Archivio mensile:aprile 2011

F1 – Cina – Hamilton sì, Ferrari affondate dalla strategia

Sul tracciato di Shanghai l'inglese chiude davanti alle Red Bull. Le rosse azzardano troppo e finiscono lontane dal podio.

Questione di strategie. Lewis Hamilton vince il Gp di Cina, terzo appuntamento stagionale del mondiale di Formula1, precedendo le due Red Bull di Sebastian Vettel e Mark Webber. Non paga l’azzardo del pit-stop in meno (due contro i tre di tutti gli altri big) provato dal campione del mondo in carica e dalle Ferrari. Ma se il tedesco rimedia con la seconda piazza, le due rosse naufragano nella mediocrità, chiudendo con Massa al sesto posto e Alonso al settimo.

LA GARA Già dal via le McLaren sorprendono Vettel mentre Massa supera il compagno Alonso. Anomalie al primo pit-stop: rientrano insieme il leader Button e Vettel, ma l’inglese sbaglia clamorosamente piazzola di sosta fermandosi presso i rivali della Red Bull. Situazione grottesca con i meccanici avversari che gli indicano di proseguire. Secondi preziosi che se ne vanno e sorpasso subito.
Chi si ferma prima guadagna posizioni, almeno nell’immediato. La regola è semplice ma non tutti la seguono (anzi in Ferrari si ostinano particolarmente). L’usura delle gomme – vero leitmotiv della stagione – condiziona tutto: fare un pit-stop in meno ma beccarsi tre secondi al giro non è la migliore delle idee (ogni riferimento ad Alonso è puramente voluto).
I duelli così sono segnati, c’è poco da resistere e lo sa bene anche Vettel. Hamilton rimonta e lo infila a 4 giri dal termine. Massa, che segue la strategia del tedesco, è superato un po’ da tutti compreso Webber. L’australiano (al via in 18.a piazza) sfrutta i set di gomme morbide nuove non utilizzati in qualifica e stampa un miglior giro dopo l’altro (1’38”993 il definitivo).

TOP & FLOP Partito dalle retrovie per un errore di valutazione del team, Webber dimostra l’evidente superiorità della Red Bull recuperando fino a salire sul terzo gradino del podio. Weekend contradditorio per il muretto della scuderia campione in carica: l’errore in qualifica sull’australiano e poi la scelta discutibile sulla strategia di Vettel in gara. Nonostante ciò, tutti e due sul podio…

Ordine d’arrivo: 1° Hamilton (McLaren); 2° Vettel (Red Bull); 3° Webber (Red Bull); 4° Button (McLaren); 5° Rosberg (Mercedes); 6° Massa (Ferrari); 7° Alonso (Ferrari); 8° Schumacher (Mercedes); 9° Petrov (Renault); 10° Kobayashi (Sauber)…

Classifica piloti: Vettel 68; Hamilton 47; Button 38; Webber 37; Alonso 26; Massa 24; Petrov 17; Heidfeld 15, Rosberg 10…

Classifica costruttori: Red Bull 105; McLaren 85; Ferrari 50; Renault 32; Mercedes 16; Sauber 7; Toro Rosso, Force India 4.

Il sito ufficiale Formula1.com

Il Mondiale 2011 di Formula1 su Wikipedia

Riccardo Marchese
(per stadiosport.it)

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F1 – Malesia – Vettel bis, la Ferrari spreca

Il campione del mondo domina anche la seconda gara stagionale. Le rosse si riscoprono competitive in gara ma chiudono lontane.

Tutto come 15 giorni fa in Australia: Sebastian Vettel scatta dalla pole, domina e si aggiudica la vittoria nel Gp della Malesia, seconda prova del mondiale di Formula1. Il tedesco della Red Bull ha preceduto sul traguardo di Sepang la McLaren di Jenson Button e la Renault di Nick Heidfeld.
Il brutto weekend delle Ferrari è sintetizzabile nell’errore di Alonso che nel tentativo di superare Hamilton, per garantirsi il podio, lo tocca e rovina il musetto. Lo spagnolo chiude sesto, preceduto dal compagno Massa. Ottavo Hamilton, costretto ad un quarto pit-stop nel finale e penalizzato – come Alonso – per il contatto.

LA GARA La precoce decadenza delle gomme Pirelli si conferma un espediente valido per mischiare le carte in un Mondiale che sembra avere un padrone indiscusso. La pioggia resta solo una minaccia ma le emozioni non mancano. Fin dalla partenza con le Renault d’assalto e Webber (Red Bull) al palo per un problema al kers (unico neo di una vettura formidabile). Le tornate di pit-stop stravolgono di volta in volta la classifica (chi ne approfitta al meglio è Button), anche errori minimi ai box costano cari e in Ferrari non è la migliore delle domeniche per i meccanici. Tuttavia, rispetto alla F1 tutta strategie di qualche anno fa, kers e ala mobile (quando funziona) rendono possibili i sorpassi. Peccato che Alonso, nel finale, sbagli quello che sarebbe valso il primo podio della stagione: lo spagnolo esce con qualche millesimo di ritardo dalla scia della McLaren (in crisi di gomme) e tocca, con la parte sinistra dell’alettone anteriore, la posteriore destra dell’inglese. Alonso deve cambiare il musetto, Hamilton le gomme (ma non per il contatto). Entrambi saranno penalizzati di 20 secondi sul tempo finale. Non cambia nulla per Alonso mentre Hamilton perde la settima piazza a vantaggio del giappone Kobayashi (Sauber).
Vettel se la ride: trionfa e vede i suoi due più accreditati avversari finire sotto la doppia cifra (8 punti per lo spagnolo, 6 per l’inglese). Button fa la sua solita gara: capace a gestire le gomme si ritrova – senza strafare – con un secondo posto in tasca.

TOP&FLOP Bravo davvero Nick Heidfeld! Il tedesco al volante della Renault riscatta il pessimo Gp d’Australia centrando il podio dopo due anni (2° sempre qui in Malesia nel 2009) resistendo nel finale agli attacchi di Webber. Pessimo momento invece per la Williams alla seconda gara consecutiva con entrambi i piloti ritirati. Laconico Barrichello: “c’è tanto da lavorare”.

Ordine d’arrivo: 1° Vettel (Red Bull); 2° Button (McLaren); 3° Heidfeld (Renault); 4° Webber (Red Bull); 5° Massa (Ferrari); 6° Alonso (Ferrari); 7° Kobayashi (Sauber); 8° Hamilton (McLaren); 9° Schumacher (Mercedes); 10° Di Resta (Force India).

Classifica piloti: Vettel 50; Button 26; Hamilton, Webber 22; Alonso 20; Massa 16; Heidfeld, Petrov 15…

Classifica costruttori: Red Bull 72; McLaren 48; Ferrari 36; Renault 30; Toro Rosso, Sauber 6; Force India 4; Mercedes 2.

Il sito ufficiale Formula1.com

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Riccardo Marchese
(per stadiosport.it)