’ successo questo nel 29° turno di Serie A, con i nerazzurri bloccati sul pari dal Genoa e i giallorossi sconfitti in extremis dalla Lazio.
I punti di distacco salgono così a sette, praticamente otto, tenendo conto dello scontro diretto in favore dell’Inter.
Uno spiraglio però resta. Lo offre il calendario, sulla carta molto più agevole per gli uomini di Spalletti. Prendiamo i prossimi due turni: l’Inter affronterà la Juve in casa e la Lazio all’Olimpico, mentre la Roma ospiterà l’Empoli e andrà a far visita al Cagliari. Da qui alla fine (mancano nove giornate) una situazione del genere si ripeterà spesso, anche se la Roma dovrà fare i conti con il difficile impegno europeo.

EUROPA (futura) alla quale guarda con un po’ di pessimismo il Milan, sconfitto in casa dalla sorprendente Sampdoria. I blucerchiati, alla terza vittoria consecutiva (in coincidenza con la terza giornata di assenza di Cassano!), sono la squadra che ha raccolto più punti nel girone di ritorno: ben 20, seguiti da Inter e Roma a 19.
Il crollo rossonero è reso tuttavia meno amaro dal contemporaneo stop della Fiorentina a Napoli. Curiosa statistica per i partenopei: al San Paolo in notturna hanno raccolto solo successi, ottenendo 18 punti in sei incontri.
In zona Champions muove la classifica solo la Juventus che torna da Empoli con un pari a reti bianche e si porta a +9 sul Milan. Ricapitolando: Juve 55, Fiorentina 50, Milan 46. Citazione anche per Sampdoria 45, e Udinese 44, pronte ad inserirsi nella lotta al quarto posto anche se più probabilmente si giocheranno un piazzamento UEFA.

IN CODA da segnalare la risalita del Cagliari alla quarta vittoria consecutiva in casa (battute Lazio, Genoa Torino e nell’ultimo turno l’Atalanta). 
Primo successo per il Parma di Hector Cuper: al Tardini batte il Palermo nel finale, grazie alla doppietta di Budan. Continuano ad arrancare invece Catania e Livorno (solo 6 punti nel girone di ritorno) bloccate sul pari interno in due scontri salvezza. Gli etnei chiudono 0-0 col Siena, i labronici 1-1 con la Reggina. 

Riccardo Marchese

6Nazioni: Scozia battuta, cucchiaio evitato. Anzi no

Al Flaminio di Roma, gli azzurri hanno battuto 23-20 la Scozia grazie ad un drop di Marcato nel finale. Si apre però un dibattito sul simbolico titolo: spetta alla squadra ultima in classifica o alla squadra che perde tutti gli incontri? Proviamo a chiarire.

All’ultimo minuto dell’ultimo turno, contro la Scozia, l’Italia del rugby ha strappato con i denti una vittoria nel 6Nazioni 2008. Decisivo è stato il drop di Andrea Marcato, arrivato a poco dalla fine sul punteggio di 20-20.

Una vittoria che lascia però una coda polemica. Battendo gli scozzesi l’Italia intera aveva pensato (e forse pensa tuttora) di aver evitato il disonore del cucchiaio di legno. A termini di regolamento non è così.

In realtà un regolamento per l’assegnazione del wooden spoon, per dirla all’inglese, neppure esiste. La conseutudine, di questo si deve parlare, è di assegnarlo alla squadra ultima in classifica. In questa edizione sul fondo c’è proprio l’Italia, una vittoria su cinque incontri, come la Scozia, ma una peggiore differenza punti: -57 contro il loro -54.

Parte di questa confusione potrebbe essere nata dall’esistenza di un altro titolo simbolico: il withewash. Traducibile come "andare in bianco" spetta alla squadra del 6Nazioni che raccoglie solo sconfitte. Titolo da cui ci siamo salvati battendo la Scozia, ma il cucchiaio di legno ci spetta…

Riccardo Marchese

Moelgg re dello slalom

Manfred Moelgg ha conquistato a Bormio la coppa di specialità di slalom speciale. Dopo aver dominato la prima manche si è accontentato di amministrare nella seconda, per via dell’errore del leader Grange. Chiude sesto, ma scoppia la festa.

