Archivio mensile:settembre 2010

F1 – Gli azzardi di Hamilton

Nella notte di Singapore trionfa la Ferrari di Fernando Alonso. Sul podio le due Red Bull, Hamilton out. Per l'inglese è il secondo ritiro consecutivo.

Gp singapore: scenari mozzafiato ma il circuito deludeIl parziale degli ultimi due appuntamenti del mondiale di Formula1 non lascia scampo: Alonso batte Hamilton 50 a 0. Monza e Singapore: due vittorie per lo spagnolo della Ferrari, due ritiri per l’inglese della McLaren. E che ritiri! In Italia la sua corsa è durata poche curve, contatto con Massa e danneggiamento alla sospensione posteriore sinistra; nella splendida cornice notturna della Marina Bay (confermata l’equazione panorama spettacolare uguale tracciato noioso) ennesimo azzardo non pagato, questa volta in azione di sorpasso su Webber a metà gara.

Errori pesanti quelli di Hamilton in un campionato estremamente equilibrato (ora Webber ha 11 punti di vantaggio su Alonso e 20 sullo stesso inglese a quattro gare dalla fine), errori che si ripetono e che riportano alla mente quelli fatali del 2007 (insabbiamento in Cina e sciagurato primo giro in Brasile). Finì meglio l’anno dopo – non parlatene a Massa… – ma non mancarono situazioni al limite del ridicolo come il tamponamento in corsia box ai danni della Ferrari di Raikkonen durante il Gp del Canada.

L’aggressività di Hamilton è ormai il suo marchio di fabbrica, ma spesso rischia di diventare un vero limite. Situazione attuale a parte (dove la scelta della cautela sarebbe stata d’obbligo) l’interrogativo a monte è di livello generale: meglio accontentarsi o rischiare per avere di più? La saggezza popolare non può esserci d’aiuto più di tanto, anzi, si va dal “Chi si accontenta gode” a “Chi non risica non rosica”. Lui, Hamilton, sembra aver deciso da tempo da che parte stare.


Riccardo Marchese
(per stadiosport.it)

Una classifica figlia dei diritti tv collettivi?

Dopo 5 turni di campionato Inter e Lazio sono al comando seguite da Chievo e Brescia. Ma in cinque punti ci sono tutte (tranne l'Udinese) mentre già manca una squadra imbattuta.
La Lazio vola con il neo acquisto Hernanes. (Sky)Un affollamento del genere non si vedeva da tempo nel campionato di serie A: 19 squadre in appena cinque punti dopo cinque giornate, con la sola Udinese staccata dal gruppone. Un equilibrio confermato anche da un altro dato statistico: le ultime tre squadre in classifica hanno già una somma totale di 11 punti, contro i 4,6 di media degli ultimi cinque campionati.

Siamo ancora all’inizio, non affrettiamo conclusioni, ma le nuove norme sulla ridistribuzione dei proventi dai diritti tv sembrano avere avuto effetto immediato. L’obiettivo della vendita collettiva – sancita con la legge Melandri approvata nel 2007 – era proprio quello di riequilibrare il campionato, renderlo più interessante e quindi maggiormente appetibile anche ai mercati stranieri (la Serie A introita solo 90 milioni di euro dalla vendita dei diritti tv all’estero contro i 580 della Premier League).  
La vendita centralizzata ha significato anche maggior potere di contrattazione in mano alla Lega che per la stagione in corso e la prossima ha strappato, solo a Sky, un accordo da 1 miliardo e 149 milioni di euro (571 quest’anno, 578 per il 2011/2012). Da aggiungere i 435 milioni (210 + 225) che pagherà Mediaset per i diritti tv di 12 squadre nello stesso biennio. Ma le entrate non finiscono qui: Dahlia tv, con i diritti delle restanti 8 squadre per il digitale terrestre, verserà alla Lega Calcio 61 milioni (31 quest’anno e 32 il prossimo), la Rai per gli highlights e i diritti radiofonici 58,5 milioni (28,5 + 30). C’è poi la Coppa Italia, ancora della Rai per 12 milioni (dagli ottavi in avanti), i diritti tv all’estero (90 milioni) e infine quelli per i nuovi media.

