Archivio mensile:aprile 2007

Europei Ginnastica: tre ori per l’Italia

Tre titoli europei per la spedizione azzurra nella rassegna continentale di Amsterdam. Doppio successo per Vanessa Ferrari, nel corpo libero e nel concorso completo e medaglia d’oro anche per Carlotta Giovannini nel volteggio. Il bilancio finale è di cinque medaglie grazie anche all’argento di Andrea Coppolillo negli anelli e al bronzo ottenuto dall’olimpionico Igor Cassina nella sbarra.
L’Italia chiude al secondo posto nel medagliere generale dietro alla Russia. Era dall’edizione del 1967 che il bottino azzurro non raggiungeva le cinque medaglie ai Campionati europei, un segnale incoraggiante nel cammino verso Pechino.

Riccardo Marchese

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Finalmente Inter

Marco Materazzi, campione del Mondo e d'Italia. Delias.Con cinque turni d’anticipo l’Inter è campione d’Italia. A Siena con una doppietta di Marco Materazzi i nerazzurri si impongono 2-1 conquistando il loro 15° titolo, di cui uno a tavolino, quello dello scorso anno. Quindi formalmente si tratta di una conferma, ma il popolo interista può tornare a festeggiare uno scudetto ottenuto sul campo dopo 18 anni. La sola vittoria sul Siena non sarebbe bastata se l’Atalanta non avesse sconfitto la Roma. I giallorossi dimostrano ancora una volta di non avere una rosa completa e senza Totti, Mexes, Mancini e Pizarro vengono battutti dagli altri nerazzurri, decisivi i gol di Doni e Zampagna.

IL RESTO della giornata numero 33 vede la vittoria della Fiorentina all’Olimpico contro la Lazio, solo due punti nelle ultime tre per i biancocelesti dopo la striscia di 8 successi consecutivi. Il Milan continua a correre e nonostante un massiccio turn over batte il Cagliari 3-1 nell’anticipo. Nella zona bassa della classifica tre punti d’oro per il Chievo che supera in rimonta il Livorno, pareggio della Reggina contro l’Udinese e del Torino ad Empoli. Rinviata infine la sfida tra Catania e Ascoli.

Riccardo Marchese

L’Europeo non c’è più

Sarà per via degli scandali, della violenza o di un progetto non all’altezza, fatto sta che l’Italia ha visto sfumare proprio sulla linea d’arrivo la possibilità di organizzare gli Europei del 2012. Alla vigilia del voto tutto sembrava volgere a nostro favore, la Gazzetta dello Sport già titolava entusiasta ("Platini ci dà l’Europeo 2012"), ma la realtà di Cardiff si è rivelata ben diversa. A spuntarla, fra lo stupore della delegazione italiana, è stata la candidatura congiunta di Polonia e Ucraina, chiaro segnale da parte della UEFA di apertura verso l’est.

La situazione impianti in Italia diventa ora ancor più allarmante, senza Europeo non ci saranno fondi straordinari e i progetti per i nuovi stadi, come a Napoli, possono essere rimessi nei cassetti. Difficile può risultare anche una ricandidatura per il 2016 quando potrebbe mettersi in gioco la Francia che con Platini, se ancora presidente, non avrebbe avversari.

Riccardo Marchese

Come ti trucco lo scontro diretto

<B>Juve-Milan: Bertini chiama Moggi<br>42 telefonate per truccare la sfida</B>

Quarantadue telefonate per aggiustare Juventus-Milan 2004/2005. Non sarà la "pistola fumante" però ci si avvicina molto: il documento definitivo, quello che, secondo i pm, inchioda tutti è lungo una paginetta. Ma è devastante: è un tabulato sul quale sono riportati, analizzati e graficamente visualizzati i dati delle quarantadue chiamate che nelle ventiquattro ore precedenti al fischio di inizio della partita corsero sulle linee telefoniche svizzere in uso a Moggi, al suo collega e complice Fabiani, e all’arbitro Bertini. Quarantadue telefonate che, secondo i pm Beatrice e Narducci, determinarono "un risultato diverso da quello conseguente al corretto e leale svolgimento della competizione (…) esito perseguito dal Bertini che si adoperava per il raggiungimento di un risultato comunque favorevole alla squadra di Moggi".
L’incontro è di quelli importanti. La Juventus è prima in classifica con 38 punti. Il Milan segue a 34. Una vittoria dei rossoneri ridurrebbe a un solo punto la distanza, annullando il primo tentativo di fuga della Juve. La partita si gioca in anticipo, sabato 18 dicembre 2004 e finisce 0 a 0. L’arbitro Bertini, con i suoi "errori", è il protagonista assoluto. "Ancora oggi – ripete Gattuso – ho davanti agli occhi la scena di Kakà che sta andando in porta e che viene fermato da Bertini per un fallo a nostro favore". Le polemiche sono furibonde.

