Archivio mensile:dicembre 2006

Milan su Oddo, Inter su Suazo

Sono le due società milanesi ad infiammare la sessione invernale del calciomercato. I motivi che le spingono sono però molto diversi, se il Milan cerca di ritrovare attraverso nuovi acquisti una continuità di risultati, l’Inter investe affinché il momento brillante persista anche in Europa.
I rossoneri sembrano vicino a Massimo Oddo, terzino destro della Lazio, pronto a raccogliere l’eredità di Cafu. Il presidente Lotito vorrebbe chiudere la trattativa intorno a 7,5 milioni di euro, mentre il club di via Turati vorrebbe inserire una contropartita tecnica, che dovrebbe essere Foggia. I biancocelesti avrebbero individuato il sostituto in Motta dell’Udinese, un giocatore molto legato a Delio Rossi che lo lanciò in serie A. <B>Calciomercato, Oddo è del Milan<br>Ronaldo più lontano da Milano</B>
Da segnalare nelle ultime ore un interessamento del Milan per Sergio Ramos, difensore del Real Madrid, abile sia da centrale che da laterale destro.
I rinforzi per i rossoneri non riguardano solo il reparto arretrato, ma anche l’attacco. Il nome che salta fuori è quello di Antonio Cassano, che il Real sarebbe pronto a cedere solo in via definitiva per una cifra vicina ai 5 milioni di euro.
In casa nerazzurra prende corpo l’idea di arrivare a Suazo, il giocatore del Cagliari che più volte è stato lodato dal patron Moratti. L’honduregno sarebbe una garanzia visti i continui acciacchi di Recoba e un Adriano ancora lontano dalla migliore forma. Intanto starebbe per finire l’avventura italiana di Luis Figo che sembrerebbe essersi accordato con il club arabo dell’Al Ittihad. Per sostituirlo si sta vagliando la pista Jimenez, il giocatore bloccato dalla Ternana per il quale pare esistere un interessamento della Lazio.
Fra le altre trattative da segnalare il Palermo alla ricerca di una punta per sostituire l’infortunato Amauri, si parla di Bogdani che piace anche in B al Genoa. Il Catania sarebbe vicino al costaricano Wanchope, mentre il presidente del Torino, Urbano Cairo, ha annunciato di voler blindare a Torino Rosina e prendere a titolo definitivo Abbiati e Comotto.
Riccardo Marchese

Fill rimanda la prima vittoria

Fill Peter
Ancora un podio, ancora un ottimo risultato, ma ancora una volta alla fine c’è un po’ di rammarico. Peter Fill chiude al secondo posto la discesa libera di Bormio, superato solo dall’austriaco Walchhofer, ultimo del gruppo dei trenta a scendere in pista, e capace così di bissare il successo ottenuto ieri sul medesimo tracciato.
La prova d’insieme della squadra italiana è comunque positiva, oltre al terzo podio stagionale di Fill, si piazzano nei quindici: Patrick Staudacher, 8° dopo il 5° posto di ieri, Kurt Sulzenbacher 11° e Roland Fischnaller giunto 12°.
Per l’Italia si tratta del sesto podio stagionale, tra cui una sola vittoria, quella di Blardone nel gigante di Beaver Creek. In classifica generale Fill si conferma al quarto posto con 458 punti, davanti resta il norvegese Svindal (579) seguito da Bode Miller (540) e Didier Cuche (535).  
Riccardo Marchese

Quanti assi ha l’Italnuoto!

Filippo Magnini e Alessia Filippi trionfatori ai mondiali di nuoto in Finlandia rispettivamente nei 200 sl e nei 400 misti (Afp/Lehtikuva/Antti Aimo-Koivisto)Sono passati ormai quindici giorni dalla chiusura degli Europei di nuoto in vasca corta tenutisi a Helsinki. Un appuntamento quello nella piscina da 25 metri che trova sempre più attenzione da parte di atleti e pubblico, anche se quest’anno, verosimilmente, è stato vissuto come una tappa di avvicinamento al mondiale australiano che sarà in marzo.
La squadra italiana come sempre ha ben impressionato, raccogliendo conferme e ottime prestazioni. Sugli scudi i nostri soliti assi: Luca Marin, capace di battere nei 400 misti l’ungherese Cseh, Filippo Magnini, che conferma la doppietta 100 e 200 stile libero, Alessia Filippi, autrice di una cavalcata nei 400 misti, e Federica Pellegrini, che nei 400 stile ha conquistato un argento riuscendo a scendere sotto la soglia dei quattro minuti, dietro l’invincibile francese Manadou. Da registrare la cinquantesima medaglia internazionale di Massimiliano Rosolino, che dopo l’ennesimo quarto posto nei 400 s.l. si è preso un argento nella gara dei 200, finendo alle spalle del compagno e amico Magnini. Sorrisi anche dalla rana, Terrin chiude secondo nei 50, dietro l’ucraino Lisogor, mentre nei 200 Paolo Bossini trova un prezioso bronzo. Stesso metallo per la staffetta mista maschile, con Pizzirani, Terrin, Goldin e Magnini ed un progetto da portare avanti per il futuro.
Rispetto alla scorsa edizione, svoltasi a Trieste, il computo generale delle medaglie azzurre è in calo. Tuttavia sale il bottino degli ori, dai tre di un anno fa ai quattro in terra finlandese.
L’appuntamento clou della stagione non è lontano, il mondiale di Melbourne ci dirà quanto la crescita del nostro movimento sarà stata buona in prospettiva Pechino 2008.
Riccardo Marchese
 

