Archivio mensile:gennaio 2013

Il punto sulla A – 22^ Giornata

Vibrante turno di campionato: la Juventus non va oltre il pari interno con il Genoa, mentre il Napoli passa a Parma e si riporta a 3 lunghezze dalla vetta. Il Chievo sorprende la Lazio all’Olimpico, il Milan espugna Bergamo. Vittorie pesanti per Catania, Udinese e Sampdoria. 

Non è stata di certo una giornata di campionato banale. Anzi. Le urla di Conte contro gli arbitri alla fine di Juventus-Genoa e le scriteriate allusioni di Marotta nel post-partita (sulle origini del direttore di gara) ci restituiscono la fedele immagine di cosa stia diventando il pallone nostrano. Ogni settimana un gradino più in basso: dai campioni che vanno via, al razzismo negli stadi (che intanto continuano inesorabilmente a svuotarsi), fino alle beghe degne dei campionati amatoriali. Ma il pallone continua a rotolare.

Pareggia dunque la Juve, bloccata in casa dal primo Genoa di Ballardini e punita dall’ex Borriello. I bianconeri hanno raccolto solo 5 punti nelle ultime 4 partite, vedendo così crollare in questo mese di gennaio il proprio vantaggio in classifica (dopo la sosta natalizia sono già 5 i punti persi sul Napoli). Ma in questa terza giornata del girone di ritorno il rallentamento riguarda un po’ tutta la parte alta della graduatoria: tra le squadre che sabato occupavano le prime 7 posizioni vincono solo Napoli e Milan, mentre il Catania irrompe in zona vip superando la Roma.

Vittorie esterne complicate ma pesantissime per partenopei e rossoneri. Il Napoli fa cadere per la prima volta in stagione il Parma al Tardini: decidono Hamsik e Cavani su assist geniali rispettivamente di Dzemaili ed Insigne. Quinto risultato utile di fila per gli uomini di Mazzarri, che escono dunque dalla doppia trasferta Firenze-Parma con un bel bottino di 4 punti.
Continua la risalita del Milan, l’ultima vittima è l’Atalanta. La squadra di Colantuono, piombata in una crisi da 2 punti in 6 partite, cade per mano di El Shaarawy che festeggia quota 15 gol in campionato. Per gli orobici domenica match delicatissimo a Palermo.

I rossoneri di Allegri, in un solo pomeriggio, recuperano terreno su tutte le contendenti al terzo posto. La Lazio si fa imbrigliare dal disegno tattico di Corini e del suo Chievo, ed è punita oltremodo da una zampata di Paloschi. I biancocelesti perdono la propria l’imbattibilità dopo 11 turni di campionato e tornano alla sconfitta interna a distanza di quattro mesi (ultimo k.o. all’Olimpico lo 0-1 col Genoa il 23 settembre).

Non brilla neppure l’Inter, costretta al pareggio da un Torino più vivace e organizzato. Eppure per Stramaccioni si era messa bene, col vantaggio trovato su calcio di punizione da Chivu. Poi però la sindrome dell’interista-scartato si fa viva in Meggiorini: l’attaccante granata (esordio tra i professionisti proprio con la maglia nerazzurra nel lontano 2004) mette a segno la sua prima doppietta in serie A, tornando al gol nel massimo campionato dopo quasi un anno e mezzo. L’ultima rete? Con la maglia del Novara in uno storico 3-1 rifilato all’Inter! (sconfitta che costò la panchina a Gasperini).

