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Addio a Mennea, re azzurro dello sprint

Si è spento questa mattina in una clinica romana Pietro Mennea, 60 anni, da mesi affetto da un male incurabile. Fu medaglia d’oro olimpica nei 200 metri a Mosca 1980 e primatista mondiale sulla stessa distanza per ben 17 anni. 

Video da Archeologia dello Sport

Londra 2012 – Bronzi azzurri: timbrano atletica e nuoto

Martina Grimaldi è terza nella 10 km di fondo, prima medaglia della spedizione azzurra dal nuoto. Nel salto triplo storica medaglia di bronzo per Fabrizio Donato (17.48). Quinta Josefa Idem nella sua decima finale olimpica. Italia a quota 19 medaglie.

Il sito ufficiale dell’Olimpiade Londra 2012

Londra2012 – Fuori Salis nel martello e Meucci nei 5000

Nessuna gioia per l’Italia dalle qualificazioni di questa sesta giornata dell’atletica ai Giochi. Daniele Meucci corre nella batteria sbagliata (quella più lenta) e non riesce ad entrare fra i 15 finalisti. Male Silvia Salis nel lancio del martello: l’azzurra è ultima con tre nulli.

Doppia eliminazione azzurra nella mattinata dell’atletica a Londra. Non passano in finale né Daniele Meucci nei 5000 metri, né Silvia Salis nel lancio del martello. Nel tardo pomeriggio toccherà ad Emanuele Abate provare il miracolo per entrare nella finale dei 110 ostacoli.

Solita gara tattica nella prima delle due batterie dei 5000 metri, in cui è anche l’italiano Daniele Meucci. I migliori restano compatti, il ritmo è lento ma il cronometro corre. L’azzurro resta nel gruppetto di testa fino all’ultimo giro, quando inevitabilmente chi ha il cambio di passo va via. Meucci fa il massimo ma arriva sul traguardo ottavo in 13’28″71.
La seconda batteria ha i suoi riferimenti, andar veloce vorrebbe dire allargare i posti a disposizione per la finale da cinque a dieci (passano i primi 5 di ogni serie e i migliori 5 tempi totali) e così il gruppo si adegua. Passo sostenuto e tempi di ripescaggio sono tutti qui. Nel riepilogo complessivo Daniele Meucci è ventiduesimo. I migliori sono gli etiopi Gebremeskel e Alamirew.

Eliminata in fretta anche Silvia Salis nel lancio del martello. L’avvenente azzurra fa due nulli (il secondo, misurato dai giudici, è intorno ai 10 metri) e nel terzo e decisivo tentativo fa toccare ancora il martello lungo la rete della gabbia e preferisce annullare un lancio comunque inferiore ai 65 metri. Come agli Europei di Helsinki, la martellista torna a casa senza una misura valida nelle qualificazioni (a patto di non voler considerare questo 10.84). Per essere tra le migliori 12 serviva avvicinare i 70 metri.

Il sito ufficiale dell’Olimpiade Londra 2012

Riccardo Marchese
(per Vavel Italia)

Londra 2012 – Abate ok, Romagnolo e i triplisti in finale

Mattinata densa per i colori azzurri. Emanuele Abate (13″46) strappa la qualificazione per le semifinali dei 110 hs. Fabrizio Donato (16.86) e Daniele Greco (17.00) avanti senza problemi nel triplo. Brava Elena Romagnolo: fa il proprio personale (15’06″38) e va in finale nei 5000.

L’atletica italiana prova a rialzarsi dopo la terribile mazzata della positività di Alex Schwazer all’EPO. Il primo azzurro a scendere in pista è l’ostacolista Emanuele Abate, 27 anni, primatista italiano della specialità con un 13″28 corso a Torino lo scorso giugno. Abate (ancora una volta innervosito da un giudice prima della partenza per la posizione dei piedi sul blocchetto) non impressiona: si distende lentamente, abbatte più ostacoli e chiude al quarto posto la propria batteria col tempo di 13″46, a soli tre centesimi dalla qualificazione diretta. Tuttavia il suo crono – il migliore fra quelli da ripescare – gli garantisce l’accesso in semifinale.
Clamorosa l’eliminazione del cinese Xiang Liu, il secondo nelle graduatorie stagionali: la medaglia d’oro di Atene 2004 sbatte contro il primo ostacolo, mette male il piede e come a Pechino (quando fu vero dramma nazionale) non porta a termine la propria batteria. Il migliore della mattina, nonché il migliore e più costante di tutta la stagione, è l’americano Aries Merritt con 13″07. Semifinali domani sera alle 20.15.

