Archivio mensile:settembre 2011

Italvolley, il sogno svanisce in finale

A Vienna, nella sfida decisiva per l'Europeo, gli azzurri di Berruto si arrendono alla Serbia 3-1. Con il secondo posto l'Italia si qualifica per la Coppa del Mondo dove si giocherà il pass per Londra 2012

Il sito ufficiale dell'Eurovolley 2011

L'Europeo di pallavolo su Wikipedia

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FOTOPOST – Che sabato italiano!

La nazionale di pallavolo batte in semifinale la Polonia e torna in finale all'Europeo dopo 6 anni. L'Italia del tennis supera il Cile ai play off e tornerà nel World Group di Coppa Davis dopo 12 anni.


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La promozione dell'Italtennis sul sito della Federazione

Dolori Italia: 17° posto nel coefficiente UEFA stagionale

Dopo il primo turno di Champions ed Europa League per il calcio italiano suona un campanello d'allarme: vince solo l'Udinese e con due squadre già fuori (Palermo e Roma) si prospetta un altro anno difficile.

Chiariamo subito: si parla di una statistica influenzata dall'alto numero di partite di qualificazione giocate da alcune squadre di paesi calcisticamente minori. Ma il dato resta e fa paura: l'Italia è soltanto al 17° posto nel "ranking" UEFA per la stagione in corso, un risultato figlio di 3 vittorie nelle 13 gare europee disputate dalle nostre squadre. Ne deriva che il calcio italiano si conferma al momento quarto in Europa con 12 punti di svantaggio dalla Germania che solo un anno e mezzo fa ci inseguiva.

ITALIANE KO Peggio di tutte ha fatto la Roma, eliminata contro lo Slovan Bratislava con una sconfitta e un pari. Morale della favola: 0,5 punti per il ranking tricolore. Il Palermo ha fatto poco meglio, due pari e a casa. Tremendo nei numeri anche il preliminare Champions dell'Udinese: la doppia sconfitta contro l'Arsenal è costata la pesante retrocessione in Europa League (e addio ai 4 punti di bonus…)

COME FUNZIONA? Il ranking UEFA prende in considerazione i risultati ottenuti da tutte le squadre di una determinata nazione impegnate in Europa. Nei turni preliminari si assegna un punto in caso di vittoria e mezzo punto per il pareggio. Nelle fasi a gironi e nella successiva fase ad eliminazione diretta la posta in palio è raddoppiata (2 punti per la vittoria, 1 per l'X, senza nessuna distinzione Champions/Europa League).
Ai punti frutto dei singoli risultati vanno ad aggiungersi i punti bonus. Per la Champions sono 4 per il raggiungimento della fase a gironi, 5 per la qualificazione agli ottavi e 1 in più per ogni turno successivo (per un totale di 12 per le finaliste). Qui il peso dell'Europa League è nettamente inferiore: 1 punto per il raggiungimento dei quarti ed 1 in più per ogni turno successivo. Ora non resta che dividere il totale nazione ottenuto (cioè la somma dei punti ottenuti da ogni singola squadra di una nazione) per il numero di squadre della nazione iscritte a competizioni europee. Ecco, questo è il "ranking" UEFA della singola annata (più precisamente il UEFA Country Coefficients) mentre per gli accessi alle coppe si considerano le ultime cinque stagioni.

INCUBO Fin qui l'Italia ha raccolto 20,5 punti da dividere per 7 (i club impegnati in Europa ad inizio stagione). Chiaro dunque quanto pesino le eliminazioni: a fare punti restano in 5 ma la media va fatta per 7 ed ora dice 2,928. Davanti a tutti c'è Cipro (4,875) con lo stesso parziale dell'Inghilterra, che schiera però il doppio delle squadre, otto, tutte ancora in corsa (caso unico). Seguono Francia e Spagna, ma davanti a noi ci sono anche Belgio, Israele, Austria e la Turchia del Trabzonspor, club che ha rovinato l'esordio europeo dell'Inter.

RISCHI Nell'immediato non accadrà nulla di nuovo, i tre posti Champions dovrebbero essere al sicuro per almeno le prossime due stagioni, ma scordatevi di tornare a lottare con Germania, Spagna e Inghilterra. Anzi meglio guardarsi le spalle dalla Francia e dal Portogallo (miglior nazione nel ranking della stagione scorsa grazie alla tripletta di semifinaliste in Europa League).
Tempi bui sembrano aspettarci, ma tuttavia siamo solo all'inizio della stagione.
Un solo consiglio: tifiamo Italia!

Il coefficiente UEFA della sola stagione 2011/2012

Il ranking UEFA sempre aggiornato

Riccardo Marchese

Se gli ingaggi divorano il fatturato

Torna a salire il monte stipendi delle Serie A: i club pagheranno 839,5 milioni di euro più bonus ai propri tesserati (+4,7% rispetto ad un anno fa). In cinque anni la Serie A ha “bruciato” 4 miliardi di euro in ingaggi. 

Saranno i nuovi contratti dei calciatori, ricchi di bonus e premi, a salvare il calcio italiano? Difficilmente, stando a quanto emerge dalla consueta inchiesta della Gazzetta dello Sport sugli ingaggi della Serie A. Dopo la leggera flessione di un anno fa (-4,35%) torna il segno più sul monte ingaggi totale della massima serie. Dagli 802,5 milioni di euro del 2010/2011 agli 839,5 della stagione attuale. Un totale che non tiene conto però proprio dei vari bonus individuali inseriti nei contratti dei singoli calciatori, tanto che molto probabilmente alla fine si supererà il tetto del miliardo di euro.

