Archivio mensile:maggio 2010

Basso prenota il Giro

Sull'Aprica vince Scarponi davanti a Basso, che a distanza di quattro anni rindossa la maglia rosa. Bene Nibali, crolla Evans.


Forse l’ha deciso l’Aprica. La salita meno dura fra le tante vette affrontate dalla corsa rosa ha fatto più delle altre la differenza. Da stasera infatti in maglia rosa c’è Ivan Basso che succede allo spagnolo Arroyo, ultimo a resistere in classifica generale fra i protagonisti dell’ormai ribattezzata “fuga-bidone”, arrivata in porto a L’Aquila.
Una rimonta lunga mezza Giro, passando per lo Zoncolan e lo cronoscalata di Plan de Corones, il Monte Grappa e il mitico Mortirolo. Salite durissime che hanno ristabilito la verità della corsa, hanno ripristinato i valori reali: Basso è il più forte e da stasera – solo dopo l’arrivo all’Aprica – lo dice anche la classifica.

Questa diciannovesima resterà la tappa simbolo del Giro2010: in cima al Mortirolo scollinano in tre, sono Basso, il compagno Nibali e Scarponi, al traguardo mancano 33 km. Arroyo arriva su con quasi due minuti di distacco (2’27’’ il suo vantaggio su Basso in classifica) ma recupera tanto in discesa. La fatica dei tre davanti contro la spregiudicatezza di chi insegue. A valle il distacco è di poco superiore ai 30 secondi, mancano 16 Km. Fermi tutti, qui cambia la storia del Giro: davanti Scarponi accetta di collaborare in cambio della vittoria di tappa, dietro Arroyo si ritrova nel gruppo dei big stranieri feriti (Evans, Vinokourov , Sastre). I primi vanno a tutta, quando Basso è in testa tiene un ritmo impressionante, da passista vero; gli inseguitori arrancano, l’unico motivato è Arroyo, abbastanza inspiegabilmente visto che gli altri avrebbero un podio da difendere. Ai -8 km il distacco cresce a 1’20”, ai -5 è 2’15’’, ai -3 arriva a 2’50’’. Basso tira fino alla fine, Nibali non si azzarda a superarlo per gli abbuoni e la vittoria è una formalità per Scarponi. Il gruppetto Arroyo transita sul traguardo con 3’05’’ di ritardo, la maglia rosa torna sulle spalle di Basso dopo quattro anni.

Domani ultima tappa di montagna con il Gavia, domenica cronometro finale a Verona. Basso ha un vantaggio di 51’’ su Arroyo, 2’30’’ su Nibali e 2’49’’ su Scarponi. Dovrebbe bastargli!

 

Lo Speciale della Gazzetta

Speciale Giro: risultati, classifiche e resoconti tappa per tappa (Wikipedia)

Riccardo Marchese

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Favola Inter, Champions e “triplete”

Quarantacinque anni dopo l'Inter è campione d'Europa. La doppietta di Milito stende il Bayern, ma Mourinho annuncia l'addio.

Dopo il gol in finale di Coppa Italia e il gol scudetto a Siena è sempre Milito l'uomo decisivo. (GazSport)

La Champions League 2009/2010 su Wikipedia

Un Giro poco italiano

Dopo dieci tappe manca ancora il successo di un atleta italiano. In rosa Vinokourov, seguito da Evans e dal duo della Liquigas Nibali-Basso.

Vinokourov (sulla destra) e Evans (a sinistra) in un tratto sterrato della Carrara-Montalcino, tappa vinta dall'australiano. (GazSport)
Dal nord Europa al sud Italia, dopo dieci tappe il Giro ha già attraversato il vecchio continente, ora risalirà l’Italia – dal versante adriatico – ripiegando su sé stesso fino all’arrivo di Verona (crono finale domenica 30 maggio).
Undici giorni di corsa intensi: tante emozioni nonostante l’apparente semplicità dei percorsi. La differenza l’hanno fatta più le cadute e i ventagli (chiedere all’australiano Evans) che l’unico arrivo in salita sul Terminillo, dove i big sono restati a controllarsi senza scoprire le proprie carte.

Undici giorni senza ancora la vittoria di un italiano (solo la cronosquadre andata alla Liquigas), con tanta Australia – tre successi con Lloyd, Evans e Goss – ma niente Italia. Unica soddisfazione finora per i nostri colori i tre giorni in rosa di Vincenzo Nibali, terminati con la leggendaria tappa di Montalcino (dove sterrato più pioggia si sono rivelati un mix sensazionale).
Oltre a Nibali, la maglia del primato ha conosciuto già diverse spalle: Wiggins, Evans e Vinokourov, attuale leader della corsa con un vantaggio di 1,12” su Evans (sempre lui), 1’33” su Nibali, 1’51” su Basso e 2’17” sulla sorpresa Pinotti. Nei primi dieci anche Garzelli, Cunego e Scarponi, mentre Sastre è praticamente uscito di classifica (22° a quasi dieci minuti).