Alla fine la rimonta è riuscita. Ad un certo punto della stagione, fine gennaio slalom di Schladming, Moelgg aveva 165 punti da recuperare sul fenomenale, fino a quel momento, Grange. Il francese è crollato: da allora neppure un podio. Moelgg, invece, ha raccolto sempre punti pesanti, ottenendo anche la prima vittoria in Coppa del Mondo a Kranjska Gora.
L’epilogo della rincorsa si è avuto a Bormio, nell’ultima gara stagionale. Moelgg è davanti a tutti nella prima manche, Grange è staccato di quasi mezzo secondo. Il francese non può più fare calcoli, giocare in difesa potrebbe non bastare. La sua discesa è decisiva, ma sbaglia. L’errore a pochissime porte dalla fine lo relega in fondo al gruppo e Moellg sente già le sue mani sulla coppetta di cristallo. Gli bastano 22 punti, cioè il 12° posto. La sua gara è perfetta, al primo intermedio è ancora avanti a tutti, poi controlla e perde il giusto su chi ha rischiato non avendo nulla da perdere; al traguardo è sesto. La coppa di slalom è sua.

DOMINIO U.S.A. Nelle classifiche generali di Coppa del Mondo va registrata la doppietta americana. Bode Miller e Lindsey Vonn Kildow si sono aggiudicati le due coppe di cristallo più prestigiose, battendo l’agguerrita concorrenza austriaca. Da segnalare l’ottimo quarto posto di Manfred Moelgg nella generale maschile (924 punti).

Riccardo Marchese

Champions: ancora Roma-Manchester

Sorteggio difficile per i giallorossi, unica squadra italiana approdata ai quarti di finale di Champions League.
Derby inglese fra Arsenal e Liverpool. Il Chelsea pesca il Fenerbahce, mentre il Barça se la vedrà con lo Schalke04.

Cancellare quel 7-1. Questa è l’opportunità che si presenta alla Roma per l’ennesimo confronto contro il Manchester United. Quarti di finale come un anno fa, con i giallorossi che arrivano da una vittoria convincente negli ottavi (allora contro il Lione, oggi contro il Real). 
Con le analogie potremmo fermarci qui, perché questa Roma sembra avere davvero qualcosa in più. La qualità della rosa è sicuramente cresciuta, e molti giocatori hanno ormai confidenza con il palcoscenico europeo. Dettagli di non poco conto. Lo spauracchio del ritorno all’ Old Trafford, lo stadio del tracollo, è stato già affrontato nel girone eliminatorio: prestazione onorevole con sconfitta di misura.

Altra gara dal grande fascino sarà il quarto di finale tutto inglese Arsenal-Liverpool, sfida fra le due squadre che hanno battuto le milanesi negli ottavi di finale.
Compito agevole sulla carta invece per il Chelsea e il Barcellona: i blues affronteranno il Fenerbahce di Zico, formazione comunque temibile in casa, i blaugrana i tedeschi dello Schalke 04. 

QUARTI DI FINALE
Roma-Manchester U.
Schalke04-Barcellona
Fenerbahce-Chelsea
Arsenal-Liverpool

Sfide d’andata l’1 e il 2 aprile, ritorno l’8 e il 9. Sorteggiati anche gli accoppiamenti per le semifinali: in caso di passaggio del turno la Roma troverà la vincente della sfida Schalke04-Barcellona.  

Riccardo Marchese

Finalmente Moelgg! E’ grande Italia

Nello slalom speciale di Kranjska Gora, Manfred Moelgg coglie il primo successo in Coppa del Mondo. Una vittoria che suggella un fine settimana strepitoso per l’Italsci.

