Archivio mensile:marzo 2007

Magnini non tradisce mai

Stupore e felicità: per un oro conquistato sul filo dei centesimi. Ap

Campione del mondo come a Montreal. Filippo Magnini si conferma nella gara dei 100 metri stile libero, arrivando all’oro ex-aequo con il canadese Hayden. In realtà le differenze con la gara di un anno e mezzo fa ci sono. Partiamo dal tempo, qui a Melbourne 48″43, tre decimi sopra rispetto a quanto nuotato in Canada. Proseguiamo con lo snaturamento tattico che ha visto “Pippo” perdere il suo solito sprint finale in favore di un passaggio leggermente più veloce ai 50 metri. Nonostante questo è arrivato un oro che rischia di essere per il secondo mondiale consecutivo l’unico conquistato dalla spedizione italiana.

RECORD e BRONZO Ancor prima della vittoria di Magnini, il medagliere azzurro si era arricchito di un’altra medaglia. Federica Pellegrini nei 200 stile libero, dopo aver strabiliato tutti in semifinale ottenendo uno storico record del mondo (1′ 56″47), si era arresa in finale alla francese Manaudou che aveva abbasato il limite mondiale a 1′ 55″52. Davanti all’azzura anche la tedesca Lurz, argento con la seconda prestazione all time di sempre. Poco da recriminare per la Pellegrini che si conferma comunque sul podio dei 200, dal quale non scende dall’Olimpiade di Atene 2004.

RISCOSSA e BRONZO Veniamo all’ultima medaglia in ordine cronologico, quella conquistata da Loris Facci nella gara dei 200 rana. Dopo la grande amarezza di Budapest, dove fu squalificato per una virata “irregolare”, il torinese si prende una bella rivincita con il destino. Domina la disputa il giapponese Kitajima, mentre l’altro italiano Paolo Bossini chiude quarto.

Riccardo Marchese

Nuoto: tre medaglie mondiali

(Ap)

Da Melbourne arrivano finalmente buone notizie. Tre medaglie, due d’argento e una di bronzo, si aggiungono all’unica conquistata finora dagli atleti italiani. In principio fu Christofer Sacchin, terzo nella gara del trampolino da 1 metro, oggi salgono sul podio Marco Formentini, argento nella 25 Km di fondo, Tania Cagnotto che conferma il bronzo di Montreal 2005 nel trampolino da 3 metri, e la staffetta veloce maschile composta da Rosolino, Calvi, Galenda e Magnini, argento con nuovo record europeo. Buona prova anche di Federica Pellegrini, quinta con nuovo record italiano nei 400 Sl, gara vinta dalla francese Laure Manaudou.

Si salva quindi con l’ultima possibilità la spedizione del fondo azzurro in acque australiane. Solo una medaglia, mentre due anni fa a Montreal furono tre (un argento, due bronzi). Un segnale di “crisi ” si era già avuto agli Europei di Budapest, la scorsa estate, quando fra diversi errori tattici fu il solo Ercoli a salire sul podio.

Bene invece nei tuffi: Sacchin e Cagnotto ottengono due bronzi preziosi, nonostante la concorrenza cinese sia in forte crescita guardando a Pechino 2008. Peccato che la gara da 1 metro dove Sacchin ha conquistato il bronzo non sarà nel programma olimpico.

Riccardo Marchese

Colpi in coda. Inter a +18

Ventottesimo turno di campionato, meno dieci alla fine e nuovo allungo per l’Inter di Mancini. I neroazzurri sul campo dell’Ascoli conquistano la tredicesima vittoria in trasferta, mentre in contemporanea la Roma pareggia a Firenze, non sfruttando un lungo periodo di superiorità numerica. Vince ma non convince del tutto il Milan che a San Siro supera l’Atalanta di misura grazie al gol di Ambrosini.

