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Helsinki2012 – Italia senza acuti, si chiude con tre podi

Nell’ultima giornata dei Campionati europei di atletica leggera di Helsinki il miglior risultato degli azzurri è il quinto posto di Emanuele Abate nei 110 ostacoli. Ritiro per Nadia Ejjafini nei 10000, solo ottavo Abdellah Haidane nei 1500. Super Lavillenie nell’asta (5.97!).

Nessuna medaglia per l’Italia dell’atletica nella giornata conclusiva degli Europei di Helsinki. D’altronde con la disastrosa eliminazione della staffetta 4×100 maschile in batteria le speranze di podio erano piuttosto flebili. Si chiude dunque con tre medaglie: una da chi salta, una di chi corre, una di chi lancia. La nota incoraggiante verso Londra (dove ritroveremo Alex Schwazer e Antonietta Di Martino) è lo strepitoso stato di forma di Fabrizio Donato.

10000 – Resta il rammarico per la gara di Nadia Ejjafini. Dopo il buon sesto posto nei meno suoi 5000 era lecito attendersi un salto di qualità sulla doppia distanza. E così sembrava fino a 9 giri dalla fine, con la marocchina naturalizzata italiana padrona della corsa fra accelerazioni e fasi di controllo. All’improvviso però ecco il ritiro, inaspettato e doloroso. Campo libero per la fuga della portoghese Felix, nuova campionessa europea in 31’44″75. Ottava Elena Romagnolo in 32’42″31.

ABATE – Il miglior risultato del giorno per la squadra azzurra arriva nei 110 ostacoli. Doppio turno per Emanuele Abate che in semifinale firma il quarto tempo complessivo (13″39) peggiorandosi però nella gara che vale le medaglie: con 13″43 è quinto, mentre per il podio serviva il record italiano. Oro al solido russo Shubenkov in 13″16 (dopo un eccezionale 13″09 in semifinale).

SPETTACOLO ASTA – Esce subito di scena l’azzurro Claudio Stecchi nella finale del salto con l’asta: fuori con tre errori alla quota di 5.50 dopo essersi qualificato con un incoraggiante 5.55. La gara si accende incredibilmente nel finale con uno spettacolare testa a testa tra il francese Renaud Lavallinie e il tedesco Bjorn Otto. A suon di migliori prestazioni mondiali la spunta il transalpino che sale fino a 5.97, mentre il tedesco si ferma a 5.92. È questa, di gran lunga, la gara più interessante sotto il profilo tecnico di tutto l’Europeo finlandese.

IL RESTO – Ci ha provato fino alla fine ma gli è mancata proprio la volata: Abdellah Haidane ha chiuso all’ottavo posto i 1500 dopo una gara di vertice fino ai meno 200 metri. Tempi alti, gara di conservazione e sorpresa finale con l’oro al norvegese Ingebrigtsen (3’46″20). Male nel lancio del disco l’azzurra Tamara Apostolico, ultima con un modesto 56.15. Titolo continentale alla croata Perkovic con la misura di 67.62.
Sorpresa nella finale della 4×100 uomini con la Francia battuta sia dall’Olanda (oro in 38″34) che dalla Germania. Pagata a caro prezzo dai transalpini l’assenza del numero 2 della staffetta Vicaut.

BILANCIO TRICOLORE – L’Italia torna da Helsinki con tre medaglie e due pass olimpici: un set completo di metalli con l’oro di Fabrizio Donato nel salto triplo, l’argento di Daniele Meucci nei 10000 e il bronzo di Chiara Rosa nel getto del peso. Conquistano invece un biglietto per Londra la giovane Gloria Hooper nei 200 e Nadia Ejjafini nei 5000 (che all’Olimpiade dovrebbe competere anche nei 10000). L’ultima occasione per centrare il minimo olimpico saranno i Campionati italiani assoluti di Bressanone (6-8 luglio).

Riccardo Marchese
(per Vavel Italia)

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Helsinki 2012 – Donato il triplo è d’oro!

