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Roma 2009, bilancio finale

L’Italia chiude con dieci medaglie la rassegna iridata di casa. Nel medagliere dominano Stati Uniti e Cina.

Federica Pellegrini. (Ansa)Rivivere Fukuoka. La speranza era questa e non è andata delusa. I Mondiali di nuoto di Roma riconsegnano un’Italia capace di arrivare in doppia cifra per numero di medaglie (non accadeva proprio dall’edizione giapponese del 2001) e di conquistare nel solo nuoto fra le corsie tre titoli mondiali (non era mai successo).

Dieci medaglie: 4 ori, 1 argento, 5 bronzi. Il 90% arriva delle ragazze, mentre gli uomini salvano la faccia grazie all’impresa di Valerio Cleri nella massacrante 25 Km di fondo. Numeri che fanno piacere ma che non sono tutto: rispetto all’ultima edizione di Melbourne il miglioramento quantitativo è di una sola medaglia, ma la qualità, che poi fa il posto nel medagliere, è tutt’altra cosa. Il balzo è dal solo oro conquistato da Magnini ai quattro romani che voglion dire 7° posto.

Mondiale italiano che resterà nella memoria come il Mondiale di Federica Pellegrini. Due ori con record del mondo nei 200 e nei 400 stile, un mezzo miracolo nella staffetta 4×200 che per poco non porta al bronzo. Dominatrice assoluta sulle sue distanze, capace di offuscare in parte la beniamina di casa Alessia Filippi, che dopo l’oro nei 1.500 non è riuscita a centrare la doppietta negli 800, restando comunque sul terzo gradino del podio, nella gara che la vide argento olimpico.

Il futuro sono loro. Peccato che Londra sia però ancora lontana. Un’occasione invece per la squadra maschile che esce con le ossa rotte dal Mondiale di casa: neppure una medaglia in vasca, non accadeva da 15 anni (Roma ’94). Dal canto loro che Londra non sia dietro l’angolo non appare affatto uno svantaggio.

Il sito ufficiale dei Mondiali di Nuoto Roma2009

Le medaglie del nuoto fra le corsie

Riccardo Marchese  

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Pellegrini senza limiti

Dopo l’oro con record del mondo nei 400 sl Federica Pellegrini ottiene lo stesso risultato nei 200. Per l’Italia è il terzo oro nelle sole gare in vasca, non era mai successo ad un Mondiale!  

Federica Pellegrini, 22 anni. Ansa

1’52”98. Questo non si cancella più. Tolti i supercostumi – come sembra che sarà – ci vorranno dei decenni per scendere di nuovo sotto il muro dell’1’53” nei 200 stile femminile. Ma è ovvio che oltre al "mezzo tecnologico" Federica c’ha messo del suo, altrimenti non si spiegherebbe un vantaggio di quasi due secondi (1”98) sull’americana Schmitt, argento, e di 2”66 sull’altra statunitense Vollmer, medaglia di bronzo.

MI FERMO Una gara – l’ultima individuale nel mondiale come dichiarato dalla stessa Pellegrini – condotta in modo esemplare, senza strafare all’inizio e con parziali da 50 metri mai sopra ai 29 secondi. Un passaggio a metà fatica di 55”60 che chiamerebbe a un crono importante nei 100. Ma per Federica e tutti noi va bene così. Niente sfida neppure con la Filippi negli 800, ma va benissimo così. Magari il massimo sarebbe se domani entrambe riuscissero a costruire qualcosa di importante nella staffetta lenta.