Si accende la lotta per non retrocedere e salta il fattore campo: il Torino espugna il San Filippo di Messina, (con il ritorno in panchina di De Biasi tre vittorie in quattro gare); il Chievo vince a Cagliari, la Reggina torna al successo contro il Catania sul neutro di Rimini. Sfrutta invece il vantaggio di giocare tra le mura amiche il Parma di Ranieri che batte il Siena e mette nei guai l’ex tecnico Beretta.

Riccardo Marchese

Ronaldo-gol, ma vince l’Inter

Tutta la gioia di Ibrahimovic. Richiardi Ronie aveva gli occhi di tutti puntati su di lui, come spesso gli è accaduto in carriera. Ha dimostrato una volta di più di avere le spalle larghe, di non fallire gli appuntamenti che contano. Atleticamente non è più neanche il lontano parente di quello che incantava il mondo in maglia Inter, ma sottoporta è sempre una sentenza. Non è bastato al suo nuovo amore, il Milan. Perché dall’altra parte, il nuovo idolo nerazzurro è Ibra, un altro fenomeno. Che reagisce ad un copione da incubo per i suoi tifosi, quello più temuto, e prima sforna il tiro-cross che si rivela assist per il solito, provvidenziale, Cruz, poi si mette in proprio e realizza il gol partita, quando l’argentino gli rende la cortesia in rifinitura. L’Inter si riscatta (ma l’eliminazione in Champions brucerà a lungo) dopo l’eliminazione di Coppa, e suggella con il secondo derby stagionale vinto (un’accoppiata che non riusciva da 25 anni), uno scudetto che aspetta solo la matematica per essere ufficializzato. Il Milan, che non perdeva in campionato da novembre con la Roma, ha sognato il colpaccio, conseguito nel modo più crudele. Ma poi ha dovuto arrendersi, pagando le incertezze di una difesa poco rassicurante. Adesso la qualificazione alla prossima Champions si complica, ma c’è ancora tempo per rimediare.

PRIMA RONALDO – Il primo tempo è equilibrato. Gli episodi fanno la differenza, bisogna saper cogliere l’attimo. Potrebbero essere i 45′ di Crespo, invece sono quelli di Ronaldo. L’attaccante argentino dell’Inter sfiora il gol in tre occasioni, non approfittando degli errori in chiusura prima di Bonera, poi di Jankulovski, quindi anticipa di testa Maldini sul cross di Burdisso, ma conclude appena a lato. Ronaldo non tocca palla per 40′, poi il lampo. Accecante. Riceve da Gattuso al limite dell’area e si inventa un sinistro sul palo lontano che non dà scampo a Julio Cesar. Un’esecuzione balistica degna di un tiratore scelto. Letale. Che timbra 45′ senza padroni, con poco spettacolo e parecchi errori, con l’Inter che recrimina per la sfortuna che toglie a Mancini Grosso, al rientro da titolare, per un nuovo malanno muscolare: dentro Maxwell. Si fanno male anche Dacourt e Ibrahimovic, che stringono i denti. Il Milan è Pirlo, in crescita, e pericoso su punizione e dal limite sugli sviluppi di un angolo; e soprattutto Kakà, elegante e concreto, una gazzella spesso imprendibile. L’Inter è un pericolo costante sui calci piazzati, e ai punti si farebbe preferire (ci stava un rigore per fallo di Bonera su Ibrahimovic), ma il calcio non è la boxe. Figo sembra quello dei bei tempi quando salta Oddo, ma il suo interno destro sfiora il secondo palo. E così si va al riposo sullo 0-1.
POI CRUZ – Si riparte con Samuel in campo al posto dell’acciaccato Dacourt. Burdisso scala a centrocampo, Cordoba va a destra in difesa, Samuel centrale. L’occasionissima capita sul destro di Ibrahimovic, la risposta nerazzurra a Ronaldo, ma lo svedese si allarga dopo il controllo e poi spara su Dida, che festeggia con questa parata il rinnovo del contratto. Adesso la gara è bella, l’Inter attacca, il Milan risponde in contropiede. Gattuso sfiora il 2-0 su una ripartenza impostata da Kakà e rifinita da Ronaldo. Ma è l’Inter a segnare. Mancini sostituisce Crespo con Cruz. Passano pochi secondi e l’ex Bologna segna l’1-1 raccogliendo una respinta corta di Dida sulla percussione dalla destra di Ibrahimovic, che aveva lasciato sul posto Maldini (alla storica 600ª in A). Poi El Jardinero "rischia" la doppietta addirittura di tacco, provando ad emulare il compagno di reparto Ibrahimovic, a segno così contro l’Italia agli Europei, con la Svezia. L’Inter ritrova fiducia e identità. E insiste. Stringe i tempi, con Ibra ispirato, Cruz minaccioso, Stankovic più volitivo. Il Milan soffre. E arretra il baricentro. Ancelotti allora cambia rotta: fuori Seedorf e dentro Gilardino. Milan a due punte, con Kakà trequartista. Ma la mossa non riesce. L’Inter trova infatti il 2-1 con Ibra, che fa secco Dida con un diagonale sottomisura assistito dal solito Cruz (Dida non è preciso nella respinta sul cross dell’argentino), che aveva saltato Jankulovski sulla destra. Il finale è palpitante, con continui rovesciamenti di fronte. Ma il risultato non cambia. Ibra e Ronie pareggiano, ma vince l’Inter.
da GAZZETTA.IT