Sotto la pioggia di Helsinki, Fabrizio Donato si prende il titolo europeo del salto triplo con uno strepitoso 17.63 al primo tentativo. Nei 10000 Daniele Meucci è medaglia d’argento dietro il kenyano naturalizzato turco Arikan. L’Italia sale a quota tre podi.

Fabrizio Donato oro nel salto triplo, Daniele Meucci argento nei 10000. Due medaglie che unite al bronzo ottenuto ieri da Chiara Rosa nel getto del peso completano la collezione azzurra di metalli in questo Campionato europeo di atletica di Helsinki. L’Italia è viva anche senza le sue stelle, anzi forse ne riscopre una. Deludono invece le staffette: fuori quattro su quattro e fa male soprattutto l’esclusione di quella veloce maschile, senza dubbio la più competitiva.
Da segnalere che con la prova da fenomeno di Donato nel triplo l’Italia ritrova una medaglia d’oro europea attesa 6 anni, dopo lo storico digiuno di Barcellona 2010.

FABRIZIO SHOW – A Londra 2012 per una medaglia, senza paure, senza dubbi. Se Fabrizio Donato dovesse conservare lo stato di forma visto qui ad Helsinki, fra un mesetto ci sarà da divertirsi davvero. Miglior prestazione al mondo dell’anno, aspettando i trials americani e tenendo in giusta considerazione quei 2,8 metri di vento a favore che marchiano il suo straordinario 17.63 come salto ventoso, e quindi fuori dalle statistiche classiche dell’atletica (sarebbe stato anche il nuovo record italiano).

LA GARA – Pronti via e l’ucraino El-Sheryf piazza un 17.28 che può mettere pressione al gruppo. Fabrizio Donato, unico ad essere andato sopra i 17 metri nelle qualificazioni, sembra non soffrirne: al primo tentativo arriva la zampata del campione, un 17.63 con troppo vento a favore per migliorare il record italiano (17.60 già suo, datato 2000), ma un salto che basta per ammazzare la gara ed ammattire gli avversari. La seconda prova è di dieci centimetri più corta, ma stavolta scompare il vento e allora si entra di diritto nelle graduatorie stagionali: 17.53 è la seconda prestazione dell’anno ex aequo, il successivo 17.49 è la conferma di uno stato di forma assoluto.
La gara è già chiusa, nessuno può impensierire questo Donato che allora prova a forzare cercando di arrivare al record italiano. Le condizioni però non sono delle migliori. Il vento si abbassa e la pedana bagnata non aiuta: arrivano un nullo e altre due misure inferiori, alla ricerca di soluzioni diverse. Dietro l’azzurro, El-Sheryf è secondo grazie al 17.28 d’esordio mentre nessun altro supera la soglia dei 17 metri. Bronzo al bielorusso Tsapik (16.97), con l’altro italiano Fabrizio Schembri decimo con 16.40.

10000 – Si conferma sul podio europeo della gara più lunga in pista Daniele Meucci, secondo nei 10000 metri dietro il turco Arikan, già medaglia di bronzo sui 5000. Passo lento e solito gioco tattico, la gara si infiamma solo agli ultimi giri e l’azzurro si gioca la volata fino in fondo dopo la beffa della mezza distanza (fuori dai primi tre per soli 6 centesimi). Stavolta va meglio, Meucci lotta sul rettilineo finale e chiude secondo in 28’22″73 battendo il russo Rybakov. Un passo avanti dopo il bronzo di due anni fa a Barcellona. Dodicesimo posto per Stefano La Rosa (29’02″53).

MATTINO – Eppure la giornata della doppia medaglia era iniziata malissimo per i colori azzurri con l’eliminazione in batteria della staffetta 4×100 maschile, che fu medaglia d’argento con record italiano agli ultimi Europei di Barcellona. Un’incertezza nel cambio fra Simone Collio e Emanuele di Gregorio metteva subito fuori gioco gli azzurri, privandoli di una possibile medaglia. Out anche le ragazze della staffetta veloce (decime in 43”90), mentre si qualificavano per la finale il giovane Claudio Stecchi nel salto con l’asta (5.55), il da poco italiano Abdellah Haidane nei 1500 (3’41”61) e Tamara Apostolico nel lancio del disco (56.95).
Avanti in semifinale anche i due azzurri nei 110 ostacoli: Emanuele Abate è terzo nella sua batteria con un 13”61 controllato, pass immediato senza ricorrere ai ripescaggi anche per Paolo Dal Molin in 13”68.

