Archivio mensile:giugno 2012

Helsinki 2012 – Donato il triplo è d’oro!

Sotto la pioggia di Helsinki, Fabrizio Donato si prende il titolo europeo del salto triplo con uno strepitoso 17.63 al primo tentativo. Nei 10000 Daniele Meucci è medaglia d’argento dietro il kenyano naturalizzato turco Arikan. L’Italia sale a quota tre podi.

Fabrizio Donato oro nel salto triplo, Daniele Meucci argento nei 10000. Due medaglie che unite al bronzo ottenuto ieri da Chiara Rosa nel getto del peso completano la collezione azzurra di metalli in questo Campionato europeo di atletica di Helsinki. L’Italia è viva anche senza le sue stelle, anzi forse ne riscopre una. Deludono invece le staffette: fuori quattro su quattro e fa male soprattutto l’esclusione di quella veloce maschile, senza dubbio la più competitiva.
Da segnalere che con la prova da fenomeno di Donato nel triplo l’Italia ritrova una medaglia d’oro europea attesa 6 anni, dopo lo storico digiuno di Barcellona 2010.

FABRIZIO SHOW – A Londra 2012 per una medaglia, senza paure, senza dubbi. Se Fabrizio Donato dovesse conservare lo stato di forma visto qui ad Helsinki, fra un mesetto ci sarà da divertirsi davvero. Miglior prestazione al mondo dell’anno, aspettando i trials americani e tenendo in giusta considerazione quei 2,8 metri di vento a favore che marchiano il suo straordinario 17.63 come salto ventoso, e quindi fuori dalle statistiche classiche dell’atletica (sarebbe stato anche il nuovo record italiano).

LA GARA – Pronti via e l’ucraino El-Sheryf piazza un 17.28 che può mettere pressione al gruppo. Fabrizio Donato, unico ad essere andato sopra i 17 metri nelle qualificazioni, sembra non soffrirne: al primo tentativo arriva la zampata del campione, un 17.63 con troppo vento a favore per migliorare il record italiano (17.60 già suo, datato 2000), ma un salto che basta per ammazzare la gara ed ammattire gli avversari. La seconda prova è di dieci centimetri più corta, ma stavolta scompare il vento e allora si entra di diritto nelle graduatorie stagionali: 17.53 è la seconda prestazione dell’anno ex aequo, il successivo 17.49 è la conferma di uno stato di forma assoluto.
La gara è già chiusa, nessuno può impensierire questo Donato che allora prova a forzare cercando di arrivare al record italiano. Le condizioni però non sono delle migliori. Il vento si abbassa e la pedana bagnata non aiuta: arrivano un nullo e altre due misure inferiori, alla ricerca di soluzioni diverse. Dietro l’azzurro, El-Sheryf è secondo grazie al 17.28 d’esordio mentre nessun altro supera la soglia dei 17 metri. Bronzo al bielorusso Tsapik (16.97), con l’altro italiano Fabrizio Schembri decimo con 16.40.

10000 – Si conferma sul podio europeo della gara più lunga in pista Daniele Meucci, secondo nei 10000 metri dietro il turco Arikan, già medaglia di bronzo sui 5000. Passo lento e solito gioco tattico, la gara si infiamma solo agli ultimi giri e l’azzurro si gioca la volata fino in fondo dopo la beffa della mezza distanza (fuori dai primi tre per soli 6 centesimi). Stavolta va meglio, Meucci lotta sul rettilineo finale e chiude secondo in 28’22″73 battendo il russo Rybakov. Un passo avanti dopo il bronzo di due anni fa a Barcellona. Dodicesimo posto per Stefano La Rosa (29’02″53).

