Archivio mensile:marzo 2011

Rogério Ceni, un portiere da 98 gol (ma facciamo 100)

Il numero 1 e capitano del San Paolo ha siglato la sua 100.a rete in carriera (due in amichevole). Vi riproponiamo le sue 56 punizioni e i suoi 44 rigori.

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D'accordo, due gol sono stati realizzati in amichevole, ma il fascino della tripla cifra resta lo stesso. Rogério Ceni, portiere 38enne del San Paolo, ha segnato nella gara contro il Corinthians il gol numero 100 (video sotto) in una carriera lunga ormai 20 stagioni (sempre con la maglia Tricolor paulista).   

Questo incredibile record ebbe inizio il 15 febbraio 1997, quando l'allora 24enne Ceni sbloccò la sfida del campionato Paulista fra il suo San Paolo e l'União São João. Il primo di tanti destri dal limite dell'area: 56 calci di punizione vincenti, anche se per la precisione uno andrebbe considerato gol su azione (la palla è toccata ad un compagno che gliela riferma).
Dalle parabole a giro, ai calci di rigore. Ceni trasforma il primo penalty il 18 aprile 1999, in uno spettacolare match contro il Palmeiras (4-4). In totale – ad oggi – sono 44 i gol dagli undici metri.

http://www.youtube-nocookie.com/v/Wiji6wmzLDM?fs=1&hl=it_IT&fs=1?color1=0xe1600f&color2=0xfebd01

Polemica a parte sui due gol realizzati in amichevole e non riconosciuti dalla Fifa – registrati invece dall'IFFHS (l'Istituto Internazionale di Storia e Statistica del Calcio) – quello di Rogerio Ceni resta un primato straordinario. Nella speciale classifica dei portieri goleador, il brasiliano (il cui vero cruccio resta non aver mai segnato in nazionale) ha ampiamente staccato il paraguaiano José Luis Chilavert, fermatosi a quota 62 (8 con l'Albirroja).

In Italia la figura del portiere-tiratore è abbastanza desueta. Il più prolifico dei numeri 1 è Lucidio Sentimenti (IV), classe 1920, portiere – tra le altre – di Juventus e Lazio nel periodo della seconda guerra mondiale. Vestì anche la maglia della nazionale (Mondiale 1950) e realizzò quattro gol in Serie A su rigore.
Il suo personalissimo record però è di aver disputato due partite di campionato da giocatore di movimento (ala destra) segnando anche una rete in Juventus-Atalanta 2-0 nella stagione 1945/'46. Storie – affascinanti – di un calcio che fu.

Riccardo Marchese

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F1 – Australia – Vince Vettel, scompare la noia

In Australia il tedesco campione del mondo scatta dalla pole e fa suoi i primi 25 punti della stagione. Sul podio Hamilton e Petrov. Quarto Alonso.

Sebastian Vettel su Red Bull si è aggiudicato il Gp d’Australia, prima prova del mondiale di Formula1 2011. Il tedesco ha preceduto sul traguardo di Melbourne la McLaren di Lewis Hamilton e la Renault di Vitaly Petrov, quest’ultimo al primo podio in carriera. Quarto posto per la Ferrari di Fernando Alonso, nono Felipe Massa.

LA GARA, resa interessante dalle novità tecniche (finalmente si può sorpassare) e dall’elevato consumo delle gomme, ha vissuto lungamente proprio sui duelli dei due ferraristi. Partenza ad handicap per Alonso che va largo e si ritrova nono, guadagna invece tre posizioni Massa (da ottavo a quinto). Il brasiliano è da subito insediato da Button e l’inglese, dopo giri di battaglia, riesce nel sorpasso solo tagliando una curva ed incappando in una penalità. Alonso, il migliore a sfruttare i primi giri con gomma morbida nuova, risale e sopravanza anche la Red Bull di Webber grazie ad una buona strategia. Massa, per contro, non tiene il passo dei migliori.
Davanti fanno gara a parte Vettel ed Hamilton, l’inglese rovina il fondo della vettura con un fuoripista ma riesce a proseguire. Tra Alonso e Webber è lotta serrata per la quarta piazza: la Ferrari resiste e prova in extremis a dare la caccia al terzo posto. Tiene però Petrov che porta per la prima volta la Russia su un podio di Formula1.
Massa, sopravanzato nel finale con facilità da Button, è costretto ad un pit stop fuori strategia: mette le morbide e con macchina leggera si regala il miglior crono della gara (1’28”947) e un bel sorpasso su Buemi che gli varrà la nona piazza.