"FENOMENE" Pellegrini più Filippi uguale già 3 ori e non è ancora finita. L’Italia si ritrova con due atlete straordinarie che portano il nuoto azzurro ad altezze mai raggiunte prima. Ma occhio a sbalordirsi troppo. Il movimento italiano non può essere solo Federica e Alessia come è stato purtroppo finora a Roma. La squadra maschile è in grande affanno, non arrivò a medaglie a Pechino la scorsa estate e faticherà a farlo qui nel mondiale di casa: bruciate le carte Terrin e Magnini (quest’ultimo fuori in semifinale con il 9° tempo nei suoi 100 sl) restano Marin nei 400 misti e Colbertaldo (buon 4° negli 800 con il nuovo record europeo) nei 1.500, mentre per la staffetta 4×200 sl si prevede un epilogo senza gloria.
In definitiva con lo stesso numero di gare disputate a Melbourne 2007 gli italiani in finale furono 8, qui a Roma 5. Si perde in quantità, ma si centuplica il valore del raccolto, un argento e un bronzo contro tre ori. Ritraducendo l’Italnuoto è meno squadra ma ha trovato due "fenomene".

Il sito ufficiale dei Mondiali di Nuoto Roma2009

Riccardo Marchese

Capolavoro Filippi

Terzo oro azzurro ai Mondiali di nuoto di Roma: Alessia Filippi con una magistrale rimonta vince l’oro nei 1.500 sl davanti alla danese Friis.
Pellegrini record del mondo nella semifinale dei 200 sl.

ApIl terzo giorno di gare in piscina porta all’Italia il terzo oro del suo mondiale. Dopo quelli di Valerio Cleri nella 25 km di fondo e di Federica Pellegrini nei 400 sl, tocca alla romana Alessia Filippi imporsi davanti al suo pubblico nella gara dei 1500 sl (15’44”93 il suo crono).

RIMONTA La sfida è con la danese Friis che parte fortissima e si porta dietro la romena Potec. Ai 400 metri Alessia, entrata in finale con il 5° tempo, è dietro di poco più di 3 secondi. Ma i 1.500 sono disputa lunga. 
A metà gara la storia inizia a cambiare, l’azzurra parte in progressione e contemporaneamente le avversarie rallentano. Alla virata dei 1.000 metri una straordinaria Filippi è davanti per un centesimo.
La regolarità è la sua forza e sei vasche più in là il vantaggio è salito a quasi due secondi. Ora bisogna solo tenere. La danese prova un ultimo disperato attacco nel 50 finale quando ormai è troppo tardi.  

FUTURO ROSA Un’Alessia diversa, come lei stessa si è definita, vince così la sua prima medaglia d’oro fuori dai confini europei, prima assoluta ad un mondiale. Farlo per giunta nella sua Roma dà al tutto un sapore particolare.
Ma i suoi impegni non sono terminati, tutt’altro: giovedì 30 proverà ad unire le sue forze a quelle di Federica Pellegrini e delle altre ragazze della 4×200 sl. Poi sabato 1° agosto dovrà difendere il podio olimpico negli 800 sl (è iscritta anche ai 200 dorso ma potrebbe rinunciare) per giocarsi infine tutto quello che le è rimasto nella gara che l’ha fatta conoscere ai più, i 400 misti.
Domani intanto grandi attese e speranze per la Pellegrini nella gara dei 200 sl. In semifinale Federica ha dato grande prova di forza facendo segnare il nuovo record del mondo in 1’53”67. 

QUOTE AZZURRE L’unico sorriso finora fra gli uomini lo strappa Federico Colbertaldo che si qualifica alla finale degli 800 sl con il nuovo record europeo in 7’44”29. Delusione per Terrin che esce in semifinale nei 50 rana a causa di un arrivo sbagliato.
Domattina toccherà a  Filippo Magnini entrare in acqua per la sua gara, i 100 sl, con molte incognite legate soprattutto ad una frazione non entusiasmante nella staffetta 4×100 sl che ha concluso al quinto posto (fu argento a Melbourne). Un test importante che di riflesso farà capire le reali possibilità anche dell’altra staffetta maschile alle prese con i guai fisici di Marco Belotti.

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Riccardo Marchese

Pellegrini mondiale, è nella storia

Federica Pellegrini vince i 400 sl con il nuovo record del mondo (3’59’’15), prima volta di una donna sotto i 4 minuti.

