Archivio mensile:settembre 2012

Il punto sulla A – 5^ Giornata

Il Napoli travolge la Lazio con una tripletta di Cavani e raggiunge in vetta la Juventus, bloccata sul pari a Firenze. Samp imbattuta a Roma, vittorie importanti per le milanesi, crisi senza fine invece per il Palermo. 

Vince la stabilità, almeno per ora. Chi ha cambiato poco è davanti: Napoli Juventus guidano il gruppo delle 20 squadre di quello che una volta era considerato il campionato più bello del mondo. Ossature formate da tempo, a cui i partenopei hanno aggiunto il cuore di Behrami e il cervello di Insigne, anche se la differenza la fa sempre Cavani, autore di una tripletta nel secco 3-0 contro la Lazio. I bianconeri (bravi a rafforzare la profondità dell’organico per reggere la doppia competizione) hanno mostrato qualche crepa a Firenze, dovuta forse alla disabitudine a giocare tante partite ravvicinate.

Ha cambiato invece tanto – ma molto bene – la Fiorentina di Montella, capace di dominare i campioni d’Italia fermandosi sul più bello. È mancato solo il gol, e peccato che il progetto piedi-buoni dei viola veda una casella vuota proprio lì davanti, accanto a Jovetic. Non è il tassello che manca all’Inter di Stramaccioni, alla terza vittoria consecutiva fuori casa (a fronte dei due k.o. interni), sempre senza subire reti. Pescara, Torino e Chievo (per i veronesi si tratta della quarta sconfitta di fila) non sono tuttavia trasferte impossibili, e l’impressione è che i veri esami per il nuovo assetto con tre difensori arriveranno dalle gare con Fiorentina e Milan.

Difesa a tre come comune denominatore delle quattro squadre di cui abbiamo parlato finora. Da schema desueto e superato a novità adottata ormai da metà degli allenatori di Serie A (e forse dalle squadre che giocano meglio in questo momento). Difficile possa convertirsi Ciro Ferrara, la sua Sampdoria gioca – e fa punti – con una linea a quattro: speciale il pari portato via dall’Olimpico contro la Roma di Totti (al gol numero 216 in Serie A) e del nemico giurato di tutti gli ex juventini Zeman. Speciale non tanto per la presenza del boemo sulla panchina giallorossa quanto per il recupero dello svantaggio compiuto con l’uomo in meno.

Tre sfide tra formazioni appartenenti alla nuova classe media del torneo: partiamo dal Massimino di Catania dove gli etnei superano la coriacea Atalanta di mister Colantuono in rimonta. Pari con polemiche fra il Genoa di De Canio e il tartassato Parma (già cinque i rigori fischiati contro i ducali), e fra il Torino e l’Udinese, con i friulani che faticano a ritrovare la verve degli anni passati.

Si sblocca anche il Milan che contro il Cagliari rompe il sortilegio di San Siro (si tratta della prima vittoria in stagione fra rossoneri e nerazzurri). I meriti dell’impresa vanno a Stephan El Shaarawy, sua la doppietta (la prima in A) che dopo lo splendido ed inutile gol realizzato ad Udine porta il totale a tre centri, uno score già migliore di quello dell’intero scorso campionato.

Nella zona calda della classifica vittorie fondamentali per Pescara Siena. Gli abruzzesi passano nel finale contro il Palermo di Gasperini grazie ad un gran tiro dal limite dello slovacco Weiss. I toscani, allenati da Serse Cosmi, battono nel posticipo il Bologna e vedono la luce, annullando difatti la propria penalizzazione di 6 punti (senza la quale sarebbero sesti in classifica).

La classifica – 5^ Giornata             La Top 11 della 5^ Giornata

NAPOLI 13
JUVENTUS 13
SAMPDORIA (-1) 10
INTER 9
LAZIO 9
FIORENTINA     8
ROMA 8
CATANIA 8
GENOA 7
MILAN 6
TORINO (-1) 5
ATALANTA (-2) 5
PARMA 5
UDINESE 5
BOLOGNA 4
PESCARA 4
CHIEVO 3
CAGLIARI 2
SIENA (-6) 2
PALERMO 1

Riccardo Marchese
(per Vavel Italia)

Europei Nuoto di Fondo – Italia da favola a Piombino

La squadra azzurra ha confermato il proprio ruolo di nazione guida nel vecchio continente: medagliere chiuso in vetta con quattro ori e tre bronzi. En plein delle ragazze: oro per Rachele Bruni nella 5 Km a cronometro, per Martina Grimaldi nella 10 Km e per Alice Franco nella 25 Km. Titolo europeo conquistato anche nella prova a squadre mista. 

