Archivio mensile:settembre 2009

Il punto sulla A – Regna l’equilibrio

L’Inter cade a Marassi contro la Samp, Juventus fermata in casa dal Bologna: doriani soli al comando. Risalgono Fiorentina e Udinese.

Sesto turno, anticipo delle 18, un fulmine a ciel sereno “riapre” il campionato: Sampdoria batte Inter 1-0, gol di Pazzini e primo posto in classifica per i blucerchiati. Non è una storia da una notte e via perché la Juventus, il giorno dopo, si fa rimontare nei minuti di recupero dal coriaceo Bologna di Papadopulo (1-1), sprecando la prima, importante, possibilità di allungo in classifica.
I bianconeri, al secondo pareggio consecutivo dopo il 2-2 col Genoa, restano comunque l’unica squadra ancora imbattuta del torneo, ma la festa è tutta blucerchiata: dopo 18 anni la Sampdoria torna in vetta da sola, l’ultima volta accadde nella stagione 1990-’91, quella dell’ultimo e unico scudetto.

Approfitta delle debacle dei bianco-nero-azzurri la Fiorentina, che passa nel derby a Livorno (0-1), grazie ad un rigore trasformato da Jovetic, e raggiunge al terzo posto l’Inter con 13 punti (-2 dalla testa, -1 dalla Juve).
Prova a farsi sotto anche l’Udinese vittoriosa per 2-0 contro il Genoa e “statisticamente” squadra più in forma del campionato: i friulani hanno raccolto 10 punti nelle ultime quattro giornate facendo meglio di chiunque altro. Momento no invece per il Genoa che in sette giorni e tre sfide (Chievo, Juve e appunto Udinese) ha racimolato solo un punto.

Non si sblocca neppure il Milan, 0-0 a San Siro con il Bari, e anzi si aggrava il bilancio dell’attacco rossonero: in 6 partite solo 3 reti, di cui due segnate da Pato alla prima giornata. Resta un gol in cinque turni, un disastro!
 
Torna a sorridere il Napoli: con il solito Hamsik (doppietta e già cinque gol) batte il Siena (2-1) al San Paolo. Fanno rumore le dichiarazioni del presidente De Laurentiis che accusa senza mezzi termini la gestione sportiva del dg Pierpaolo Marino. Divorzio inevitabile.
 
Vittoria corsara – è la seconda di fila dopo Bari – per il Cagliari a Parma (0-2) mentre le romane pareggiano con lo stesso punteggio (1-1), la Roma a Catania e la Lazio in casa con il Palermo. Completa il turno un altro X quello fra Chievo e Atalanta, per i bergamaschi è il secondo punto in campionato, raffronto impietoso con lo scorso anno: -10

Riccardo Marchese

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L’Italia manca il poker, l’oro è di Evans

Ai Mondiali di ciclismo di Mendrisio, in Svizzera, l’australiano Cadel Evans vince la prova su strada dei professionisti. Ottavo Cunego, migliore degli azzurri.
L’Italia si consola con le ragazze: oro a Tatiana Guderzo, bronzo per Noemi Cantele (già argento a cronometro).

 

 
Per Evans è la vittoria più importante della sua carriera. (GazSport)

Il Mondiale di ciclismo 2009 su Wikipedia

Il punto sulla A – Coppia scudetto

L’Inter batte il Napoli (3-1) e raggiunge in testa la Juventus bloccata sul pari nel posticipo dal Genoa (2-2). Si ferma la Samp sconfitta a Firenze, vola il Parma. 

Milito esulta per il suo quinto gol in campionato. (Reuters)

Mourinho torna al comando, seppur insieme alla Juve. È questa la novità che ci lascia il primo turno infrasettimanale del campionato. L’Inter, con Mou in tribuna per squalifica, passeggia sul Napoli di Donadoni chiudendo la pratica già nella prima mezz’ora di gioco: Eto’o, Milito, Lucio, 3-0 e partita finita. I partenopei accorciano con Lavezzi, ma non si rendono mai realmente pericolosi nella ripresa.