Inter record e fuga

Adriano (Omega)Il 2006 del calcio si è chiuso con la diciottesima tornata del campionato. Un anno complesso per il mondo del pallone nostrano, che ha vissuto la gioia più grande e la delusione più amara. Un mondiale vinto, che resterà per sempre nei nostri ricordi, così come a lungo ci tormenteranno i fantasmi e gli echi di calciopoli, e dei loschi personaggi che restano assiepati nel sottobosco di questo universo.
Come sempre la palla ha ripreso a rotolare e l’Inter si è ritrovata uno scudetto sulle maglie e un altro da conquistare come formalità sul campo. Una pratica che la banda di Mancini sta sbrigando con oculatezza, ancora imbattuta e con sette punti di vantaggio sulla Roma seconda. Lo strapotere nerazzurro si è manifestato chiaramente con il raggiungimento del record di vittorie consecutive nel campionato a girone unico, ben 11 proprio come la Roma dello scorso anno. Moratti non viveva un Natale così tranquillo da decenni…
Dando i voti per questa prima parte della stagione, all’Inter spetta quello più alto. Un 10 con tanto di lode, perché questa squadra non ha sbagliato una partita decisiva. Ha vinto in trasferta contro Fiorentina, Roma, Milan, Palermo e Lazio, dimostrando di essere più forte. Ha faticato all’inizio in Europa, perdendo le prime due partite del girone, ma si è tirata su qualificandosi con un turno di anticipo. L’ultimo neo era la lunga astinenza dal gol di Adriano, cancellato anche questo. L’imperatore si è sbloccato contro l’Atalanta, nella partita in cui l’Inter ha sofferto di più. E quando partita così le vinci, vuol dire che qualcosa è davvero cambiato.
Riccardo Marchese

Il gigante è Blardone

 
Massimiliano Blardone è nato il 26-11-1979. ReutersBEAVER CREEK (Colorado), 2 dicembre 2006 – Massimiliano Blardone, 27 anni, ha vinto il gigante maschile di coppa del Mondo disputato a Beaver Creek. Blardone ha chiuso in 2’27"88, davanti al norvegese Aksel Lund Svindal, staccato di 4 centesimi. Terzo lo statunitense Ted Ligety, a 7 centesimi. Sesto Simoncelli. Grande prestazione degli azzurri: in 4 tra i primi 15. Giorgio Rocca si è piazzato 13° e Alessandro Roberto 15°. Per Blardone si tratta del terzo successo in carriera in Coppa del Mondo: aveva vinto due giganti nel 2005, ad Adelboden l’11 gennaio e in Alta Badia il 18 dicembre. L’americano Bode Miller, ieri vincitore della libera, in testa dopo la prima manche, ha sbagliato nella seconda finendo dodicesimo a 1"11.
Per Blardone si tratta di una vittoria con dedica, dopo una promessa fatta qualche tempo fa all’amico imprenditore Silvan Arnold: "Sta passando un momento molto difficile della sua vita, dopo aver perso una figlia in un incidente stradale – spiega l’azzurro – ci eravamo parlati e gli avevo promesso che avrei dedicato alla sua famiglia una vittoria in Coppa del Mondo. Oggi è successo e sono fiero di poter mantenere la mia promessa: gliela dedico col cuore". Sulla pista di Beaver Creek l’azzurro è stato impeccabile: "Nella seconda ero lanciatissimo- racconta a fine gara- sono arrivato lungo su quella porta che avevo deciso di tagliare per prendere velocità. A quel punto avevo due possibilità, o uscire o lasciar correre gli sci. Ho scelto la seconda prendendo un bel rischio, ma alla fine ne è valsa la pena".
Soddisfatto anche Rocca:"Sono davvero contento del mio primo gigante, con pochi giorni di allenamento ho chiuso 13° e questo mi dimostra che sono comunque a ridosso dei migliori. Finalmente raccolgo i frutti di tutto il lavoro in gigante, spero sia la volta buona, dopo i tentativi dell’anno scorso. Sto già pensando allo slalom, perché non voglio scendere dal podio. Il ginocchio destro mi fa ancora un po’ male e anche l’alluce che avevo congelato allo Stelvio non è ancora guarito, ma in pista si dimentica tutto".
da GAZZETTA.IT