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Ciao Marco

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FOTOPOST – MotoSpagna

A Sepang Jorge Lorenzo con il terzo posto conquista il mondiale, vittoria a Rossi.
Toni Elias, un altro spagnolo, chiude i conti in Moto2; mentre in 125 restano a giocarsi il titolo Marquez, Terol ed Espargaro. Di che nazionalità saranno?

Rossi e il rivale in casa

Lorenzo vince in Spagna e si candida come maggior avversario di Rossi, terzo a Jerez. In Moto2 successo di Toni Elias, completa la tripletta spagnola Espargaro in 125.

Rossi e LorenzoIl Gp di Spagna disputatosi a Jerez, il primo dei quattro che si correranno nella penisola iberica durante la stagione (a Catalogna e Comunità Valenciana si è aggiunto da quest’anno il Gp d’Aragona), ci ha consegnato un Lorenzo in forma smagliante. Vittoria davanti al connazionale Pedrosa e al compagno-rivale Rossi. Un successo festeggiato dal numero 99 con un pizzico di euforia di troppo, tendente quasi all’istinto suicida: un tuffo in uno dei laghetti che fanno da cornice al circuito, senza considerare i chili di peso di tuta e casco. Fortunatamente è finita bene, con salvataggio e lieto fine del primo posto provvisorio in classifica. Valentino, infatti, per ora insegue, anche se solo per cinque punti; già più lontano invece Stoner, quinto a Jerez alle spalle dell’altra Ducati, quella guidata da un ritrovato Hayden. Una classifica che vale comunque poco o nulla quando di gare da disputare ne mancano ancora 16!

Più interessante rispolverare invece i dati dell’ultimo mondiale per scoprire che se Lorenzo finisce la gara (e per fortuna dei suoi avversari non le finisce tutte) il podio è assicurato. Nel 2009 tale regola è stata infranta solo una volta, in Malesia, nella penultima prova della stagione (Lorenzo quarto nel giorno del nono uovo-mondiale di Valentino).
La vera differenza quindi fra i due piloti Yamaha la fanno i ritiri: nei due anni in MotoGp (questo è il terzo affianco a Rossi) lo spagnolo non ha visto la bandiera a scacchi ben nove volte (otto ritiri più una non partenza per infortunio) contro la sola uscita definitiva del “Dottore”, ad Indianapolis 2009.
Chissà cosa ne penserà poi di questa statistica Casey Stoner, il cascatore per antonomasia del circus – non peraltro detto “Rolling Stoner” dai tempi della 250. L’australiano nello stesso arco di tempo si è ritirato solo due volte (non partendo in quattro gare lo scorso anno per problemi fisici). In questo mondiale conduce una caduta a zero, ma le occasioni per il sorpasso dello sciagurato Lorenzo – laghi esclusi – sono ancora tante.

Riccardo Marchese

Stoner cade, Rossi ringrazia

Dopo cinque anni Rossi torna al successo nella gara inaugurale del mondiale. In Qatar precede il compagno Lorenzo e la Honda di Dovizioso.


Mettiamola così: se Stoner casca dopo qualche giro del primo gran premio stagionale – dopo aver dominato tutte le sessioni di prove possibili – la strada per Rossi verso il decimo titolo iridato è più che in discesa. Valentino non ha dovuto strafare per aggiudicarsi la prima prova del mondiale in Qatar: l’avversario più pericoloso si è eliminato da solo sdraiandosi, più che per necessità per tenere fede alla sua fama di cascatore (“Rolling Stoner”); qualche preoccupazione l’ha portata poi il bravo Dovizioso a pochi giri dalla fine. Niente illusioni però, Rossi doveva ancora tirare fuori il coniglio dal cilindro. Un giro al limite e la bagarre con la Honda è diventato un ricordo. Da dietro, con l’altra Yamaha, ha provato a spaventare tutti Lorenzo, ma era troppo tardi per impensierire anche il Dottore: secondo lo spagnolo, con Dovizioso bravo a difendere il podio dall’attacco dell’ex iridato Hayden.