 

L’Inter sale così a quota 13 punti, si vive il primato solitario per un giorno, prima di essere riagganciata dalla Juventus. I bianconeri, impegnati nell’insolito posticipo del giovedì a Marassi, danno vita ad una spettacolare partita contro il Genoa. In vantaggio con uno splendido diagonale di Iaquinta si lasciano rimontare dai rossoblù con le reti di Mesto e Crespo (entrambe di testa) prima di trovare il pari definitivo con Trezeguet nel finale.

 

Una coppia al comando che difficilmente verrà più scalzata. Inter e Juve sono le squadre meglio attrezzate, hanno qualità, forza fisica e una panchina lunga: saranno loro a giocarsi lo scudetto.
Anche perché il Milan continua a tentennare. Ad Udine arriva la seconda sconfitta in 5 partite, un 1-0 timbrato Di Natale (settimo centro) che ricaccia i rossoneri già a -6 dalla vetta. Il dato più preoccupante è legato all’attacco: nelle ultime quattro giornate di campionato la squadra di Leonardo ha segnato un solo gol, quello di Seedorf contro il Bologna.

 

Dopo quattro vittorie si ferma la Samp di Cassano, battuta dall’orgoglio della Fiorentina (2-0) che reagisce subito alla figuraccia di Roma. I doriani restano terzi in classifica con 12 punti, 2 in più proprio dei viola, del Genoa e dello strabiliante Parma di Guidolin. Quest’ultimo con un consistente turn over (a casa Panucci e Biabiany, in panchina Paloschi e Morrone) mette in ginocchio la Lazio all’Olimpico (1-2 con rete decisiva di Nick Amoruso, in gol con l’undicesima squadra diversa in A). I problemi per il tecnico biancoceleste Ballardini stanno venendo fuori: è il terzo k.o. interno consecutivo considerando anche l’Europa League, competizione che peserà come un macigno sulla minuta rosa laziale. Una boccata d’ossigeno sarebbe risolvere il caso dei "dissidenti" LedesmaPandev, ma il lieto fine, con il macedone soprattutto, è assolutamente lontano.  
Sull’altra sponda del Tevere la cura Ranieri continua a dare perlomeno punti. Nel pantano di Palermo i giallorossi escono con un pareggio (3-3) ma anche con la certezza, data dall’aritmetica, di essere la peggiore difesa del campionato con 11 gol subiti.

 

In chiave salvezza importante successo esterno del Cagliari che espugna Bari (0-1) e del Bologna che al Dall’Ara regola il Livorno 2-0. Finiscono senza reti Atalanta-Catania (primo punto per gli orobici del nuovo tecnico Antonio Conte) e Siena-Chievo.

 

La Serie A 2009/2010 su Wikipedia

Riccardo Marchese

“No a Cassano, ora Lippi deve dire perché”

Condivisibile analisi di Mario Sconcerti su quello che possiamo definire ormai il "caso Cassano". Le motivazioni di Lippi non reggono più, l’attaccante doriano merita la Nazionale.

Corriere della Sera.it
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Viene accettata ormai come fosse normale l’esclusione di Cassano dalla nazionale, mentre normale non è. Tut­ti dicono di sapere com’è Cassano, di quali stranezze sia capace, poi tutti dicono che si tratta ormai di un ragaz­zo completamente cambiato. Allora, dov’è la verità?.

