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FOTOPOST – Domenica Azzurra

Nell’esordio del 6Nazioni 2013 l’Italia del rugby supera la Francia all’Olimpico per 23-18. Vincono anche gli azzurri del tennis in Coppa Davis: Croazia battuta 3-2 e pass conquistato per i quarti di finale, dove affronteremo il Canada.

Ita-Fra

Fognini

Il sito ufficiale del 6Nazioni

Il sito ufficiale della Coppa Davis

FOTOPOST – Un altro cucchiaio? No, grazie!

L’Italia del rugby batte 13-6 la Scozia nel match decisivo per evitare l’ultimo posto nel 6Nazioni 2012. Fa la differenza la meta di Venditti ad inizio secondo tempo.
Grande Slam del Galles (terzo titolo dal 2000), Inghilterra seconda.


Il sito ufficiale del 6 Nazioni

World Cup 2011 – Italrugby, quarti tabù

Gli azzurri si arrendono all’Irlanda (36-6) nel match decisivo per il passaggio ai quarti di finale della Coppa del Mondo. Azzurri a casa. Da sabato via alla fase finale ad eliminazione diretta.

Il programma dei quarti di finale della VII edizione della Coppa del Mondo di rugby in corso di svolgimento in Nuova Zelanda:

8 Ottobre
IRLANDA – GALLES
INGHILTERRA – FRANCIA

9 Ottobre
SUDAFRICA – AUSTRALIA
NUOVA ZELANDA – ARGENTINA

FOTOPOST – 6Nazioni: Italrugby eroica

Al Flaminio gli azzurri rimontano la Francia da 6-18 a 22-21. Prima vittoria nella storia del torneo contro i transalpini: decisivo il piede di Mirco Begamasco (17 punti).

Mirco Bergamasco, dal suo piede sono arrivati 17 punti!

Rewind 2010 – Un anno di sport

Riviviamo le più belle emozioni dell'anno che sta finendo. Un anno di grandi vittorie ma anche di profonde delusioni per lo sport azzurro.

Francesca Schiavone in lacrime dopo la conquista del Roland Garros.Salutiamo il 2010, anno olimpico e mondiale. Anno – come tutti gli altri del resto – ricco di sofferenze e gioie legate alla passione sportiva.
Si era partiti – e male – da Vancouver, XXI Olimpiade invernale. Si era partiti perdendo le certezze di Torino2006, smarrito il pattinatore Enrico Fabris (vero eroe 4 anni fa) ci siamo aggrappati a Giuliano Razzoli: oro nello slalom e unico titolo conquistato in terra canadese. Il proverbiale coniglio dal cilindro che salva la spedizione azzurra, nonostante un notevole ridimensionamento nel medagliere (da 11 a 5 podi).

Il momento più atteso dell’anno è il mondiale di calcio sudafricano. Ci si arriva fra un cucchiaio di legno nel 6Nazioni (l’ottavo in 11 edizioni), un Giro d’Italia dominato dal rientrante Ivan Basso e un “triplete” dell’Inter. Ci si arriva dopo l’impresa dell’anno dello sport tricolore: Francesca Schiavone vince il Roland Garros ed entra nella storia. Un cammino in crescendo, una finale fantastica contro la favorita australiana Stosur. Una vittoria che riconsegna il tennis azzurro alle prime pagine dei giornali.
In Sudafrica invece le cose non vanno per il verso giusto. L’Italia campione in carica esordisce con un pari contro il Paraguay, risultato bissato clamorosamente contro i modesti neozelandesi. L’ultima sfida del girone, avversario la Slovacchia, resterà una pagina nera del nostro calcio. Una gara condita di errori che ci vede sconfitti ed eliminati. Il titolo va (per la prima volta) alla Spagna, che in finale batte l’Olanda ai supplementari. Noi torniamo a casa con un ultimo posto nel gruppo più modesto: finisce così l’era Lippi, sulla panchina azzurra arriverà Cesare Prandelli.

