Archivio mensile:luglio 2006

L’Italnuoto fa impazzire. Subito due ori

  Alessia Filippi è nata il 23-6-1987. Reuters

Sono cominciate nel migliore dei modi le gare in piscina dell’Europeo di Budapest.

Due ori e un argento dopo la prima giornata. Hanno fatto risuonare l’inno italiano nella piscina ungherese Alessia Filippi, capace di strabiliare nei 400 misti nuotando il quarto tempo di sempre (4’35”80) e la staffetta 4×100 stile libero maschile, composta da Calvi, Galenda, Vismara e Magnini, autore di un finale strepitoso che ha permesso la rimonta. La staffetta si è così riconfermata al primo posto in Europa, dopo la solita sofferenza per la qualificazione al mattino, battendo la Russia e la Francia.

C’è anche un’argento, prima medaglia in ordine cronologico in vasca, lo ha conquistato Massimiliano Rosolino nei 400 sl, gara vinta dal russo Prilukov, mentre Emiliano Brembilla, quattro volte campione europeo della distanza, ha fallito la qualificazione alla finale, cosa riuscita invece al giovanissimo Colbertaldo che ha chiuso al settimo posto.
Unico neo della giornata la non qualificazione della Filippi nella finale dei 200 dorso, gara nella quale era strafavorita. Ha pagato la stanchezza del doppio impegno, primeggiando paradossalmente nella gara che aveva curato di meno. Resta la grandissima soddisfazione di aver portato la prima medaglia d’oro del nuoto femminile nella storia degli Europei.
Domani al via anche i tuffi con il trampolino da 1 metro femminile, specialità che vide la Cagnotto bronzo due anni fa a Madrid. Toccherà a questo settore sostituire il nuoto in piscina che domani vedrà la sola Gemo impegnata in una finale.
Riccardo Marchese

 

Ferrari autoritaria. Doppietta in Germania

Massa e Schumacher, duello di champagne (Afp)Michael Schumacher si è aggiudicato il G.P. di Germania, dodicesima prova del mondiale di F1, davanti al compagno di squadra Felipe Massa. Quinto posto per Fernando Alonso, avversario diretto del tedesco per il titolo. Il distacco tra i due è ora sceso a 11 punti.
Le due Ferrari hanno sempre controllato la corsa, dimostrando di essere in questo momento di gran lunga superiori alle Renault.
Kimi Raikkonen, scattato dalla pole e rimasto in testa per i primi dieci giri, è salito sul terzo gradino del podio, unico obiettivo in questo momento alla portata della McLaren. Il pilota finlandese come previsto aveva poco carburante a bordo ed ha rifornito già al decimo giro, chiudendo con tre soste.
La tattica della Ferrari è stata invece quella dei due pit stop, come per la Renault.
Bravo oggi Button, quarto ritrova punti dopo cinque gare all’asciutto. Nota di merito anche per Jarno Trulli che partito dalla penultima fila è risalito fino alla settima posizione, alle spalle di Fisichella.
Il mondiale è realmente riaperto, con ottime prospettive di rimonta per la Ferrari, dieci punti di ritardo dalla Renault nella classifica costruttori, e per Schumacher che può entrare ancor di più nella storia di questo sport conquistando l’ottavo titolo di campione del mondo.
Riccardo Marchese

Un macigno sul Tour. Landis positivo

Floyd Landis, 30 anni, positivo all'antidoping. ApDifficile parlarne, difficile scriverne. Dopo aver raccontato la sua impresa, si scopre che proprio il giorno della vittoria a Morzine, diciassettesima tappa, con tanto di fuga solitaria, Floyd Landis era risultato “non negativo”.
La notizia è stata diffusa dalla sua squadra la Phonak, che ha prontamente richiesto le controanalisi; si tratterebbe di uno stimolante, peraltro facilmente rintracciabile ai controlli antidoping, ad aver incastrato il corridore americano.
A questo punto il tour, già martoriato dalle esclusioni di Basso, Ullrich, Vinokourov, Mancebo… e definito il più pulito di sempre, potrebbe andare allo spagnolo Pereiro Sio.
Si attendono sviluppi, ma comunque vada resterà l’ennesima macchia.
Riccardo Marchese
 

L’Italia del fondo non convince. Solo un bronzo

Simone Ercoli, 27 anni, è di Castelfiorentino. ReutersAgli Europei di nuoto di Budapest è arrivata la prima medaglia italiana. L’ha conquistata nella 5 km di fondo Simone Ercoli, bronzo anche al mondiale di Montreal l’anno scorso, dopo una gara che ci ha visti protagonisti. Nonostante ciò non c’è piena soddisfazione nel clan azzurro. Delusione soprattutto in ambito femminile per Vitale e LaPiana, sesta e settima nella 10 km, gara che sarà olimpica da Pechino.
L’impressione non positiva data ieri è stata purtroppo confermata nelle due gare odierne, dove i nostri atleti hanno ricommesso gli stessi errori: restare davanti ad aprire le acque spendendo energie facendo così sfruttare la scia agli avversari. E’ accaduto soprattutto nella gara maschile dove Ercoli si è portato dietro i tedeschi abili poi nello sprint lungo finale. Ha vinto ancora Lurz, autentico mattatore di questi primi due giorni con due ori. Il tedesco non intende fermarsi, ha annunciato infatti di volere una medaglia nei 1500 m. La Germania ha conquistato anche il secondo gradino del podio con Hein, bronzo ieri nella 10 km. Bravo comunque Ercoli che conquista la prima medaglia italiana, dopo aver avuto la meglio nel finale sul compagno Ferretti.
Nella gara femminile non riesce a confermare l’argento mondiale Federica Vitale. L’oro va alla tedesca Mauer che riesce a riprendere l’ungherese Kovacs, autrice di una lunga fuga. Ancora un bronzo per la Pechanova (R.Ceca).
Riccardo Marchese