 
Lippi dice di non convocare Cassa­no per motivi psicologici, non è chiaro se suoi, della squadra o di Cassano stesso. Se sono di Cassano siamo vici­ni a una spiegazione offensiva, quasi una discriminazione. Non vieni con­vocato perché sei diverso, perché tur­bi il gruppo. Non è una spiegazione ammissibile per l’esclusione di un gio­catore che vive stabilmente dentro un altro gruppo e ogni domenica fa il suo lavoro davanti agli occhi di tutti sen­za nessuna anomalia riconosciuta. Proviamo comunque a considerare Cassano un diverso. Lo è certamente nel modo di giocare che è poi la cosa più importante. Non c’è in Italia un attaccante migliore dal punto di vista tecnico.
Forse Totti, che è anche lui fuori dalla nazionale perché non gradito a un gruppo che lui ha lasciato per pri­mo. Forse Balotelli, altro diverso. Cas­sano è molto cresciuto, in campo è or­dinato, ha una follia quieta, estrema­mente concreta. La sua diver­sità è evidente ma è al servizio degli altri. Cosa possa fare fuori dal campo da renderlo un escluso di professione è il mistero più buio del calcio italia­no. Ma deve essere terribile se lo tiene fuori da una cosa a cui ha diritto con un’insistenza diabolica. Negli ultimi mesi sono arrivati in nazionale Crisci­to, Pepe, Rossi, Quagliarella e San­ton, Pazzini e Palombo della stessa squadra di Cassano, è tornato Mar­chionni, tutti giocatori ottimi, di pro­spettiva e valore ma lontani da Cassa­no.
C’è qualcosa di troppo insistito, di troppo serioso e profondo nella non scelta di Lippi per poter essere accet­tato a priori come legittima opinione. Cassano fa tutto quello che serve per aver diritto a giocare in nazionale. Escluderlo senza spiegazioni rasenta il sopruso e apre ormai un caso evi­dente. Che mistero racchiude il caso Cassano? Da dove nasce tanta intran­sigenza? Di quali casi e sentimenti si alimenta? Cassano è il migliore che abbiamo, non può essere liquidato come una semplice opinione del c.t. Devono es­serci spiegazioni più complesse, devo­no convincere. Né può reggere il pro­blema dell’equilibrio del gruppo. Non si mantiene un gruppo in armonia as­secondandone la crudeltà, convocan­do solo personaggi omogenei. È pessi­ma pedagogia.
Cassano non è un leader, non è l’uomo della provvidenza. Ma gio­ca a calcio come pochi e ha dentro la diversità che serve a cambiare le partite anche in pochi minuti. Se que­sto non basta è tempo di sapere per­ché.
 

MARIO SCONCERTI

 

Il punto sulla A – Samp da record

Cassano porta i suoi per la prima volta al quarto successo consecutivo nelle prime quattro partite. Cade una capolista: il Genoa col Chievo. L’Atalanta perde ancora ed esonera Gregucci, arriva Conte.
 
 Cassano trascina la Samp. (TuttoSport)
Quarta giornata di campionato, 27 gol messi a segno, ben 20 dalle squadre di casa cosicché il fattore campo torna ad avere un ruolo importante. Da registrare infatti un solo successo in trasferta: lo ottiene l’Inter a Cagliari (1-2) grazie ad una stupenda doppietta di Milito. Per il “Principe” sono 28 gol in 35 partite di serie A, una media da brividi.
L’Inter sale a 10 punti, scavalca il Genoa sconfitto 3-1 a Verona dall’ottimo Chievo, e resta in scia della testa, ora occupata dalla coppia Juventus – Sampdoria. Non si fermano i bianconeri, 2-0 nell’anticipo di sabato sera al Livorno, ma ancor più sorprendentemente non conosce pause la marcia dei doriani, che battendo il Siena a Marassi (4-1) ottengono per la prima volta nella loro storia un poker di vittorie iniziali. Ancora a segno Mannini (terzo gol in tre partite giocate), ancora strepitoso Cassano, che delizia con assist geniali ed incendia sempre più il dibattito sulla sua esclusione dalla nazionale.
Soffre ma trova tre punti pesanti il Milan (1-0). In casa contro il Bologna decide una giocata di Seedorf, schierato ancora trequartista in luogo di Ronadinho. Il brasiliano, afflitto da una risibile influenza, rischia di diventare un peso nell’ambiente rossonero: troppo ingombrante per vivacchiare tra panchina e tribuna, troppo fuori forma per poter scendere in campo. Le sue qualità tecniche non si discutono, ma in questo momento il Milan non può permetterselo.
Serata di resurrezione per la Roma impegnata nel posticipo contro la Fiorentina. I giallorossi strapazzano i viola nel primo tempo con tre gol (doppio Totti che sale a 181 in A) e gestiscono bene il punteggio nella ripresa, incassando solo nel finale il gol della bandiera di Gilardino. Vittorie importanti (in questa fase lo sono sempre per dare un indirizzo alla stagione) anche per Parma e Bari: Guidolin e Zaccardo (suo il gol) consumano la vendetta degli ex contro il Palermo (1-0), mentre i galletti di Ventura sanciscono la crisi dell’Atalanta (4-1) e l’esonero di Gregucci. È già finita infatti l’esperienza sulla panchina orobica dell’ex tecnico del Vicenza (4 k.o. su 4 partite, score che aggiunto a quanto fatto nelle prime cinque giornate del campionato 2005/2006 alla guida del Lecce dà un bilancio non invidiabile di 8 sconfitte e un pari su 9 gare nella massima serie). Al suo posto l’Atalanta ha ingaggiato proprio l’ex allenatore del Bari Antonio Conte.
Infine due i pareggi: finisce senza reti Napoli-Udinese, sfida che aveva aperto il turno sabato, mentre è 1-1 tra Catania e Lazio, con Atzori, tecnico degli etnei, che ottiene il primo punto in A.
Si torna in campo mercoledì per il primo dei quattro turni infrasettimanali previsti.
 