TOP&FLOP Buona prova dell’esordiente Sergio Perez della Sauber che con un solo pit-stop risale dalla 13.a fino alla 7.a posizione. Con i suoi 21 anni, il messicano è un degno candidato al sedile di Felipe Massa per la prossima stagione.
Male invece Nick Heidfeld: eliminato in Q1 nelle qualifiche, chiude la gara doppiato nelle retrovie. La Renault è una buona macchina – lo dimostrano le prestazioni di Petrov – e di sicuro altri weekend così non saranno tollerati.

Ordine d’arrivo: 1° Vettel (Red Bull); 2° Hamilton (McLaren); 3° Petrov (Renault); 4° Alonso (Ferrari); 5° Webber (Red Bull); 6° Button (McLaren); 7° Perez (Sauber); 8° Kobayashi (Sauber); 9° Massa (Ferrari); 10° Buemi (Toro Rosso).

Classifica costruttori: Red Bull 35; McLaren 26; Renault 15; Ferrari 14; Sauber 10; Toro Rosso 1.

*SQUALIFICA SAUBER
Le monoposto di Perez e Kobayashi (7° e 8°) sono state escluse dall'ordine d'arrivo del Gp d'Australia per irregolarità tecniche all'alettone posteriore.
Scalano dunque di due posizioni Massa e Buemi ed entrano in zona punti le due Force India (9° Sutil, 10° l'esordiente Di Resta).
La classifica costruttori corretta: Red Bull 35, McLaren 26, Ferrari 18, Renault 15, Toro Rosso 4, Force India 3.

Il sito ufficiale Formula1.com

Il Mondiale 2011 di Formula1 su Wikipedia

Riccardo Marchese
(per stadiosport.it)

F1 – Il Mondiale che verrà

Nel weekend parte dall'Australia la 62.a edizione del Campionato del mondo di Formula 1. Scopriamo novità, team e piloti.

Il campione del mondo Sebastian Vettel. (Formula1.com)Solo qualche ora e poi sarà tempo di Formula1, quella vera, quella delle gare, perché i test, invece, vanno avanti – con esiti indecifrabili – da un pezzo. Solo qualche ora per risvegliarsi da un letargo reso più lungo dalla cancellazione del Gp del Bahrain, uno dei paesi mediorientali scossi dalle rivolte popolari.
Si ripartirà dall’Australia, quando in Italia sarà mattino: qualifiche alle 7 del sabato e gara alle 8 della domenica (sempre che ricordiate di spostare, tra un giorno e l’altro, l’orologio di un’ora avanti per l’entrata in vigore dell’ora legale).

Tante le novità, dal fornitore di pneumatici Pirelli all’esordio del Gp dell’India (30 ottobre), dal ritorno del KERS – che resta facoltativo – alle quattro facce nuove degli esordienti. La Williams, per il secondo anno consecutivo, affida un volante al campione in carica della serie Gp2: Pastor Maldonado affiancherà Barrichello subentrando proprio al campione 2009 Hulkenberg.
La Sauber prende il 21enne messicano Sergio Perez (secondo in Gp2 nel 2010), la Force India sostituisce l’italiano Liuzzi (passato alla Hispania) con lo scozzese Paul Di Resta. Infine il belga Jerome d’Ambrosio, anch’egli con un passato in Gp2, guiderà una Virgin (si vocifera di uno sponsor e relativo assegno di 5 milioni di euro portato dal pilota alla squadra).

Chi non cambia sono i top team: tutti confermati i piloti delle prime cinque scuderie del mondiale 2010, eccezion fatta per la sostituzione dell’infortunato Kubica (a cui vanno i nostri auguri di una pronta guarigione), rimpiazzato in Renault dal tedesco Heidfeld.

Sezione regolamenti. Torna come detto il KERS, il sistema per il recupero dell’energia cinetica che garantisce un surplus di cavalli per 6,7 secondi a giro. Vietato l’F-Duck, la vera novità riguarderà l’ala mobile posteriore, un congegno aerodinamico in grado di far guadagnare in fase di sorpasso 15 km/h (si può azionare solo quando la vettura che precede è a meno di un secondo di distacco).
Piccolo passo indietro nelle qualifiche con il ritorno della regola del 107%. Parteciperanno alla gara solo i piloti che otterranno un crono non superiore al 107% del miglior tempo in Q1. L’idea alla base è di evitare che ci sia troppo dislivello in gara, con doppiaggi da eseguire a ripetizione, ma dando un’occhiata ai numeri dovrebbe cambiare poco.