E’ stato un Europeo fantastico per tutta squadra“. L’incipit è di Massimo Giuliani, commissario tecnico dell’Italia del fondo nonché fautore di questa edizione italiana dei Campionati europei di nuoto in acque libere a Piombino (la sua città, in cui ricopre la carica di assessore allo sport). “Il 2012 è stato per noi un anno da incorniciare – continua il C.t. – nel quale abbiamo raggiunto i tre obiettivi che ci eravamo fissati: fare bene ai Giochi Olimpici, organizzare al meglio l’Europeo in casa e confermare a Piombino i risultati ottenuti negli ultimi due anni a Budapest ed Eilat”. Tris riuscito magnificamente!

RAGAZZE D’ORO – L’Italia del fondo continua insomma a mietere successi: dopo aver salvato la faccia del nuoto azzurro a Londra – con l’unica medaglia (un bronzo) di Martina Grimaldi nella 10 Km – arrivano ben 7 podi europei con un dominio assoluto a livello femminile. Tris d’oro e stesse interpreti dell’en plein già riuscito un anno fa ad Eilat in Israele. Danze aperte da Martina Grimaldi nella sua 10 km, gara in cui è costantemente sul podio dal 2008 in tutte le rassegne, con un bottino di 3 medaglie europee, 3 mondiali e 1 olimpica. Una garanzia. L’insaziabile nuotatrice bolognese ha conquistato anche il terzo posto nella 25 Km, gara vinta dalla compagna Alice Franco dopo più di 5 ore e mezza di bracciate. A completare l’en plein azzurro c’è il successo di Rachele Bruni nella distanza più breve (i 5000 metri…): per la giovane toscana si tratta del terzo oro individuale agli Europei, che uniti ai tre vinti nelle prove a squadre ne fanno, a soli 21 anni, l’atleta più vincente di sempre in campo continentale. Un primato dovuto per metà ai successi nel Team Event, l’ultimo proprio a Piombino insieme all’esperto Simone Ercoli e alla medaglia di bronzo dei 5 Km Luca Ferretti (oro uscente).
Da annottare anche la prima medaglia internazionale di Nicola Bolzonello. Due volte ai piedi del podio ai Mondiali di Shanghai lo scorso anno, il trevigiano ha chiuso al terzo posto la 10 km vinta dal russo Abrosimov (che ha fatto doppietta 5 e 10 Km).

DREAM TEAM – L’Italia chiude in testa il medagliere con 4 ori e 3 bronzi davanti alla Russia (2 ori) e alla Bulgaria (una sola medaglia ma d’oro con Stojcev nella 25 km maschile). Chiude senza titoli europei invece la Germania, quarta con 3 argenti e un bronzo.
La squadra azzurra è prima pure nella classifica per nazioni grazie anche ai tanti buoni piazzamenti: i quarti posti di Alice Franco (nella 10 Km) e Simone Ruffini (25 Km), i quinti posti di Simone Ercoli e Giorgia Consiglio nelle 5 Km a cronometro e il sesto posto di Valerio Cleri nella 25 Km.

EURO RECORD – Sebbene il giudizio olimpico pesi in modo negativo anche nelle scelte strategiche dell’intero movimento natatorio, va sottolineato come sommando i 18 podi dell’Europeo di Debrecen del nuoto in vasca con le 5 medaglie ottenute ad Eindhoven fra tuffi e nuoto sincronizzato e ancora i 7 podi di Piombino, il totale è di 30 medaglie, un bottino mai raggiunto prima da una spedizione azzurra ad un Campionato Europeo (che negli anni pari raccoglie tutte le discipline acquatiche, ma è difatti saltato in questo 2012 per difficoltà organizzative ed economiche). Un buon viatico dopo il flop olimpico lungo la strada che porterà al mondiale di Barcellona 2013.

