Archivio mensile:marzo 2012

FOTOPOST – Kostner oro Mondiale

Ai Campionati del mondo di pattinaggio artistico di Nizza, Carolina Kostner conquista il suo primo titolo iridato. L’azzurra, 24 anni e già sul podio in 3 edizioni, ha chiuso con un totale di 189,94 punti. A gennaio aveva vinto il quarto titolo europeo della carriera.

La notizia sul sito della Federazione Italiana Sport del Ghiaccio

Il sito ufficiale della manifestazione

F1 – Grazie Fernando!!!

Incredibile vittoria della Ferrari in Malesia: fra pioggia ed errori altrui Alonso costruisce il suo capolavoro. Sul podio il messicano Perez della Sauber ed Hamilton. Massa 15°.

Frenate l’esultanza. Fermi tutti. Serve un passo indietro. Sabato mattina, qualifiche del Gp di Malesia, seconda gara stagionale del Mondiale di Formula1. Le prove libere avevano evidenziato un distacco enorme delle Ferrari dal vertice, nella lotta per la griglia arrivano solo conferme negative: Massa va fuori dalla top ten (12°), Alonso la scampa ma chiude nono, lontano 1″347 dal poleman Hamilton. Dal muretto arrivano segnali di cauto disfattismo: “la bacchetta magica non c’è” dice il team principal Domenicali. La situazione d’altro canto è chiara, la rossa è solo la quinta macchina: McLaren, Mercedes, Red Bull e Lotus sono davanti e non di poco.

Date le premesse la conclusione è illogica: Alonso vince il Gran Premio e diventa il nuovo leader del Mondiale, cosa ci sia in mezzo è difficile da comprendere. Diciamo che tre sono stati i fattori determinanti.
Il temporale monsonico ha sconvolto le gerarchie, ha portato la corsa fuori dall’ordinario (anche se in Malesia ormai è prassi) ed ha mostrato la fragilità di un buon numero di piloti. Perché gli altri – quasi tutti – qualcosa hanno sbagliato, Alonso no! Lo spagnolo è stato perfetto, sempre lucido, quasi eroico nel portare al traguardo al primo posto un cavallo non all’altezza del suo cavaliere.
Le coincidenze fortunate hanno fatto il resto: il sorpasso ai box su Hamilton – fermato prima da un errore dei suoi meccanici e poi dal semaforo rosso per il sopraggiungere di Massa (unica nota positiva nella gara del brasiliano…) – gli errori degli altri arrivati al momento giusto, come il fuori pista a sei giri dalla fine del sorprendente Sergio Perez, a frenare la spedita e vogliosa rimonta della sua Sauber. Il giovane messicano, al suo primo podio in carriera nonostante l’errore, oggi ha messo una bella ipoteca sul suo futuro in rosso. Chissà che non meriti già il presente…

Sul traguardo è esplosa l’euforia degli uomini Ferrari, gente abituata a far festa che un anno fa si era arrampicata su un muretto solo una volta (a Silverstone). Svelato anche un mistero: Edoardo Bendinelli, fisioterapista di Alonso, ha esposto all’arrivo la tabella dei tempi con la scritta “Magico”: vuoi vedere che la bacchetta l’aveva presa lo spagnolo?


Ordine d’arrivo Gp Malesia:
1° Alonso (Ferrari); 2° Perez (Sauber); 3° Hamilton (McLaren); 4° Webber (Red Bull); 5° Raikkonen (Lotus); 6° Senna (Williams); 7° Di Resta (Force India); 8° Vergne (Toro Rosso); 9° Hulkenberg (Force India); 10° Schumacher (Mercedes).

Classifica piloti: Alonso 35; Hamilton 30; Button 25; Webber 24; Perez 22; Vettel 18; Raikkonen 16; Senna, Kobayashi 8; Di Resta 7…

Classifica costruttori: McLaren 55; Red Bull 42;  Ferrari 35; Sauber 30; Lotus 16; Force India 9; Williams 8; Toro Rosso 6; Mercedes 1.

Il sito ufficiale Formula1.com

Riccardo Marchese

FOTOPOST – Un altro cucchiaio? No, grazie!

L’Italia del rugby batte 13-6 la Scozia nel match decisivo per evitare l’ultimo posto nel 6Nazioni 2012. Fa la differenza la meta di Venditti ad inizio secondo tempo.
Grande Slam del Galles (terzo titolo dal 2000), Inghilterra seconda.


Il sito ufficiale del 6 Nazioni

Formula1 2012, si parte!

Al via in Australia la stagione dei record, con 20 gp (mai così tanti) e sei campioni del mondo.
Chi riuscirà a fermare il dominio di Vettel e Red Bull?