Tre italiane impegnate nelle due batterie dei 5000 metri femminili. Nella prima Silvia Weissteiner lotta con grande coraggio e vede le big scappare via solo nella volata finale: settimo posto per l’azzurra con 15’06″81, suo primato stagionale. Nella seconda serie male la naturalizzata italiana Nadia Ejjafini che si lascia staccare definitivamente dal gruppo di testa a tre giri dalla fine (chiuderà con 15’24″70), mentre Elena Romagnolo resta attaccata con le unghie alle migliori e il suo 15’06″38 (nuovo primato personale) diventa il crono della beffa per Silvia Weissteiner: avanti Romagnolo con l’ultimo tempo di ripescaggio, fuori le altre due azzurre.

In contemporanea alla fatica delle ragazze dei 5000 si salta per l’accesso nella finale del salto triplo uomini, gara in cui l’Italia ripone tutte le sue speranze di una medaglia olimpica nell’atletica (l’unico jolly potrebbe essere la veterana Elisa Rigaudo nella 20 km di marcia).
Partono bene gli azzurri con un 17.00 di Daniele Greco e un 16.86 di Fabrizio Donato, misure che non danno la qualificazione diretta (serviva 17.10) ma che mettono i due portacolori italiani nella più classica delle botti di ferro (avanzano i migliori 12). Gli altri non volano e allora i nostri preferiscono passare il secondo e il terzo tentativo per non sprecare energie o rischiare infortuni, vista soprattutto la tenuta fisica non eccellente del campione europeo in carica Donato. Appuntamento con la storia per il 9 agosto dalle 20.20.

Il sito ufficiale dell’Olimpiade Londra 2012

Riccardo Marchese
(per Vavel Italia)

Londra 2012 – Eliminati Bencosme e Grenot

Nei 400 ostacoli eliminazione per José Bencosme che si piazza al 6° posto nella propria semifinale con 50″07. Fa meglio Libania Grenot: chiude terza la propria serie nei 400 metri con 51″18, ma è fuori con il terzo tempo di ripescaggio (passavano i primi due).

Semifinali senza gioie per l’Italia dell’atletica: vanno fuori sia il giovane Bencosme nei 400 ostacoli che la più accreditata Libania Grenot nei 400 metri.

BENCOSME – Sarebbe stata un’impresa sportiva per il ventenne azzurro José Bencosme trovare posto fra gli otto finalisti dei 400 ostacoli. Dopo l’incoraggiante 49″35 in batteria (a soli due centesimi dal suo personale), l’atleta di origine dominicana parte forte, ma commette un errore su un ostacolo in curva e si disunisce. Sesto al traguardo, con 50″07 chiude al 18° posto complessivo. Il miglior tempo assoluto è del dominicano (anche di passaporto) Felix Sanchez (47″76).

GRENOT – Buona gara di Libania Grenot nelle semifinali dei 400 metri. L’azzurra parte benissimo, soffre nel rettilineo finale e chiude al terzo posto con 51″18. Il suo tempo non le garantisce però un ripescaggio (passavano le prime due di ognuna delle tre semifinale e i due migliori tempi). Per entrare in finale serviva correre con due decimi di meno, cioè rifare il proprio migliore della stagione (50″92 a Clermont in giugno). In tre vanno sotto i 50″: sono la russa Krivoshapka, la statunitense Trotter e la giamaicana Williams-Mills.

