Archivio mensile:luglio 2008

Quel che resta del Tour è di Sastre

Lo spagnolo della CSC vince la 95.a edizione della corsa francese. Sul podio l'australiano Cadel Evans e l'austriaco Bernard Kohl. Intanto quarto caso di doping: è il kazako Fofonov della Credit Agricole.

Carlos Sastre, Cadel Evans, Bernard Kohl

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E se fosse questa la soluzione?

Amedeo Colombo, presidente dei corridori italiani, chiede che non ci siano più appelli: squalifica a vita già alla prima positività. "Dobbiamo mettere spalle al muro chi non capisce il danno che fa a tutto il movimento. E fargli cambiare mestiere"

Riccardo Riccò, 24 anni. Lapresse

 

Doping, la proposta choc "Radiazione subito"

Il tempo massimo è scaduto. Una settimana fa, lo scandalo doping di Riccardo Riccò, il corridore che incarnava il futuro del ciclismo. Il nuovo eroe della bicicletta. Spavaldo e vincente. E adesso Amedeo Colombo, presidente dell’Accpi, l’Associazione dei professionisti italiani, sbotta. Non ce la fa più a sentirsi tradito dai suoi ragazzi. Troppe volte è successo negli ultimi anni. Parte un segnale, che è soprattutto un ultimatum: "Radiazione. Il prossimo che sarà trovato positivo non deve correre più. È questa la proposta che presenterò all’assemblea dei nostri ciclisti". Una rivoluzione. Che, se verrà approvata dall’Accpi, verrà inoltrata alla Federciclo italiana…da Gazzetta.it

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Basta! Basta! Basta!

Riccardo Riccò positivo all’EPO. La Saunier Duval, la sua squadra, si ritira dal Tour.

Riccardo Riccò positivo all'Epo dopo il controllo effettuato al termine della tappa a cronometro del Tour de France disputata l'8 luglio scorso a Cholet.

Lunedì 14 luglio, il giorno dopo l’impresa di Riccò sui Pirenei, Candido Cannavò dalle colonne della Gazzetta dello Sport chiudeva il suo editoriale con un invito al "nuovo Pirata" a non tradirci mai. 
Inutile, Riccò aveva già firmato il suo patto col diavolo, una sostanza nuova, eritropoietina (EPO) di terza generazione, più specificamente chiamato CERA.

La positività di Riccò riguarda la quarta tappa, quella della cronometro a Cholet dell’8 luglio. La notizia, apparsa poco dopo le 12 sul sito internet dell’Equipe e confermata a distanza di un’ ora, ha portato tutta la Saunier Duval all’autosospensione. 
Se le controanalisi dovessero confermare tali risultati, Riccò perderebbe le due vittorie di tappa e dovrebbe andare in contro ad una lunga squalifica. 

Durante il Tour 2008 quello di Riccò è il terzo caso di doping accertato. Prima di lui erano stati fermati gli spagnoli Manuel Beltran della Liquigas e Duenas Nevado della Barloworld.
Una corsa senza pace il Tour: due anni fa l’esclusione preventiva di Basso, Ullrich, Mancebo e Vinokourov e poi lo scandalo Landis, mentre nella scorsa edizione dovette fare i conti con le positività di Vinokourov (ancora lui), Sinkewitz, Moreni e il caso Rasmussen.

Ronaldinho al Milan. Ma serve davvero?

Il fuoriclasse brasiliano ha firmato un contratto triennale da 6,5 milioni di euro a stagione. Al Barcellona vanno 21 milioni più un bonus di 4 milioni legato alla qualificazione in Champions dei rossoneri.

Ronaldinho (Foto AcMilan.com)

La notizia ufficiale dal sito del Milan

Tour: ancora Italia, firma Piepoli

Saunier Duval grande protagonista: Piepoli vince la decima tappa davanti al compagno Cobo, Riccò resta con i migliori e conquista la maglia bianca e quella a pois.

Leonardo Piepoli esulta sul traguardo di Hautacam, dietro di lui gioia anche per Cobo. Afp

Saranno pure al confine con la Spagna, ma i Pirenei in questa edizione del Tour sono territorio italiano. Dopo la vittoria di Riccardo Riccò a Bagnères-de-Bigorre, tocca a Leonardo Piepoli mettere il sigillo, per la prima volta in carriera, su una tappa al Tour de France. Non una tappa qualsiasi ma il tappone pirenaico che si snoda da Pau ad Hautacam affrontando il temibile Tourmalet e l’arrivo in quota nella stazione sciistica della Francia sud-occidentale.