Federica Pellegrini, 20 anni. (GazSport)

Era tutto atteso ma vederlo realizzare tra uno sbandierio di tricolori fa un certo effetto. Federica Pellegrini abbatte il muro dei 4 minuti nei 400 sl e si aggiudica la sua prima medaglia d’oro ad un Mondiale.

VECCHIE STORIE Già. Strano il suo rapporto con questa manifestazione: a Montreal furono lacrime per non essere riuscita a superare la francese Figues in un incredibile testa a testa, poi a Melbourne il clamore di un record del mondo in semifinale che diventa solo un bronzo nel gioco che vale le medaglie e che si porta via anche il suo primato. Ma quella era la maledizione dei 200 stile, che a Pechino sembra diventare la maledizione delle finali. Nei 400 di cui è primatista del Mondo è solo quinta, ma la sua reazione nei 200 sl è straordinaria: oro e record. Basta tarli.

VECCHI AFFANNI Ma qualcosa continua a non funzionare. La fine del 2008 è il periodo dei nuovi assilli: agli Assoluti di Genova si ferma durante la gara degli 800 sl per un malore e tre settimane dopo al campionato invernale a squadre, a Viterbo, rinuncia ai 400 sl per una sorta di attacco di panico. Aspetti di una fragilità che a volte riemerge, ma che oggi fortunatamente non ha fatto neppure capolino.

LA GARA Anzi, d’autorità Federica entra in finale con il miglior tempo anche se dichiara di sentirsi eccessivamente stanca per aver nuotato 4’01” (come se fosse semplice!).
L’impresa a cui è chiamata nel pomeriggio romano è nota: guardare con un oro al collo oltre il muro dei 4 minuti. Rispetto al mattino parte più lenta, la gara va distribuita in maniera diversa. Meglio. Dai 50 m in poi le avversarie restano comunque sempre dietro. Il primo 100 è coperto in 58”66 ora bisogna gestirsi. A metà gara 1’59”42, da lì in avanti l’accelerazione è costante e il vantaggio cresce. Le ultime due vasche fanno la differenza: 29”86 ad andare e 29”36 in chiusura. Totale 3’59”15. Oro e tripudio. 

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Riccardo Marchese

25 Km da favola: Cleri oro, Vitale bronzo

Ai Mondiali di nuoto di Roma arriva la prima medaglia d’oro per l’Italia. La conquista Valerio Cleri nella 25 Km di fondo maschile. Nella gara femminile terza Federica Vitale.

Valerio Cleri nato a Palestrina (Rm) il 19 giugno 1981. (GazSport)

Ancora due medaglie per l’Italia ai Mondiali di nuoto in corso di svolgimento a Roma. Quella di Valerio Cleri vale ben tre prime volte: è il primo titolo mondiale azzurro in questa edizione, è la prima medaglia maschile dopo le imprese rosa dei giorni scorsi ed è la prima vittoria in assoluto ai Mondiali nella 25 Km di fondo uomini.

MASSACRANTE Cinque ore e mezza di bracciate, quasi sei per le ragazze, una fatica infinita che consegna all’Italia due medaglie preziose. Cleri, che aveva già sfiorato il podio nella 10 Km, ha battuto per poco meno di 20 secondi l’australiano Grimsey, con cui ha battagliato nell’ultima parte della gara. Terzo il russo Dyatchin.
Maggior equilibrio nella 25 Km femminile decisa da un allungo finale della tedesca Maurer. L’azzurra Vitale, già argento nella 10 Km a Montreal 2005, ha perso lo sprint per la piazza d’onore con la russa Uvarova arrivando comunque a soli 4 secondi di distacco dalla vincitrice.

BILANCIO Il bottino di medaglie conquistate prima dell’inizio delle gare in corsia è di assoluto rispetto per la spedizione azzurra. Un oro, un argentoquattro bronzi. Decisamente meglio dell’ultima edizione di Melbourne nel 2007, quando ci fermammo ad un argento (Formentini nella 25 Km uomini) e due bronzi (Cagnotto e Sacchin nei tuffi). Allora in piscina arrivarono poi l’oro di Magnini (100 sl), l’argento della 4×100 sl e i bronzi di Facci (200 rana), Marin (400 mix), Pellegrini (200 sl) più quello postdatato di Colbertaldo (1.500 sl) dopo la squalifica di Mellouli. 