Critico con se stesso – e come non esserlo – l’australiano Stoner si rammarica, ma allo stesso tempo rilancia: “Avrei dovuto vincere perché ero il più veloce e la mia moto era di gran lunga la migliore. Ma alla curva 4 ho fatto un errore che mi ha fatto cadere. Peccato davvero. Ma per il futuro resto fiducioso: ho una moto super”.
Venticinque punti per partire, grazie ad una vittoria che non ti aspetti. Le dichiarazioni di Rossi fanno da ovvio contraltare alle parole dell’australiano: “Stoner spingeva al massimo e se fosse rimasto in piedi, sarebbe stato più difficile. La mia moto andava piano in rettilineo, prendevo secondi sugli inseguitori ma poi venivo riavvicinato. Comunque grazie al team, vincere qui è stato importantissimo e sono felicissimo”.

La prima gara di Moto2 (ex mondiale 250) è andata al giapponese Tomizawa che ha preceduto sul podio lo spagnolo Debon e il francese Cluzel. Miglior italiano Roberto Rolfo, quinto. In 125 successo di Terol davanti a Rodriguez ed Alenta con Espargaro, quarto, a completare il poker spagnolo. Nella cilindrata minore poco da aspettarsi dai tre giovani italiani Savadori, Ravaioli, Marconi. Per il futuro c’è solo tanta Spagna.

Riccardo Marchese

Quanto è giovane questa MotoGp!

Ufficializzati team e piloti per la prossima stagione. In MotoGp è invasione spagnola.

Il motomondiale scalda i motori, periodo di test e prove per preparare al meglio la stagione 2010. Un campionato che vedrà la più sua grande novità nella Moto2, classe di rimpiazzo della vecchia 250, con annesso aumento di cilindrata fino ai 600 centimetri cubici. Una categoria dunque che si avvicina a quella regina (pronta a scappare fino ai 1000 cc nel 2012, come desiderato da Rossi) che alla 125, classe destinata di par suo a diventare un vero campionato juniores.

Si ripartirà l’11 aprile dal G.p. del Qatar, con una MotoGp rinnovata dall’arrivo dei primi quattro piloti dell’ultimo mondiale 250: Aoyaha, Barbera, Bautista e l’azzurro Simoncelli. Un’ondata verde in un campionato di per se già molto giovane, basta considerare che dei 18 piloti iscritti finora solo tre superano i 30 anni: i veterani Capirossi ed Edwards ed il pluricampione Rossi. Altro dato da annotare sulle nazionalità dei centauri: fanno la voce grossa gli spagnoli addirittura in 6 (Lorenzo e Pedrosa i più accreditati), seguiti dagli italiani in 5 (oltre ai già citati Simoncelli, Capirossi e Rossi troviamo Melandri e Dovizioso). Non ci saranno invece sanmarinesi, peccato per Alex De Angelis che bocciato da Gresini non ha trovato un sedile in MotoGp, nonostante il discreto ottavo posto in classifica generale dello scorso anno. Correrà in Moto2 con il Team Scot Racing.

Si profila dunque una sfida Spagna – Italia nella classe regina? Vedremo, di certo l’australiano Stoner non vorrà restare a guardare.

Ecco l’elenco ufficiale di team e piloti iscritti alla MotoGp 2010:

Fiat Yamaha: Rossi, Lorenzo
Repsol Honda: Pedrosa, Dovizioso
Ducati Marlboro: Stoner, Hayden
Monster Yamaha Tech 3: Spies, Edwards
Honda Gresini: Melandri, Simoncelli
Suzuki MotoGp: Capirossi, Bautista
Pramac Racing (Ducati): Kallio, Espargaro
LCR Honda: De Puniet
Interwetten Honda: Aoyama H.
Aspar Team (Ducati): Barbera
Imnotec *: Silva

*non prenderà parte a tutte le gare

Mitico Rossi, nove mondiali

Con il terzo posto nel G.p. della Malesia, Rossi si aggiudica il nono mondiale della carriera, il settimo nella classe regina in dieci anni. 

Gallina vecchia fa buon brodo. No, non questa volta, almeno non nel modo di intenderla di Valentino Rossi. La gallina vecchia, che poi sarebbe lui in confronto ai giovani polli (uno per tutti Lorenzo, già promosso a galletto), continua a fare le uova. A Sepang, in Malesia, è arrivato il nono uovo-mondiale (e qui, giuro, la smettiamo con questa associazione), il settimo titolo nella classe regina delle due ruote.