Non tengono il passo la Fiorentina e la Roma, squadre nate con progetti (ed aspirazioni) diversi, ma unite in questo momento dalle difficoltà dei loro portieri e dalle scelte in tal senso fatte degli allenatori. I viola perdono ancora (terza sconfitta nelle ultime 4 gare) ed anche a Catania il giovane Neto ci mette del suo. Per gli etnei, invece, si tratta del terzo successo consecutivo, che li porta ad essere l’unica squadra a punteggio pieno nel girone di ritorno (con un solo gol subito negli ultimi 4 turni).
Torna a casa da Bologna con un punticino (3-3) la Roma di Goicoechea, disastroso e imputabile su tutti i tre gol subiti (sull’ultimo particolarmente). Così per la consueta difesa alta e inefficace di Zeman diventa durissima (sono già 38 i gol incassati, peggio ha fatto solo il Pescara).

L’unica squadra a secco di punti nel girone di ritorno è il Pescara. Gli abruzzesi vanno allo sbaraglio contro la Samp del talentuoso Icardi, il quale infila un personale poker nel largo 6-0 finale. Non sbaglia un colpo al Friuli l’Udinese: Muriel condanna il Siena e permette ai bianconeri di conquistare il decimo risultato positivo di fila casalingo (l’unico k.o. risale alla seconda giornata contro la Juve).
Infine pareggio d’attesa nel derby delle isole fra Cagliari e Palermo, due squadre che per i valori in rosa valgono molto di più della classifica che si ritrovano. La risalita, però, non sarà affatto facile.

         La Top 11 della giornata                                            Classifica Serie A – 22^ 

JUVENTUS 49
NAPOLI  46
LAZIO 43
INTER 40
MILAN 37
FIORENTINA 36
CATANIA 35
ROMA 34
UDINESE 33
PARMA 31
CHIEVO 28
TORINO (-1) 27
SAMPDORIA (-1) 24
ATALANTA (-2) 23
BOLOGNA 22
CAGLIARI 21
PESCARA 20
GENOA 18
PALERMO 17
SIENA (-6) 14

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Il punto sulla A – 21^ Giornata

Lazio e Napoli pareggiano in trasferta, mentre la Juventus strapazza l’Udinese e si riporta a +5. Bene Milan e Catania, colpaccio del Torino a Pescara, il Siena vince e spera ancora. Parità nell’atteso posticipo fra Roma e Inter.

Tornano i pareggi in Serie A: in questa seconda giornata del girone di ritorno si spartiscono la posta in palio in addirittura cinque casi (quanti erano stati i pari registrati in totale negli ultimi tre turni).

Weekend aperto proprio da un segno X, quello uscito dalla sfida tra Palermo e Lazio del Renzo Barbera. Gli uomini di Petkovic vanno avanti, si fanno sorpassare e solo nel finale riacciuffano il match con un rigore trasformato da Hernanes (già 8 reti in campionato), salvando così la lunga striscia di imbattibilità cominciata col derby vinto (sono 10 le partite senza sconfitta).

La Juve non sente il fiato dei biancocelesti sul collo ma non si lascia distrarre. Il match con l’Udinese dura il tempo di sbloccarlo e per riuscirci ci si affida a due sassate di Pogba. Se contro il Napoli il talento francese aveva sfoderato un mancino da cineteca, stavolta fa vedere di cosa è capace col suo piede preferito. Un mostro. Vucinic e Matri arrotondano e i bianconeri possono mettersi comodi a tavola per pranzare davanti a Fiorentina-Napoli.

L’uscita fuoritempo di De Sanctis è un rischioso boccone di traverso per i tifosi partenopei. Roncaglia ringrazia ed entra nell’esclusivo club degli autori di gol da centrocampo. Poi tocca al solito Cavani sistemare le cose: zuccata vincente e 100° gol in Serie A per l’uruguaiano, traguardo raggiunto a soli 25 anni. Chapeau!
Il resto è un riflesso di Neto su Pandev e un Mazzarri spregiudicato che nel finale inserisce Insigne per un difensore. Ma non basta. Finisce in parità e la Juve scappa a +5.

