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FOTOPOST – La grande illusione

In Brasile, Sebastian Vettel vince il suo terzo titolo mondiale di Formula1 consecutivo. Il tedesco, dopo essere stato coinvolto in un incidente al via, rimonta dall’ultimo al sesto posto. Alonso è secondo alle spalle di Button e chiude il campionato lontano solo 3 punti dal pilota della Red Bull.

FOTOPOST – FenomenAlo!

A Valencia, Fernando Alonso vince il Gp d’Europa dopo essere partito dall’11° posto: è il primo pilota a bissare un successo in stagione. Sul podio gli ex ferraristi Raikkonen e Scumacher. Lo spagnolo torna anche in testa alla classifica del mondiale.

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F1 – Grazie Fernando!!!

Incredibile vittoria della Ferrari in Malesia: fra pioggia ed errori altrui Alonso costruisce il suo capolavoro. Sul podio il messicano Perez della Sauber ed Hamilton. Massa 15°.

Frenate l’esultanza. Fermi tutti. Serve un passo indietro. Sabato mattina, qualifiche del Gp di Malesia, seconda gara stagionale del Mondiale di Formula1. Le prove libere avevano evidenziato un distacco enorme delle Ferrari dal vertice, nella lotta per la griglia arrivano solo conferme negative: Massa va fuori dalla top ten (12°), Alonso la scampa ma chiude nono, lontano 1″347 dal poleman Hamilton. Dal muretto arrivano segnali di cauto disfattismo: “la bacchetta magica non c’è” dice il team principal Domenicali. La situazione d’altro canto è chiara, la rossa è solo la quinta macchina: McLaren, Mercedes, Red Bull e Lotus sono davanti e non di poco.

Date le premesse la conclusione è illogica: Alonso vince il Gran Premio e diventa il nuovo leader del Mondiale, cosa ci sia in mezzo è difficile da comprendere. Diciamo che tre sono stati i fattori determinanti.
Il temporale monsonico ha sconvolto le gerarchie, ha portato la corsa fuori dall’ordinario (anche se in Malesia ormai è prassi) ed ha mostrato la fragilità di un buon numero di piloti. Perché gli altri – quasi tutti – qualcosa hanno sbagliato, Alonso no! Lo spagnolo è stato perfetto, sempre lucido, quasi eroico nel portare al traguardo al primo posto un cavallo non all’altezza del suo cavaliere.
Le coincidenze fortunate hanno fatto il resto: il sorpasso ai box su Hamilton – fermato prima da un errore dei suoi meccanici e poi dal semaforo rosso per il sopraggiungere di Massa (unica nota positiva nella gara del brasiliano…) – gli errori degli altri arrivati al momento giusto, come il fuori pista a sei giri dalla fine del sorprendente Sergio Perez, a frenare la spedita e vogliosa rimonta della sua Sauber. Il giovane messicano, al suo primo podio in carriera nonostante l’errore, oggi ha messo una bella ipoteca sul suo futuro in rosso. Chissà che non meriti già il presente…

Sul traguardo è esplosa l’euforia degli uomini Ferrari, gente abituata a far festa che un anno fa si era arrampicata su un muretto solo una volta (a Silverstone). Svelato anche un mistero: Edoardo Bendinelli, fisioterapista di Alonso, ha esposto all’arrivo la tabella dei tempi con la scritta “Magico”: vuoi vedere che la bacchetta l’aveva presa lo spagnolo?


Ordine d’arrivo Gp Malesia:
1° Alonso (Ferrari); 2° Perez (Sauber); 3° Hamilton (McLaren); 4° Webber (Red Bull); 5° Raikkonen (Lotus); 6° Senna (Williams); 7° Di Resta (Force India); 8° Vergne (Toro Rosso); 9° Hulkenberg (Force India); 10° Schumacher (Mercedes).

Classifica piloti: Alonso 35; Hamilton 30; Button 25; Webber 24; Perez 22; Vettel 18; Raikkonen 16; Senna, Kobayashi 8; Di Resta 7…

Classifica costruttori: McLaren 55; Red Bull 42;  Ferrari 35; Sauber 30; Lotus 16; Force India 9; Williams 8; Toro Rosso 6; Mercedes 1.

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Riccardo Marchese

Formula1 2012, si parte!