STAFFETTE KO – Dopo l’eliminazione delle due 4×100 nelle batterie-semifinali del mattino, arrivano alla sera le debacle delle due 4×400. Gli uomini chiudono al nono posto complessivo in 3’08″78 senza Marco Vistalli, fermo per il fastidio accusato ieri prima della finale individuale. Decimo posto per le donne, che sono solo seste nella propria batteria in 3’31″64.

IL RESTO – Nicola Vizzoni comincia bene con un 75.13 la finale del lancio del martello. La condizione di pedana bagnata non dispiace al capitano della nazionale italiana che però non ha il ritmo per un’intera serie da 6 lanci. Dopo il più 75, arrivano tre tentativi tutti di poco al di sotto di questa soglia, quindi un lancio corto annullato e un tentativo solo abbozzato in chiusura. Finisce quinto, mentre il titolo va all’ungherese Pars (79.72).
Sono addirittura due le azzurre nella finale dei 100 ostacoli, vinti dalla turca Yanit (12″81): Marzia Caravelli è sesta in 13″11, Micol Cattaneo chiude ottava in 13″16. Infine settimo posto per Diego Marani (21″26) nei 200. Oro all’olandese Martina (20″42).

Riccardo Marchese
(per Vavel Italia)

Helsinki 2012 – Prima gioia azzurra

Alla terza giornata di gare arriva la prima medaglia per l’Italia agli Europei di Atletica di Helsinki: Chiara Rosa è terza nella finale di getto del peso con la misura di 18.47. Delusione per il quarto posto di Simona La Mantia nel salto triplo e il sesto di Libania Grenot nei 400.

Ci sono voluti tre giorni all’Italia dell’atletica per sbloccarsi e far comparire la bandiera tricolore nel medagliere di questi Campionati europei di Helsinki. Dopo il quinto posto di Daniele Meucci nei 5000 metri e il sesto con tanto di pass olimpico per Nadia Ejjafini sulla stessa distanza, arriva il primo podio grazie alla pesista Chiara Rosa, bronzo con la misura di 18.47 alle spalle della tedesca Nadine Kleinert (19.18) e della russa Irina Tarasova (18.91).

CIELO ROSA – “Cosa prevedo per domani? Cielo azzurro con sprazzi di Rosa”. Giocava con le parole la sempre briosa Chiara Rosa dopo la sua qualificazione alla finale, ottenuta ieri con un solo lancio: 17.89 e via a riposare per l’occasione della vita. L’assenza delle pesiste bielorusse e delle prime linee russe aveva aperto infatti scenari nuovi, lasciando dei vuoti da riempire. Si è fatta trovare pronta Chiara Rosa e di ciò le va dato merito al di là del semplice dato tecnico.
Partenza in salita per l’atleta padovana con un nullo al primo tentativo. Con il secondo arriva invece un 17.95 che vale la quasi sicurezza di essere fra le prime 8 atlete al termine del terzo giro, cioè in posizione utile per accedere agli ulteriori tre lanci di finale. E qui la musica cambia: prima con 18.26 l’azzurra sale dalla sesta alla quarta posizione, poi al quinto tentativo scavalca la tedesca Terlecki con un discreto 18.47 (misura comunque lontana dal suo primato personale, 19.15 che è anche record italiano). Con l’ultimo lancio Chiara Rosa non si migliora, ma non lo fanno neppure le atlete che inseguono, ed allora è medaglia. La prima per l’Italia ad Helsinki, la prima veramente importante per la pesista veneta a livello internazionale.

HOOPER A LONDRA –  Non ottiene la finale al pomeriggio (squalificata con tempo comunque alto), ma grazie al 22″95 del mattino, la giovanissima azzurra d’origine ghanese Gloria Hooper (anno di nascita 1992!) stacca il pass per l’Olimpiade nei 200 metri. È la seconda atleta italiana, dopo Nadia Ejjafini nei 5000, ad andare sotto il minimo A qui ad Helsinki, conquistando un posto per Londra.