Alle spalle del trio di testa non accorcia l’Inter, fermata sull’1-1 all’Olimpico da una Roma bella a tratti, ma troppo distratta sottoporta e spesso sbilanciata in avanti (secondo il credo zemaniano). I nerazzurri, che salutano Sneijder passato ufficialmente al Galatasaray, tornano a fare punti in trasferta dopo 4 k.o. consecutivi.
Vince invece il Milan, capace di tessere (quasi senza farsi notare) una bella striscia di 4 successi di fila a San Siro. Contro il Bologna torna ad essere decisivo Pazzini (doppietta), quasi a rimarcare che i problemi dei rossoneri non sono nel reparto offensivo.

Dietro le “nuove sette sorelle” sale il Catania di Maran, che espugna Marassi e inasprisce la crisi del Genoa. Preziosi dà il benservito a Delneri (sulle cui idee aveva operato in fase di calciomercato) e si affida ora a Davide Ballardini, che già nel 2010/2011 prese i rossoblu in corsa, piazzandosi a metà classifica e vincendo due volte il derby.
Pochi scossoni nella parta bassa della graduatoria: il Siena, ultimo e reduce da 6 sconfitte consecutive, trova i 3 punti della speranza contro la Sampdoria e per mister Iachini è una piccola rivincita sulla squadra che non lo ha confermato dopo la promozione dello scorso anno.

Un punto a testa, invece, per Atalanta e Cagliari, con i sardi che ritrovano un risultato positivo lontano da casa dopo più di due mesi.
Vince e si tira fuori dalle acque agitate della bassa classifica il Torino: a Pescara sono decisivi gli esterni Santana e Cerci. Per i granata si tratta del quinto risultato utile consecutivo, unica squadra insieme al Catania ad aver vinto entrambe le gare del girone di ritorno.

         La Top 11 della giornata                                          Classifica Serie A – 21^ 

JUVENTUS 48
NAPOLI  43
LAZIO 43
INTER 39
FIORENTINA 36
MILAN 34
ROMA 33
CATANIA 32
PARMA 31
UDINESE 30
TORINO (-1) 26
CHIEVO 25
ATALANTA (-2) 23
BOLOGNA 21
SAMPDORIA (-1) 21
PESCARA 20
CAGLIARI 20
GENOA 17
PALERMO 16
SIENA (-6) 14

Serie A 2012/’13 – Le pagelle di metà campionato

Si apre con l’anticipo delle 18:00 fra Bologna e Chievo, il girone di ritorno della Serie A 2012/2013. Ma prima di ripartire diamo i voti alle 20 squadre di Serie A per quanto hanno fatto nel girone d’andata.

JUVENTUS 44 p. Dieci gare da schiacciasassi (con 28 punti conquistati sui 30 disponibili), poi 4 punti in 4 giornate a dar un minimo di speranza a chi insegue. Quindi un nuovo filotto di successi per ribadire la propria forza e infine il suicidio con la Samp. Tanti picchi e qualche caduta nel girone d’andata dei bianconeri che vivranno i prossimi mesi con l’incubo della frase “lo scudetto lo possiamo perdere solo noi”. VOTO 9

LAZIO 39 p. Per il terzo anno consecutivo i biancocelesti lottano nelle zone altissime della classifica. Il sogno Champions, sfuggito sul traguardo per due volte a Reja, può essere quest’anno alla portata del gruppo di Vladimir Petkovic. Il tecnico d’origine bosniaca è per ora una scommessa vinta dal presidete Lotito. VOTO 8,5

NAPOLI 37 p. (-2) Dieci punti in più (sul campo) rispetto al giro di boa dello scorso anno, quando però c’era la Champions a togliere energie ed esaltare l’ambiente. Ora ci pensa il solito Cavani: 16 gol a metà campionato, mai l’attaccante uruguaiano aveva fatto così bene!