MATTINO – Eppure la giornata della doppia medaglia era iniziata malissimo per i colori azzurri con l’eliminazione in batteria della staffetta 4×100 maschile, che fu medaglia d’argento con record italiano agli ultimi Europei di Barcellona. Un’incertezza nel cambio fra Simone Collio e Emanuele di Gregorio metteva subito fuori gioco gli azzurri, privandoli di una possibile medaglia. Out anche le ragazze della staffetta veloce (decime in 43”90), mentre si qualificavano per la finale il giovane Claudio Stecchi nel salto con l’asta (5.55), il da poco italiano Abdellah Haidane nei 1500 (3’41”61) e Tamara Apostolico nel lancio del disco (56.95).
Avanti in semifinale anche i due azzurri nei 110 ostacoli: Emanuele Abate è terzo nella sua batteria con un 13”61 controllato, pass immediato senza ricorrere ai ripescaggi anche per Paolo Dal Molin in 13”68.

STAFFETTE KO – Dopo l’eliminazione delle due 4×100 nelle batterie-semifinali del mattino, arrivano alla sera le debacle delle due 4×400. Gli uomini chiudono al nono posto complessivo in 3’08″78 senza Marco Vistalli, fermo per il fastidio accusato ieri prima della finale individuale. Decimo posto per le donne, che sono solo seste nella propria batteria in 3’31″64.

IL RESTO – Nicola Vizzoni comincia bene con un 75.13 la finale del lancio del martello. La condizione di pedana bagnata non dispiace al capitano della nazionale italiana che però non ha il ritmo per un’intera serie da 6 lanci. Dopo il più 75, arrivano tre tentativi tutti di poco al di sotto di questa soglia, quindi un lancio corto annullato e un tentativo solo abbozzato in chiusura. Finisce quinto, mentre il titolo va all’ungherese Pars (79.72).
Sono addirittura due le azzurre nella finale dei 100 ostacoli, vinti dalla turca Yanit (12″81): Marzia Caravelli è sesta in 13″11, Micol Cattaneo chiude ottava in 13″16. Infine settimo posto per Diego Marani (21″26) nei 200. Oro all’olandese Martina (20″42).

Riccardo Marchese
(per Vavel Italia)

Helsinki 2012 – Prima gioia azzurra

Alla terza giornata di gare arriva la prima medaglia per l’Italia agli Europei di Atletica di Helsinki: Chiara Rosa è terza nella finale di getto del peso con la misura di 18.47. Delusione per il quarto posto di Simona La Mantia nel salto triplo e il sesto di Libania Grenot nei 400.

Ci sono voluti tre giorni all’Italia dell’atletica per sbloccarsi e far comparire la bandiera tricolore nel medagliere di questi Campionati europei di Helsinki. Dopo il quinto posto di Daniele Meucci nei 5000 metri e il sesto con tanto di pass olimpico per Nadia Ejjafini sulla stessa distanza, arriva il primo podio grazie alla pesista Chiara Rosa, bronzo con la misura di 18.47 alle spalle della tedesca Nadine Kleinert (19.18) e della russa Irina Tarasova (18.91).

CIELO ROSA – “Cosa prevedo per domani? Cielo azzurro con sprazzi di Rosa”. Giocava con le parole la sempre briosa Chiara Rosa dopo la sua qualificazione alla finale, ottenuta ieri con un solo lancio: 17.89 e via a riposare per l’occasione della vita. L’assenza delle pesiste bielorusse e delle prime linee russe aveva aperto infatti scenari nuovi, lasciando dei vuoti da riempire. Si è fatta trovare pronta Chiara Rosa e di ciò le va dato merito al di là del semplice dato tecnico.
Partenza in salita per l’atleta padovana con un nullo al primo tentativo. Con il secondo arriva invece un 17.95 che vale la quasi sicurezza di essere fra le prime 8 atlete al termine del terzo giro, cioè in posizione utile per accedere agli ulteriori tre lanci di finale. E qui la musica cambia: prima con 18.26 l’azzurra sale dalla sesta alla quarta posizione, poi al quinto tentativo scavalca la tedesca Terlecki con un discreto 18.47 (misura comunque lontana dal suo primato personale, 19.15 che è anche record italiano). Con l’ultimo lancio Chiara Rosa non si migliora, ma non lo fanno neppure le atlete che inseguono, ed allora è medaglia. La prima per l’Italia ad Helsinki, la prima veramente importante per la pesista veneta a livello internazionale.