È estate di Europei per l’atletica e il nuoto. L’italia che salta, corre e lancia torna da Barcellona senza un oro (non accadeva da 52 anni) ma il movimento appare comunque in crescita. Alla fine sono 6 le medaglie azzurre: sugli scudi una straordinaria staffetta 4×100 maschile e il capitano Nicola Vizzoni. Storico il bronzo di Daniele Meucci che riporta l’Italia sul podio nel mezzofondo a distanza di 12 anni.
Nel nuoto si soffre: in vasca arrivano solo due titoli continentali (Scozzoli nei 50 rana e Pellegrini nei 200 sl). Eravamo abituati ad altro… tuttavia il bilancio è addolcito dalle buone cose fatte nei tuffi e dallo straordinario momento del fondo.

L’autunno porta i mondiali. Quello in casa di volley vede l’Italia al 4° posto, sconfitta in semifinale dai futuri campioni del Brasile. Quello di ciclismo, il primo senza Ballerini (scomparso in febbraio), non riserva gioie agli azzurri. Vince il norvegese Thor Hushovd, per l’Italia c’è in compenso l’oro di Giorgia Bronzini fra le ragazze. L’anno sta per finire. Novembre è il mese della vittoriosa finale di FedCup e dell’illusione Ferrari. Dall’esultanza ormai continua del tennis femminile (grande Flavia Pennetta stavolta) al brutale risveglio del Gp di Abu Dhabi. Il Mondiale di Formula1 va a Vettel, Alonso è secondo anche a causa della miope strategia dell’ultima gara.

Se ne va un anno e porta via con sé tanti protagonisti dello sport italiano. Un pensiero finale va a Enzo Bearzot, ct dell’Italia mundial. Addio Enzo. Addio 2010.

Riccardo Marchese
(per stadiosport.it)

6Nazioni, per l’Italia il cucchiaio che non ti aspetti

Per l’ottava volta in 11 edizioni l’Italia del Rugby ha chiuso all’ultimo posto il 6Nazioni aggiudicandosi il poco ambito cucchiaio di legno.

Canavosio vola verso la meta contro la Scozia. (GazSport)Non ditelo al c.t. Nick Mallet, convinto di aver evitato l’onta della posata più odiata dai rugbisti, grazie alla vittoria sulla Scozia – ottenuta al Flaminio il 27 febbraio. Ai cronisti che gli chiedevano del terzo cucchiaio di legno consecutivo ha risposto seccato: “Quel cucchiaio di m… lo abbiamo evitato. E basta, non parliamone più”.
Le cose non stanno proprio così. In realtà il problema è che un regolamento per l’assegnazione del wooden spoon, per dirla all’inglese, neppure esiste. La consuetudine, di questo si deve parlare, è di assegnarlo alla squadra ultima in classifica. In questa edizione sul fondo c’è proprio l’Italia (una vittoria su cinque incontri) superata in extremis dalla Scozia che negli ultimi due turni ha strappato un pareggio all’Inghilterra ed un’inaspettata vittoria in Irlanda. Parte della confusione potrebbe essere nata anche dall’esistenza di un altro titolo simbolico: il withewash. Traducibile come “andare in bianco” spetta alla squadra del 6Nazioni che raccoglie solo sconfitte. Almeno da questo ci siamo salvati, ma il cucchiaio di legno ci tocca ancora…

Posate a parte il 6Nazioni 2010 ci ha fatto vedere un’Italia a tratti viva. La migliore prestazione forse non è stata neppure quella della vittoria sulla Scozia, ma l’onorevole sconfitta subita al Flaminio contro l’Inghilterra. Il meglio insomma lo abbiamo dato all’inizio, a febbraio – sfruttando anche il fattore casa – rispetto alle due brutte trasferte di marzo in Francia e Galles. Da non dimenticare poi la pesante assenza per tutto il torneo del capitano Sergio Parisse.
Tuttavia analizzando gli undici anni di 6Nazioni dell’Italia alcuni dati restano pessimi: in quattro edizioni abbiamo perso tutti gli incontri (2001, ’02, ’05, ’09); nel totale delle 28 trasferte siamo riusciti a non perdere solo in due occasioni (pari in Galles nel 2006 e vittoria in Scozia nel 2007); nelle 33 gare complessive contro Inghilterra, Francia e Irlanda abbiamo perso 33 volte, cioè sempre! Un problema anche mentale che va superato, questo il prossimo step. Per non restare eternamente imbrigliati nella lotta per evitare il cucchiaio di legno.