A voler essere cattivi, troppe sono le occasioni sprecate al San Paolo (le rimonte subite da Torino, Milan e Bologna gridano vendetta). VOTO 8

FIORENTINA 35 p. L’aria di smobilitazione che si respirava a Firenze negli ultimi anni è un lontano ricordo. Chiuso definitivamente il ciclo Montolivo-Mutu-Gilardino-Prandelli, l’uomo della rinascita è Vincenzo Montella: il tecnico napoletano ha costruito – grazie agli sforzi della società – una perfetta macchina da calcio, una squadra dai piedi buoni e dal profilo innovativo. A lui il compito di inserire l’ultimo tassello, quel Giuseppe Rossi che è l’attaccante che mancava. VOTO 8,5

INTER 35 p. Rifondare una squadra non è mai cosa semplice. Farlo con ritardo peggiora le cose. L’Inter del triplete non esiste più e sarebbe ingiusto continuare ad accostarla al gruppo di Stramaccioni. I nerazzurri hanno dato un taglio netto al passato e alle spese folli, puntando sul rinnovamento e sui giovani.

Far cadere per primi l’imbattibilità dello Juventus Stadium vale almeno mezzo punto. VOTO 6

ROMA 32 p. D’accordo lo spettacolo del calcio zemaniano, ma perdere sette volte in un girone d’andata (e in sei occasioni subendo almeno 3 reti) sembra davvero troppo. Eppure i giallorossi hanno una rosa dal potenziale enorme, illeggiadrita da un Totti tornato alla forma degli anni migliori. Servirebbe maggiore equilibrio, ma non sarebbe più la Roma di Zeman.  VOTO 5,5

MILAN 30 p. Negli ultimi mesi qualcosa è cambiato, ma il senso della stagione rossonera resta legato alla disperata corsa verso il terzo posto. Rispetto ad anno fa i punti in meno sono 10, ma quello era un altro Milan. L’unica nota lieta è aver trovato pronto per il presente l’attaccante del futuro: Stephan El Shaarawy, classe ’92, 14 gol in campionato. Un talento da cui ripartire. VOTO 5

PARMA 29 p. Dietro le nuove sette sorelle della Serie A, gli emiliani provano a rievocare i tempi d’oro. Imbattuti al Tardini (unica squadra a non aver mai perso in casa) gli uomini di Donadoni hanno saputo reagire ad una partenza pericolosa ed hanno tutte le carte in regola per restare nella prima parte della classifica. VOTO 8

UDINESE 27 p. Finito il tempo dei miracoli, Guidolin si sta occupando dell’ordinario. I punti in meno rispetto ad un anno fa sono ben 11, ma allo stesso modo le soddisfazioni arrivano: l’ultima è lo sfavillante 3-0 inflitto all’Inter nel giorno dell’Epifania. Da una squadra che cede con costanza i suoi migliori tre elementi alla fine di ogni stagione non ci si può aspettare di più! VOTO 7

CATANIA 26 p. L’ossatura è quello dello scorso anno, tanto che il passaggio da Montella a Maran è avvenuto senza fare troppo rumore. Sulla consueta solidità interna (20 punti sono arrivati al Massimino) e sulle giocate dei talenti argentini gli etnei costruiranno l’ennesima salvezza, la settima consecutiva. VOTO 7

CHIEVO 24 p. Voto alto per i veronesi, ma soprattutto per mister Corini. Il cambio di ritmo è arrivato all’improvviso: dopo aver sempre perso in trasferta, il doppio colpo esterno a Genova (sponda rossoblu) e Cagliari ha cambiato l’inerzia della stagione. Il vantaggio da gestire sulla terzultima (+8) è molto confortante. VOTO 7,5

ATALANTA 22 p. (-2) Mal di trasferta, particolarmente acuto nell’ultima parte del girone. La diagnosi è chiara, anche perché i sintomi non lasciavano dubbi: 4 k.o. consecutivi lontano da Bergamo (serie aperta), 6 in totale dall’inizio della stagione. Gli orobici sono chiamati a rispondere da subito alle ultime brutte prestazioni e lo dovranno fare senza la spinta di Peluso sulla sinistra (passato alla Juventus) e senza il capitano Manfredini (passato al Genoa in cambio di Canini). VOTO 6,5