AZZURRI – Sempre sui 200 bene Diego Marani, autore di un 20″83 che vale il secondo tempo di ripescaggio per l’accesso finale. Il settore lanci femminile regala la prima medaglia ma anche due pessime prove: Zahra Bani fa arrivare il suo giavellotto non oltre i 53.40 metri (chiudendo al 12° posto la finale vinta dall’ucraina Rebryk), Silvia Salis è addirittura eliminata nelle qualificazioni del lancio del martello dopo tre nulli. Avanti due ostacoliste su tre: Micol Cattaneo (13″07) e Marzia Caravelli (13″03) avanzano facilmente in semifinale nei 100 hs, fuori Giulia Pennella (13″43).
Buon quinto posto per il giovane saltatore in alto Gianmarco Tambreri (un altro classe ’92) arrivato su fino ai 2.24. L’oro va al britannico Grabarz (2.31). Si difendono i due italiani impegnati nella finale dei 3000 siepi vinti dal francese Mekhissi-Benabbad (8’33″23): Yuri Floriani (che ha già in tasca il biglietto per Londra) chiude al settimo posto (8’39″23), sfortunato l’altro azzurro Patrick Nasti, caduto nell’ultimo giro quando era in fase di rimonta e solo 15° al traguardo.

DISATTESE – Resta sul podio per lunghi tratti di gara ma poi è solo quarta nella finale del salto triplo Simona La Mantia (14.25 arrivato al primo tentativo). Oro con dominio all’ucraina Saladuha: il suo 14.99 è la miglior prestazione al mondo dell’anno.
Infine delude le attese della vigilia Libania Grenot (52″57) nei 400, solo sesta con una condotta di gara troppo azzardata: parte forte, illude di poter arrivare a qualcosa di importante ma viene risucchiata dal gruppo nel rettilineo conclusivo. Vince con un tempo inarrivabile per l’azzurra la svedese Hjelmer (51″13).

Riccardo Marchese
(per Vavel Italia)

Helsinki 2012 – Meucci che peccato…

Nella finale dei 5000, unica gara ad assegnare medaglie nella prima giornata degli Europei di Atletica, l’azzurro Daniele Meucci chiude quinto ad un soffio dal bronzo (solo 6 centesimi in una gara durata quasi 14 minuti!).

Perdere una medaglia europea in volata, per soli 6 centesimi, dopo aver corso 5000 metri, è lo scotto iniziale pagato dall’Italia a questa 21.a edizione dei Campionati europei di atletica, partiti oggi ad Helsinki in Finlandia.

BEFFA – Faticherà a prendere sonno nella notte scandinava Daniele Meucci, c’è da scommetterci: il suo 13’32″69 meritava maggior fortuna, non per la qualità in sé del crono, quanto per la tenacia messa in pista dall’atleta toscano nel finale di gara. L’ultimo mezzo giro è stato un piccolo capolavoro, una rimonta di rabbia e grinta, di gambe e polmoni. È finito attaccato a chi si giocava il bronzo, anzi staccato di un nulla.
Nel frattempo, davanti a tutti, il britannico Mo Farah (13’29″91) si prendeva con facilità il primo oro dei Campionati. Dietro di lui il tedesco Arne Gabius, poi il terzetto: con le ossa rotte ne esce anche il francese Yohan Durand, quarto a 2 centesimi dall’unico che può gioire, il keniano naturalizzato turco Polat Kemboi Arikan.
Meucci quinto, Stefano La Rosa undicesimo (13’41″99), l’esordiente azzurro Maksyme Obrubanskyy squalificato dopo una prova comunque incolore (piccola delusione dopo il 13’27″15 fatto registrare a Torino circa quindici giorni fa). Questo l’esito dell’unica finale della giornata che oltre all’amarezza per un podio sfumato lascia comunque le buone sensazioni di un Daniele Meucci competitivo in ottica 10000, la gara che meglio sa interpretare, quella in cui fu medaglia di bronzo a Barcellona 2010.