Tolte mutualità e altri obblighi ai 20 club di massima serie resta un totale di 810 milioni per la stagione attuale. I criteri per la suddivisione sono stabiliti da tempo: 40% in parti uguali (vuol dire una base di 16 milioni di euro a squadra); 30% per meriti sportivi; 30% in base al “bacino d’utenza” del club.
Morale della favola: team piccoli come Chievo o Brescia – abituati a spartirsi le briciole – arrivano ad intascare 20 milioni di euro dalle tv. Di conseguenza possono muoversi sul mercato come mai prima: ecco allora che il Brescia prende Eder e Diamanti (4,5 milioni la comproprietà del primo e 5,5 il cartellino del secondo) e il Chievo non cede nessuno dei suoi pezzi migliori. Restano a Verona sia Sorrentino richiesto dal Genoa che Mantovani pressato dal Napoli, così gli scaligeri possono vincere in casa di entrambe…


Riccardo Marchese

E che gioco di squadra sia!

Con la vittoria di Monza Alonso torna in corsa per il titolo, sul podio anche Massa. Proprio il brasiliano avrà un ruolo determinante in questo caldo finale di stagione.

Alonso festeggia la vittoria del Gp d'Italia. La Ferrari non vinceva a Monza dal 2006. (GazSport) L’8 settembre della Ferrari non ha coinciso con un nuovo armistizio. Niente resa: la sentenza Fia sullo “sciagurato” sorpasso di Alonso ai danni di Massa nel Gp di Germania (sciagurato soprattutto l’evidente rallentamento del pilota brasiliano) ha confermato la sola multa di 100 mila dollari. Una posizione quella assunta dalla Federazione che sdogana di fatto gli ordini di squadra e che di sicuro varrà da precedente. Resta la multa ma siamo sicuri che i team – almeno in talune occasioni – saranno pronti a mettere le mani al portafoglio.

Nessuna penalizzazione in classifica dunque, una mezza vittoria infrasettimanale che ha acceso gli entusiasmi del popolo rosso proprio alla vigilia del weekend di casa a Monza. Poi ci ha pensato Alonso: prima pole dello spagnolo da quando veste in tuta rossa e prima volta stagionale per la Ferrari. Una gioia che mancava al team di Maranello addirittura da 30 gare, precisamente da quel traumatico Gp del Brasile del novembre 2008…
Dal mercoledì al sabato, dal sabato alla domenica: la “settimana rossa” non poteva che chiudersi con il doppio inno Spagna-Italia (grazie anche al miracolo dei meccanici ai box). Con Hamilton fuori e Webber sesto, con Massa terzo e il placido Button nella morsa delle Ferrari la classifica cambia; ancora e tanto. A cinque gare dalla fine restano cinque piloti a giocarsi il titolo, con Alonso terzo a 21 punti dalla vetta (ora c’è Webber a quota 187).
Cinque piloti dei tre top team: due coppie e un single. Correre per un solo pilota sarà un vantaggio da sfruttare per la Ferrari: ora che i giochi di squadra non sono più così vietati toccherà all’”amante” Massa non avere crisi di gelosia.

Riccardo Marchese
(per stadiosport.it)

FOTOPOST – Collezione completa

Rafael Nadal, battendo in finale il serbo Djokovic, conquista per la prima volta in carriera il titolo degli Us Open. Era l'unico torneo del Grande Slam che non aveva ancora vinto.


Il sito ufficiale degli Us Open

Alti e squilibrati: gli stipendi della serie A

Se l'ingaggio netto di Ibrahimovic (9 milioni a stagione) supera il totale lordo degli stipendi del Cesena…

Zlatan Ibrahimovic mostra i suoi nuovi colori appena sbarcato a Linate. Dagli 839 milioni di euro della scorsa stagione agli 802,5 che i club di serie A corrisponderanno ai propri tesserati nella stagione attuale. A leggerla così l'inchiesta della Gazzetta dello Sport sembrerebbe dunque che il monte stipendi del campionato italiano cali del 4,35%, mentre in realtà aumenta! Come? Semplice, con i nuovi contratti flessibili e infarciti di bonus. Chiariamo: diminuisce la parte fissa degli stipendi ma crecono gli incentivi (rendimento e vittorie), così che a fine stagione è presumibile si possa sforare il tetto del miliardo di euro. 

Il calciatore più pagato sarà il neo acquisto rossonero Zlatan Ibrahimovic che a ogni fine mese si ritroverà con una busta paga da 750.000 euro (netti). Segue il camerunense dell'Inter Samuel Eto'o (666.000 €/mese) e completa il podio dei "paperoni" un altro milanista, il brasiliano Ronaldinho (625.000 €/mese).