Diminuire gli ingaggi resta un obbligo per il calcio italiano, almeno finché non riuscirà ad incrementare le entrate (ed in questo senso il progetto Juve appare di una lungimiranza straordinaria rispetto al desolato panorama che ci circonda). Il costo del lavoro incide infatti per ben il 68% sul totale del fatturato della A, con rari esempi virtuosi che permettono di abbassare la media (si pensi al Napoli che spende in stipendi 41,2 milioni, cioè solo il 44% del fatturato).

Per il secondo anno consecutivo a guidare la classifica degli ingaggi è il Milan (160 mln), seguito da Inter (145), Juventus (100) e Roma (76,5). Un quartetto che domina da tempo, alle cui spalle sale la Lazio (50,2). La società del presidente Lotito ha visto i propri ingaggi aumentare del 180% in cinque anni.
Seguono Napoli (41,2), Fiorentina (37), Genoa (36) e Palermo (26). Folto il gruppo di club attorno alla cifra dei 20 milioni: si va dai 23,7 del Bologna ai 18,6 del Catania. Chiudono le virtuose Chievo, Cesena e Lecce (14) e il neopromosso Novara (9,8).

2007/08 2008/09 2009/10 2010/11 2011/12 Totale
In cinque anni “bruciati” 4 miliardi di euro
Monte ingaggi Serie A 645 768,4 839 802 839,5 3839,9
Cinque anni di ingaggi. Il quadro squadra per squadra
2007/08 2008/09 2009/10 2010/11 2011/12 Totale
Milan 120 120 125,5 130 160 655,5
Inter 110 120 150 121,4 145 646,4
Juventus 96,9 115 115 100 100 526,9
Roma 59 65 69,7 83 76,5 353,2
Fiorentina 30 37 40 41,7 37 185,7
Lazio 18 27 32,9 41 50,2 169,1
Genoa 21 35 38 36,7 36 166,7
Napoli 19,8 29 37 28,3 41,2 155,3
Palermo 24,6 28 30 22 26 130,6
Sampdoria 24 20 24 34,7 in B 102,7
Catania 18,4 20 17,5 18,7 18,6 93,2
Udinese 14,4 14 18 18,5 21,7 86,6
Bologna in B 19 20 22,6 23,7 85,3
Cagliari 11 20 19 14,8 20 84,8
Parma 14 in B 26 20,7 23 83,7
Siena 11,5 18,5 17,5 in B 23 70,5
Atalanta 11,5 12,5 13 in B 21,8 58,8
Chievo in B 14 13 13,2 14,2 54,4

Tutte le cifre sono da intendersi in milioni di euro.

Riccardo Marchese

Italbasket fuori da tutto

Per gli azzurri sconfitta anche nell'inutile ultima gara contro Israele (96-95 ot). Quinto posto nel gruppo B ed Europeo finito. Fallita anche la qualificazione all'Olimpiade di Londra 2012.



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Daegu 2011 – Di Martino la salva-Italia

Antonietta Di Martino (2.00 al terzo tentativo) conquista il bronzo nel salto in alto, prima e probabilmente unica medaglia azzurra ai mondiali in Corea.

Il cuore dell’Italia è la grinta di Antonietta Di Martino, 1 metro e 69 di passione genuina, di umiltà e voglia di non accontentarsi. A lei si era aggrappata una squadra intera, un paese intero, messo di fronte alla dura possibilità del secondo mondiale consecutivo senza medaglie.

Daegu come Berlino 2009, sarebbe stato un disastro, l’ennesimo per uno sport italiano che in alcuni settori fatica a ritrovarsi. Invece il paragone più simile è con Osaka 2007, con quell’ultima medaglia azzurra ad un Mondiale, allora argento, firmata sempre Di Martino. Sul podio del salto in alto salgono le stesse atlete di 4 anni fa, anche se le posizioni son diverse: stavolta vince la russa Anna Chicherova (2.03 al primo tentativo), argento per la croata Blanka Vlasic (2.03 al secondo salto), bronzo per Antonietta, perfetta fino ad 1.97, in crisi quando l’asticella sale ai 2 metri, risolti poi alla terza prova. Ai 2.03 il rammarico è per il secondo tentativo, ma per scalare di una posizione non sarebbe bastato.

Gioia azzurra al penultimo giorno di gare. Finora l’unico sorriso l’aveva lasciato la buona prova di Elisa Rigaudo nella 20 km di marcia, quarto posto per l’atleta che fu bronzo a Pechino ed è diventata mamma alla fine dello scorso anno. Nei concorsi con qualificazioni la finale è arrivata solo per Nicola Vizzoni (8° nel martello con 77.04), la delusione più grande da Simone La Mantia, fuori dalle migliori 12 nel salto triplo con un modestissimo 14.06.

Un po’ di Italia ci sarà finalmente nella giornata conclusiva: Ruggero Pertile impegnato nella maratona quando in Italia sarà notte fonda, Silvia Salis entrata nella finale del martello con la decima misura (69.82), Fabrizio Donato, anche lui decimo nelle qualificazioni del salto triplo (16.88), e ancora Daniele Meucci, terzo tempo di ripescaggio nei 5000 metri (13’39″90). In programma anche le batterie e poi le finali delle staffette 4×100, con l’Italia maschile pronta a battersi per un ingresso in finale.

Riccardo Marchese

Il sito ufficiale dei Mondiali di Atletica – Daegu 2011