Il sito ufficiale dell’Olimpiade Londra 2012

Riccardo Marchese
(per Vavel Italia)

Londra 2012 – Via all’atletica: Floriani in finale siepi

Tocca all’atletica e c’è subito tanto azzurro: male La Mantia nel salto triplo, avanzano alle semifinale Grenot nei 400 (52″13) e Bencosme nei 400 hs (49″35). Sorpresa Floriani nelle siepi: è in finale dopo un incredibile 2° posto in batteria. Avanti Vizzoni nel martello (74.79).

C’è una buona concentrazione d’azzurro nella prima mattina di gare olimpiche dell’atletica leggera. I risultati sono alterni, le aspettative di medaglie tricolori sono riservate ai triplisti Daniele Greco e Fabrizio Donato, e alla marcia, con Alex Schwarzer in prima fila. Difficile aspettarsi altre sorprese.

Si parte con il triplo femminile, gara in cui l’Italia è rappresentata da Simona La Mantia. La siciliana, medaglia d’argento europea due anni fa a Barcellona, non va oltre i 13 metri e 92, una misura che non le consente di rientrare fra le migliori dodici. La qualificazione, fissata di diritto a 14.40, scende fino al 14.16 della slovena Sestak. Il salto più lungo è il 14.79 della kazaka Rypakova

Bene invece nel giro di pista, con e senza ostacoli. José Bencosme è terzo nella propria batteria dei 400 ostacoli e si qualifica pertanto di diritto alle semifinali. Il suo 49″35 è il 17° crono totale. Avanti senza problemi anche Libania Grenot nei 400: terzo posto anche per l’atleta di origine cubana che chiude in pieno controllo la propria serie in 52″13. Dalle semifinali si comincerà a fare sul serio.

Si fa sul serio da subito invece nei 3000 siepi. Si cercano i pass per la finale e uno lo conquista con grande tenacia e determinazione l’azzurro Yuri Floriani. Sempre nelle posizioni di vertice, il trentino delle Fiamme Gialle esce alla grande nell’ultimo giro e finisce alle spalle solo del campione olimpico in carica Brimin Kipruto. Tempi alti (8’29″01 per l’azzurro) ma ciò che contava era arrivare nei primi quattro: missione compiuta!

Si qualifica per la finale anche il capitano della Nazionale azzura: Nicola Vizzoni lancia il suo martello a 74.79, decima misura assoluta (risultati modesti anche per la pedana bagnata). Fuori l’altro italiano Lorenzo Povegliano la cui miglior misura è 71.55.

Il sito ufficiale dell’Olimpiade Londra 2012

Riccardo Marchese
(per Vavel Italia)

Helsinki2012 – Italia senza acuti, si chiude con tre podi

Nell’ultima giornata dei Campionati europei di atletica leggera di Helsinki il miglior risultato degli azzurri è il quinto posto di Emanuele Abate nei 110 ostacoli. Ritiro per Nadia Ejjafini nei 10000, solo ottavo Abdellah Haidane nei 1500. Super Lavillenie nell’asta (5.97!).

Nessuna medaglia per l’Italia dell’atletica nella giornata conclusiva degli Europei di Helsinki. D’altronde con la disastrosa eliminazione della staffetta 4×100 maschile in batteria le speranze di podio erano piuttosto flebili. Si chiude dunque con tre medaglie: una da chi salta, una di chi corre, una di chi lancia. La nota incoraggiante verso Londra (dove ritroveremo Alex Schwazer e Antonietta Di Martino) è lo strepitoso stato di forma di Fabrizio Donato.

10000 – Resta il rammarico per la gara di Nadia Ejjafini. Dopo il buon sesto posto nei meno suoi 5000 era lecito attendersi un salto di qualità sulla doppia distanza. E così sembrava fino a 9 giri dalla fine, con la marocchina naturalizzata italiana padrona della corsa fra accelerazioni e fasi di controllo. All’improvviso però ecco il ritiro, inaspettato e doloroso. Campo libero per la fuga della portoghese Felix, nuova campionessa europea in 31’44″75. Ottava Elena Romagnolo in 32’42″31.