TEAM, PILOTI, NUMERI
 
Red Bull  1. Vettel  2. Webber
McLaren  3. Hamilton  4. Button
Ferrari  5. Alonso  6. Massa
Mercedes GP    7. Schumacher  8. Rosberg
Renault  9. Heidfeld  10. Petrov
Williams  11. Barrichello  12. Maldonado      
Force India  14. Sutil  15. Di Resta
Sauber  16. Kobayashi  17. Perez
Toro Rosso  18. Buemi  19. Alguersuari
Lotus  20. Trulli               21. Kovalainen
Hispania  22. Karthikeyan  23. Liuzzi
Virgin  24. Glock  25. D’Ambrosio

Il sito ufficiale Formula1.com

Il Mondiale 2011 di Formula1 su Wikipedia

Riccardo Marchese
(per stadiosport.it)

Non ci resta che l’Inter (e trova lo Schalke…)

Per il secondo anno consecutivo i nerazzurri sono l'unica squadra italiana ad arrivare ai quarti di una competizione europea. Sorteggio benevole: ora c'è lo Schalke 04.

Samuel Eto'o, un gol e due assist nella rimonta al Bayern Monaco. (Gazzetta.it)Se si fosse potuto scegliere non ci sarebbero stati dubbi. Le dichiarazioni di Luis Figo, membro della delegazione interista a Nyon, non lasciavano dubbi. L'Inter pesca un'avversaria tra le meno affascinanti, forse la più debole delle magnifiche otto giunte ai quarti di finale di Champions League. Lo Schalke 04 vivacchia a metà classifica in Bundesliga, lontano ben 14 punti dal terzo posto che vale il play-off di Champions.
A richiamare tutti alla calma e al non farsi prendere dall'entusiasmo ci ha pensato il presidente Moratti, consapevole che a questi livelli tutti gli avversari meritano rispetto.

La pensano diversamente i bookmakers – gente che la sa lunga – che quotano il passaggio dell'Inter a 1,35 contro il 2,90 dei tedeschi. Nerazzurri favoriti per l'accesso in una semifinale dove di sicuro ci sarà una squadra inglese. Scatta il derby fra Chelsea e Manchester United, sfida che fu finale dell'edizione 2007/2008 (vittoria ai Red Devils dopo i calci di rigore).

Dall'altro lato del tabellone dominano (sulla carta) le spagnole. Il Real Madrid di Mourinho trova il Tottenham, il Barça di Guardiola pesca lo Shakhtar Donetsk (avversario che violò il Camp Nou nella fase a gironi nel novembre 2008). Senza sorprese si profilerebbe un'infuocata semifinale-derby, l'ennesima sfida tra due club che si giocheranno già la Liga (scontro diretto il 17 aprile) e la finale di Coppa del Re (20 aprile).

QUARTI DI FINALE
Real Madrid – Tottenham
Barcellona – Shakhtar Donetsk
Inter – Schalke 04
Chelsea – Manchester United

Sfide d'andata il 5 e 6 aprile, ritorno il 12 e il 13. Finale il 28 maggio al Wembley Stadium di Londra.


Lo speciale Champions dal sito Uefa.com

La Champions League 2010/2011 su Wikipedia

Londra 2012 – Online il sito della squadra azzurra

A 500 giorni dall'inizio dell'Olimpiade di Londra 2012 il Coni vara il sito del Team Italia.


Verso Londra 2012 – Il sito del Team Italia

Europei Tuffi – L’Italia è solo rosa

A Torino le azzurre conquistano quattro medaglie di cui tre d’oro. I ragazzi invece, per il secondo Europeo consecutivo, chiudono senza podi.

Francesca Dallapè e Tania Cagnotto hanno ottenuto il terzo oro consecutivo nel sincro da 3 metriTre splendidi ori, un bronzo amaro e una crisi di risultati (in parte spiegabile) fra i ragazzi. Questa la brutale sintesi di una settimana di tuffi azzurri alla seconda edizione dei Campionati Europei tenutasi a Torino.
Una manifestazione nata solo due anni fa (prima edizione sempre nel capoluogo piemontese) per assegnare i titoli continentali anche negli anni dispari, in cui non si tengono gli Europei di Nuoto.

C’han pensato ancora una volta le ragazze a far quadrare i conti per l’Italtuffi. Tre ori rosa grazie a Noemi Batki dalla piattaforma, Tania Cagnotto dal trampolino di 1 metro (terzo titolo consecutivo) e alla coppia invincibile, almeno in Europa, Cagnotto/Dallapè nel sincro da 3 metri (anche loro al terzo oro europeo di fila).
Piccola delusione invece dalla prova individuale dei 3 metri: Tania Cagnotto è terza dopo una gara condotta mediocremente nella parte centrale. Un bronzo che lascia ancor più amarezza perché strappato con uno stupendo tuffo finale (un doppio e mezzo rovesciato da 9) all’altra azzurra, Maria Marconi (quarta anche nella gara da 1 metro).