AZZURRI – Una sola finale ma una maratona di altre gare: il calendario compresso (dai soliti sette giorni a cinque) rende le sessioni eliminatorie interminabili e qualche scroscio di pioggia non agevola gli organizzatori.
Le prime azzurre impegnate sono le velociste. Fuori subito nei 100 Martina Amidei (11″60), mentre Audrey Alloh si ferma in semifinale (13° tempo in 11″51). Soffrono ma vanno in finale Zahra Bani nel giavellotto (ultima delle qualificate con 56.67) e Simona La Mantia nel salto triplo (14.14). Bene l’Italia sul giro di pista: avanti con due uomini (Vistalli e Valentini) e due donne (Grenot e Spacca), anche se i tempi sono migliorabili. Si qualifica per un pelo alle semifinali anche Manuela Gentili nei 400 ostacoli (57″10).
Accesso in finale per i siepisti azzurri Yuri Floriani e Patrick Nasti (9° e 10° tempo) e per Gianmarco Tamberi nel salto in alto (2.23). Ci sarà un italiano anche nella finale dei 100, già ipotecati dall’asso francese Lemaitre: Simone Collio (10″30) ha l’ultimo tempo di ripescaggio in semifinale, mentre sono eliminati Jacques Riparelli (10″33) e Fabio Cerutti (10″50 dopo il 10″36 del mattino).

Il sito ufficiale di Helsinki 2012

Riccardo Marchese
(per Vavel Italia)

Europei di Atletica, si parte!

Ad Helsinki tutto pronto per l’inizio della 21.a edizione dei Campionati europei di atletica leggera, i primi con la nuova e discussa cadenza biennale. L’Italia difende i sei podi conquistati a Barcellona 2010 e fa le prove generali quando manca solo un mese al via dei Giochi Olimpici. 

Non chiamatelo Europeo minore, anche se la manifestazione maggiore della stagione arriverà fra poco più di un mese. Dopo tante discussioni per la scelta della Eaa (European Athletic Association) di raddoppiare l’appuntamento continentale – facendolo diventare biennale come il Mondiale – Helsinki è pronta per il via. L’Olympiastadion, costruito per l’Olimpiade del 1940 (poi rinviata per lo scoppio della seconda guerra mondiale) e teatro dei Giochi del 1952 e dei Campionati del mondo di atletica del 1983 e del 2005, ospiterà cinque giorni di gare in cui saranno impegnati 59 atleti azzurri. Non ci saranno purtroppo alcuni volti noti e vincenti del recente passato tricolore, dall’acciaccata Antonietta Di Martino ad Alex Schwazer, che proprio ad Helsinki nel Mondiale del 2005 vinse la sua prima medaglia importante. Nessun problema fisico per il campione olimpico in carica della 50 km di marcia, ma un ovvio impedimento temporale: sarebbe impossibile, infatti, per marciatori e maratoneti recuperare lo sforzo a meno di 40 giorni da Londra. Per questo motivo il programma degli Europei prevede cinque gare in meno: le marce 20 km per uomini e donne, la marcia 50 km maschile e le due maratone.

AZZURRI – Non ci sarà neppure Andrew Howe, la cui carriera è ormai un rebus: da vicecampione del mondo nel salto in lungo, cinque anni fa ad Osaka, al ritorno di fiamma per i 200 metri, con infortuni puntuali e dolorosi. Un talento puro che rischia di dissolversi fra tanta sfortuna e una cattiva “gestione” della Federazione. Senza i tre big – nonché gli unici tre atleti italiani capaci di andare sul podio ai Mondiali negli ultimi 7 anni – la copertina della spedizione azzurra va al mezzofondista Daniele Meucci (storico bronzo europeo nei 10.000 a Barcellona), agli ostacolisti Emanuele Abate e Marzia Caravelli (entrambi freschi di primato italiano), allo storico capitano Nicola Vizzoni (anche lui a medaglia due anni fa), e alla batteria di triplisti, composta da Fabrizio Donato, Daniele Greco e Simona La Mantia. Atleti tutti già qualificati per l’Olimpiade di Londra, dove un podio sarà impossibile, mentre ad Helsinki…