Nuoto: al via gli europei di Budapest

Sono scattati questa mattina con le prime gare di fondo gli europei di nuoto di Budapest (nell’immagine il logo della manifestazione).
La capitale ungherese ospita la ventottesima edizione della rassegna continentale.
Assegnati i primi titoli con gli azzurri purtroppo fuori dal podio sia nella 5 km femminile che nella 10 km maschile. Fra le donne l’oro va alla russa Seliverstova, davanti alla francese Dietrich e l’altra russa Ilchenko, bronzo ex aequo con la ceca Pechanova. Migliore delle italiane Martina Grimaldi, giunta sesta davanti ad Alessia Paoloni.
Nella gara maschile grande protagonista il nostro Righi, al comando per più di otto chilometri, ma alla fine solo sesto. La spunta il tedesco Lurz, già campione del mondo della distanza più breve, che precede l’olandese Van der Weyde e l’altro tedesco Hein. Delusione per Fabio Venturini arrivato quindicesimo.
Domani si invertono le distanze con la 5 km maschile e la 10 km femminile. Possibile la prima medaglia azzurra. Avremo in gara Ercoli, Pampana e Ferretti tra gli uomini e La Piana, Vitale e Crestacci tra le donne.
Le gare in piscina cominceranno lunedì.
Riccardo Marchese

Rossi non c’è più. Negli Usa vince Hayden

Vale guarda perplesso la sua moto: è costretto a rientrare ai box a piedi. MilagroSvanisce in una notte d’estate il sogno mondiale di Valentino Rossi. Notte che è sembrata calare anche a Laguna Seca quando mancavano tre giri alla bandiera a scacchi. Ancora una volta la sua Yamaha lo ha tradito, come lo hanno tradito le gomme. Vince Hayden, che qui aveva dominato anche l’anno scorso, e trova punti pesanti per il mondiale che è sempre più nelle sue mani.
Secondo a Laguna Seca ,così come in classifica, è Pedrosa, con relativa doppietta per la Honda ufficiale HRC.
Sale sul podio dopo una bella corsa Marco Melandri, capace di recuperare nel finale quando il serbatoio della sua moto si svuota. Terzo in gara e terzo nel mondiale è lui ora il miglior italiano distanziato da Kentucky Kid di 44 punti.
Prova mediocre della Ducati, con Loris Capirossi ottavo. L’impressione è che non sia solo un problema di gomme, le Suzuki gommate Bridgestone hanno concluso più avanti.
Desaparecido Colin Edwards, protagonista un anno fa, era atteso sul tracciato di casa, ma ha deluso le aspettative. Brutta tegola per la Yamaha che prende punti da Carlos Checa settimo, e vede il modiale costruttori allontanarsi, 65 punti più su c’è la Honda.
Qualcosa meno in termini di distacco per Valentino Rossi, quarto con 51 punti da recuperare. Serve un miracolo, perché mancano solo sei gare alla fine della stagione. E’ con questo interrogativo che il motomondiale va in vacanza. Si riprenderà il 20 agosto con il G.P. della R.Ceca a Brno.
Riccardo Marchese

Landis il Tour è tuo. E Cunego tiene la maglia bianca

Il Tour de France è suo. Afp
Dopo il settennato di Lance Armstrong un altro americano scrive il suo nome nell’albo d’oro del Tour de France. Si tratta di Floyd Landis che assecondando le previsioni della vigilia sfrutta la cronometro per tornare in possesso della maglia gialla che domani porterà a Parigi.
La tappa odierna, vinta dall’ucraino della T-Mobile Gonchar, ha consacrato anche Damiano Cunego, capace di conservare la maglia bianca attraverso una cronometro superba, decimo all’arrivo, il veronese ha guadagnato una trentina di secondi sull’avversario diretto nella speciale classifica dei giovani il tedesco Fothen, ottimo cronoman già campione under 23 della specialità. 
Cambia anche il podio: alle spalle di Landis c’è Pereiro Sio, secondo ma contento, e chi non lo sarebbe dopo aver perso mezz’ora nella prima tappa pirenaica ed essere rientrato in classifica grazie ad una fuga bidone, terzo sale Kloden, ottima la sua crono secondo solo al compagno di squadra Gonchar, scivola fuori invece Sastre, piuttosto male oggi è ora quarto della generale.
Domani passerella finale sui Campi Elisi, o Champs-Elysèes se preferite, con il nostro Damiano Cunego premiato accanto a Landis (maglia gialla), McEwen (maglia verde) e Rasmussen (maglia a pois).