In 14 stagioni di motomondiale solo cinque volte “il dottore” non si è laureato campione a fine anno, conto presto fatto: tre anni per l’apprendistato nelle tre classi (in 125 nel 1996, in 250 nel 1998 e nella vecchia 500 nel 2000 – anni seguiti, manco a dirlo, da tre titoli mondiali) e poi le due uniche vere sconfitte in MotoGp, nel 2006 da Hayden e nel 2007 dall’imprendibile Stoner.

Imprendibile l’australiano lo è stato anche sull’asfalto bagnato di Sepang a conferma di essere tornato su un buon livello di forma – due successi in sette giorni dopo cinque mesi di digiuno. Ancor prima di partire la situazione è volta subito a sua favore (e come no di Rossi): Lorenzo non si schiera sulla griglia in tempo utile ed è costretto all’ultimo posto. Con queste premesse Valentino non vuole assolutamente rischiare e alla prima curva si tiene lontano da pericolosi contatti: larghissimo passa dalla pole a centro gruppo dov’è già risalito Lorenzo. Lo spagnolo passa e Rossi ne battezza la ruota. Rimonta a braccetto fino al 4° e 5° posto e controsorpasso dell’italiano a 14 giri dalla fine. Davanti Stoner fa gara in solitaria seguito a notevole distanza dalle due Honda ufficiali. Rossi però la parte del ragioniere proprio non la sa fare e vuole il podio, Dovizioso capisce che gli tocca fare un regalo per il nono titolo del connazionale e si sdraia a 8 giri dal termine. Ora c’è tutto, Rossi ha un margine rassicurante su Lorenzo e abbandona l’idea di riprendere Pedrosa che conquista così il suo primo podio bagnato in MotoGp. Come dire, giovani polli crescono…

Riccardo Marchese

Numeri Mototomondiale

Con il G.p. della Comunità Valenciana – Stoner, Rossi, Pedrosa il podio della MotoGp – si è chiusa la stagione 2008 del motomondiale. Vi proponiamo le statistiche più interessanti da mandare in archivio.

Valentino Rossi

9 le vittorie stagionali di Valentino Rossi, di cui 5 consecutive: da Laguna Seca (in luglio) a Motegi (fine settembre), questa l’accelerata che è valsa il titolo.

16 i podi del Dottore su un totale di 18 gare. All’appuntamento con lo champagne è mancato solo all’esordio in Qatar (5°) e ad Assen in Olanda (11°).

373 i punti conquistati da Rossi per vincere il Mondiale, nuovo record assoluto. Il precedente era a quota 367, fatto registrare sia da Rossi nel 2005 (su 17 gare), che da Stoner la scorsa stagione (su 18).
Il miglior rapporto punti/gare resta comunque quello dell’anno 2003, in cui Rossi si aggiudicò il Mondiale con 357 punti in 16 corse.

18/18 i podi della Yamaha in MotoGp. Quando non ce l’ha fatta Rossi (in due occasioni) ci hanno pensato Lorenzo ed Edwards. Un dato che ben esemplifica la superiorità del colosso giapponese durante la stagione.

6 le vittorie stagionali di Casey Stoner e quindi della Ducati. Per l’australiano e per la rossa di Borgo Panigale secondi posti nelle rispettive classifiche. Di Marco Melandri meglio non parlare…

2 i successi di Daniel Pedrosa e della Honda. Lo spagnolo è restato in corsa per il titolo solo per metà stagione, poi errori e cadute ne hanno condizionato la seconda parte. Impietoso il raffronto con Rossi negli ultimi 9 g.p.: 206 punti contro 78! 

2 i podi dei piloti italiani che non si chiamano Rossi in MotoGp. Li hanno conquistati Loris Capirossi, terzo in Repubblica Ceca, e Andrea Dovizioso, terzo in Malesia. Due anche le volte che il podio lo ha sfiorato il sanmarinese Alex De Angelis, quarto sia al Mugello che in Germania.