TORINO 20 p. (-1) Appaiato con le altre due neopromosse, il Toro di Ventura vira in perfetta media salvezza. Squadra organizzata, difesa attenta (solo un gol subito nelle ultime 3 partite), l’impressione è che manchi qualcosa in avanti, magari una seconda punta che possa affiancare Bianchi. VOTO 6,5

SAMPDORIA 20 p. (-1) Un girone d’andata dalle mille vite per i blucerchiati. La partenza sprint, poi le 7 sconfitte consecutive, la scossa data dal derby vinto, l’esonero di Ferrara dopo il doppio k.o. con Udinese e Catania, l’arrivo di Delio Rossi e l’impresa allo Juventus Stadium. Normalità cercasi. VOTO 6

PESCARA 20 p. Applausi per mister Bergodi. Con 9 punti nelle ultime 4 giornate gli abruzzesi possono guardare con fiducia al girone di ritorno, sperando magari in un paio di buoni colpi in sede di calciomercato. Lottare per la salvezza fino alle ultime giornate sarebbe un grande traguardo per un club che in estate ha perso Zeman, Verratti, Immobile e Insigne. VOTO 7

BOLOGNA 18 p. Andamento troppo altalenante per il gruppo di Pioli. La pausa – fra attesa e ripresa – non ha portato bene: a fine anno amara sconfitta interna contro il Parma, ad inizio 2013 k.o. col Genoa. Urge reazione a partire dalla gara al Dall’Ara contro il Chievo, nel match che aprirà sabato pomeriggio il girone di ritorno.  VOTO 5,5

GENOA 17 p. Per il terzo anno consecutivo la squadra del presidente Preziosi chiude la prima parte di campionato nelle zone basse della graduatoria. In realtà mai i rossoblu erano stati così in basso: nonostante la fondamentale vittoria nell’ultimo turno contro il Bologna, i punti in meno rispetto ad un anno fa sono ben 7. Il calciomercato invernale porterà l’ennesima rivoluzione. VOTO 4

CAGLIARI 16 p. Con 6 sconfitte consecutive e soli 2 punti conquistati nelle ultime 9 giornate (serie aperte) il Cagliari di Pulga e Lopez è crollato in classifica. L’ultima vittoria risale addirittura ad ottobre (4-2 al Siena) e chiuse un mese magico, fatto di 4 successi di fila. Senza quella striscia positiva i sardi sarebbero già spacciati. I problemi societari e le continue diatribe per lo stadio non aiutano l’ambiente. VOTO 4,5

PALERMO 15 p. Senza penalizzazioni altrui i siciliani sarebbero il fanalino di coda della Serie A. Dopo il solito esonero di Zamparini (via Sannino per Gasperini) poco è cambiato, basta pensare che nelle ultime 5 sfide sono arrivati un pareggio e 4 sconfitte. Serve intervenire sul mercato, palla dunque al bravo Lo Monaco, anche se acquisti come quello di Aronica non spostano gli equilibri. VOTO 4

SIENA 11 p. (-6) La buona partenza, con pronto rientro dalla pesante penalizzazione aveva illuso i tifosi. La serie aperta di 5 sconfitte consecutive ha fatto percipitare la situazione e il cambio in panchina (da Cosmi a Iachini) non ha per ora dato la fatidica scossa all’ambiente. Risalire sarà durissima. VOTO 5

Riccardo Marchese
(per Vavel Italia)

Il punto sulla A – 19^ Giornata

Grandi sorprese nel primo turno dopo la sosta natalizia: la Juventus cade clamorosamente in casa contro la Samp, l’Inter viene travolta ad Udine, mentre la Fiorentina perde la propria imbattibilità interna contro il Pescara. Nel posticipo larga vittoria del Napoli sulla Roma.