ABATE – Il miglior risultato del giorno per la squadra azzurra arriva nei 110 ostacoli. Doppio turno per Emanuele Abate che in semifinale firma il quarto tempo complessivo (13″39) peggiorandosi però nella gara che vale le medaglie: con 13″43 è quinto, mentre per il podio serviva il record italiano. Oro al solido russo Shubenkov in 13″16 (dopo un eccezionale 13″09 in semifinale).

SPETTACOLO ASTA – Esce subito di scena l’azzurro Claudio Stecchi nella finale del salto con l’asta: fuori con tre errori alla quota di 5.50 dopo essersi qualificato con un incoraggiante 5.55. La gara si accende incredibilmente nel finale con uno spettacolare testa a testa tra il francese Renaud Lavallinie e il tedesco Bjorn Otto. A suon di migliori prestazioni mondiali la spunta il transalpino che sale fino a 5.97, mentre il tedesco si ferma a 5.92. È questa, di gran lunga, la gara più interessante sotto il profilo tecnico di tutto l’Europeo finlandese.

IL RESTO – Ci ha provato fino alla fine ma gli è mancata proprio la volata: Abdellah Haidane ha chiuso all’ottavo posto i 1500 dopo una gara di vertice fino ai meno 200 metri. Tempi alti, gara di conservazione e sorpresa finale con l’oro al norvegese Ingebrigtsen (3’46″20). Male nel lancio del disco l’azzurra Tamara Apostolico, ultima con un modesto 56.15. Titolo continentale alla croata Perkovic con la misura di 67.62.
Sorpresa nella finale della 4×100 uomini con la Francia battuta sia dall’Olanda (oro in 38″34) che dalla Germania. Pagata a caro prezzo dai transalpini l’assenza del numero 2 della staffetta Vicaut.

BILANCIO TRICOLORE – L’Italia torna da Helsinki con tre medaglie e due pass olimpici: un set completo di metalli con l’oro di Fabrizio Donato nel salto triplo, l’argento di Daniele Meucci nei 10000 e il bronzo di Chiara Rosa nel getto del peso. Conquistano invece un biglietto per Londra la giovane Gloria Hooper nei 200 e Nadia Ejjafini nei 5000 (che all’Olimpiade dovrebbe competere anche nei 10000). L’ultima occasione per centrare il minimo olimpico saranno i Campionati italiani assoluti di Bressanone (6-8 luglio).

Riccardo Marchese
(per Vavel Italia)

Helsinki 2012 – Donato il triplo è d’oro!

Sotto la pioggia di Helsinki, Fabrizio Donato si prende il titolo europeo del salto triplo con uno strepitoso 17.63 al primo tentativo. Nei 10000 Daniele Meucci è medaglia d’argento dietro il kenyano naturalizzato turco Arikan. L’Italia sale a quota tre podi.

Fabrizio Donato oro nel salto triplo, Daniele Meucci argento nei 10000. Due medaglie che unite al bronzo ottenuto ieri da Chiara Rosa nel getto del peso completano la collezione azzurra di metalli in questo Campionato europeo di atletica di Helsinki. L’Italia è viva anche senza le sue stelle, anzi forse ne riscopre una. Deludono invece le staffette: fuori quattro su quattro e fa male soprattutto l’esclusione di quella veloce maschile, senza dubbio la più competitiva.
Da segnalere che con la prova da fenomeno di Donato nel triplo l’Italia ritrova una medaglia d’oro europea attesa 6 anni, dopo lo storico digiuno di Barcellona 2010.

FABRIZIO SHOW – A Londra 2012 per una medaglia, senza paure, senza dubbi. Se Fabrizio Donato dovesse conservare lo stato di forma visto qui ad Helsinki, fra un mesetto ci sarà da divertirsi davvero. Miglior prestazione al mondo dell’anno, aspettando i trials americani e tenendo in giusta considerazione quei 2,8 metri di vento a favore che marchiano il suo straordinario 17.63 come salto ventoso, e quindi fuori dalle statistiche classiche dell’atletica (sarebbe stato anche il nuovo record italiano).