VELOCITA’ – Più difficile, invece, fare affidamento appieno sulla staffetta 4×100 maschile, che a Barcellona sfiorò il titolo e portò a casa un argento con il nuovo record italiano: Simone Collio non è al 100% per un problemino fisico (ad un bicipite femorale), Michael Tumi non è neppure presente (non al meglio dopo un infortunio in inverno) ed anche Emauele Di Gregorio ha avuto diversi fastidi in fase di preparazione. Molto incideranno dunque le performance di Fabio Cerutti e Jacques Riparelli, ma la Francia di Christophe Lemaitre (facile preannunciarlo come star della manifestazione) stavolta appare lontana.

DAY 1 –  Tanti i concorsi al via già nella prima giornata di gare, d’altronde il programma è molto fitto anche perché racchiuso in cinque giornate rispetto alle solite sette. Alla mattina esordio per le velociste azzurre Audrey Alloh e Martina Amidei nei 100, occhio al giovane piemontese d’origine dominicana Jose Bencosme De Leon nei 400 ostacoli, quindi batterie dei 100 maschili con Fabio Cerutti, Jacques Riparelli e l’acciaccato Simone Collio. Tocca subito anche ai quattrocentisti Marco Vistalli e Lorenzo Valentini, mentre nella pedana del triplo cercherà l’accesso in finale Simona La Mantia (argento due anni fa). Nei lanci si parte con Zahra Bani che nel giavellotto proverà ad andare oltre i 61 metri per staccare il pass olimpico.
In pista nel primo pomeriggio anche Manuela Gentili nei 400 ostacoli, mentre nella sessione pomeridiana vedremo impegnati Chiara Bazzoni, Libania Grenot e Maria Enrica Spacca (nei 400), Silvano Chesani e Gianmarco Tamberi (nell’alto), Yuri Floriani e Patrick Nasti (nei 3000 siepi) e soprattutto, nella prima e unica finale del giorno, Daniele Meucci, Stefano La Rosa e Maksym Cerrone Obrubanskyy nei 5000.

Riccardo Marchese
(per Vavel Italia)

Euroindoor Atletica 2011 – Salti di gioia

Ai Campionati Europei di atletica indoor di Parigi arrivano tre medaglie per l’Italia, tutte dai salti. Ori per Simona La Mantia e Antonietta Di Martino, argento con record italiano per Fabrizio Donato.

La palermitana Simona La Mantia festeggia il suo oro nel salto triplo. (TuttoSport) Non sarà l’evento dell’anno (per quello bisognerà attendere l’ultima settimana di agosto con il Mondiale coreano di Daegu) ma le tre medaglie conquistate (tutte nei salti) dalla spedizione azzurra ai Campionati Europei di atletica indoor di Parigi rappresentano una bella conferma della crescita del movimento italiano.

Due ori ed un argento. A far risuonare l’inno all’interno del Palais Omnisport di Parigi-Bercy ci hanno pensato le ragazze. Prima Simona La Mantia, nuova campionessa europea di salto triplo con il suo nuovo personale al coperto (14.60), poi Antonietta Di Martino, oro nel salto in alto con la misura di 2.01.
Storie diverse di atlete ritrovate. La Mantia, 28 anni ad aprile, ha ripreso a volare dall’estate scorsa: argento agli Europei di Barcellona dopo una lunga serie di infortuni. Di Martino – già argento mondiale nel 2007 – è rinata per l’ennesima volta: proprio agli Europei di Barcellona in luglio non centrò neppure la finale, ma il suo 2011 è finora da favola. Subito il nuovo record italiano al meeting di Banska Bystrica in Slovacchia (strepitoso 2.04), ora la sua prima vera medaglia d’oro internazionale (ci perdonino i fan dei Giochi del Mediterraneo). Atlete ritrovate, al momento giusto, aspettando le più importanti trasferte in estremo oriente e oltremanica.

A completare il medagliere azzurro c’è l’argento con record italiano di Fabrizio Donato nel salto triplo. Il 34enne, oro due anni fa a Torino, atterra a 17.73 chiudendo alle spalle del francese Teddy Tamgho, oro con il nuovo record del mondo (17.92).