Il giro del mondo in otto mesi e 20 tappe. Sarà questo il percorso del 63° Campionato mondiale di Formula1: si parte dall’Australia, si parte delle certezze della Red Bull, dominatrice delle ultime due stagioni. Il numero 1 stampato sul musetto del toro di Vettel, recordman assoluto di precocità (pole, vittoria, mondiale, bis). Con lui saranno in pista altri cinque campioni del mondo, per un totale di 14 titoli iridati.
L’uomo in più rispetto alla stagione scorsa è Kimi Raikkonen, l’ultimo campione del mondo in casa Ferrari (2007), tornato nel circus dopo due anni trascorsi per lo più a non lasciare il segno nel Mondiale di rally. Il finlandese guiderà una Lotus, team erede della Renault.

IMMOBILISMO I quattro top team non cambiano. Ogni pilota resta al suo posto, in molti a giocarsi una bella fetta di futuro: a fine anno scadrà il contratto dell’arrendevole Massa, del pimpante Hamilton, dello scudiero Webber e del re Schumacher. Aspettando la rivoluzione…
Dietro cambia tutto la Toro Rosso: escono Alguersuari e Buemi (che resta in orbita Red Bull come 3° pilota), si accomodano nell’abitacolo l’australiano Ricciardo (seconda parte di stagione in Hrt l’anno scorso) e l’esordiente transalpino Vergne. La Force India sostituisce Sutil con Hulkenberg; brividi per il binomio Senna-Williams e velo di tristezza per l’assenza di un pilota italiano (43 anni dopo!). Saluta Barrichello – 19 anni di onorato servizio – si rivedono Grosjean (Lotus) e Petrov (Caterham), mentre la Marussia, erede della Virgin, affianca a Glock l’esordiente Pic (altro francese).

REGOLAMENTI Dopo le rivoluzioni degli anni passati (kers, punteggi, gomme, ala mobile…) cambia poco, almeno sul piano sportivo: in caso di safety-car i doppiati potranno sdoppiarsi e riaccodarsi al gruppo, così da garantire ripartenze senza intralci. Introdotto un tempo limite per le gare sospese (4 ore), test possibili anche durante la stagione ma solo per tre giorni. Infine sarà possibile utilizzare tutti i pneumatici a disposizione già dal venerdì (lo scorso anno nel primo giorno di prove si potevano usare solo 3 set di gomme).

PRE-STAGIONE Fare le carte al Mondiale guardando i tempi dei test è esercizio insidioso. Troppe le incognite, troppe le possibilità di bluffare. Chi lo fa per mestiere – i bookmakers – dice Red Bull (quota a 1,90, cioè 90 centesimi vinti per ogni euro scommesso) davanti a McLaren (3,00), Ferrari (7,50) e Mercedes (12). Ancor più netto il divario fra i piloti: Vettel paga 1,90 mentre Hamilton e Alonso addirittura 6!

ORARI GP AUSTRALIA Si parte da Melbourne, qui lo scorso anno (sempre gara inaugurale) vinse Vettel, sua anche la pole con gran vantaggio su Hamilton (+0,778).
Prove libere da venerdì notte, qualifiche sabato alle 7 (diretta Rai2) e gara domenica allo stesso orario (Rai1).

                                 TEAM, PILOTI, NUMERI

Red Bull 1. Vettel 2. Webber
McLaren 3. Button 4. Hamilton
Ferrari 5. Alonso 6. Massa
Mercedes GP 7. Schumacher 8. Rosberg
Lotus 9. Raikkonen 10. Grosjean
Force India 11. Di Resta 12. Hulkenberg
Sauber 14. Kobayashi 15. Perez
Toro Rosso 16. Ricciardo 17. Vergne
Williams 18. Maldonado 19. Senna
Caterham 20. Kovalainen 21. Petrov
Hispania 22. De la Rosa 23. Karthikeyan
Marussia 24. Glock 25. Pic

Il sito ufficiale Formula1.com

Il calendario della stagione 2012 da Formula1.com

Riccardo Marchese

Istanbul 2012 – Sempre e solo Di Martino

L’Italia torna sul podio ai Mondiali di atletica leggera indoor dopo 6 anni. La firma è sempre la stessa: Antonietta Di Martino, unica medaglia italiana lo scorso anno a Daegu, è d’argento nel salto in alto.

Dall’ 8.19 di Andrew Howe, che valse un bronzo nel salto in lungo a Mosca 2006, all’ 1.95 di Antonietta Di Martino nel salto in alto ad Istanbul 2012. Sei anni e due edizioni dopo, l’Italia torna nel medagliere dei Campionati Mondiali di atletica leggera indoor, manifestazione che lancia la lunga volata ad una stagione ricchissima: per la prima volta nell’anno olimpico saranno in calendario anche i Campionati Europei (un guazzabuglio di cui avremmo fatto volentieri a meno). Si lotterà per i titoli continentali dal 27 giugno al 1° luglio ad Helsinki, cioè solo un mese prima dei Giochi Olimpici di Londra (l’atletica partirà il 3 agosto).