Al via in Australia la stagione dei record, con 20 gp (mai così tanti) e sei campioni del mondo.
Chi riuscirà a fermare il dominio di Vettel e Red Bull?

Il giro del mondo in otto mesi e 20 tappe. Sarà questo il percorso del 63° Campionato mondiale di Formula1: si parte dall’Australia, si parte delle certezze della Red Bull, dominatrice delle ultime due stagioni. Il numero 1 stampato sul musetto del toro di Vettel, recordman assoluto di precocità (pole, vittoria, mondiale, bis). Con lui saranno in pista altri cinque campioni del mondo, per un totale di 14 titoli iridati.
L’uomo in più rispetto alla stagione scorsa è Kimi Raikkonen, l’ultimo campione del mondo in casa Ferrari (2007), tornato nel circus dopo due anni trascorsi per lo più a non lasciare il segno nel Mondiale di rally. Il finlandese guiderà una Lotus, team erede della Renault.

IMMOBILISMO I quattro top team non cambiano. Ogni pilota resta al suo posto, in molti a giocarsi una bella fetta di futuro: a fine anno scadrà il contratto dell’arrendevole Massa, del pimpante Hamilton, dello scudiero Webber e del re Schumacher. Aspettando la rivoluzione…
Dietro cambia tutto la Toro Rosso: escono Alguersuari e Buemi (che resta in orbita Red Bull come 3° pilota), si accomodano nell’abitacolo l’australiano Ricciardo (seconda parte di stagione in Hrt l’anno scorso) e l’esordiente transalpino Vergne. La Force India sostituisce Sutil con Hulkenberg; brividi per il binomio Senna-Williams e velo di tristezza per l’assenza di un pilota italiano (43 anni dopo!). Saluta Barrichello – 19 anni di onorato servizio – si rivedono Grosjean (Lotus) e Petrov (Caterham), mentre la Marussia, erede della Virgin, affianca a Glock l’esordiente Pic (altro francese).

REGOLAMENTI Dopo le rivoluzioni degli anni passati (kers, punteggi, gomme, ala mobile…) cambia poco, almeno sul piano sportivo: in caso di safety-car i doppiati potranno sdoppiarsi e riaccodarsi al gruppo, così da garantire ripartenze senza intralci. Introdotto un tempo limite per le gare sospese (4 ore), test possibili anche durante la stagione ma solo per tre giorni. Infine sarà possibile utilizzare tutti i pneumatici a disposizione già dal venerdì (lo scorso anno nel primo giorno di prove si potevano usare solo 3 set di gomme).

PRE-STAGIONE Fare le carte al Mondiale guardando i tempi dei test è esercizio insidioso. Troppe le incognite, troppe le possibilità di bluffare. Chi lo fa per mestiere – i bookmakers – dice Red Bull (quota a 1,90, cioè 90 centesimi vinti per ogni euro scommesso) davanti a McLaren (3,00), Ferrari (7,50) e Mercedes (12). Ancor più netto il divario fra i piloti: Vettel paga 1,90 mentre Hamilton e Alonso addirittura 6!

ORARI GP AUSTRALIA Si parte da Melbourne, qui lo scorso anno (sempre gara inaugurale) vinse Vettel, sua anche la pole con gran vantaggio su Hamilton (+0,778).
Prove libere da venerdì notte, qualifiche sabato alle 7 (diretta Rai2) e gara domenica allo stesso orario (Rai1).

                                 TEAM, PILOTI, NUMERI

Red Bull 1. Vettel 2. Webber
McLaren 3. Button 4. Hamilton
Ferrari 5. Alonso 6. Massa
Mercedes GP 7. Schumacher 8. Rosberg
Lotus 9. Raikkonen 10. Grosjean
Force India 11. Di Resta 12. Hulkenberg
Sauber 14. Kobayashi 15. Perez
Toro Rosso 16. Ricciardo 17. Vergne
Williams 18. Maldonado 19. Senna
Caterham 20. Kovalainen 21. Petrov
Hispania 22. De la Rosa 23. Karthikeyan
Marussia 24. Glock 25. Pic

Il sito ufficiale Formula1.com

Il calendario della stagione 2012 da Formula1.com

Riccardo Marchese

F1 – Il 2012 è senza italiani

La Caterham sostituisce Jarno Trulli con il russo Petrov a meno di un mese dall’inizio del Mondiale. Dopo 43 anni nessun pilota tricolore sarà al via della stagione.