HOOPER A LONDRA –  Non ottiene la finale al pomeriggio (squalificata con tempo comunque alto), ma grazie al 22″95 del mattino, la giovanissima azzurra d’origine ghanese Gloria Hooper (anno di nascita 1992!) stacca il pass per l’Olimpiade nei 200 metri. È la seconda atleta italiana, dopo Nadia Ejjafini nei 5000, ad andare sotto il minimo A qui ad Helsinki, conquistando un posto per Londra.

AZZURRI – Sempre sui 200 bene Diego Marani, autore di un 20″83 che vale il secondo tempo di ripescaggio per l’accesso finale. Il settore lanci femminile regala la prima medaglia ma anche due pessime prove: Zahra Bani fa arrivare il suo giavellotto non oltre i 53.40 metri (chiudendo al 12° posto la finale vinta dall’ucraina Rebryk), Silvia Salis è addirittura eliminata nelle qualificazioni del lancio del martello dopo tre nulli. Avanti due ostacoliste su tre: Micol Cattaneo (13″07) e Marzia Caravelli (13″03) avanzano facilmente in semifinale nei 100 hs, fuori Giulia Pennella (13″43).
Buon quinto posto per il giovane saltatore in alto Gianmarco Tambreri (un altro classe ’92) arrivato su fino ai 2.24. L’oro va al britannico Grabarz (2.31). Si difendono i due italiani impegnati nella finale dei 3000 siepi vinti dal francese Mekhissi-Benabbad (8’33″23): Yuri Floriani (che ha già in tasca il biglietto per Londra) chiude al settimo posto (8’39″23), sfortunato l’altro azzurro Patrick Nasti, caduto nell’ultimo giro quando era in fase di rimonta e solo 15° al traguardo.

DISATTESE – Resta sul podio per lunghi tratti di gara ma poi è solo quarta nella finale del salto triplo Simona La Mantia (14.25 arrivato al primo tentativo). Oro con dominio all’ucraina Saladuha: il suo 14.99 è la miglior prestazione al mondo dell’anno.
Infine delude le attese della vigilia Libania Grenot (52″57) nei 400, solo sesta con una condotta di gara troppo azzardata: parte forte, illude di poter arrivare a qualcosa di importante ma viene risucchiata dal gruppo nel rettilineo conclusivo. Vince con un tempo inarrivabile per l’azzurra la svedese Hjelmer (51″13).

Riccardo Marchese
(per Vavel Italia)

Euro2012 – L’Italia di Mario

Gli azzurri battono la Germania (2-1) con una doppietta di un super Balotelli e raggiungono la Spagna in finale.
Dal 1994 in poi l’Italia arriva a giocarsi un titolo puntualmente ogni 6 anni.

Il tabellino della sfida Germania-Italia 1-2:

GERMANIA: Neuer; Boateng (71′ Muller), Hummels, Badstuber, Lahm; Khedira, Schweinsteiger; Podolski (46′ Reus), Ozil, Kroos; Gomez (46′ Klose).
C.t. Löw

ITALIA: Buffon; Balzaretti, Barzagli, Bonucci, Chiellini; Marchisio, Pirlo, De Rossi; Montolivo (62′ T. Motta); Cassano (57′ Diamanti), Balotelli (70′ di Natale) .
C.t. Prandelli

Arbitro: Lannoy (Fra).
Marcatori: 20′, 36′ Balotelli (I), 92′ Ozil (r) (G).
Ammoniti:
37′ Balotelli (I), 61′ Bonucci (I), 84′ De Rossi (I), 89′ T. Motta (I), 94′ Hummels (G).

Il sito ufficiale della manifestazione

Helsinki 2012 – Meucci che peccato…

Nella finale dei 5000, unica gara ad assegnare medaglie nella prima giornata degli Europei di Atletica, l’azzurro Daniele Meucci chiude quinto ad un soffio dal bronzo (solo 6 centesimi in una gara durata quasi 14 minuti!).

Perdere una medaglia europea in volata, per soli 6 centesimi, dopo aver corso 5000 metri, è lo scotto iniziale pagato dall’Italia a questa 21.a edizione dei Campionati europei di atletica, partiti oggi ad Helsinki in Finlandia.