Un successo che mancava al "Trullo Volante" già vincitore di tappe negli altri due grandi giri (3 in Italia, 2 alla Vuelta di Spagna) e che arriva alla vigilia dei 37 anni, da compiere sul finire di settembre. Una vittoria come obiettivo da raggiungere prima di smettere e che ora avvicina il pugliese, residente a Montecarlo, al ritiro. 

Vince Piepoli, trionfa la Saunier Duval: Juan Josè Cobo giunge secondo e risale in classifica generale fino all’ ottava posizione, Riccò paga la stanchezza per la tappa di Bagnères-de-Bigore e si "limita" a restare con i migliori, risalendo in nona posizione; ora è lui il migliore azzurro nella generale con 2’29” di ritardo dalla nuova maglia gialla Cadel Evans.
Ma c’è di più: Riccò diventa il titolare della maglia a pois che contraddistingue il miglior scalatore e anche della maglia bianca come miglior giovane (secondo è Vincenzo Nibali della Liquigas a 1’49”).

L’australiano Cadel Evans indossa dunque la maglia gialla, seppur con un solo secondo di vantaggio sul lussemburghese Frank Schleck. A sorpresa restano in classifica l’americano Vandevelde (a 38”), ottimo a cronometro e bravo a restare con i migliori sulle salite, e lo scalatore austriaco Kohl (a 46”).
Quinto il russo Menchov a quasi un minuto, sesto Sastre staccato di 1′ 28”. Crolla purtroppo Damiano Cunego, ad Hautacam arriva con sei minuti di ritardo da Piepoli e in classifica scivola in 16.a posizione a 5’37”.

Le classifiche dal sito ufficiale della corsa.

Riccardo Marchese

Al Tour è Riccò-show

Il Cobra di Formigine si aggiudica in solitaria la nona tappa della Grande Boucle, la prima sui Pirenei.

Riccardo Riccò, 25 anni, secondo successo al Tour. Afp

Rasoiate, sparate, fucilate, termini spesso abusati nel linguaggio del ciclismo, ma che oggi possiamo finalmente usare per descrivere lo scatto di Riccardo Riccò sul Col d’Aspin a 30 km dall’arrivo.
Quei 4 km di salita fra due ali di folla possono segnare una svolta nella carriera del modenese. Oggi Riccò si è rivelato come il più forte scalatore "in libertà" (aspettando il rientro di Basso nel 2009), una consacrazione a livello mondiale che solo il Tour può dare (ecco fatto, mi sono inimicato i puristi del Giro).
In quei 4 km Riccò ha costruito il suo vantaggio che ha poi con altrettanta caparbietà mantenuto fin sul traguardo di Bagnères-de-Bigorre. Per chi già conosceva Riccò la vera sorpresa è stata nel non vederlo perdere in pianura ciò che aveva guadagnato in salita.

Seconda vittoria di tappa al Tour, dopo le due vittorie al Giro, una stagione esaltante dunque per Riccò che ora risale anche in classifica generale dove è 21° a 2’35” da Kirchen. Il miglior italiano resta Damiano Cunego 15° a 2’09”, mentre Riccò può ora andare a caccia della maglia bianca dei giovani (4° a 37” da Andy Schleck).

Grande attesa per la tappa di domani, la decima, in cui si scalerà il Tourmalet (2.115 m d’altezza) e si arriverà in quota ad Hautacam (a 1520 m). Martedì poi il primo giorno di riposo.

Le classifiche dal sito ufficiale della corsa.

Riccardo Marchese

Tour: stupendo Riccò a Super Besse

Nel primo arrivo in salita il modenese della Saunier Duval mette in fila allo sprint Valverde ed Evans, due dei favoriti per la vittoria finale del Tour.

Riccardo Riccò, ciclista azzurro

Dopo le due vittorie di tappa, la maglia bianca e il podio al Giro d’Italia, Riccardo Riccò continua a stupire anche oltralpe.
Il venticinquenne originario di Formigine ha conquistato la sesta tappa della Grande Boucle, da Aigurande a Super Besse, precedendo allo sprint lo spagnolo Valverde (vincitore della tappa d’esordio a Plumelec) e l’australiano Cadel Evans.