E chissà cosa si sarebbe detto se si fosse saputa la verità. E cioè che Bertini aveva parlato al telefono con Moggi – prima della partita e su utenze "anomale" procurate dallo stesso Moggi – per 13 volte in 24 ore. "I tabulati – scherzano sempre gli inquirenti su questa cosa – hanno il limite di non parlare, perché elencano solamente il numero di contatti tra due telefoni e non raccontano cosa viene detto. Però a volte ce ne sono alcuni che, incrociati con altri dati, parlano più di un pentito". E questo tabulato è uno di quelli: perché a leggerlo bene si scopre che Bertini passa l’intera giornata del 18 dicembre al telefono con la cricca di Moggi. Per sei volte è lui a chiamare, per sette è il suo interlocutore. Ma evidentemente non basta. Perché, sempre su una utenza svizzera, Bertini raggiunge anche Fabiani che, secondo i pm di Napoli è, insieme a Moggi, "l’istigatore" dell’associazione a delinquere. Bertini e Fabiani si sentono la bellezza di 18 volte (nove chiamate a testa) in una manciata di ore. Ma non è tutto perché anche Moggi e Fabiani si sentono quel giorno: 11 volte, subito prima o subito dopo le chiamate di Bertini a Fabiani.
Come si è arrivati a isolare queste 42 telefonate (nell’inchiesta ce ne sono più o meno altrettante per ciascuna partita contestata, 15 in tutto) è cosa che appartiene alla sfera delle alchimie investigative. Tutto comincia con il ritrovamento delle prime schede che Moggi faceva acquistare in Svizzera. Gli investigatori hanno chiesto all’operatore telefonico di avere un prospetto di tutte le chiamate in entrata e in uscita effettuate da e su quelle utenze. I famosi tabulati. Così il giro delle schede moggiane si è allargato fino ad arrivare a cinquanta (solo una ventina delle quali particolarmente attive). Il secondo passo è stato quello di abbinare ciascuna di queste venti utenze a una persona. E ciò è stato possibile solamente combinando la posizione del telefonino registrata dalle celle con la posizione delle singole persone. L’abbinamento, per essere certo, doveva essere ripetuto più volte. Attribuita l’identità alla scheda, i carabinieri del nucleo operativo di Roma hanno proceduto a vedere in quali circostanze i soggetti entravano in contatto tra di loro, in corrispondenza di quali partite, quante volte e per quanto tempo. Attraverso questa procedura si è potuto dividere i contatti in "non utili" e "qualificati". La rete creata dai "qualificati" costituisce l’impianto che gli avvocati si troveranno ad affrontare al processo. Dove molto dipenderà dalle spiegazioni che i protagonisti daranno di queste chiamate.

da REPUBBLICA.IT

Diavoli d’ Europa

Inzaghi mette al sicuro il risultato: 0-2. Afp

Il Milan resiste, unica squadra non inglese ad approdare alle semifinali di Champions. Lo fa con una partita perfetta sul difficile campo del Bayern Monaco imponendosi per 2-0. Decidono Seedorf e Inzaghi, ma tutta la squadra dà prova di forza e maturità. Ancellotti si affida ai suoi uomini di maggiore esperienza, schiera Kakà da punta esterna a fianco di Inzaghi e conferma a centrocampo il trio Gattuso-Pirlo-Ambrosini lasciando a Seedorf libertà d’azione. L’olandese, già vincitore per tre volte della coppa dalle grandi orecchie, prende la squadra per mano: realizza la rete del vantaggio e propizia il raddoppio con uno splendido colpo di tacco che Inzaghi trasforma nel suo 40° gol in Champions. Costruita la qualificazione i rossoneri diventano maestri nel gestirla e difenderla, grazie anche ad un ritrovato Dida e ad uno strepitoso Nesta.

Per la quarta volta nelle ultime cinque edizioni il Milan raggiunge la semifinale e conferma la propria tradizione europea. La Champions è il suo palcoscenico preferito, competizione capace di risvegliare voglie e scovare energie nascoste nell’animo del diavolo. Il prossimo avversario sarà il Manchester United che arriva dalla goleada inferta alla troppo inesperta Roma. La batosta subita all’ Old Trafford da Totti e compagni dimostra come a livello europeo sia fondamentale l’esperienza, l’attitudine a giocare sfide così importanti. Nel caso specifico va anche sottolineata la difficoltà della Roma nel sostituire due dei tre rifinitori alle spalle del capitano.