FUTURO Da domani si proverà a fare meglio, cercando magari di rinverdire i fasti di Fukuoka 2001 (6 ori, 2 argenti, 4 bronzi). Non sarà affatto facile, speriamo comunque che vada meglio di Pechino. All’Olimpiade, ultimo confronto internazionale in vasca lunga, arrivarono solo due medaglie dal nuoto in piscina (Pellegrini nei 200 sl e Filippi negli 800). Attendersi di più è lecito.

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Riccardo Marchese

Belle, brave, d’argento

Tania Cagnotto e Francesca Dallapè sono seconde nella gara del trampolino da 3 metri sincronizzato. Per l’Italia è la quarta medaglia ai mondiali di Roma.

Cagnotto-Dallapé durante un avvitamento. (GazSport)

Una storia da aggiornare. Da Cali (Colombia) 1975 a Roma 2009. Da Klaus Dibiasi alla coppia Tania Cagnotto-Francesca Dallapè. Trentaquattro anni dopo l’Italia dei tuffi torna a vincere una medaglia che è qualcosa più di un bronzo.

GARA Le azzure partono decise, entrate in finale con il secondo punteggio si ritrovano dopo i tuffi obbligatori terze dietro all’imbattibile coppia cinese Jingjing-Wu e alle russe Pakhalina-Pozdniakova.
Il primo tuffo libero è per noi già decisivo, Francesca soffre particolarmente le rotazioni all’indietro e il Canada e l’Australia si stanno facendo sotto. La prima delle due svolte della storia è qui: 71.10 di parziale. Va bene, va benissimo.
La quarta serie di tuffi consegna gli errori di Australia e soprattutto Russia, è il secondo momento decisivo. Pakhalina e Pozdniakova sbagliano totalmente il sincronismo, meno di 60 punti per loro, quasi 75 per noi con il doppio salto mortale e mezzo avanti con avvitamento. Ad un tuffo dalla fine Cagnotto-Dallapè sono seconde. 
La tornata decisiva vede il ritorno delle russe che sfoderano il loro miglior tuffo tornando perlomeno sul podio, ma le azzurre sanno fanno altrettanto: servono 60 punti per stare davanti ma con il doppio salto mortale e mezzo ritornato ne arrivano 78.30 per un totale di 329.70! La Cina chiude a 348 e vince l’oro, ma il nostro argento ha un sapore bellissimo.

NELLA STORIA Prima medaglia mondiale assoluta nei sincronizzati, prima volta di una medaglia femminile di tanto valore. Tania Cagnotto e Francesca Dallapè hanno scritto oggi una pagina importante per lo sport italiano. Il totale dei podi tricolore ai campionati del mondo sale così a quota 10, equamente divisi fra le epoche ’73-’78 e quella attuale 2005-2009 con in mezzo un buco generazionale di 27 anni. Dieci medaglie per cinque atleti: Dibiasi (4 con gli unici 2 ori), Cagnotto padre e figlia, Sacchin e da oggi Dallapè. Un club esclusivo che avrebbe accolto con favore l’ingresso dei fratelli Marconi, i loro 9 centesimi bruciano ancora.

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Riccardo Marchese

Tre bronzi e qualche centesimo di troppo

Ai Mondiali di nuoto di Roma arrivano le prime medaglie per l’Italia. Terzo posto per Tania Cagnotto nella gara del trampolino da 3 metri, per Martina Grimaldi nella 10 Km di fondo e per Beatrice Adelizzi nel nuoto sincronizzato.