 Riccardo Marchese
(per Vavel Italia)

La Serie A è più povera, ma spende di più in stipendi

Dalla consueta inchiesta della Gazzetta dello Sport sugli ingaggi della Serie A si evince come il monte stipendi del campionato continui a salire: i club pagheranno 866,3 milioni di euro più bonus ai propri tesserati (+3,2% rispetto ad un anno fa). Le milanesi provano ad invertire il trend, crescono invece le uscite di Roma, Lazio, Juventus e Napoli.


Non sono bastate le partenze di Thiago Silva, Ibrahimovic, Maicon, Julio Cesar, Forlan, Lavezzi (e ancora Gattuso, Seedorf, Van Bommel, Nesta…) – con i loro rispettivi maxi stipendi – per portare il segno meno davanti alla voce variazione monte ingaggi Serie A. Si continua a salire: dagli 839,5 milioni totali (bonus esclusi) del campionato 2011/2012 agli 866,3 della stagione appena cominciata, una crescita del 3,2%. Una cifra destinata a salire per i vari incentivi previsti nei contratti dei calciatori e collegati al loro rendimento personale o della squadra (in totale si parla di altri 173 milioni di euro)..

CLASSIFICA – Nonostante la politica di austerity, per il terzo anno consecutivo guida la classifica degli ingaggi il Milan (con 120 milioni lordi), seguito dalla Juventus (115), dall’Inter (100) e dalla Roma (95). Un quartetto che continua a dominare e alle cui spalle cresce ancora la Lazio (66,2). La società del presidente Lotito (forte anche di una rosa di 34 elementi) ha il maggior incremento percentuale rispetto ad un anno fa (+24% ).
Seguono Napoli (53,2), Fiorentina (33,8), la neopromossa Sampdoria (29,8), Genoa (28,9) e il Bologna (28,4). Folto il gruppo di club attorno alla cifra dei 20 milioni: si va dai 23,7 dell’Atalanta ai 18,9 del Siena. Chiudono le sempre virtuose Chievo, Cagliari (entrambe 15,9) e Catania (13). Ancor più staccato il Pescara che spende solo 10,8 milioni per gli stipendi dei propri calciatori.

SEGNALI – Gli effetti delle rivoluzioni (forse tardive) delle due squadre milanesi sono comunque evidenti: il Milan risparmierà 40 milioni di ingaggi rispetto ad un anno fa, l’Inter 35. Cifre importanti, che non bastano però per ridurre il monte stipendi dell’intero campionato. Oltre ai maggiori esborsi in buste paga di Roma (+18,5 milioni), Lazio (+16) Juventus (+15) e Napoli (+12) va considerato il ritorno in massima serie di Torino e Sampdoria, squadre più ambiziose e dalle casse più ricche rispetto alle retrocesse Cesena, Novara e Lecce. Insomma, sebbene si registri un lieve rialzo la situazione appare maggiormente equilibrata e pertanto in miglioramento.

PAPERONI – Partito Ibrahimovic alla conquista di Parigi (dopo che lo scorso anno era andato via Eto’o, il più pagato due stagioni fa), la palma di calciatore più ricco della Serie A è assegnata ex aequo agli azzurri Buffon e De Rossi e all’olandese Sneijder: 6 milioni di euro netti a stagione! Seguono Totti (5 milioni), Cavani e Milito (4,5), Cambiasso, Mexes, Pato e Robinho (4), Montolivo e Pirlo (3,5).
Per trovare il primo calciatore che non sia di Milan, Inter, Juve, Roma e Napoli bisogna scorrere questa lussureggiante graduatoria oltre i primi 20 posti ed ecco il viola Jovetic con un ingaggio di 2,5 milioni. Nelle squadre medio-piccole invece lo stipendio più alto si aggira attorno al milione di euro.

FUTURO – Diminuire gli ingaggi resta un obbligo per il calcio italiano, almeno finché non riuscirà ad incrementare le entrate (ed in questo senso il progetto Juve – con lo stadio di proprietà – appare di una lungimiranza straordinaria rispetto al desolato panorama che ci circonda). Il costo del lavoro incide infatti per ben il 74% sul totale del fatturato della A, con rari esempi virtuosi che permettono di abbassare la media (si pensi al Napoli che resta al di sotto della soglia del 50%).
Per risollevarci servono investimenti immediati nei settori giovanili e soprattutto nell’impiantistica, ma fin quando i club “investiranno” solo in stipendi, questa ripresa non ci sarà mai.