BEFFA – Faticherà a prendere sonno nella notte scandinava Daniele Meucci, c’è da scommetterci: il suo 13’32″69 meritava maggior fortuna, non per la qualità in sé del crono, quanto per la tenacia messa in pista dall’atleta toscano nel finale di gara. L’ultimo mezzo giro è stato un piccolo capolavoro, una rimonta di rabbia e grinta, di gambe e polmoni. È finito attaccato a chi si giocava il bronzo, anzi staccato di un nulla.
Nel frattempo, davanti a tutti, il britannico Mo Farah (13’29″91) si prendeva con facilità il primo oro dei Campionati. Dietro di lui il tedesco Arne Gabius, poi il terzetto: con le ossa rotte ne esce anche il francese Yohan Durand, quarto a 2 centesimi dall’unico che può gioire, il keniano naturalizzato turco Polat Kemboi Arikan.
Meucci quinto, Stefano La Rosa undicesimo (13’41″99), l’esordiente azzurro Maksyme Obrubanskyy squalificato dopo una prova comunque incolore (piccola delusione dopo il 13’27″15 fatto registrare a Torino circa quindici giorni fa). Questo l’esito dell’unica finale della giornata che oltre all’amarezza per un podio sfumato lascia comunque le buone sensazioni di un Daniele Meucci competitivo in ottica 10000, la gara che meglio sa interpretare, quella in cui fu medaglia di bronzo a Barcellona 2010.

AZZURRI – Una sola finale ma una maratona di altre gare: il calendario compresso (dai soliti sette giorni a cinque) rende le sessioni eliminatorie interminabili e qualche scroscio di pioggia non agevola gli organizzatori.
Le prime azzurre impegnate sono le velociste. Fuori subito nei 100 Martina Amidei (11″60), mentre Audrey Alloh si ferma in semifinale (13° tempo in 11″51). Soffrono ma vanno in finale Zahra Bani nel giavellotto (ultima delle qualificate con 56.67) e Simona La Mantia nel salto triplo (14.14). Bene l’Italia sul giro di pista: avanti con due uomini (Vistalli e Valentini) e due donne (Grenot e Spacca), anche se i tempi sono migliorabili. Si qualifica per un pelo alle semifinali anche Manuela Gentili nei 400 ostacoli (57″10).
Accesso in finale per i siepisti azzurri Yuri Floriani e Patrick Nasti (9° e 10° tempo) e per Gianmarco Tamberi nel salto in alto (2.23). Ci sarà un italiano anche nella finale dei 100, già ipotecati dall’asso francese Lemaitre: Simone Collio (10″30) ha l’ultimo tempo di ripescaggio in semifinale, mentre sono eliminati Jacques Riparelli (10″33) e Fabio Cerutti (10″50 dopo il 10″36 del mattino).

Il sito ufficiale di Helsinki 2012

Riccardo Marchese
(per Vavel Italia)

Europei di Atletica, si parte!

Ad Helsinki tutto pronto per l’inizio della 21.a edizione dei Campionati europei di atletica leggera, i primi con la nuova e discussa cadenza biennale. L’Italia difende i sei podi conquistati a Barcellona 2010 e fa le prove generali quando manca solo un mese al via dei Giochi Olimpici. 

Non chiamatelo Europeo minore, anche se la manifestazione maggiore della stagione arriverà fra poco più di un mese. Dopo tante discussioni per la scelta della Eaa (European Athletic Association) di raddoppiare l’appuntamento continentale – facendolo diventare biennale come il Mondiale – Helsinki è pronta per il via. L’Olympiastadion, costruito per l’Olimpiade del 1940 (poi rinviata per lo scoppio della seconda guerra mondiale) e teatro dei Giochi del 1952 e dei Campionati del mondo di atletica del 1983 e del 2005, ospiterà cinque giorni di gare in cui saranno impegnati 59 atleti azzurri. Non ci saranno purtroppo alcuni volti noti e vincenti del recente passato tricolore, dall’acciaccata Antonietta Di Martino ad Alex Schwazer, che proprio ad Helsinki nel Mondiale del 2005 vinse la sua prima medaglia importante. Nessun problema fisico per il campione olimpico in carica della 50 km di marcia, ma un ovvio impedimento temporale: sarebbe impossibile, infatti, per marciatori e maratoneti recuperare lo sforzo a meno di 40 giorni da Londra. Per questo motivo il programma degli Europei prevede cinque gare in meno: le marce 20 km per uomini e donne, la marcia 50 km maschile e le due maratone.