Turno ricco di sorprese quello dell’Epifania in Serie A. Dopo le scorpacciate di panettoni arriva una discreta dose di gol – 25 quelli messi a segno in questa prima giornata del 2013 – mentre c’è la conferma del trend di fine anno: la scomparsa dei pareggi (solo 7 segni X negli ultimi sei turni).

L’impresa della settimana la compie la Sampdoria di Delio Rossi che espugna lo Juventus Stadium, rimontando un gol con l’uomo in meno. Copertina per l’attaccante Mauro Icardi, già uomo-derby e autore a Torino della doppietta decisiva. I bianconeri chiudono il girone d’andata con 44 punti e un comunque rassicurante +5 sulle inseguitrici.

E se la ricercatissima anti-Juve fosse la Lazio? Dopo un lungo tira e molla fra Napoli e Inter, alle spalle dei bianconeri resiste e accorcia le distanze la squadra di Petkovic. Il nuovo anno è iniziato con una bella vittoria per i biancocelesti in rimonta (e fra le polemiche) contro il Cagliari. Al contrario i sardi sprofondano sempre di più in classifica: ora sono terzultimi con una serie di sei sconfitte consecutive.

Al terzo posto sale il Napoli, che senza penalizzazione sarebbe a pari punti con la Lazio in seconda piazza. I partenopei travolgono la Roma al “San Paolo” per 4-1 e per l’ennesima volta confermano di avere in rosa l’uomo in più dell’intero campionato: Cavani segna una tripletta (la sua sesta in assoluto in Serie A) e sale a quota 25 gol stagionali in 23 partite con la maglia azzurra (di cui 16 in campionato). Numeri da brividi.

Alle spalle del Napoli scivolano dunque Inter e Fiorentina. I nerazzurri cadono 3-0 ad Udine, per mano del solito Di Natale (doppietta), mentre i viola perdono la propria imbattibilità interna contro il Pescara. Sconfitte amare ma diverse: a sbarrare la strada agli uomini di Montella è soprattutto uno straordinario Perin, autore di parate sensazionali. Più dura invece, sotto il profilo del gioco, la debacle interista.

Giornata favorevole dunque al Milan che approfitta dei rallentamenti davanti a sé e torna a sperare in un posto per l’Europa. I rossoneri, che in settimana hanno ceduto Pato al Corinthias per 15 milioni di euro, battono il Siena con le reti di Bojan e Pazzini, risalendo a -5 da Inter e Fiorentina.

Non ha velleità europee invece, anche se è solo un punto più dietro rispetto al Milan, il Parma di Donadoni. Gli emiliani, unica squadra del torneo imbattuta in casa, trovano la vittoria contro il Palermo all’ultimo respiro. L’ex Amauri punisce oltremodo i rosanero che piombano ora in penultima posizione.

Prova a tirarsi fuori dalla zona calda il Genoa e con il mercato impostato nel credo di Delneri qualcosa di buono si vede (anche se la sfida contro il Bologna la decide Marco Borriello, bomber fino ad ieri sul piede di partenza). Vince e si tira per ora davvero fuori dalla mischia il Chievo, che ha la meglio su un’Atalanta col mal di trasferta (quarto k.o. di fila lontano da Bergamo). Pari senza reti, infine, nel match d’apertura del turno fra Catania e Torino.

         La Top 11 della giornata                                          Classifica Serie A – 19^ 

JUVENTUS 44
LAZIO 39
NAPOLI (-2) 37
INTER 35
FIORENTINA 35
ROMA 32
MILAN 30
PARMA 29
UDINESE 27
CATANIA 26
CHIEVO 24
ATALANTA (-2) 22
PESCARA 20
SAMPDORIA (-1) 20
TORINO (-1) 20
BOLOGNA 18
GENOA 17
CAGLIARI 16
PALERMO 15
SIENA (-6) 11