Tour: finalmente vittoria italiana

Matteo Tosatto, 32 anni, della Quick Step. ReutersSi è dovuti attendere la terzultima tappa di questo tour per vedere un atleta azzurro primeggiare.
E’ toccato a Matteo Tosatto, trentaduenne in forza alla Quick Step, che ha battuto allo sprint un altro italiano, il mantovano Christian Moreni (Cofidis). I due facevano parte di una fuga di quindici uomini, dalla quale sono scattati insieme al tedesco Sholtz della Gerolsteiner quando al traguardo mancavano una ventina di chilometri.
Tosatto era venuto al tour come gregario di Boonen, ma il ritiro del suo capitano gli ha dato la possibilità di entrare in un’azione da lontano. Possibilità immediatamente sfruttata dal corridore veneto che ha ottenuto sul traguardo di Mâcon la più importante vittoria della carriera.
Bravo anche Manuel Quinziato, che era nella fuga dei quindici, l’atleta della Liquigas, già protagonista di altre azioni da lontane, è giunto quarto all’arrivo.
La classifica generale resta invariata con Pereiro Sio in maglia gialla. Decisiva la cronometro di domani.
                       

Landis nella leggenda del Tour

La grinta di Landis all'arrivo. Con l'impresa di oggi risale in terza posizione nella classifica generale (ieri era scivolato in undicesima) ed è di nuovo in corsa per la vittoria finale (anche perché sabato c'è la cronometro, dove è molto forte). ReutersDegno dell’oscar per la miglior sceneggiatura il tour ha vissuto oggi una giornata storica. Dopo l’impresa di Rasmussen, le Alpi incoronano Floyd Landis. Nessuno avrebbe più scommesso sull’americano visto il distacco accumulato ieri, quasi undici minuti, invece l’atleta della Phonak ha reagito con orgoglio tornando in gioco per la vittoria finale. Un’azione epica la sua, di ciclismo d’altri tempi, cominciata quando al traguardo mancavano 150 Km. Gli avversari lasciano fare visto il cospicuo distacco in classifica, ma Landis non vuole solo vincere la tappa, vuole strabiliare, vuole rimettersi in gioco per qualcosa di più importante. Questo gli avversari non lo capiscono, stanno insieme in gruppo mentre il vantaggio dell’americano arriva a sfiorare i dieci minuti. Un uomo solo davanti sembra non far paura, così il buon Landis, doma un colle dopo l’altro, raggiunge e stacca chi era andato in fuga prima di lui e si presenta ai piedi dell’ultima salita, il Col de Joux-Plane asperità più dura di giornata, con sei minuti e mezzo di vantaggio sul gruppo maglia gialla. Come accaduto durante tutto il Tour gli uomini di classifica si danno battaglia solo sull’ultima ascesa, parte Sastre che si dimostra il più aggressivo, dietro di lui soffrono Kloden, Evans e Menchov, mentre sorprende la tenuta di Pereiro Sio che riesce a conservare la maglia di leader della classifica. Una classifica mai così corta nella storia del Tour a sole tre tappe dalla fine: dietro Pereiro c’è Sastre a 12 secondi e Landis a 30.
Brillante anche oggi Damiano Cunego, quarto al traguardo, riesce a sfilare al tedesco Fothen della Gerolsteiner la maglia bianca di miglior giovane. Difficile per il veronese portarla a Parigi per via della cronometro di sabato che deciderà questo Tour mai così incerto.

Rasmussen impresa d’altri tempi

  Rasmussen ce la fa: per lui 176 km di fuga ed esultanza che ricorda quella di Pantani nella tappa che nel 1998 arrivava a Les Deux Alpes. Ansa

Una pagina di ciclismo indimenticabile quella che ha scritto oggi Michael Rasmussen corridore danese della Rabobank che dopo una fuga di 176 Km, di cui buona parte trascorsi in solitudine, ha vinto la 16ª tappa del Tour, conquistando anche la maglia a pois. Un successo che rischia di passare in secondo piano visto lo sconquasso avutosi nella classifica generale. Tutto accade sulla salita finale quando all’arrivo mancano undici Km, è lì che Floyd Landis, fino ad oggi padrone della corsa, crolla. L’occasione è ghiotta lo capisce dapprima Sastre (CSC), che scatta, quindi Kloden (T-Mobile), che mette i suoi uomini a tirare, e Pereiro Sio (CdE), che decide di non mollare. Resta con i migliori anche Cadel Evans (Lotto) e per un po’ Damiano Cunego, che riapre la classifica per la maglia bianca del miglior giovane, mentre si stacca Menchov. Landis accumula minuti su minuti, al traguardo saranno dieci, mentre dietro Rasmussen arriva Sastre con un ritardo di 1’e 41’’. Terzo Pereiro Sio che batte allo sprint Kloden ed Evans e si riprende la maglia gialla. Ora guida la classifica con quasi due minuti di vantaggio su Sastre e due e mezzo su Kloden, mentre Landis scivola in undicesima posizione.