AZZURRI – Non ci sarà neppure Andrew Howe, la cui carriera è ormai un rebus: da vicecampione del mondo nel salto in lungo, cinque anni fa ad Osaka, al ritorno di fiamma per i 200 metri, con infortuni puntuali e dolorosi. Un talento puro che rischia di dissolversi fra tanta sfortuna e una cattiva “gestione” della Federazione. Senza i tre big – nonché gli unici tre atleti italiani capaci di andare sul podio ai Mondiali negli ultimi 7 anni – la copertina della spedizione azzurra va al mezzofondista Daniele Meucci (storico bronzo europeo nei 10.000 a Barcellona), agli ostacolisti Emanuele Abate e Marzia Caravelli (entrambi freschi di primato italiano), allo storico capitano Nicola Vizzoni (anche lui a medaglia due anni fa), e alla batteria di triplisti, composta da Fabrizio Donato, Daniele Greco e Simona La Mantia. Atleti tutti già qualificati per l’Olimpiade di Londra, dove un podio sarà impossibile, mentre ad Helsinki…

VELOCITA’ – Più difficile, invece, fare affidamento appieno sulla staffetta 4×100 maschile, che a Barcellona sfiorò il titolo e portò a casa un argento con il nuovo record italiano: Simone Collio non è al 100% per un problemino fisico (ad un bicipite femorale), Michael Tumi non è neppure presente (non al meglio dopo un infortunio in inverno) ed anche Emauele Di Gregorio ha avuto diversi fastidi in fase di preparazione. Molto incideranno dunque le performance di Fabio Cerutti e Jacques Riparelli, ma la Francia di Christophe Lemaitre (facile preannunciarlo come star della manifestazione) stavolta appare lontana.

DAY 1 –  Tanti i concorsi al via già nella prima giornata di gare, d’altronde il programma è molto fitto anche perché racchiuso in cinque giornate rispetto alle solite sette. Alla mattina esordio per le velociste azzurre Audrey Alloh e Martina Amidei nei 100, occhio al giovane piemontese d’origine dominicana Jose Bencosme De Leon nei 400 ostacoli, quindi batterie dei 100 maschili con Fabio Cerutti, Jacques Riparelli e l’acciaccato Simone Collio. Tocca subito anche ai quattrocentisti Marco Vistalli e Lorenzo Valentini, mentre nella pedana del triplo cercherà l’accesso in finale Simona La Mantia (argento due anni fa). Nei lanci si parte con Zahra Bani che nel giavellotto proverà ad andare oltre i 61 metri per staccare il pass olimpico.
In pista nel primo pomeriggio anche Manuela Gentili nei 400 ostacoli, mentre nella sessione pomeridiana vedremo impegnati Chiara Bazzoni, Libania Grenot e Maria Enrica Spacca (nei 400), Silvano Chesani e Gianmarco Tamberi (nell’alto), Yuri Floriani e Patrick Nasti (nei 3000 siepi) e soprattutto, nella prima e unica finale del giorno, Daniele Meucci, Stefano La Rosa e Maksym Cerrone Obrubanskyy nei 5000.

Riccardo Marchese
(per Vavel Italia)

Euro2012 – Rai, ma ce la fai?

Nuovo appuntamento con le stranezze e gli errori della tv pubblica alle prese con l’esclusiva degli Europei di Calcio in Polonia e Ucraina. Sesta puntata!

Finalmente a RaiSport hanno trovato la soluzione per limitare le perle di Fulvio Collovati: arrivati allo stadio dargli il compito di seguire su un monitor un’altra partita senza commentare. Funziona!