Capitolo volate. Solo tre volte il gruppo è giunto compatto al traguardo dando vita a sprint comunque un po’ anomali. Manca una squadra di livello costruita per il suo velocista (come fu il glorioso treno Fassa Bortolo) e tutto diventa caotico. Nelle tre occasioni in questione l’hanno spuntata due volte l’americano Farrar e una l’australiano Goss (quest’ultimo uomo di lancio del più accreditato Greipel). Petacchi (per il riacutizzarsi di una bronchite) si è ritirato nella tappa di Cava de’ Tirreni.

Lo Speciale della Gazzetta

Speciale Giro: risultati, classifiche e resoconti tappa per tappa (Wikipedia)

Riccardo Marchese
 

Due “tituli”…

Dopo la vittoria della Coppa Italia l'Inter fa il bis con lo scudetto: vittoria a Siena e quinto titolo consecutivo in bacheca. Aspettando la finale più importante…

Diego Milito festeggia il suo primo scudetto. Con 22 gol è il miglior marcatore nerazzurro in campionato. (GazSport)

Questo il quadro completo dei verdetti della serie A 2009/2010:

  • INTER campione d'Italia, ammessa direttamente in Champions
     
  • ROMA e MILAN ammesse direttamente in Champions
     
  • SAMPDORIA qualificata ai play-off "piazzate" di Champions
     
  • PALERMO e NAPOLI qualificate ai play-off di Europa League
     
  • JUVENTUS qualificata al terzo turno preliminare di Europa League
     
  • ATALANTA, SIENA e LIVORNO retrocesse in serie B.

Per la classifica finale, i risultati e la storia della stagione, clicca qui.  

Riccardo Marchese

FormulaB, ovvero l’importanza degli aggiornamenti

Numerosi team hanno presentato in Spagna sviluppi tecnici sulle vetture.
Vittoria a Webber, Button resiste in testa al Mondiale.

C’era una volta, in una Formula1 neppure tanto lontana, l’abitudine di aggiungere la sigla B alle evoluzioni delle monoposto inizialmente progettate. Una pratica oggi dimenticata anche perché gli sviluppi tecnici sono diventati la norma. Con cadenza quasi bisettimanale le vetture presentano piccole novità, mentre è prassi che un restyling quasi completo avvenga con l’approdo del campionato in Europa.

A Barcellona dunque – prima gara in continente della stagione 2010 – diverse scuderie hanno mostrato il volto semi-nuovo delle loro macchine.
Partiamo da chi ha lavorato di più. La Mercedes si è mossa verso Schumacher: passo macchina allungato, inclinazione dei triangoli delle sospensioni e modifiche aerodinamiche. Michael ringrazia e in Spagna per la prima volta batte il compagno Rosberg sia in qualifica (6° contro 8°) che in gara (4° contro 13°).
Rinnova la carrozzeria la Red Bull e anche qui le modifiche pagano: Webber domina il Gp mentre Vettel è terzo. Nella morsa dei due chiude Alonso con una Ferrari che presentava, oltre al nuovo pacchetto aerodinamico, il sistema F-Duct. Ideato dalla McLaren, ripreso dalla Sauber e già bandito dalla Fota per il 2011, il sistema F-Duct permette, attraverso un flusso d’aria gestito manualmente dal pilota (in Ferrari si ottura un foro con un dito), di guadagnare fino a 10 Km/h in rettilineo mandando in stallo l’alettone posteriore. Non è bastato evidentemente a Massa: solo nono in qualifica e sesto in gara (risalito soprattutto per le disgrazie altrui, vedi ritiro Hamilton a due giri dalla fine o prova disastrosa di Rosberg).

Infine passo avanti anche per la Virgin: i serbatoi sono stati allargati e ora garantiscono di imbarcare il carburante per l’intera corsa. I risultati si sono visti subito: per la prima volta entrambe le vetture hanno finito la gara, ultime e staccatissime, ma almeno l’hanno finita. È pur sempre un inizio!

Ordine d’arrivo: Webber (Red Bull), Alonso (Ferrari), Vettel (Red Bull), Schumacher (Mercedes), Button (McLaren), Massa (Ferrari), Sutil (Force India), Kubica (Renault), Barrichello (Williams), Alguersuari (Toro Rosso), …

Classifica piloti: Button 70, Alonso 67, Vettel 60, Webber 53, Rosberg 50, Massa 49, Hamilton 49, Kubica 44, Schumacher 22, Sutil 16, …

Classifica costruttori: McLaren 119, Ferrari 116, Red Bull 113, Mercedes 72, Renault 50, Force India 24, Williams 8, Toro Rosso 3.

Riccardo Marchese

Voglia di Giro, possibilmente pulito

Con il cronoprologo di Amsterdam scatta la 93.a edizione della corsa rosa.