Riccardo Marchese

Italrugby, una vittoria per ripartire

Ad Ascoli, dopo tredici sconfitte consecutive, l’Italia ritrova la vittoria (24-6) contro le Isole Samoa.

Finalmente verrebbe da dire. L’Italia del rugby ritrova la vittoria, una vittoria arrivata nonostante l’assenza del capitano azzurro Sergio Parisse, infortunatosi gravemente al ginocchio destro (rottura legamento crociato anteriore) durante l’allenamento di giovedì. Da quattro a sei mesi di stop, una vera tegola sull’Italrugby proiettata verso il Sei Nazioni 2010 (esordio il 6 febbraio a Dublino, contro l’Irlanda).
525 giorni dopo dunque; l’ultimo successo la squadra di Nick Mallet lo aveva ottenuto quasi un anno e mezzo fa, il 28 giugno 2008 contro l’Argentina a Cordoba. Poi una stagione di sconfitte: nei tre test match di novembre (Australia, Argentina, Isole del Pacifico), nei cinque incontri del 6 Nazioni, e nelle tre amichevoli del tour estivo (Australia 2 volte, e Nuova Zelanda). Totale 11 a cui vanno aggiunte le battute d’arresto delle scorse settimane contro Nuova Zelanda e Sudarica. L’ultima occasione per evitare che il 2009 passasse alla storia come l’anno delle sconfitte era la sfida alle Samoa.

Partiamo forte: piazzato di Mirco Bergamasco e meta di McLean, subito 8-0. I samoani reagiscono e trovano i primi tre punti con il piede di Esau. La sfida non è spettacolare, ancora due piazzati italiani (Bergamasco e Gower) e un altro di Esau, si va al riposo sul 14-6.
Nella ripresa il distacco si allunga. Prima Tebaldi inventa un drop, poi con la superiorità numerica arriva una meta tecnica trasformata ancora da Mirco Bergamasco (miglior marcatore del match con 8 punti). Finisce 24-6 e per i complicati calcoli del ranking è una vittoria che permette all’Italia di scavalcare proprio le Isole Samoa raggiungendo l’11.a posizione.

Rimpiange la perdita di Parisse (che giudica il miglior numero 8 in Europa, forse al mondo) ma è contento per la prestazione offerta dai suoi il c.t. Nick Mallet: “Nonostante qualche errore di troppo siamo riusciti a imporre il nostro gioco, a dominare la partita e non concedere agli avversari nemmeno una chiara occasione da meta”.
Il 2009 è in parte riscattato, ma per il 2010 ci aspettiamo qualcosa in più.

Riccardo Marchese

6Nazioni: Scozia battuta, cucchiaio evitato. Anzi no

Al Flaminio di Roma, gli azzurri hanno battuto 23-20 la Scozia grazie ad un drop di Marcato nel finale. Si apre però un dibattito sul simbolico titolo: spetta alla squadra ultima in classifica o alla squadra che perde tutti gli incontri? Proviamo a chiarire.

All’ultimo minuto dell’ultimo turno, contro la Scozia, l’Italia del rugby ha strappato con i denti una vittoria nel 6Nazioni 2008. Decisivo è stato il drop di Andrea Marcato, arrivato a poco dalla fine sul punteggio di 20-20.

Una vittoria che lascia però una coda polemica. Battendo gli scozzesi l’Italia intera aveva pensato (e forse pensa tuttora) di aver evitato il disonore del cucchiaio di legno. A termini di regolamento non è così.