A “Notti Europee” – sì, a volte ci facciamo del male fino in fondo – Jacopo Volpi ricorda l’avventura di Cesare Maldini sulla panchina azzurra durante il mondiale del 1998: “è stato molto sfortunato, il famoso quarto di finale con la Spagna…”. Come dimenticarlo: quel rigore sulla traversa e Di Biagio che crolla su se stesso, la maledizione dal dischetto che colpiva per il terzo mondiale di fila… solo che noi in tutti questi anni abbiamo pensato che l’avversario fosse stato la Francia padrona di casa…

Repubblica Ceca-Portogallo, si fa male l’attaccante lusitano Helder Postiga che lascia il posto a Hugo Almeida. Per Alberto Rimedio “non cambia naturalmente niente sul piano tattico”, “non cambia niente” fa eco Fulvio Collovati. Passano pochi minuti e lo stesso Collovati ha maturato idee diverse: “è entrato Hugo Almeida che naturalmente è un giocatore completamente diverso da parte… rispetto a Postiga”. Tutto con naturalezza…

Vincenzo D’Amico sveste i panni del commentatore tecnico (li aveva indossati?) e in Spagna-Francia diventa tifoso delle furie rosse: Xabi Alonso segna il vantaggio e lui si lascia andare un “E vai!”, i transalpini si affacciano nella metà campo avversaria e lui lascia trasparire la sua sofferenza, i campioni del mondo sbagliano qualcosa e via con i “Peccato!”. Gianni Cerqueti prova a porre rimedio: “Peccato, per la Spagna naturalmente?”, D’Amico: “Certo, certo” (segue risata).

Calcio di punizione per la Francia, Benzema ci prova da lontano ma il suo tiro finisce altissimo, D’Amico: “meta, 3 punti per Benzema”. Pericolose ed errate associazioni sportive.

Intervallo di Spagna-Francia, Bruno Giordano analizza le scelte di Blanc: “con questi giocatori messi in ruoli anche fuori ruolo diventa tutto difficile”. Che poi è anche il problema di RaiSport…

Vincenzo D’Amico si sbilancia dopo il calcio di rigore assegnato alla roja nel finale: “Saranno contenti in Spagna per questo rigore”. Pure qualche commentatore italiano in tribuna stampa!

Prepartita di Inghilterra-Italia, l’arrivo allo stadio dei nostri. Marco Mazzocchi: “pullman azzurro che continua ad espellere i giocatori”.

Pronti via e Bruno Gentili dimostra subito di avere le idee chiare. Giropalla azzurro da destra a sinistra: “Balzaretti, Barzagli, laterale per Bonucci, è pronto a ricevere Balzaretti…”. Evidente il dono dell’ubiquità per il terzino del Palermo.

“Dobbiamo violentarci e mettere una palla oltre la linea difensiva”. Il sadismo di Beppe Dossena.

“Ecco, adesso loro sono diventati inglesi”. Sempre Dossena alla prese con le trasformazioni dei nostri avversari durante il primo tempo supplementare.

Lasciando stare le pronunce dei calciatori inglesi (l’esterno “Yeng” su tutti), ci concentriamo sulle invenzioni di Bruno Gentili, un vero leader nelle associazioni nome-cognome: si va da Andrea Balzaretti a Damiano De Rossi, con colpo di genio finale: “nell’Inghilterra entra Henderson del Liverpool al posto di Joe Parker”. Fantasia al potere.

Dossena dopo l’errore dal dischetto di Montolivo: “Di solito chi sbaglia per primo poi vince” (teorema privo di ogni fondamento). Quando va sul dischetto Ashley Cole: “i mancini hanno un’alta percentuale d’errore” (ma per fortuna Diamanti non lo ha sentito). Nonostante tutto la missione di Beppe Dossena a Kiev è riuscita.

Si ringraziano per le segnalazioni Jacopo Santoro, Stefano Fantoni, Federico Calò, Thomas Maltese e Antonio Capone.