LA GARA – Pronti via e l’ucraino El-Sheryf piazza un 17.28 che può mettere pressione al gruppo. Fabrizio Donato, unico ad essere andato sopra i 17 metri nelle qualificazioni, sembra non soffrirne: al primo tentativo arriva la zampata del campione, un 17.63 con troppo vento a favore per migliorare il record italiano (17.60 già suo, datato 2000), ma un salto che basta per ammazzare la gara ed ammattire gli avversari. La seconda prova è di dieci centimetri più corta, ma stavolta scompare il vento e allora si entra di diritto nelle graduatorie stagionali: 17.53 è la seconda prestazione dell’anno ex aequo, il successivo 17.49 è la conferma di uno stato di forma assoluto.
La gara è già chiusa, nessuno può impensierire questo Donato che allora prova a forzare cercando di arrivare al record italiano. Le condizioni però non sono delle migliori. Il vento si abbassa e la pedana bagnata non aiuta: arrivano un nullo e altre due misure inferiori, alla ricerca di soluzioni diverse. Dietro l’azzurro, El-Sheryf è secondo grazie al 17.28 d’esordio mentre nessun altro supera la soglia dei 17 metri. Bronzo al bielorusso Tsapik (16.97), con l’altro italiano Fabrizio Schembri decimo con 16.40.

10000 – Si conferma sul podio europeo della gara più lunga in pista Daniele Meucci, secondo nei 10000 metri dietro il turco Arikan, già medaglia di bronzo sui 5000. Passo lento e solito gioco tattico, la gara si infiamma solo agli ultimi giri e l’azzurro si gioca la volata fino in fondo dopo la beffa della mezza distanza (fuori dai primi tre per soli 6 centesimi). Stavolta va meglio, Meucci lotta sul rettilineo finale e chiude secondo in 28’22″73 battendo il russo Rybakov. Un passo avanti dopo il bronzo di due anni fa a Barcellona. Dodicesimo posto per Stefano La Rosa (29’02″53).

MATTINO – Eppure la giornata della doppia medaglia era iniziata malissimo per i colori azzurri con l’eliminazione in batteria della staffetta 4×100 maschile, che fu medaglia d’argento con record italiano agli ultimi Europei di Barcellona. Un’incertezza nel cambio fra Simone Collio e Emanuele di Gregorio metteva subito fuori gioco gli azzurri, privandoli di una possibile medaglia. Out anche le ragazze della staffetta veloce (decime in 43”90), mentre si qualificavano per la finale il giovane Claudio Stecchi nel salto con l’asta (5.55), il da poco italiano Abdellah Haidane nei 1500 (3’41”61) e Tamara Apostolico nel lancio del disco (56.95).
Avanti in semifinale anche i due azzurri nei 110 ostacoli: Emanuele Abate è terzo nella sua batteria con un 13”61 controllato, pass immediato senza ricorrere ai ripescaggi anche per Paolo Dal Molin in 13”68.

STAFFETTE KO – Dopo l’eliminazione delle due 4×100 nelle batterie-semifinali del mattino, arrivano alla sera le debacle delle due 4×400. Gli uomini chiudono al nono posto complessivo in 3’08″78 senza Marco Vistalli, fermo per il fastidio accusato ieri prima della finale individuale. Decimo posto per le donne, che sono solo seste nella propria batteria in 3’31″64.

IL RESTO – Nicola Vizzoni comincia bene con un 75.13 la finale del lancio del martello. La condizione di pedana bagnata non dispiace al capitano della nazionale italiana che però non ha il ritmo per un’intera serie da 6 lanci. Dopo il più 75, arrivano tre tentativi tutti di poco al di sotto di questa soglia, quindi un lancio corto annullato e un tentativo solo abbozzato in chiusura. Finisce quinto, mentre il titolo va all’ungherese Pars (79.72).
Sono addirittura due le azzurre nella finale dei 100 ostacoli, vinti dalla turca Yanit (12″81): Marzia Caravelli è sesta in 13″11, Micol Cattaneo chiude ottava in 13″16. Infine settimo posto per Diego Marani (21″26) nei 200. Oro all’olandese Martina (20″42).