PIEPOLI-RICCO’ All’arrivo un grazie di cuore Riccò lo ha dedicato al suo compagno di squadra Piepoli. Proprio uno scatto del "Trullo Volante" a cinque chilometri dall’arrivo ha costretto la Caisse d’Epargne di Valverde a lavorare nella finale e decisiva salita, lasciando poi al vento il proprio capitano ai 350 metri. 

MALEDETTA CRONO Pimpante in salita, micidiale negli sprint ristretti, l’unico neo di Riccardo Riccò restano le cronometro.
Nei 30 Km di Cholet, alla quarta tappa, il "Cobra" ha perso poco più di 3 minuti dal favorito Cadel Evans, e 3’36” dal vincitore Stefan Schumacher. Distacchi enormi che difatti lo tagliano fuori dalla classifica generale in cui è 31° con 3’52” di ritardo dalla nuova maglia gialla Kim Kirchen.

CUNEGO Il migliore italiano in classifica è Damiano Cunego, 14° a 1’42”, autore di una buona crono a Cholet (solo un minuto perso da Evans, punto di riferimento per la generale) ma apparso in difficoltà nella breve ascesa odierna. Mezzo minuto di ritardo in un chilometro, troppo per un corridore che ha messo al centro della propria stagione il Tour.

PERCORSO Dal centro della Francia ci si sposta verso i Pirenei. Domenica 13 e lunedi 14 ci saranno le due tappe (9.a e 10.a) sulle montagne al confine con la Spagna. Alla 15.a invece, domenica 20 luglio, si arriverà sulle Alpi italiane (Prato Nevoso) poi l’appuntamento con l’Alpe d’Huez per mercoledì 23. Peccato per l’ assenza del Mont Ventoux, la salita scenograficamente più bella del ciclismo contemporaneo.

Le classifiche dal sito ufficiale della corsa.

Riccardo Marchese

Nadal spodesta Federer

A Wimbledon finisce l’era dello svizzero. Finale stupenda, Nadal vince i primi due set, si fa rimontare e chiude 9-7 nella quinta e decisiva partita. 

La forza di Nadal...Afp

Ferrari quanti errori!

Hamilton trionfa sotto la pioggia di Silverstone, le rosse sbagliano tutto il possibile e Raikkonen chiude quarto. Inguardabile Massa, fa cinque testacoda e finisce ultimo.

Gp Silverstone, trionfa Hamilton Per la Ferrari giornata nera

Il G.p. di Gran Bretagna, nona prova del Mondiale di Formula1, conferma la stagione altalenante della Ferrari. Disastro all’esordio in Australia, poi quattro vittorie consecutive, di nuovo in crisi a Montecarlo e in Canada, doppietta e dominio in Francia e ora ennesimo punto basso a Silverstone.
In questo momento la Ferrari è come uno studente intelligente ma con poca voglia di studiare. Potrebbe fare molto di più ed è invece costretta ad accontentarsi.

La debacle inglese arriva dagli errori dei meccanici, del muretto e di Massa. Forse a questa squadra manca un capo forte, le scelte del direttore sportivo Domenicali sono spesso sbagliate seppur dettate da dati di fatto e non da impressioni. 
A Silverstone avrà sbagliato pure il servizio meteo, prevedendo cielo sereno, così al primo pit stop niente cambio gomme si va avanti con le intermedie usurate. Invece arriva la pioggia e a quel punto bisognerebbe intervenire. Dai box pensano di no e in una decina di giri si perdono gara e podio.

Tra una pioggia e una schiarita la McLaren di Hamilton prende il largo, poi il diluvio aiuta le Honda, le uniche monoposto a montare gomme da bagnato e Barrichello può così tornare sul podio dopo tre anni. Sale sul terzo gradino, mentre sul secondo si accomoda Heidfeld con la Bmw.
Raikkonen è quarto, Massa disperso in fondo al gruppo. La sua gara è imbarazzante, va cinque volte in testa coda dimostrando ancora una volta di essere un pilota fragile, che non sa affrontare le difficoltà.

Nonostante tutto le classifiche parlano ancora rosso: fra i piloti Kimi e Felipe sono primi insieme ad Hamilton con 48 punti e con Kubica a quota 46. Nei costruttori Ferrari avanti con 14 punti di vantaggio sulla Bmw e 24 sulla McLaren.

Speciale Formula1: Classifiche piloti e costruttori

Riccardo Marchese