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Riccardo Marchese

Il punto sulla A – Genova sogna

Samp e Genoa restano in testa a punteggio pieno con la Juventus. Risalgono Inter e Fiorentina; ancora a secco Catania e Atalanta.

Mannini esulta, la Samp aggancia la Juve. (CorSport)

È un campionato dove non conta più il fattore campo quello che ci consegna la terza giornata. Quattro vittorie esterne, due pareggi e quattro successi per le squadre di casa: bilancio in perfetta parità. Analizzando anche i due turni d’agosto la situazione resta di una simmetria quasi perfetta: in totale sono 12 i segni "1", 7 i pareggi e 11 i "2". Nelle prime tre giornate dello scorso torneo le vittorie esterne furono solo 5 e per raggiungere quota 11 fu necessario arrivare al 6° turno. 
 
 
In vetta restano la Juventus, capace di 6 punti nei due turni consecutivi in trasferta all’Olimpico, la Sampdoria che passa a Bergamo contro l’Atalanta con il secondo gol di fila di Mannini, e il Genoa, con 8 gol fatti (4 al Napoli nell’ultimo turno) miglior attacco del campionato.

Le prime inseguitrici sono Inter e Fiorentina. I nerazzurri trovano difficoltà a sbloccare il punteggio a San Siro contro il Parma, poi Eto’o inventa un destro a giro che i filojuventini definirebbero "alla Del Piero". Chiude il conto Milito e l’Inter può concentrarsi a ricevere mercoledì il Barça di Messi (ma soprattutto Ibrahimovic).
Senza entusiasmare a quota 7 c’è anche la Fiorentina di Prandelli. Ancora un gol da tre punti, questa volta di Gilardino, grande attenzione difensiva e l’ostacolo Cagliari è superato.

Difficile, come prevedibile, l’avvio del Milan del dopo Kakà. La vittoria di Siena all’esordio aveva illuso tutti, ma la débâcle nel derby e la scialba prova di Livorno (0-0) hanno fatto suonare più di un campanello d’allarme. Appello immediato in Champions, in casa del Marsiglia, per capirne di più.

Primi punti per la Roma che con il nuovo tecnico Ranieri in panchina sbanca Siena in rimonta (1-2) con le reti dei difensori Mexes, non impeccabile sul vantaggio senese di Maccarone, e Riise, con la solita "botta" di mancino. Non fa uso eccessivo di potenza ma sa essere ugualmente decisivo Antonio Di Natale, tripletta in Udinese-Catania (4-2) e già 6 gol fatti dopo tre giornate. Per trovare un cannoniere capace di viaggiare alla media di 2 gol a partita dopo le prime tre di campionato bisogna risalire al Batistuta della stagione 1997/1998, che chiuse con 21 gol, ma solo quarto in classifica marcatori (vinta da Bierhoff con 27 centri). Respira il Chievo, corsaro a Bologna (0-2), mentre il Bari coglie a Palermo il terzo pareggio in tre partite, poco male considerando soprattutto la difficoltà delle due trasferte affrontate.