Non è un fulmine a ciel sereno ma solo un segno dei tempi. Tempi bui per i piccoli team in Formula1, “costretti” fra mille difficoltà ad affidarsi non al pilota di maggior talento, di esperienza, insomma al più bravo, ma a quello che porta più soldi. Sì perché la figura del pilota-pagante non è più tanto misteriosa: chi ha dietro uno sponsor lavora, chi porta in dote solo le sue qualità rischia di restare a guardare.

L’ultimo a pagare (ma non nel senso cui sopra) è Jarno Trulli, 15 anni in Formula1, una vittoria in Renault (Montecarlo 2004), e altri 10 podi. Dopo il ritiro della Toyota nel 2010, era approdato alla Lotus. Due anni ad arrabattarsi in fondo al gruppo, mai più su di un 13° posto. In inverno la Lotus diventa Caterham, conferma i suoi piloti, eppure il sedile di Jarno resta traballante. Su di lui l’ombra di Vitalij Petrov, mollato dalla Renault che ha puntato sul ritorno nel circus di Kimi Raikkonen.
Il resto è  il comunicato apparso stamattina sul sito della Caterham, un grazie a Trulli e un benvenuto a Petrov, ingaggiato “per garantire nuovo slancio al team, con un occhio realistico sul mercato economico globale” si legge nella nota. In sostanza: grazie dello sponsor e speriamo ora di allargare gli orizzonti del team nel vasto e ricco panorama di investitori russi.

Con l’addio di Trulli scompaiono dalla Formula1 i piloti italiani. Neppure Vitantonio Liuzzi era stato infatti confermato dalla Hrt, che ha scelto l’esperienza di De La Rosa e i soldi degli sponsor indiani portati da Karthikeyan.
Dunque, dopo 43 anni un campionato del Mondo di Formula1 partirà senza piloti di casa nostra, l’ultima volta accadde nel 1969. Su questo dato incide di sicuro la crescita del fenomeno dei piloti sponsorizzati, ma è altrettanto vero che da tempo la scuola italiana (persa anche la Minardi) è rimasta ferma alla coppia Fisichella-Trulli (oggi 38 anni il primo e 37 il secondo). Il vero rischio è che questa stagione senza bandierine tricolori possa non restare l’unica.

Per gli amanti delle statistiche, gli ultimi punti di un pilota italiano sono stati conquistati da Liuzzi (6° su Force India) nel Gp di Corea 2010; l’ultimo podio da Trulli (2° su Toyota) nel Gp del Giappone 2009; l’ultima pole da Fisichella (su Force India) nel Gp del Belgio 2009; l’ultima vittoria sempre da Fisichella (su Renault) nel Gp della Malesia 2006.

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Piloti e Team: il quadro completo della stagione 2012

Riccardo Marchese

FOTOPOST – Li ha asfaltati tutti

Con il terzo posto nel Gp del Giappone, Sebastian Vettel si aggiudica il titolo mondiale con quattro gare d'anticipo. Per il tedesco è il secondo alloro consecutivo.
Button vince la corsa, secondo Alonso e settimo Massa.

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F1-Gran Bretagna – Alonso e rossa, sussurri da campioni

Sul circuito di Silverstone la Ferrari torna al successo dopo quasi 9 mesi. Vettel chiude secondo ma resta imprendibile per il Mondiale. Sul podio anche Webber.

Alonso gioisce per la prima vittoria stagionale. (GazSport)C'è un trionfo che viene prima di quello di Fernando Alonso e della Ferrari. Riguarda la nuova Formula1, rigenerata grazie a gomme dall'usura rapida, al kers finalmente funzionante e all'ala mobile. Una Formula1 che torna ad essere spettacolo vero, che tiene incollati davanti alla tv fino all'ultimo giro. Una Formula1 in cui la partenza è tornata ad essere una partenza e non il momento topico di un weekend.

Peccato che uno spettacolo così avvincente abbia il finale già scritto: in nove gare Sebastian Vettel ha ottenuto sei successi e tre secondi posti. Tradotti vogliono dire 80 punti in più del compagno di team Webber – bloccato a Silverstone dal muretto Red Bull appena si è avvicinato al pupillo della scuderia – 92 punti di vantaggio su Alonso, prima vera minaccia per bissare il titolo iridato.