Riccardo Marchese
(per Vavel Italia)

Helsinki 2012 – Prima gioia azzurra

Alla terza giornata di gare arriva la prima medaglia per l’Italia agli Europei di Atletica di Helsinki: Chiara Rosa è terza nella finale di getto del peso con la misura di 18.47. Delusione per il quarto posto di Simona La Mantia nel salto triplo e il sesto di Libania Grenot nei 400.

Ci sono voluti tre giorni all’Italia dell’atletica per sbloccarsi e far comparire la bandiera tricolore nel medagliere di questi Campionati europei di Helsinki. Dopo il quinto posto di Daniele Meucci nei 5000 metri e il sesto con tanto di pass olimpico per Nadia Ejjafini sulla stessa distanza, arriva il primo podio grazie alla pesista Chiara Rosa, bronzo con la misura di 18.47 alle spalle della tedesca Nadine Kleinert (19.18) e della russa Irina Tarasova (18.91).

CIELO ROSA – “Cosa prevedo per domani? Cielo azzurro con sprazzi di Rosa”. Giocava con le parole la sempre briosa Chiara Rosa dopo la sua qualificazione alla finale, ottenuta ieri con un solo lancio: 17.89 e via a riposare per l’occasione della vita. L’assenza delle pesiste bielorusse e delle prime linee russe aveva aperto infatti scenari nuovi, lasciando dei vuoti da riempire. Si è fatta trovare pronta Chiara Rosa e di ciò le va dato merito al di là del semplice dato tecnico.
Partenza in salita per l’atleta padovana con un nullo al primo tentativo. Con il secondo arriva invece un 17.95 che vale la quasi sicurezza di essere fra le prime 8 atlete al termine del terzo giro, cioè in posizione utile per accedere agli ulteriori tre lanci di finale. E qui la musica cambia: prima con 18.26 l’azzurra sale dalla sesta alla quarta posizione, poi al quinto tentativo scavalca la tedesca Terlecki con un discreto 18.47 (misura comunque lontana dal suo primato personale, 19.15 che è anche record italiano). Con l’ultimo lancio Chiara Rosa non si migliora, ma non lo fanno neppure le atlete che inseguono, ed allora è medaglia. La prima per l’Italia ad Helsinki, la prima veramente importante per la pesista veneta a livello internazionale.

HOOPER A LONDRA –  Non ottiene la finale al pomeriggio (squalificata con tempo comunque alto), ma grazie al 22″95 del mattino, la giovanissima azzurra d’origine ghanese Gloria Hooper (anno di nascita 1992!) stacca il pass per l’Olimpiade nei 200 metri. È la seconda atleta italiana, dopo Nadia Ejjafini nei 5000, ad andare sotto il minimo A qui ad Helsinki, conquistando un posto per Londra.

AZZURRI – Sempre sui 200 bene Diego Marani, autore di un 20″83 che vale il secondo tempo di ripescaggio per l’accesso finale. Il settore lanci femminile regala la prima medaglia ma anche due pessime prove: Zahra Bani fa arrivare il suo giavellotto non oltre i 53.40 metri (chiudendo al 12° posto la finale vinta dall’ucraina Rebryk), Silvia Salis è addirittura eliminata nelle qualificazioni del lancio del martello dopo tre nulli. Avanti due ostacoliste su tre: Micol Cattaneo (13″07) e Marzia Caravelli (13″03) avanzano facilmente in semifinale nei 100 hs, fuori Giulia Pennella (13″43).
Buon quinto posto per il giovane saltatore in alto Gianmarco Tambreri (un altro classe ’92) arrivato su fino ai 2.24. L’oro va al britannico Grabarz (2.31). Si difendono i due italiani impegnati nella finale dei 3000 siepi vinti dal francese Mekhissi-Benabbad (8’33″23): Yuri Floriani (che ha già in tasca il biglietto per Londra) chiude al settimo posto (8’39″23), sfortunato l’altro azzurro Patrick Nasti, caduto nell’ultimo giro quando era in fase di rimonta e solo 15° al traguardo.