281 i punti che sono serviti a Marco Simoncelli per vincere il Mondiale della classe 250. L’italiano della Gilera si è imposto in 6 occasioni, l’ultima proprio nel g.p. conclusivo di Valencia.

264 punti sono bastati al francese Mike Di Meglio, su Derbi, per laurearsi campione del mondo della classe 125. Simone Corsi (Aprilia) ha chiuso secondo a quota 225.

0 i titoli piloti conquistati dall’Aprilia. Dopo due anni di dominio nelle due classi minori, la casa di Noale si è dovuta accontentare solo dei mondiali costruttori sia in 125 che in 250.

Le Classifiche finali del Motomondiale

Lo speciale Motomondiale 2008 su Wikipedia

Riccardo Marchese

Simoncelli re della 250

Il ventunenne romagnolo su Gilera chiude terzo a Sepang, in Malesia, e fa suo il titolo mondiale. 
Sei anni dopo Melandri l’Italia ritrova la leadership fra le quarto di litro.

Marco Simoncelli

L’ottava meraviglia

Valentino Rossi ha conquistato a Motegi l’ottavo titolo iridato della sua carriera, il sesto nella classe regina (uno in 500 e cinque in MotoGp). Con la vittoria sul tracciato giapponese salgono ad otto anche le sue vittorie stagionali.

L'esultanza sul podio di Motegi. Epa

Rossi sì, rossa no

Valentino domina ad Indianapolis ed è sempre più vicino al suo ottavo titolo mondiale, la Ferrari invece non va oltre il sesto posto di Massa sul tracciato di Monza.

Valentino Rossi sfreccia sull'acqua di Indianapolis

C’è la pioggia a fare da comune denominatore al weekend dei motori. Quello e poco altro per i tifosi italiani, perché se da un lato del pianeta, ad Indianapolis, Valentino Rossi vince il suo quarto g.p. consecutivo, avviandosi a conquistare l’ennesimo titolo mondiale, qui in Italia la Ferrari soffre e la prima pagina è tutta per la Toro Rosso (ex Minardi) che vince per la prima volta con il tedesco Vettel.

FORMULA1 Era stata la grande sorpresa delle prove, Sebastian Vettel meglio di tutti aveva saputo sfruttare le particolari condizioni meteo del sabato. Pole, la più giovane nella storia della Formula1.
Nonostante ciò i favoriti restavano altri: Kovalainen e Massa più di Hamilton e Raikkonen, bloccati al centro del gruppo. Insomma il solito dominio McLaren-Ferrari. Non è andata così e alla fine è un bene. Era dal 2004 che quattro team diversi non vincevano una gara nel mondiale, allora toccò a Ferrari, McLaren (sempre loro), Renault e Williams, oggi insieme ai due top team ci sono Bmw e Toro Rosso.

Vince Vettel (il più giovane di sempre sul gradino più alto del podio) e con lui vince un po’ anche l’Italia. La Toro Rosso infatti ha ancora sede a Faenza, ha motore Ferrari e sul podio sembrano tornare i vecchi tempi: inno tedesco per il pilota e poi italiano per la macchina.

La lotta per il titolo è ormai un testa a testa: Massa contro Hamilton, con l’inglese avanti di un punto.  A Monza, Felipe ha chiuso sesto rosicchiando solo una lunghezza all’inglese che partiva dall’ottava fila. Fra i costruttori resta avanti la rossa: 134 punti contro i 129 delle frecce d’argento. 

MOTOGP Non si ferma più Valentino Rossi, sotto la pioggia di Indianapolis e con lo sconto di sette giri (bandiera rossa per le condizioni della pista), ottiene la quarta vittoria consecutiva.
Il suo vantaggio sul rivale Stoner, che poi tanto rivale non lo è più, tocca gli 87 punti. Nelle ultime quattro gare, appunto, Rossi ha chiuso il discorso per il Mondiale guadagnando la bellezza di 67 lunghezze sull’australiano. 

Già in Giappone, a Motegi, a fine settembre, il dottore avrà ampie possibilità di riconquistare quel titolo che gli era sfuggito negli ultimi due anni. In attesa di aggiornare i suoi record sui mondiali, ci fermiamo a quello delle vittorie nella classe regina: 69, da ieri una in più di Giacomo Agostini.

Riccardo Marchese