2007/08 2008/09 2009/10 2010/11 2011/12 2012/13
Totale
Serie A – In sei anni “bruciati” più di 4 miliardi e mezzo di euro
MonteIngaggi
645 768,4 839 802 839,5 866,3 4706,2
Sei anni di ingaggi. Il quadro squadra per squadra
2007/08 2008/09 2009/10 2010/11 2011/12 2012/13 Totale
Milan 120 120 125,5 130 160 120 775,5
Inter 110 120 150 121,4 145 100 746,4
Juventus 96,9 115 115 100 100 115 641,9
Roma 59 65 69,7 83 76,5 95 448,2
Lazio 18 27 32,9 41 50,2 66,2 235,3
Fiorentina 30 37 40 41,7 37 33,8 219,5
Napoli 19,8 29 37 28,3 41,2 53,2 208,5
Genoa 21 35 38 36,7 36 28,9 195,6
Palermo 24,6 28 30 22 26 23,4 154
Sampdoria 24 20 24 34,7 in B 29,8 132,5
Bologna in B 19 20 22,6 23,7 28,4 113,7
Udinese 14,4 14 18 18,5 21,7 21,2 107,8
Catania 18,4 20 17,5 18,7 18,6 13 106,2
Parma 14 in B 26 20,7 23 21,2 104,9
Cagliari 11 20 19 14,8 20 15,9 100,7
Siena 11,5 18,5 17,5 in B 23 18,9 89,4
Atalanta 11,5 12,5 13 in B 21,8 23,7 82,5
Chievo in B 14 13 13,2 14,2 15,9 70,3

Tutte le cifre sono da intendersi in milioni di euro.

Riccardo Marchese
(per Vavel Italia)

E arrivò il turno di Murray

Lo scozzese, dopo la medaglia d’oro olimpica conquistata sui campi di Wimbledon, si aggiudica gli Us Open, primo titolo slam della sua carriera dopo 4 finali perse. Battuto Djokovic in una finale epica: finisce 7-6, 7-5, 2-6, 3-6, 6-2 dopo quasi 5 ore di gioco.

Questo il riepilogo delle 4 finali slam del 2012, una vittoria a testa per i “Fab Four”:

AUSTRALIAN OPEN
Djokovic
b. Nadal 5-7, 6-4, 6-2, 6-7, 7-5

ROLAND GARROS
Nadal b. Djokovic 6-4, 6-3, 2-6, 7-5

WIMBLEDON
Federer b. Murray 4-6, 7-5, 6-3, 6-4

US OPEN
Murray
b. Djokovic 7-6, 7-5, 2-6, 3-6, 6-2

Parte anche in Europa la rincorsa al Mondiale brasiliano

Al via le qualificazioni europee per Brasile2014: 53 squadre divise in 9 gironi si contenderanno i 13 posti riservati alle nazionali dell’UEFA. Per l’Italia, inserita nel gruppo B, esordio in Bulgaria. Bisogna vincere il girone per qualificarsi direttamente ed evitare i play-off.

Con la sfida tra la Russia di Fabio Capello e l’Irlanda del Nord, partita valida per il girone F e in programma alle 17.00 allo Stadion Lokomotiv di Mosca, si apriranno domani le qualificazioni dell’area UEFA al Mondiale di calcio del 2014, il secondo nella storia che si terrà in Brasile dopo l’edizione – non proprio felice per i colori verdeoro – del 1950.
La formula per ottenere le 13 nazionali europee qualificate è quella ormai classica: pass diretto per le vincitrici dei 9 gironi (8 da 6 squadre, uno da 5), mentre le migliori otto seconde spareggeranno tra di loro per i restanti 4 posti. Per uniformare il giudizio fra i gironi a 5 o 6 squadre, nella graduatoria delle seconde non si considereranno i punti ottenuti contro la sesta in classifica.
Serviranno 15 mesi e ben 268 partite per selezionare dalle 53 nazionali iscritte le 13 che rappresenteranno il vecchio continente al primo Mondiale sudamericano dal 1978. Questi i nove gironi:

GRUPPO A – La Croazia ha sfruttato non benissimo il vantaggio di essere testa di serie: derby caldissimo con la Serbia di Mihajlovic, trasferta ostica in Scozia, ma occhio soprattutto al giovane Belgio dei vari Kompany, Vermaelen, Witsel, Fellaini e Hazard. Completano il tutto la Macedonia di Pandev e il mai domo Galles, di certo la formazione più ostica fra quelle in sesta fascia. Potrebbe esserci dell’equilibrio.