Con tre sconfitte consecutive e sul fondo della classifica con zero punti restano Atalanta e Catania. Gli orobici non hanno ancora segnato un gol e la posizione di Gregucci si fa già seria. Pesano le due sconfitte interne di fila (contro le genovesi) per una squadra che lo scorso anno perse due partite fra le mura amiche in tutto il girone di andata (contro Milan e Juve).

Riccardo Marchese

Lo squilibrio degli stipendi

Con i soldi che l’Inter garantisce ad Eto’o (10,5 milioni a stagione, il più pagato della A) Chievo ed Atalanta saldano quasi l’intero organico. Squilibri che il campo, a volte, sa anche annullare.

Come avviene da un po’ di anni ormai la Gazzetta dello Sport ha dedicato uno speciale agli stipendi della serie A, rivelando le cifre nette che percepiscono i calciatori e il totale, tasse incluse, che spendono i club. Ne viene fuori un quadro allarmante per gli equilibri del campionato: le prime quattro squadre per spesa (Inter, Milan, Juve e Roma) pagano ai propri calciatori 459,7 milioni di euro, più delle restanti 16 messe insieme (379,3 milioni). 
Si conferma anche il trend storico di aumenti degli stipendi: 645 milioni nel 2007/2008, 768 nel 2008/2009, fino agli 839 del campionato in corso. La crescita è di quasi il 10% rispetto all’ultima stagione, nonostante gli addii eccellenti e costosi di Kakà e Ibrahimovic.

Fra i calciatori è proprio il "sostituto" di Ibra ad ereditarne anche la palma di più pagato. Eto’o con i suoi 10,5 milioni potrebbe quasi accollarsi gli stipendi di Atalanta e Chievo che con 13 milioni sono i club più parsimoniosi.

Ecco quanto spendono per gli ingaggi le 20 squadre di serie A, secondo i dati raccolti dalla Gazzetta dello Sport:

Squadra Tot. Ingaggi* Giocatori più pagati*
INTER  150 Eto’o 10,5; Viera 5,5; Lucio, Maicon 4,5
MILAN  125,5 Ronaldinho 7,5; Pirlo 5; Nesta, Flamini 4
JUVENTUS  115 Buffon 5,5; Del Piero, Trezeguet 4,5; Diego 3,8
ROMA  69,7 Totti 5,5; De Rossi 3,6; Juan, Mexes 2,25
FIORENTINA  40 Frey, Mutu, Gilardino 2; C.Zanetti 1,5
GENOA  38 Crespo 1,6; Moretti 1,3; Zapater 1,2
NAPOLI  37 Quagliarella 1,9; Hamsik, Lavezzi 1,1
LAZIO  32,9 Zarate 2; Cruz 1,8; Brocchi, Rocchi 1,2
PALERMO  30 Miccoli 1,2; Liverani, Simplicio, Rubinho 0,85
PARMA  26 Amoruso, Panucci, Zaccardo 0,8;
SAMPDORIA  24 Cassano 2,8; Palombo, Pazzini 1,2
BARI  20 Almiron 1,2; Donati 0,8; P.Barreto 0,75
BOLOGNA  20 Di Vaio 1,1; Osvaldo, Zalayeta 0,9
CAGLIARI  19 Conti 0,7; Jeda, Nenè 0,55
UDINESE  18 Di Natale 1; D’Agostino 0,75; Pepe 0,6
CATANIA  17,5 Andujar, Mascara, Barrientos 0,6
SIENA  17,5 Maccarone 0,8; Calaiò, Paolucci 0,65
LIVORNO  14,3 Lucarelli C. 0,85; Tavano 0,8; Danilevicius 0,45
ATALANTA  13 Costinha 0,73; Acquafresca, Doni 0,45
CHIEVO  13 Pellissier 0,6; Bogdani, Yepes 0,55

*le cifre sono espresse in milioni di euro

 Gli stipendi di tutta la serie A

Riccardo Marchese