Lo spagnolo ha vinto la sua sesta gara in Ferrari nove mesi dopo lo splendido trionfo in Corea. Ha costruito il suo successo (il 27° in totale) giro veloce dopo giro veloce, approfittando anche di una delle rare imprecisioni al box Red Bull, (in McLaren hanno fatto decisamente di peggio sulla monoposto di Button, mandato in pista con l'anteriore destra non fissata).
Alonso ha lottato come suo solito dopo aver anche sofferto, sverniciato dopo il primo pit-stop da Hamilton (quarto alla fine) con gomme slick già in temperatura. Ci ha messo del suo l'asturiano per rifilare sul traguardo più di 16 secondi al cannibale Vettel e quasi mezzo minuto al compagno di squadra Massa, quinto e in battaglia fin sulla linea d'arrivo con un Hamilton a corto di benzina. 

L'anniversario nella festa: la Ferrari vince a Silverstone, tracciato dove 60 anni fa (esattamente il 14 luglio '51) l'argentino Jose Froilan Gonzalez portò per la prima volta il "cavallino rampante" al successo.
L'ultima rossa tornata con la coppa del primo posto dall'Inghilterra era stata quella di Raikkonen nel 2007: come andò a finire il mondiale lo ricordiamo tutti. Ma stavolta con un Vettel così regolare (204 punti conquistati su 225 disponibili!) i giochi – a metà campionato – sembrano già chiusi.

Il dominio del tedesco toglierà il brivido di scoprire l'assassino all'ultima pagina (a meno di cataclismi inimmaginabili) ma non il piacere di leggere capitolo dopo capitolo questo splendido mondiale. Il segreto è nella sceneggiatura delle singole corse, tornate ricche di sorpassi e duelli: ogni gara ha vita propria, come le classiche per gli amanti del ciclismo.

Ordine d’arrivo: 1° Alonso (Ferrari); 2° Vettel (Red Bull); 3° Webber (Red Bull); 4° Hamilton (McLaren); 5° Massa (Ferrari); 6° Rosberg (Mercedes); 7° Perez (Sauber); 8° Heidfeld (Renault); 9° Schumacher (Mercedes); 10° Alguersuari (Toro Rosso).

Classifica piloti: Vettel 204; Webber 124; Alonso 112; Hamilton, Button 109; Massa 52; Rosberg 40; Heidfeld 34…

Classifica costruttori: Red Bull 328; McLaren 218; Ferrari 164; Mercedes 68; Renault 65; Sauber 33; Toro Rosso 17; Force India 12; Williams 4.

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Riccardo Marchese

F1 – Cina – Hamilton sì, Ferrari affondate dalla strategia

Sul tracciato di Shanghai l'inglese chiude davanti alle Red Bull. Le rosse azzardano troppo e finiscono lontane dal podio.

Questione di strategie. Lewis Hamilton vince il Gp di Cina, terzo appuntamento stagionale del mondiale di Formula1, precedendo le due Red Bull di Sebastian Vettel e Mark Webber. Non paga l’azzardo del pit-stop in meno (due contro i tre di tutti gli altri big) provato dal campione del mondo in carica e dalle Ferrari. Ma se il tedesco rimedia con la seconda piazza, le due rosse naufragano nella mediocrità, chiudendo con Massa al sesto posto e Alonso al settimo.

LA GARA Già dal via le McLaren sorprendono Vettel mentre Massa supera il compagno Alonso. Anomalie al primo pit-stop: rientrano insieme il leader Button e Vettel, ma l’inglese sbaglia clamorosamente piazzola di sosta fermandosi presso i rivali della Red Bull. Situazione grottesca con i meccanici avversari che gli indicano di proseguire. Secondi preziosi che se ne vanno e sorpasso subito.
Chi si ferma prima guadagna posizioni, almeno nell’immediato. La regola è semplice ma non tutti la seguono (anzi in Ferrari si ostinano particolarmente). L’usura delle gomme – vero leitmotiv della stagione – condiziona tutto: fare un pit-stop in meno ma beccarsi tre secondi al giro non è la migliore delle idee (ogni riferimento ad Alonso è puramente voluto).
I duelli così sono segnati, c’è poco da resistere e lo sa bene anche Vettel. Hamilton rimonta e lo infila a 4 giri dal termine. Massa, che segue la strategia del tedesco, è superato un po’ da tutti compreso Webber. L’australiano (al via in 18.a piazza) sfrutta i set di gomme morbide nuove non utilizzati in qualifica e stampa un miglior giro dopo l’altro (1’38”993 il definitivo).