GRUPPO B – Il lungo viaggio azzurro riparte da Sofia. La capitale della Bulgaria ospiterà la prima sfida ufficiale dell’Italia di Prandelli dopo l’Europeo. Il cammino verso il Brasile non sarà facile: la Danimarca può dar fastidio, mentre la Repubblica Ceca non appare più temibile come un tempo. Guai a sottovalutare la crescita dell’Armenia (17 punti nel gruppo di qualificazione ad Euro2012), mentre Malta dovrebbe fare da comparsa.

GRUPPO C – Superfavorita la Germania di Joachim Löw, che inizia la sua settima stagione da c.t. tedesco. Dimenticare l’ennesima sconfitta con l’Italia e ripartire, questo il suo compito.
Per il secondo posto sarà presumibilmente una contesa a due fra la Svezia di Ibrahimovic e l’Irlanda del Trap (in cerca di riscatto dopo l’ingiusta eliminazione ai play-off contro la Francia tre anni fa), mentre dietro battaglieranno l’Austria, le isole Far Oer e il Kazakistan.

GRUPPO D – L’Olanda uscita malconcia dall’Europeo, con tre k.o. in tre gare, torna per fare ciò che le riesce meglio: qualificarsi in scioltezza ai grandi eventi. Negli ultimi quattro anni gli orange hanno vinto tutti i match di qualificazione tranne uno, l’ultimo, un 3-2 subito dalla Svezia quando avevano già il biglietto per Polonia e Ucraina in tasca. Proverà a dar fastidio la Turchia di Arda Turan, che però più facilmente potrebbe accomodarsi in seconda piazza, anche perché la concorrenza – Romania, Ungheria, Estonia, Andorra – non appare agguerrita.

GRUPPO E – Indubbiamente è il girone “burla” venuto fuori dall’urna di Rio de Janeiro. La Norvegia testa di serie – ma mai ad una fase finale di un grande evento calcistico dopo Euro 2000 – ha pescato la Slovenia di Handanovic in seconda fascia… non male! Potrebbe aprirsi un’autostrada per la Svizzera dei napoletani Inler e Behrami, con Albania, Cipro e Islanda pronte a rubare punti.

GRUPPO F – Duello al vertice preannunciasi. Il Portogallo del Ronaldo furioso contro la lunatica Russia, sulla cui panchina siede da un paio di mesi Fabio Capello. Sarà una bella lotta e molto peseranno gli scontri diretti (il 12 ottobre il primo, a casa Capello), anche perché Israele, Irlanda del Nord, Azerbaigian e Lussemburgo non appaiono avversari irresistibili.

GRUPPO G – Avrà anche altri problemi, ma di certo la Grecia non è sfortunata coi sorteggi nell’ultimo periodo: dalle qualificazioni al mondiale sudafricano fino ad Euro2012, la dea bendata (che d’altronde sull’Olimpo sta di casa) ha dato sempre una mano agli ellenici: lungo la strada per il Brasile ci sono ora la Slovacchia di Hamsik e la Bosnia di Dzeko, che non vanno sottovalutate, ma sono sempre meglio di Francia, Russia, Irlanda o Svizzera. Completano il gruppo le baltiche Lettonia e Lituania e il piccolo Liechtenstein.

GRUPPO H – L’Inghilterra, che ha confermato Roy Hodgson in panchina, ritrova il Montenegro (con l’attacco “italiano” Jovetic-Vucinic) e pesca le due nazionali che hanno ospitato l’ultimo Europeo, l’Ucraina (altro déjà vu per gli inglesi) e la Polonia, oltre alla tenera Moldavia. Nulla è scontato, tranne l’ultimo posto nel gruppo per San Marino.

GRUPPO I – Due big insieme nell’unico girone a cinque squadre. La Spagna, campione di tutto e numero 1 nel ranking, trova la Francia del nuovo c.t. Deschamps. Primo scontro diretto il 16 ottobre al di sotto dei Pirenei. Sulla carta i giochi sembrano fatti ma Bielorussia, Georgia e Finlandia sono pronte a far finta di non aver letto.

Riccardo Marchese
(per Vavel Italia)