Tre podi, altre buone cose (il record italiano della staffetta 4×400 F, il 2.29 del giovane Fassinotti nell’alto) e qualche rammarico (Chiara Rosa che non riesce ad andare oltre la sua solita finale nel peso) ma guai ad illudersi: dall’ultima edizione – Torino 2009 – l’Italia uscì con 6 podi e ciò non bastò ad evitare il peggior mondiale di sempre, quello senza medaglie di Berlino.

Il sito della EAA – European Athtletic Association

Gli Europei di atletica indoor su Wikipedia

Rewind 2010 – Un anno di sport

Riviviamo le più belle emozioni dell'anno che sta finendo. Un anno di grandi vittorie ma anche di profonde delusioni per lo sport azzurro.

Francesca Schiavone in lacrime dopo la conquista del Roland Garros.Salutiamo il 2010, anno olimpico e mondiale. Anno – come tutti gli altri del resto – ricco di sofferenze e gioie legate alla passione sportiva.
Si era partiti – e male – da Vancouver, XXI Olimpiade invernale. Si era partiti perdendo le certezze di Torino2006, smarrito il pattinatore Enrico Fabris (vero eroe 4 anni fa) ci siamo aggrappati a Giuliano Razzoli: oro nello slalom e unico titolo conquistato in terra canadese. Il proverbiale coniglio dal cilindro che salva la spedizione azzurra, nonostante un notevole ridimensionamento nel medagliere (da 11 a 5 podi).

Il momento più atteso dell’anno è il mondiale di calcio sudafricano. Ci si arriva fra un cucchiaio di legno nel 6Nazioni (l’ottavo in 11 edizioni), un Giro d’Italia dominato dal rientrante Ivan Basso e un “triplete” dell’Inter. Ci si arriva dopo l’impresa dell’anno dello sport tricolore: Francesca Schiavone vince il Roland Garros ed entra nella storia. Un cammino in crescendo, una finale fantastica contro la favorita australiana Stosur. Una vittoria che riconsegna il tennis azzurro alle prime pagine dei giornali.
In Sudafrica invece le cose non vanno per il verso giusto. L’Italia campione in carica esordisce con un pari contro il Paraguay, risultato bissato clamorosamente contro i modesti neozelandesi. L’ultima sfida del girone, avversario la Slovacchia, resterà una pagina nera del nostro calcio. Una gara condita di errori che ci vede sconfitti ed eliminati. Il titolo va (per la prima volta) alla Spagna, che in finale batte l’Olanda ai supplementari. Noi torniamo a casa con un ultimo posto nel gruppo più modesto: finisce così l’era Lippi, sulla panchina azzurra arriverà Cesare Prandelli.

È estate di Europei per l’atletica e il nuoto. L’italia che salta, corre e lancia torna da Barcellona senza un oro (non accadeva da 52 anni) ma il movimento appare comunque in crescita. Alla fine sono 6 le medaglie azzurre: sugli scudi una straordinaria staffetta 4×100 maschile e il capitano Nicola Vizzoni. Storico il bronzo di Daniele Meucci che riporta l’Italia sul podio nel mezzofondo a distanza di 12 anni.
Nel nuoto si soffre: in vasca arrivano solo due titoli continentali (Scozzoli nei 50 rana e Pellegrini nei 200 sl). Eravamo abituati ad altro… tuttavia il bilancio è addolcito dalle buone cose fatte nei tuffi e dallo straordinario momento del fondo.

L’autunno porta i mondiali. Quello in casa di volley vede l’Italia al 4° posto, sconfitta in semifinale dai futuri campioni del Brasile. Quello di ciclismo, il primo senza Ballerini (scomparso in febbraio), non riserva gioie agli azzurri. Vince il norvegese Thor Hushovd, per l’Italia c’è in compenso l’oro di Giorgia Bronzini fra le ragazze. L’anno sta per finire. Novembre è il mese della vittoriosa finale di FedCup e dell’illusione Ferrari. Dall’esultanza ormai continua del tennis femminile (grande Flavia Pennetta stavolta) al brutale risveglio del Gp di Abu Dhabi. Il Mondiale di Formula1 va a Vettel, Alonso è secondo anche a causa della miope strategia dell’ultima gara.