In realtà un regolamento per l’assegnazione del wooden spoon, per dirla all’inglese, neppure esiste. La conseutudine, di questo si deve parlare, è di assegnarlo alla squadra ultima in classifica. In questa edizione sul fondo c’è proprio l’Italia, una vittoria su cinque incontri, come la Scozia, ma una peggiore differenza punti: -57 contro il loro -54.

Parte di questa confusione potrebbe essere nata dall’esistenza di un altro titolo simbolico: il withewash. Traducibile come "andare in bianco" spetta alla squadra del 6Nazioni che raccoglie solo sconfitte. Titolo da cui ci siamo salvati battendo la Scozia, ma il cucchiaio di legno ci spetta…

Riccardo Marchese

Due sconfitte dignitose

Nella seconda giornata del “Sei Nazioni” di rugby l’Italia si arrende con onore ai vice campioni del Mondo dell’Inghilterra. E’ il secondo k.o. consecutivo dopo quello subito dall’Irlanda all’esordio.

Andrea Masi e Sergio Parisse provano ad infilarsi tra Lipman (7) e Borthwick (5). Ansa

La nuova Italia del rugby guidata dal sudafricano Nick Mallett esce sconfitta ma a testa alta dal Flaminio di Roma, dove l’Inghilterra di sir Johnny Wilkinson si impone 19-23.

Gli inglesi partono forte, vanno subito in meta con Sackey mentre l’Italia è tutta nel piede di Bortolussi che ci riporta a –1 (6-7). Ma al riposo si va sul 6-20, gli inglese passano infatti con Flood (clamoroso errore proprio di Bortolussi) e con due piazzati del solito Wilkinson.  
Ad infondere ottimismo in casa azzurra è soprattutto il parziale della ripresa, 13-3 con due piazzati ancora di Bortolussi che trasforma poi anche la meta di Picone. In mezzo l’ennesimo vincente del capitano inglese che chiude con 13 punti, comunque uno in meno del nostro estremo.

Un’Italia coraggiosa e per nulla arrendevole era già scesa in campo a Croke Park contro l’Irlanda per l’esordio in questo Sei Nazioni 2008. Contro i verdi era finita 16-11, sconfitta sì ma con segnali positivi, considerando anche le novità di Masi mediano d’apertura e l’assenza per ritiro del capitano storico di questa squadra, Alessandro Troncon, 101 battaglie che lo rendono il primatista per presenze in azzurro.

Il bilancio finora dice dunque di due sconfitte con margini però limitati come non era mai successo nel passato.
Per capire di più sulla bontà del lavoro di Mallett il prossimo impegno sarà sabato 23 febbraio in casa del Galles, squadra che sorprendentemente guida la classifica a punteggio pieno insieme alla Francia.

Riccardo Marchese

Mondiale Rugby, vince il Sud Africa

Un successo meritato per la squadra più costante, anche se non sempre la più spettacolare. AfpIl Sud Africa battendo 15-6 l’Inghilterrà nella finale di Parigi si aggiudica per la seconda volta nella storia la Coppa del Mondo. Il precedente successo era arrivato nel 1995 quando gli Springboks riuscirono ad avere la meglio, davanti al proprio pubblico, sull’Australia.

Ecco il riepilogo della fase finale:

QUARTI

Inghilterra – Australia 12-10
Francia – Nuova Zelanda 20-18
Sudafrica – Fiji 37-20
Argentina – Scozia 19-13

SEMIFINALI

Inghilterra – Francia          14-9
Sudafrica – Argentina 37-13

FINALE 3° Posto

Argentina – Francia           34-10

FINALE

Sudafrica – Inghilterra   15- 6

 

ALBO D’ORO

Anno Paese Organizzatore Vincitore
1987 Australia – Nuova Zelanda Nuova Zelanda
1991 Inghilterra Australia
1995 Sudafrica Sudafrica
1999 Galles Australia
2003 Australia Inghilterra
2007 Francia Sudafrica

Riccardo Marchese