Da Amsterdam a Verona, facendo una capatina ad Avellino. No, non è l’ultima schizofrenica tratta di Alitalia, ma il percorso del 93° Giro d’Italia che a distanza di otto anni torna per la partenza in Olanda. Era il 2002, allora si scelse Groningen – provincia nell’estremo nord – per celebrare l’EuroGiro, metafora della raggiunta unione monetaria nell’UE. C’era ottimismo nell’aria, grandi attese che otto anni dopo sono svanite, col rischio concreto che si debba smantellare tutto.
Ma parliamo di ciclismo, dove le cose, nel frattempo, non è che siano andate molto meglio… Cronoprologo di Amsterdam, 8 Km e mezzo da fare a tutta. Il Giro scatterà alle 13:55 con la partenza del tedesco Russ del Team Milram; favoriti per la prima maglia rosa i britannici Bradley Wiggins del nuovo Team Sky, e David Millar (Garmin-Transitions). Attenzione al redivivo kazako Vinokourov (Astana) e perché no all’italiano Pinotti (Team HTC-Columbia).

Sarà un Giro duro, con due cronometro (una a squadre) e una cronoscalata (a Plan de Corones), con il ritorno del mitico Monte Zoncolan (punte di pendenza del 22%), col Mortirolo e il Passo Gavia (Cima Coppi dell’edizione, cioè punto più alto toccato dalla carovana rosa con i suoi 2618 metri). Ad incendiare la lotta quando la strada si impennerà aspettiamo Ivan Basso, Cadel Evans (il favorito dei bookmakers), l’eterno Garzelli, ancora Vinokourov, Sastre e poi Scarponi, Pozzovivo, Simoni e Cunego. Insomma ci sarà da divertirsi.
Un po’ meno interessanti le tappe piatte destinate alle volate, soprattutto per le assenze: Cavendish, Boonen, Hushovd e Freire, con quest’ultimo costretto da un infortunio a rimandare il suo esordio al Giro. Senza i quattro big la lotta potrebbe prendere la forma del duello: Petacchi contro McEwen (un classico sulle nostre strade), anche se il tedesco Greipel appare pronto al salto di qualità.

Qualunque sia la qualità dello spettacolo, una sola è la speranza: che sia uno spettacolo pulito, che quella parola, che oggi non vogliamo neppure pronunciare, resti fuori dalle cronache. Lo speriamo davvero.
Buon Giro a tutti.

Lo Speciale della Gazzetta

Speciale Giro: risultati, classifiche e resoconti tappa per tappa (Wikipedia)

Riccardo Marchese

Rossi e il rivale in casa

Lorenzo vince in Spagna e si candida come maggior avversario di Rossi, terzo a Jerez. In Moto2 successo di Toni Elias, completa la tripletta spagnola Espargaro in 125.

Rossi e LorenzoIl Gp di Spagna disputatosi a Jerez, il primo dei quattro che si correranno nella penisola iberica durante la stagione (a Catalogna e Comunità Valenciana si è aggiunto da quest’anno il Gp d’Aragona), ci ha consegnato un Lorenzo in forma smagliante. Vittoria davanti al connazionale Pedrosa e al compagno-rivale Rossi. Un successo festeggiato dal numero 99 con un pizzico di euforia di troppo, tendente quasi all’istinto suicida: un tuffo in uno dei laghetti che fanno da cornice al circuito, senza considerare i chili di peso di tuta e casco. Fortunatamente è finita bene, con salvataggio e lieto fine del primo posto provvisorio in classifica. Valentino, infatti, per ora insegue, anche se solo per cinque punti; già più lontano invece Stoner, quinto a Jerez alle spalle dell’altra Ducati, quella guidata da un ritrovato Hayden. Una classifica che vale comunque poco o nulla quando di gare da disputare ne mancano ancora 16!

Più interessante rispolverare invece i dati dell’ultimo mondiale per scoprire che se Lorenzo finisce la gara (e per fortuna dei suoi avversari non le finisce tutte) il podio è assicurato. Nel 2009 tale regola è stata infranta solo una volta, in Malesia, nella penultima prova della stagione (Lorenzo quarto nel giorno del nono uovo-mondiale di Valentino).
La vera differenza quindi fra i due piloti Yamaha la fanno i ritiri: nei due anni in MotoGp (questo è il terzo affianco a Rossi) lo spagnolo non ha visto la bandiera a scacchi ben nove volte (otto ritiri più una non partenza per infortunio) contro la sola uscita definitiva del “Dottore”, ad Indianapolis 2009.
Chissà cosa ne penserà poi di questa statistica Casey Stoner, il cascatore per antonomasia del circus – non peraltro detto “Rolling Stoner” dai tempi della 250. L’australiano nello stesso arco di tempo si è ritirato solo due volte (non partendo in quattro gare lo scorso anno per problemi fisici). In questo mondiale conduce una caduta a zero, ma le occasioni per il sorpasso dello sciagurato Lorenzo – laghi esclusi – sono ancora tante.

Riccardo Marchese