PRESENTE Ma torniamo all’oggi e alle dovute celebrazioni. Antonietta Di Martino ha confermato in Turchia la sua dote di salvaItalia, unica atleta capace di riportare in patria medaglie mondiali negli ultimi anni. Ad Istanbul l’impresa è riuscita senza strafare: salti pulitissimi fino all’ 1.95 (il suo stagionale), il rimpianto del primo tentativo ad 1.98 e poi una gara che si è seduta su livelli inattesi. Sbagliano tutte tranne l’americana Chauntè Lauwe, e così in tre si ritrovano appaiate sul secondo gradino del podio: con Antonietta ci sono la svedese Jungmark e la campionessa del Mondo all’aperto, la russa Chicherova.

PALMARES da aggiornare quello della primatista italiana (2.03 nel 2007) giunta alla sua quinta medaglia internazionale: un oro conquistato agli Europei Indoor di Parigi 2011, l’argento preziosissimo del mondiale di Osaka 2007, questo di Istanbul, quello dell’Euroindoor di Birmingham 2007 e infine il bronzo del mondiale coreano sei mesi fa a Daegu.

SQUADRA Le medaglie le mette Di Martino, ma oltre a quelle c’è di più. C’è un’Italia che lotta alla grande nel salto triplo con Fabrizio Donato (4° con 17.28 e solo due salti effettuati prima che un problema muscolare lo bloccasse) e Daniele Greco (5° con la stessa misura). Il bronzo era lì a solo 8 centimetri…
Positivo il bilancio degli ostacolisti: bene Emanuele Abate, 6° nella finale dei 60 hs con 7″61, sfortunata Marzia Caravelli, prima delle escluse nella semifinale (8″12). Non va in finale ma eguaglia il suo personale (8″18) Veronica Borsi.
Infine, nello sprint da segnalare un altro primato personale eguagliato da Audrey Alloh che vince la sua batteria dei 60 metri in 7″33, prima di fermarsi in semifinale.

Il sito ufficiale dei Campionati del Mondo di atletica leggera indoor Istanbul 2012

Lo speciale Campionati Mondiali Indoor sul sito della Fidal

Riccardo Marchese

FOTOPOST – La Cannibale

Lindsey Vonn trionfa nel gigante di Are, in Svezia, e si aggiudica la sua quarta Coppa del Mondo, con addirittura cinque gare d’anticipo! L’americana, al 52° successo in carriera, ha preceduto ad Are l’azzurra Federica Brignone (terzo 2° posto in stagione).

Il sito ufficiale della Coppa del Mondo di Sci Alpino

Quando Wenger mise in fuga Ibra

Alla vigilia di Arsenal-Milan, ritorno degli ottavi di finale di Champions League, ripercorriamo l’avventura lampo di Zlatan Ibrahimovic all’Arsenal. Storia di un pomeriggio che non andò per il verso giusto…

Di pieghe come questa è piena la storia del calcio, di talenti ancora non riconoscibili neppure agli occhi dei più esperti. Di provini falliti e di rivincite. E di provini neppure affrontati…
Anno 2001, Zlatan Ibrahimovic non ha ancora spento 20 candeline, gioca in Svezia nel Malmö, il club della sua città che la stagione precedente ha trascinato in Allsvenkan (la serie A svedese), con 12 reti in 26 partite.
Sul giovane Zlatan c’è l’interessamento dei club di mezza Europa, e come accade spesso in questi casi – quando si parla di ragazzi – chi arriva primo è l’Arsenal. Affare fatto col Malmö per 3 milioni di sterline, accordo con il ragazzo a cui viene fatta indossare una sfolgorante maglia numero 9. L’ultimo dubbio lo ha Wenger, il tecnico del primo trionfo in Premier League per i Gunners (1997/1998) vuole una partita di prova. Un’ultima formalità? Qualunque cosa fosse provoca uno dei primi mal di pancia nella carriera di Ibra (e del direttore sportivo del Malmö, Hasse Borg). Infuriato – “quelle parole mi fecero girare le palle” scriverà Ibra nella sua autobiografia – lo svedese lascia il centro sportivo dell’Arsenal.
“O mi conosci o non mi conosci, e se non mi conosci non puoi volermi veramente” così Zlatan è tornato sull’episodio, intervistato dal Sun in questi giorni di vigilia del match di Champions.

Ad Arsène Wenger non andò poi così male: l’Arsenal centrò uno storico double nella stagione 2001/2002 (Premier e Fa Cup) e anche le annate immediatamente successive furono fra le più ricche nella gestione del tecnico francese.
Ibrahimovic tornò al suo Malmö, fu ingaggiato dall’Ajax per 9 milioni di euro, poi andò alla Juve per 16, all’Inter per 25 e al Barça per 46 più Samuel Eto’o. Quindi il Milan, con un colpo di mercato mai abbastanza esaltato: un anno di prestito gratuito e tre rate da 8 milioni a stagione.
Magari, a vedere queste cifre e a vederlo giganteggiare in Milan-Arsenal 4-0, Wenger avrà rievocato quel giorno, in cui chiese ad un talentuoso ventenne un ultimo provino.

Riccardo Marchese