Tania e il suo terzo bronzo mondiale consecutivo. (Roma2009)

Questione di centesimi. A volte in più a volte in meno, fatto sta che l’Italia delle acque (aspettando l’esordio del nuoto fra le corsie) ha perso sul fino di lana sei medaglie. I quarti posti fanno male e si sa, ma metterne in fila una serie abbastanza lunga diventa masochistico.
Hanno cominciato i fratelli Marconi, restando per fortuna il caso limite: quarti nel trampolino da 3 metri sincro a soli 9 centesimi dal Canada, un niente. Quarta anche la Cagnotto da un metro, ma stavolta lontana qualche punto. Quarta Beatrice Adelizzi nel solo tecnico, con il podio un punto e mezzo più in là (ma poi entrambe come vedremo hanno saputo rifarsi).
Ancora nel sincronizzato quarta la squadra italiana nel libero combinato, sempre dietro all’incubo Canada per mezzo punto esatto. Neanche a dirlo ha pagato dazio alla regola del quarto posto anche il nuoto di fondo: nella 5 Km maschile ai piedi del podio resta Luca Ferretti, nella 10 Km tocca a Valerio Cleri che avrà occasione di rifarsi nella 25 Km.

Tanto legno prima dei podi dunque, arrivati per fortuna a salvare il bilancio di questa prima settimana di mondiale italiano.

TRIS CAGNOTTO No, non alludiamo ancora alla splendida impresa dei tre ori conquistati all’Europeo di Torino in aprile (1 m, 3m e sincro da 3m), ma forse a qualcosa di più importante. Per il terzo mondiale di fila Tania Cagnotto è sul podio del trampolino da 3 metri. Da Montreal a Roma passando per Melbourne, tre bronzi che rappresentano un terzo del totale delle medaglie conquistate dall’Italia dei tuffi ai mondiali.
Una Cagnotto non brillantissima quella vista nella splendida cornice del Foro Italico, mai sopra i 70 punti di parziale per singolo tuffo in finale, ma comunque capace di migliorarsi ad ogni serie: 321 punti nelle eliminatorie, 334 in semifinale e infine i 341 che hanno portato alla medaglia.
La situazione ambientale non era comunque facile, il pubblico a favore ha giocato più contro che pro: quel boato a pochi secondi da ogni tuffo spaventava letteralmente, parole di Tania stessa. Peccato per l’argento andato alla canadese Heymans (346 p.) nel giorno in cui la seconda delle cinesi, la He Zi, ha sbagliato un tuffo.

COMUNQUE CINA Chi non ha sbagliato è stata la dominatrice della specialità, l’eterna Guo Jingjing. Quello di Roma è per lei il quinto oro consecutivo ai mondiali, con i naturali intermezzi di due ori olimpici ad Atene e Pechino. Il tutto moltiplicato per due, perché Guo Jingjing quando ha vinto la gara individuale ha sempre bissato nel sincro. Il totale è di 13 ori consecutivi – bottino migliorabile qui a Roma proprio col sincro – a cui possiamo aggiungere le tre medaglie dell’adolescenza: i tre argenti conquistati fra il mondiale di Perth ’98 e l’Olimpiade di Sidney 2000. Dovesse ritirarsi davvero questa volta (chissà se glielo permetteranno) non ci resterà che applaudire una straordinaria atleta imbattuta nelle gare che contano dal 2001.

GRIMALDI E ADELIZZI C’è gioia per tutti. Dopo la medaglia dai tuffi timbrano anche il fondo e il sincronizzato. Dalle acque libere spunta il viso rotondo di Martina Grimaldi, terza nella 10 km a solo un secondo e mezzo dalla vincitrice, la britannica Payne (giusto per aumentare i rimpianti). Prima medaglia mondiale come per Beatrice Adelizzi che finalmente nella gara del solo libero sale sul podio dopo aver concluso al quinto posto il duo insieme a Giulia Lapi e al quarto posto la gara del solo tecnico. 

Fiduciosi nel nuoto, l’unica disciplina che potrebbe restare a secco pare la pallanuoto, dove è in atto, da un po’ per la verità, un ricambio generazionale.

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Riccardo Marchese