Male come detto gli uomini, che per il secondo Europeo consecutivo chiudono senza podi (un oro manca addirittura dal 2004). Il migliore è Michele Benedetti: 6° nella gara da 1 metro e 8° in quella da 3. Attenuanti non da poco le assenze di Francesco Dell’Uomo, il nostro miglior piattaformista, e dei fratelli Marconi (forfait nel sincro per un infortunio patito da Tommaso). Niente alibi però: i migliori sono lontanissimi e l’impressione è che i nostri non stiano entrando bene nella fase nuova dei tuffi maschili, fatta da ricerca delle difficoltà e conseguentemente da coefficienti altissimi.

Campionati Europei di Torino che mettevano in gioco – oltre alle medaglie – anche i primi pass olimpici per Londra 2012, destinati ai vincitori delle gare individuali. L’Italia ne porta a casa solo uno grazie all’oro di Noemi Batki, (il trampolino da 1 metro non è specialità olimpica) per il resto tutto rimandato ai Mondiali di Shanghai dove otterranno la qualificazione olimpica i 12 finalisti nelle gare individuali e le prime quattro coppie nei sincro.

I Campionati Europei di Tuffi – Torino 2011 su Wikipedia

Riccardo Marchese

FOTOPOST – 6Nazioni: Italrugby eroica

Al Flaminio gli azzurri rimontano la Francia da 6-18 a 22-21. Prima vittoria nella storia del torneo contro i transalpini: decisivo il piede di Mirco Begamasco (17 punti).

Mirco Bergamasco, dal suo piede sono arrivati 17 punti!

Euroindoor Atletica 2011 – Salti di gioia

Ai Campionati Europei di atletica indoor di Parigi arrivano tre medaglie per l’Italia, tutte dai salti. Ori per Simona La Mantia e Antonietta Di Martino, argento con record italiano per Fabrizio Donato.

La palermitana Simona La Mantia festeggia il suo oro nel salto triplo. (TuttoSport) Non sarà l’evento dell’anno (per quello bisognerà attendere l’ultima settimana di agosto con il Mondiale coreano di Daegu) ma le tre medaglie conquistate (tutte nei salti) dalla spedizione azzurra ai Campionati Europei di atletica indoor di Parigi rappresentano una bella conferma della crescita del movimento italiano.

Due ori ed un argento. A far risuonare l’inno all’interno del Palais Omnisport di Parigi-Bercy ci hanno pensato le ragazze. Prima Simona La Mantia, nuova campionessa europea di salto triplo con il suo nuovo personale al coperto (14.60), poi Antonietta Di Martino, oro nel salto in alto con la misura di 2.01.
Storie diverse di atlete ritrovate. La Mantia, 28 anni ad aprile, ha ripreso a volare dall’estate scorsa: argento agli Europei di Barcellona dopo una lunga serie di infortuni. Di Martino – già argento mondiale nel 2007 – è rinata per l’ennesima volta: proprio agli Europei di Barcellona in luglio non centrò neppure la finale, ma il suo 2011 è finora da favola. Subito il nuovo record italiano al meeting di Banska Bystrica in Slovacchia (strepitoso 2.04), ora la sua prima vera medaglia d’oro internazionale (ci perdonino i fan dei Giochi del Mediterraneo). Atlete ritrovate, al momento giusto, aspettando le più importanti trasferte in estremo oriente e oltremanica.

A completare il medagliere azzurro c’è l’argento con record italiano di Fabrizio Donato nel salto triplo. Il 34enne, oro due anni fa a Torino, atterra a 17.73 chiudendo alle spalle del francese Teddy Tamgho, oro con il nuovo record del mondo (17.92).

Tre podi, altre buone cose (il record italiano della staffetta 4×400 F, il 2.29 del giovane Fassinotti nell’alto) e qualche rammarico (Chiara Rosa che non riesce ad andare oltre la sua solita finale nel peso) ma guai ad illudersi: dall’ultima edizione – Torino 2009 – l’Italia uscì con 6 podi e ciò non bastò ad evitare il peggior mondiale di sempre, quello senza medaglie di Berlino.

Il sito della EAA – European Athtletic Association

Gli Europei di atletica indoor su Wikipedia