TOP & FLOP Partito dalle retrovie per un errore di valutazione del team, Webber dimostra l’evidente superiorità della Red Bull recuperando fino a salire sul terzo gradino del podio. Weekend contradditorio per il muretto della scuderia campione in carica: l’errore in qualifica sull’australiano e poi la scelta discutibile sulla strategia di Vettel in gara. Nonostante ciò, tutti e due sul podio…

Ordine d’arrivo: 1° Hamilton (McLaren); 2° Vettel (Red Bull); 3° Webber (Red Bull); 4° Button (McLaren); 5° Rosberg (Mercedes); 6° Massa (Ferrari); 7° Alonso (Ferrari); 8° Schumacher (Mercedes); 9° Petrov (Renault); 10° Kobayashi (Sauber)…

Classifica piloti: Vettel 68; Hamilton 47; Button 38; Webber 37; Alonso 26; Massa 24; Petrov 17; Heidfeld 15, Rosberg 10…

Classifica costruttori: Red Bull 105; McLaren 85; Ferrari 50; Renault 32; Mercedes 16; Sauber 7; Toro Rosso, Force India 4.

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Riccardo Marchese
(per stadiosport.it)

F1 – Malesia – Vettel bis, la Ferrari spreca

Il campione del mondo domina anche la seconda gara stagionale. Le rosse si riscoprono competitive in gara ma chiudono lontane.

Tutto come 15 giorni fa in Australia: Sebastian Vettel scatta dalla pole, domina e si aggiudica la vittoria nel Gp della Malesia, seconda prova del mondiale di Formula1. Il tedesco della Red Bull ha preceduto sul traguardo di Sepang la McLaren di Jenson Button e la Renault di Nick Heidfeld.
Il brutto weekend delle Ferrari è sintetizzabile nell’errore di Alonso che nel tentativo di superare Hamilton, per garantirsi il podio, lo tocca e rovina il musetto. Lo spagnolo chiude sesto, preceduto dal compagno Massa. Ottavo Hamilton, costretto ad un quarto pit-stop nel finale e penalizzato – come Alonso – per il contatto.

LA GARA La precoce decadenza delle gomme Pirelli si conferma un espediente valido per mischiare le carte in un Mondiale che sembra avere un padrone indiscusso. La pioggia resta solo una minaccia ma le emozioni non mancano. Fin dalla partenza con le Renault d’assalto e Webber (Red Bull) al palo per un problema al kers (unico neo di una vettura formidabile). Le tornate di pit-stop stravolgono di volta in volta la classifica (chi ne approfitta al meglio è Button), anche errori minimi ai box costano cari e in Ferrari non è la migliore delle domeniche per i meccanici. Tuttavia, rispetto alla F1 tutta strategie di qualche anno fa, kers e ala mobile (quando funziona) rendono possibili i sorpassi. Peccato che Alonso, nel finale, sbagli quello che sarebbe valso il primo podio della stagione: lo spagnolo esce con qualche millesimo di ritardo dalla scia della McLaren (in crisi di gomme) e tocca, con la parte sinistra dell’alettone anteriore, la posteriore destra dell’inglese. Alonso deve cambiare il musetto, Hamilton le gomme (ma non per il contatto). Entrambi saranno penalizzati di 20 secondi sul tempo finale. Non cambia nulla per Alonso mentre Hamilton perde la settima piazza a vantaggio del giappone Kobayashi (Sauber).
Vettel se la ride: trionfa e vede i suoi due più accreditati avversari finire sotto la doppia cifra (8 punti per lo spagnolo, 6 per l’inglese). Button fa la sua solita gara: capace a gestire le gomme si ritrova – senza strafare – con un secondo posto in tasca.

TOP&FLOP Bravo davvero Nick Heidfeld! Il tedesco al volante della Renault riscatta il pessimo Gp d’Australia centrando il podio dopo due anni (2° sempre qui in Malesia nel 2009) resistendo nel finale agli attacchi di Webber. Pessimo momento invece per la Williams alla seconda gara consecutiva con entrambi i piloti ritirati. Laconico Barrichello: “c’è tanto da lavorare”.