Riccardo Marchese
(per Vavel Italia)

Euro Rating – Il riepilogo dei quarti di finale

Dal primo turno ad eliminazione diretta arrivano risposte chiare: va avanti chi gioca un calcio propositivo. Le semifinali saranno Portogallo-Spagna (il 27 giugno) e Germania-Italia (28 giugno).

Portogallo, Spagna, Italia e Germania: se avete puntato su di loro avete scelto le azioni giuste, perché l’Europeo in Polonia e Ucraina azzera lo spread. Sono loro le quattro semifinaliste, tutte con merito dopo aver dominato le proprie sfide nei quarti di finale.
Il Portogallo (voto 7) batte la modesta Repubblica Ceca (voto 5) con un gol di Cristiano Ronaldo a dieci minuti dalla fine. I lusitani fanno la gara, sbattono sui legni ma alla fine passano con un colpo di testa della loro stella più luminosa. Ora, per un posto in finale, sarà derby iberico con la Spagna (voto 8) che con il più classico gol per tempo liquida la Francia (voto 3). I transalpini ripetono la pessima prova offerta nell’ultimo match del girone contro la Svezia, per di più Blanc toglie dal suo undici qualità (fuori sia Nasri che Menez) per inserire mediani e un terzino di troppo. C’è modo e modo per affrontare la Spagna campione di tutto, quello scelto dal c.t. francese è il peggiore.

Chi esce invece a testa alta dall’Europeo nonostante le quattro reti subite è la Grecia (voto 6). Sotto di un gol con i tedeschi, gli ellenici buttano il cuore oltre l’ostacolo e trovano il pari dell’illusione con Samaras in contropiede. Dura poco però: la qualità della Germania (voto 8) è di un altro livello e alla fine la rivoluzione offensiva di Löw dà i suoi frutti. Dal mondiale di casa nel 2006 a Euro2012: per la quarta volta consecutiva i tedeschi sono in semifinale al grande evento dell’estate calcistica, nessuno come loro anche se l’ultimo trionfo resta datato 1996 (l’Europeo in Inghilterra).
Questa Germania sarà un avversario durissimo per l’Italia (voto 7) anche se la storia è dalla parte degli azzurri. Chi non è stato un avversario all’altezza è invece l’Inghilterra (voto 4): è vero che alla fine hanno deciso i rigori, ma la partita ha visto un dominio a tratti imbarazzante dell’Italia di Prandelli. Perennemente rinunciatari, gli inglesi guidati da Hodgson si sono affidati al modello Chelsea, con qualche lancio lungo e un incantesimo alla porta di Hart. Gli è andata bene solo fino al 120′, poi dalla ruota dei rigori è tornato ad uscire l’azzurro.
Avanti Italia, ora c’è la Germania e servono i gol degli attaccanti, perché alla fine ci è mancato solo quello. Urge centravanti goleador, anche perché giovedì sera troveremo di fronte una squadra che può permettersi di tenere in panchina uno fra Gomez e Klose.

Riccardo Marchese
(per Vavel Italia)

Euro2012 – M’illumino d’azzurro

L’talia batte l’Inghilterra ai calci di rigore e raggiunge la Germania in semifinale. Partita dominata dagli uomini di Prandelli, ma il gol non arriva. Dal dischetto sbaglia Montolivo, poi Young prende la traversa e Buffon para su Cole. Di Diamanti la trasformazione decisiva.

Il tabellino della sfida Inghilterra-Italia 2-4 d.c.r. (0-0):

ITALIA: Buffon; Abate (90′ Maggio), Barzagli, Bonucci, Balzaretti; Marchisio, Pirlo, De Rossi (80′ Nocerino); Montolivo; Cassano (78′ Diamanti), Balotelli.
C.t. Prandelli

INGHILTERRA: Hart; Johnson, Terry, Lescott, Cole; Milner (60′ Walcott), Gerrard, Parker (94′ Henderson), Young; Rooney, Welbeck (60′ Carroll).
C.t. Hodgson

Arbitro: Proenca (Por).
Ammoniti: 82′ Barzagli (It); 94′ Maggio (It)
Serie Rigori: Balotelli (It) gol, Gerrard (In) gol; Montolivo (It) fuori, Rooney (In) gol; Pirlo (It) gol, Young (In) traversa; Nocerino (It) gol, Cole (In) parato; Diamanti (It) gol.