Questo giorno, prima o poi, sarebbe dovuto arrivare. Era solo questione di tempo: la crescita di Manfred Moelgg era sotto gli occhi di tutti. Quattro podi nel finale della scorsa stagione, compresa la medaglia d’argento ai Mondiali di Aare, altri quattro quest’anno, considerando solo lo slalom, sua disciplina preferita. Nel computo totale vanno aggiunte infatti altre due piazze d’onore, ottenute in gigante, per un totale di sei podi stagionali. Cose che nemmeno Toto Cutugno a Sanremo…

FINALMENTE LA PRIMA L’incantesimo Moelgg lo spezza in Slovenia, sul pendio di Kranjska Gora.
I segnali positivi erano arrivati già nella prima manche, primo posto davanti all’austriaco Herbst, l’ unico a restargli vicino. Lo snodo della gara è proprio la seconda discesa dell’austriaco che fa qualche errore finendo così anche fuori dal podio. A questo punto Moelgg parte con 64/100 di vantaggio sul leader della gara, il croato Kostelic. Manfred può amministrare e lo fa benissimo, arrivando al traguardo con 41/100 di vantaggio.
Sul podio, oltre a Kostelic, va anche l’austriaco Hirscher, partito con il pettorale numero 31.

E ORA LA COPPA! Grazie alla stupenda vittoria, ai 100 punti ottenuti e al contemporaneo quarto posto di Grange, si riapre il discorso per la coppa di specialità. Il francese resta leader con 512 punti, 21 in più di Moelgg che raggiunge quota 491. Deciderà la gara finale di Bormio.

TANTO AZZURRO Non solo Moelgg però in questo weekend di sci, o meglio non solo vittoria in slalom speciale. Lo stesso Manfred festeggia insieme a Massimiliano Blardone il podio in gigante (rispettivamente secondo e terzo) alle spalle dell’americano Ted Ligety.
Sorrisi anche dalle donne: Nadia Fanchini coglie un buon terzo posto in discesa, sulla pista di Crans Montana, in Svizzera, confermando il podio ottenuto sempre in discesa al Sestriere.

Riccardo Marchese

Werner Heel, è nata una stella?

Sulla pista di Kivtfjell, in Norvegia, il ventiseienne azzurro coglie in due discese una vittoria (primo podio in Coppa del Mondo) e un terzo posto. Festeggia anche la Karbon in Germania, sua la coppa di Gigante senza gareggiare.

Werner Heel, 26 anni, è tesserato per le Fiamme Gialle. Ap

Da Val Gardena 2001 a Kivtfjell 2008. Sette anni dopo l’Italia riassopora il successo nella disciplina più veloce dello sci alpino. L’ultima volta era toccato a un Kristian Ghedina ormai più che trentenne, oggi alla ex promessa Werner Heel. In mezzo una sorta di maledizione con Peter Fill eternamente piazzato ma mai vincitore.
Una pista un destino, proprio qui a Kivtfjell infatti (a pochi chilometri da Lillehammer) Ghedina ottenne nel 2000 il suo unico successo in Super Gigante, su un totale di 13 vittorie.

CHE WEEKEND! Due giorni impossibili da dimenticare per Heel che nella prima discesa (recupero di quella annulata in Val d’Isere) si piazza davanti a tutti, precedendo sul podio l’americano Bode Miller e l’austriaco Klaus Kroel. Va bene anche il bis, un terzo posto di valore assoluto, visto i nomi di chi gli è davanti (lo stesso Bode Miller e lo svizzero Cuche).
L’americano Miller non scende dal podio nemmeno in Super G, secondo dietro Streitberger. Heel chiude nono.

Fine settimana positivo anche per Denise Karbon, la coppa di Gigante era ampiamente nelle sue mani e l’annullamento della gara di Zwiesel rende il tutto ufficiale. Dopo sei anni una coppa di specialità torna all’Italia delle donne, l’ultima fu conquistata da Isolde Kostner in discesa.

Riccardo Marchese