Sorteggio Champions: è Roma-Manchester

Dopo lo spettacolo degli ottavi di finali, la cara vecchia Coppa dei Campioni arriva nella sua fase più calda. Ad Atene dove si svolgerà la finale il 23 maggio sono stati sorteggiati gli abbinamenti per i quarti di finale, grande sfida per la Roma che troverà il Manchester United, mentre il Milan ha pescato il Bayern Monaco. Nel caso di passaggio del turno le due italiane si troveranno di fronte in semifinale. Ecco il tabellone completo:

  • CHELSEA – VALENCIA
  • PSV – LIVERPOOL
  • ROMA – MANCHESTER UNITED
  • MILAN – BAYERN MONACO                                   

 

La lotta è per la Champions

Luca Toni (Ansa)Nella giornata che chiude definitivamente il discorso per lo scudetto, con l’Inter che porta il proprio vantaggio a 16 punti sulla Roma, va rilevata una compressione della classifica nella zona che vale i preliminari di Champions. Il Palermo continua a vivere un periodo estremamente negativo, dall’infortunio di Amauri in poi i siciliani hanno dilapidato il vantaggio sul gruppo ed ora si ritrovano con due soli punti di vantaggio sulla Lazio, ma con una partita in meno da giocare. I biancocelesti soffrono ma battono la Sampdoria ottenendo il quarto successo consecutivo e confermandosi al quarto posto. Non molla neppure l’Empoli, corsaro sul campo dell’Udinese, e continua la sua rincorsa anche il Milan che nell’anticipo serale va in svantaggio ma poi rimonta e chiude 3-1 contro il Chievo. Sempre di rimonta resta agganciata al treno Champions la Fiorentina che rifila cinque reti al Torino, due di Toni, dopo essere andata sotto per un gol di Rosina. I viola senza la penalizzazione avrebbero oggi 50 punti, solo quattro in meno della Roma.
 