L’altra semifinale sarà la sfida inglese tra Liverpool e Chelsea. Esulta dunque la Premier League che porta tre squadre in semifinale, a riprova della crescita di questo campionato che è ormai il più seguito e il più ricco d’ Europa. Già, forse anche il più bello…

Riccardo Marchese

G.P. Malesia: trionfa Alonso

Alonso esulta, è la sua prima vittoria con la McLaren (Ap)

La seconda prova del mondiale di Formula1 2007 vede il ritorno al successo della McLaren. Dopo una stagione di astinenza la scuderia inglese ha ritrovato il gradino più alto del podio grazie al campione del mondo Fernando Alonso. Al secondo posto sul circuito di Sepang si piazza il sorprendente Hamilton che chiude la doppietta McLaren e festeggia il secondo podio consecutivo. Delusione in casa Ferrari soprattutto per l’opaca prova di Massa, scattato dalla pole perde due posizioni in partenza, commette un errore cercando la rimonta e chiude mestamente al quinto posto. Meglio di lui fa Raikkonen, terzo nonostante i problemi al motore. Si confermano dunque gli uomini sul podio, anche se cambia l’ordine (in Australia vinse Raikkonen, seguito da Alonso e Hamilton) sempre quarto il tedesco Heidfeld su Sauber-Bmw.

La classifica del mondiale vede ora in testa Alonso (18 punti) con due lunghezze di vantaggio su Raikkonen (16) e quattro su Hamilton (14). In ritardo Massa che ha raccolto finora 7 punti iridati. Nel mondiale costruttori la McLaren conduce con 32 punti contro i 23 della Ferrari.

Riccardo Marchese

Marin bronzo, Phelps sette ori

Luca Marin, 400 misti. Reuters

Nella gara dei 400 misti in cui Michael Phelps si aggiudica il settimo oro di questi campionati del mondo, Luca Marin ottiene un incredibile bronzo fermando il cronometro a 4′ 09″88 nuovo record italiano a pochi decimi dal primato europeo di Laszlo Cseh, finito fuori dal podio. Piazza d’onore per l’altro americano Lochte che chiude brillantemente il suo mondiale con cinque medaglie: due ori (200 dorso, 4×200 Sl) e tre argenti (100 dorso, 200 e 400 misti).

BILANCIO AZZURRO L’Italia ottiene così la sua ottava medaglia, la quinta di bronzo. Nelle gare in piscina il bottino finale è di un oro (Magnini nei 100 Sl), un argento (la staffetta 4×100 Sl), e tre bronzi (Pellegrini, Facci e lo stesso Marin). La crescita è costante e il bottino raccolto dagli azzurri in questa edizione è secondo solo all’exploit di Fukuoka 2001 e al mondiale sempre in Australia di Perth 1991. Considerando le precarie condizioni della Filippi e l’assenza di un quarto uomo da 1’48” nella staffetta 4×200 il bilancio finale in vista di Pechino 2008 è sicuramente confortante.

Segnali di vita arrivano dalla pallanuoto, non c’è ancora la medaglia ma due quinti posti, meglio di quanto fatto due anni fa a Montreal. Voto positivo anche nel settore dei tuffi, Sacchin e Cagnotto portano a casa due medaglie di bronzo, Marconi e Dell’Uomo dimostrano di poter essere competitivi almeno a tratti. Resta al di sotto delle attese il nuoto di fondo, arriva solo una medaglia d’argento con Formentini nella 25Km, l’unico dei nostri a gradire le acque mosse e le meduse australiane.

PHELPS e LENTON L’americano e l’australiana sono sicuramente gli atleti simbolo di questo mondiale. Michael Phelps da Baltimora riesce finalmente ad uguagliare il record di Mark Spitz, sette medaglie d’oro in un unica rassegna, anche se nel 1972 si trattava di un olimpiade. Il Michael Phelps visto a Melbourne è sicuramente il più forte di sempre, capace di stabilire quattro nuovi primati del mondo sfruttando al massimo virate e subacquee. L’ottava medaglia è sfuggita solo per la squalifica della staffetta mista americana in batteria, non certo una sua colpa.

Percorso senza macchie anche quello dell’atleta di casa Lisbeth Lenton. Raccoglie cinque medaglie d’oro, tre individuali nei 50 e 100 Sl e nei 100 delfino, due nelle staffette 4×100 Sl e 4×100 mista. Cinque podi anche per la francese Laure Manaudou, con minor valore: due ori, due argenti e un bronzo.

Riccardo Marchese