Se ne va un anno e porta via con sé tanti protagonisti dello sport italiano. Un pensiero finale va a Enzo Bearzot, ct dell’Italia mundial. Addio Enzo. Addio 2010.

Riccardo Marchese
(per stadiosport.it)

Barcellona 2010 – 4×100 argento ma manca l’oro

L’Italia chiude gli Europei di Atletica con 4 argenti e 2 bronzi. L’ultima medaglia arriva dalla staffetta 4×100 maschile, seconda dietro la Francia con il nuovo record italiano. Dopo 52 anni manca però l’oro europeo.

Il sito ufficiale di Barcellona 2010

Barcellona 2010 – La Mantia triplo d’argento

Con un primo salto da 14.56 Simona La Mantia si aggiudica l’argento nel salto triplo. Nel salto con l’asta un ormai ritrovato Giuseppe Gibilisco (5.75) chiude quarto una gara tatticamente non impeccabile.


Il sito ufficiale di Barcellona 2010

 

Barcellona 2010 – Quarta medaglia: Incerti è bronzo

Nella maratona europea vinta dalla lituana Balciunaite, Anna Incerti chiude terza. In finale tre staffette azzurre su quattro. Nel pomeriggio (ore 18) Gibilisco salta per le medaglie.

Anna Incerti, medaglia di bronzo nella maratona europea. (GazSport)E quattro… dopo due giorni di digiuno e con qualche delusione inattesa (Schwazer e Di Martino su tutti) l'Italia dell'atletica ritrova il podio agli Europei in corso di svolgimento a Barcellona.

Dalla maratona femminile arriva un bronzo con Anna Incerti, che ha coperto i canonici 42 km e 195 metri con il tempo di 2 ore 32'48", poco più di un minuto e mezzo di distacco dalla neocampionessa europea Zivile Balciunaite, Lituania. L'argento è andato alla russa Nailya Yulamanova, mentre le altre azzurre impegnate, Rosaria Console e Deborah Toniolo, hanno chiuso rispettivamente al 10° e al 13° posto. Risultati che permettono all'Italia di chiudere al secondo posto nella Coppa Europa di Maratona (somma dei tre tempi) alle spalle della Russia.

Buone notizie anche dalla pista. Dopo le batterie – che poi valevano come semifinali – tre staffette azzurre su quattro hanno ottenuto il pass per le finali di domani pomeriggio. Fuori solo la staffetta veloce femminile, 12° tempo con 44"15.
Riammessa invece la 4×100 uomini (38"82 per Donati, Collio, Di Gregorio, Checcucci con cambi da limare) che in un primo momento era stata squalificata per cambio fuori settore. In prima frazione Roberto Donati veniva ostacolato dal russo Teplykh e solo da questo danneggiamento nasceva l'errore italiano. Ricorso accolto e Russia squalificata.
A sorpresa manca la finale la Gran Bretagna e si apre uno spiraglio per un posto sul podio, magari alle spalle della Francia del nuovo campione d'Europa dei 100 e 200 metri Christophe Lemaitre.

Bene anche le due 4×400. Le ragazze (Bazzoni, Milani, Spacca, Grenot) entrano in finale con il secondo tempo (3'27"95) dietro alle imprendibili russe che hanno fatto tripletta nella gara individuale – quarto posto per l'italo-cubana Libania Grenot. Da sottolineare l'ottima frazione di Maria Enrica Spacca: due posizioni riguadagnate e testimone consegnato a Libania già in seconda posizione.
Ripescata la 4×400 maschile (Licciardello, Galletti, Fontana, Vistalli) che ha chiuso la propria batteria al quarto posto in 3'04"55. Domenico Fontana ha ben sostituito Andrea Barberi, indisponibile dell'ultimo minuto ma pronto al rientro per la finale.

Il sito ufficiale di Barcellona 2010

Il sito della EAA – European Athtletic Association

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Riccardo Marchese