Il sito ufficiale della manifestazione

FOTOPOST – FenomenAlo!

A Valencia, Fernando Alonso vince il Gp d’Europa dopo essere partito dall’11° posto: è il primo pilota a bissare un successo in stagione. Sul podio gli ex ferraristi Raikkonen e Scumacher. Lo spagnolo torna anche in testa alla classifica del mondiale.

Il sito ufficiale Formula1.com

Borini è della Roma, Diamanti resta al Bologna

Con la risoluzione delle comproprietà si chiude la prima fase calda del calciomercato 2012. Giovinco alla Juve l’affare più caro, Diamanti e Borini restano nei club che li hanno portati all’Europeo dopo le buste. Il cartellino di Destro è un intrigo.

In attesa dei grandi colpi, sempre che in entrata ce ne siano, il calciomercato ha vissuto i suoi primi giorni di passione. Al centro della scena le italiche comproprietà (o più correttamente accordi di partecipazione).
C’erano giocatori importanti coinvolti nel gioco delle metà, anche se il caso più spinoso è diventata una comproprietà futura. Mattia Destro, 12 gol nell’ultima Serie A con la maglia del Siena, era in Toscana in prestito dal Genoa. Non un prestito semplice, ma con diritto di riscatto della metà del cartellino già fissato a circa 1 milione e mezzo. Dopo la grande stagione dell’attaccante, il club del presidente Preziosi ha avviato una trattativa per convincere il Siena a non riscattare la metà del calciatore. Trattativa fallita e nuova comproprietà creata, con inevitabili risvolti futuri, vista anche l’attenzione di Inter e Juve alla vicenda (il Siena detiene inoltre i diritti sportivi di Destro, cioè la possibilità di tenerlo in rosa il prossimo anno).

BUSTE Gli accordi non sempre arrivano e quando la posizione delle due squadre diventa inconciliabile si ricorre alle rischiose e spietate buste (offerta segreta e calciatore acquistato da chi si impegna con la cifra più alta, da corrispondere ovviamente all’altro club). Due i casi di maggiore interesse, con protagonisti due azzurri impegnati ad Euro2012: Fabio Borini, conteso da Roma e Parma, resta nella capitale dietro un esborso di 5,3 milioni (i ducali avevano offerto 4,2), Alessandro Diamanti diventa a tutti gli effetti un calciatore del Bologna per 3,4 milioni (3,1 l’offerta segreta del Brescia). Cartellino interamente della Fiorentina quello di Andrea Lazzari, 1,5 milioni pagati al Cagliari, mentre Mirco Antenucci torna al Catania (1,1 offerti dagli etnei contro i 900 mila euro del Torino).
Buste che a volte si rivelano crudeli verso gli stessi calciatori: si pensi alla circostanza in cui nessuno dei due club presenta un’offerta, una situazione che si verifica sempre più spesso. In tal senso va citato il caso di Davide Lanzafame, che per il secondo anno consecutivo vede le due squadre comproprietarie del suo cartellino non presentare offerte alle buste. In questo caso il calciatore resta nell’ultimo club in cui ha giocato (per Lanzafame il Catania).

JUVE Dai casi più spinosi a quelli conclusi con la soddisfazione delle parti: Sebastian Giovinco torna alla Juventus in cambio di un sostanzioso assegno di 11 milioni di euro incassato dal Parma. I campioni d’Italia riscattano anche la seconda metà di Emanuele Giaccherini dal Cesena per 4 milioni e 250 mila euro. Rinnovata, invece, con il Genoa la comproprietà dell’attaccante Ciro Immobile, 28 reti nell’ultimo campionato di B con il Pescara di Zeman. Dopo gli acquisti di Asamoah e Isla, i bianconeri si confermano il club più attivo in queste prime fasi di calciomercato.

Riccardo Marchese
(per Vavel Italia)