Giornata importante nella lotta salvezza, soprattutto per il Messina che batte nel derby siciliano il Palermo grazie alla doppietta del redivivo Riganò. Con i suoi gol la strada verso la salvezza sarà sicuramente meno in salita. Torna alla vittoria anche il Cagliari, 2-0 all’Atalanta, mentre la delicata sfida fra Parma e Reggina termina con un pareggio, raggiunto dai ducali al quinto minuto di recupero con un rigore di Rossi, che ne aveva fallito già uno nel primo tempo. Chiude il quadro di questo ventiseiesimo turno il pari tra Catania e Siena.
Riccardo Marchese

Week end azzurro

Andrew Howe, oro nel lungo con un balzo da 8.30. ReutersGli europei indoor di Atletica leggera, tenutisi a Birmingham, premiano come non mai gli atleti italiani. Il bilancio finale è esaltante: tre medaglie d’oro, una d’argento e due di bronzo.
A salire sul gradino più alto del podio sono Giuseppe Caliandro nella gara dei 3000, Assunta Legnante nel getto del peso, e Andrew Howe nel salto in lungo. Quest’ultimo conferma il titolo all’aperto conquistato lo scorso agosto a Goteborg.
La medaglia d’argento arriva dal salto in alto femminile e porta la firma di Antonietta Di Martino, mentre i due bronzi li ottengono Maurizio Bobbato negli 800 e Silvia Weissteiner nei 3000.
Rispetto all’ultima edizione, che si tenne nel 2005 a Madrid, il progresso è notevole. In Spagna arrivò un solo podio con Madgelin Martinez, argento nel salto triplo.
Fine settimana di luci e ombre invece nel mondo dello sci. Le note positive arrivano dallo sci alpino settore maschile: Blardone e Moelgg ottengono il terzo posto a Kranjska Gora in Slovenia, rispettivamente nelle gare di gigante e slalom. Male invece le ragazze della velocità.
Delusioni anche dal fondo, ai mondiali di Sapporo in Giappone la staffetta italiana, che fu d’oro alle olimpiadi di Torino, chiude mestamente al nono posto. Le medaglie azzurre sono tre: quella d’oro nella sprint a squadre maschile ottenuta da Zorzi e Pasini, e le due di bronzo portate a casa da Pietro Piller Cottrer nell’inseguimento e da Arianna Follis nella 10 Km a tecnica libera.
Riccardo Marchese

L’Inter si ferma, filotto interrotto

Diciassette vittorie consecutive, è questo il record finale dell’Inter di Mancini destinato a durare sicuramente più del precedente, le undici vittorie della Roma ottenute nella scorsa stagione e subito superate.
A bloccare i nerazzurri è l’Udinese che già nel girone d’andata era stata l’ultima avversaria a resistere ai nerazzurri. Dunque nella strepitosa stagione dell’Inter i friulani vantano un primato: resteranno l’unica squadra a non essere stata battuta in campionato.
Il percorso degli uomini di Mancini resta comunque senza macchie: in 25 partite hanno raccolto ben 67 punti, uno in più della Juventus di Capello e di Moggi nel 2005/06. Inoltre il pari interno con l’Udinese non intacca il vantaggio sulla Roma, fermata a Verona dal Chievo sul 2-2.
 
Importante passo in avanti in chiave Champions quello della Lazio che all’Olimpico rimonta un Catania in caduta libera (due punti nelle ultime sette giornate) e allunga sul Milan, avversario più temibile nella corsa ai preliminari. I rossoneri pareggiano a Palermo sciupando tanto nel primo tempo e sbagliando un calcio di rigore con Kakà. Continua a stupire invece l’Empoli che battendo il Messina raggiunge quota 38 punti, praticamente la salvezza è fatta. Pareggio della Fiorentina a Reggio Calabria, mentre la Sampdoria batte l’Atalanta grazie ad un rigore inesistente trasformato dal capitano Volpi.
 
La sfida tra i “richiamati” De Biasi-Giampaolo, premia il primo. Il Torino torna così al successo e il tecnico si prende la personale rivincita sul presidente Cairo.
Finisce con un pari la partita della disperazione tra Ascoli e Parma. Gli emiliani però calendario alla mano avranno diverse occasioni, soprattutto in casa, per rientrare in classifica e giocarsi la salvezza.
 Riccardo Marchese