DISATTESE – Resta sul podio per lunghi tratti di gara ma poi è solo quarta nella finale del salto triplo Simona La Mantia (14.25 arrivato al primo tentativo). Oro con dominio all’ucraina Saladuha: il suo 14.99 è la miglior prestazione al mondo dell’anno.
Infine delude le attese della vigilia Libania Grenot (52″57) nei 400, solo sesta con una condotta di gara troppo azzardata: parte forte, illude di poter arrivare a qualcosa di importante ma viene risucchiata dal gruppo nel rettilineo conclusivo. Vince con un tempo inarrivabile per l’azzurra la svedese Hjelmer (51″13).

Riccardo Marchese
(per Vavel Italia)

Helsinki 2012 – Meucci che peccato…

Nella finale dei 5000, unica gara ad assegnare medaglie nella prima giornata degli Europei di Atletica, l’azzurro Daniele Meucci chiude quinto ad un soffio dal bronzo (solo 6 centesimi in una gara durata quasi 14 minuti!).

Perdere una medaglia europea in volata, per soli 6 centesimi, dopo aver corso 5000 metri, è lo scotto iniziale pagato dall’Italia a questa 21.a edizione dei Campionati europei di atletica, partiti oggi ad Helsinki in Finlandia.

BEFFA – Faticherà a prendere sonno nella notte scandinava Daniele Meucci, c’è da scommetterci: il suo 13’32″69 meritava maggior fortuna, non per la qualità in sé del crono, quanto per la tenacia messa in pista dall’atleta toscano nel finale di gara. L’ultimo mezzo giro è stato un piccolo capolavoro, una rimonta di rabbia e grinta, di gambe e polmoni. È finito attaccato a chi si giocava il bronzo, anzi staccato di un nulla.
Nel frattempo, davanti a tutti, il britannico Mo Farah (13’29″91) si prendeva con facilità il primo oro dei Campionati. Dietro di lui il tedesco Arne Gabius, poi il terzetto: con le ossa rotte ne esce anche il francese Yohan Durand, quarto a 2 centesimi dall’unico che può gioire, il keniano naturalizzato turco Polat Kemboi Arikan.
Meucci quinto, Stefano La Rosa undicesimo (13’41″99), l’esordiente azzurro Maksyme Obrubanskyy squalificato dopo una prova comunque incolore (piccola delusione dopo il 13’27″15 fatto registrare a Torino circa quindici giorni fa). Questo l’esito dell’unica finale della giornata che oltre all’amarezza per un podio sfumato lascia comunque le buone sensazioni di un Daniele Meucci competitivo in ottica 10000, la gara che meglio sa interpretare, quella in cui fu medaglia di bronzo a Barcellona 2010.

AZZURRI – Una sola finale ma una maratona di altre gare: il calendario compresso (dai soliti sette giorni a cinque) rende le sessioni eliminatorie interminabili e qualche scroscio di pioggia non agevola gli organizzatori.
Le prime azzurre impegnate sono le velociste. Fuori subito nei 100 Martina Amidei (11″60), mentre Audrey Alloh si ferma in semifinale (13° tempo in 11″51). Soffrono ma vanno in finale Zahra Bani nel giavellotto (ultima delle qualificate con 56.67) e Simona La Mantia nel salto triplo (14.14). Bene l’Italia sul giro di pista: avanti con due uomini (Vistalli e Valentini) e due donne (Grenot e Spacca), anche se i tempi sono migliorabili. Si qualifica per un pelo alle semifinali anche Manuela Gentili nei 400 ostacoli (57″10).
Accesso in finale per i siepisti azzurri Yuri Floriani e Patrick Nasti (9° e 10° tempo) e per Gianmarco Tamberi nel salto in alto (2.23). Ci sarà un italiano anche nella finale dei 100, già ipotecati dall’asso francese Lemaitre: Simone Collio (10″30) ha l’ultimo tempo di ripescaggio in semifinale, mentre sono eliminati Jacques Riparelli (10″33) e Fabio Cerutti (10″50 dopo il 10″36 del mattino).

Il sito ufficiale di Helsinki 2012

Riccardo Marchese
(per Vavel Italia)