Ordine d’arrivo: 1° Vettel (Red Bull); 2° Button (McLaren); 3° Heidfeld (Renault); 4° Webber (Red Bull); 5° Massa (Ferrari); 6° Alonso (Ferrari); 7° Kobayashi (Sauber); 8° Hamilton (McLaren); 9° Schumacher (Mercedes); 10° Di Resta (Force India).

Classifica piloti: Vettel 50; Button 26; Hamilton, Webber 22; Alonso 20; Massa 16; Heidfeld, Petrov 15…

Classifica costruttori: Red Bull 72; McLaren 48; Ferrari 36; Renault 30; Toro Rosso, Sauber 6; Force India 4; Mercedes 2.

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Riccardo Marchese
(per stadiosport.it)

F1 – Australia – Vince Vettel, scompare la noia

In Australia il tedesco campione del mondo scatta dalla pole e fa suoi i primi 25 punti della stagione. Sul podio Hamilton e Petrov. Quarto Alonso.

Sebastian Vettel su Red Bull si è aggiudicato il Gp d’Australia, prima prova del mondiale di Formula1 2011. Il tedesco ha preceduto sul traguardo di Melbourne la McLaren di Lewis Hamilton e la Renault di Vitaly Petrov, quest’ultimo al primo podio in carriera. Quarto posto per la Ferrari di Fernando Alonso, nono Felipe Massa.

LA GARA, resa interessante dalle novità tecniche (finalmente si può sorpassare) e dall’elevato consumo delle gomme, ha vissuto lungamente proprio sui duelli dei due ferraristi. Partenza ad handicap per Alonso che va largo e si ritrova nono, guadagna invece tre posizioni Massa (da ottavo a quinto). Il brasiliano è da subito insediato da Button e l’inglese, dopo giri di battaglia, riesce nel sorpasso solo tagliando una curva ed incappando in una penalità. Alonso, il migliore a sfruttare i primi giri con gomma morbida nuova, risale e sopravanza anche la Red Bull di Webber grazie ad una buona strategia. Massa, per contro, non tiene il passo dei migliori.
Davanti fanno gara a parte Vettel ed Hamilton, l’inglese rovina il fondo della vettura con un fuoripista ma riesce a proseguire. Tra Alonso e Webber è lotta serrata per la quarta piazza: la Ferrari resiste e prova in extremis a dare la caccia al terzo posto. Tiene però Petrov che porta per la prima volta la Russia su un podio di Formula1.
Massa, sopravanzato nel finale con facilità da Button, è costretto ad un pit stop fuori strategia: mette le morbide e con macchina leggera si regala il miglior crono della gara (1’28”947) e un bel sorpasso su Buemi che gli varrà la nona piazza.

TOP&FLOP Buona prova dell’esordiente Sergio Perez della Sauber che con un solo pit-stop risale dalla 13.a fino alla 7.a posizione. Con i suoi 21 anni, il messicano è un degno candidato al sedile di Felipe Massa per la prossima stagione.
Male invece Nick Heidfeld: eliminato in Q1 nelle qualifiche, chiude la gara doppiato nelle retrovie. La Renault è una buona macchina – lo dimostrano le prestazioni di Petrov – e di sicuro altri weekend così non saranno tollerati.

Ordine d’arrivo: 1° Vettel (Red Bull); 2° Hamilton (McLaren); 3° Petrov (Renault); 4° Alonso (Ferrari); 5° Webber (Red Bull); 6° Button (McLaren); 7° Perez (Sauber); 8° Kobayashi (Sauber); 9° Massa (Ferrari); 10° Buemi (Toro Rosso).

Classifica costruttori: Red Bull 35; McLaren 26; Renault 15; Ferrari 14; Sauber 10; Toro Rosso 1.

*SQUALIFICA SAUBER
Le monoposto di Perez e Kobayashi (7° e 8°) sono state escluse dall'ordine d'arrivo del Gp d'Australia per irregolarità tecniche all'alettone posteriore.
Scalano dunque di due posizioni Massa e Buemi ed entrano in zona punti le due Force India (9° Sutil, 10° l'esordiente Di Resta).
La classifica costruttori corretta: Red Bull 35, McLaren 26, Ferrari 18, Renault 15, Toro Rosso 4, Force India 3.

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(per stadiosport.it)