Il club più spendaccione è il Milan: un aggettivo che calza a pennello per una società che pagherà 130 milioni di euro in stipendi ai suoi tesserati, non senza particolari anomalie (si pensi ai 4 milioni e mezzo versati a Flamini o ai quasi 3 corrisposti a Jankulovsky). Enorme resta poi lo squilibrio fra le grandi squadre e il resto della A: rossoneri, Juve, Inter e Roma spenderanno in totale 434 milioni, cioè molto più degli altri 16 club messi insieme – 368 milioni, dalla Fiorentina (41,7) al Cesena (8,3).

Questo il quadro riassuntivo dell'annuale speciale della Gazzetta dello Sport sugli stipendi dei calciatori di Serie A. Le cifre espresse sono da intendersi in milioni di euro:

Squadra Tot.Ingaggi Var. '09/'10 Giocatori più pagati
MILAN 130 +4,5 Ibrahimovic 9; Ronaldinho 7,5; Pirlo 6
INTER 121,4 -28,6 Eto'o 8; J. Cesar, Milito 4,5; Sneijder 4
JUVENTUS 100 -15 Buffon 6; Amauri 4,2; Del Piero 4
ROMA 83 +13,5 Totti 4,9; De Rossi 4,6; Mexes 2,9
FIORENTINA 41,7 +1,7 Frey, Mutu, Gilardino 2; C. Zanetti 1,5
LAZIO 41 +8,1 Zarate 2; Hernanes 1,6; Ledesma 1,4
GENOA 36,7 -1,3 Toni 4; Rafinha, Veloso 1,5
SAMPDORIA 34,7 +10,7 Cassano 2,8; Palombo, Pazzini 1,5
NAPOLI 28,3 -8,7 Cavani 1,8; Dossena 1,5; Lavezzi 1,4
BOLOGNA 22,6 +2,6 Di Vaio, Perez 1,1; Mudingayi 0,8
PALERMO 22 -8 Miccoli 1,2; Liverani, Maccarone 1
PARMA 20,7 -5,3 Bojinov, Giovinco, Zaccardo 0,9;
BARI 19,6 -0,4 Almiron 1; Barreto 0,9; Donati 0,7
CATANIA 18,7 +1,2 Maxi Lopez 0,8; Andujar, Mascara 0,6
UDINESE 18,5 +0.5 Di Natale 1,2; Sanchez 0,7; Zapata 0,65
CAGLIARI 14,8 -2,2 Acquafresca 0,9; Conti 0,65; Matri 0,55
LECCE 13,8 in serie B Chevanton, Piatti 0,4; Jeda 0,38
BRESCIA 13,5 in serie B Caracciolo, Diamanti 0,8; Eder 0,7
CHIEVO 13,2 +0,2 Pellissier 0,5; Fernandes, Guana 0,4
CESENA 8,3 in serie B Jimenez 0,35; Cavalieri, Nagatomo 0,3

Gli stipendi di tutta la Serie A su Gazzetta.it

F1 – Pioggia, spettacolo e fortuna

In Belgio Hamilton torna al successo e si riprende la testa della classifica iridata. Le continue bizze del meteo rendono emozionante la gara. Out Alonso.

Prendete un circuito alla vecchia maniera (Spa va benissimo) e aggiungete una situazione atmosferica instabile durante il weekend. Occhio ora a non fracassare il divano perché ci sarà da sobbalzare. Bastano infatti questi due ingredienti per rendere un gran premio di Formula1 esaltante, come lo è stato quello corso in Belgio nell’ultimo fine settimana. Poco esaltati saranno magari i tifosi Ferrari: Alonso si ritira (i suoi errori diventano un po’ troppi) e scivola a -41 dal leader della classifica mondiale Lewis Hamilton (McLaren), vincitore a Spa davanti alla Red Bull di Webber e alla Renault di Kubica. Massa chiude ai piedi del podio e porta a casa 12 punti che tengono la rossa a -80 dalla vetta (c’è la Red Bull a quota 330) nella graduatoria costruttori.

Un passo indietro notevole per la Ferrari, che in Belgio era attesa ad una prova in linea con le precedenti anche in virtù delle caratteristiche del tracciato. Invece è risorta la McLaren: primo posto con Hamilton, sfortunata con Button centrato in pieno dall’imprudente Vettel (anche se questa volte le sue colpe sono limitate).
In un campionato così equilibrato – guai a chiamarsi fuori dalla lotta visto che mancano ancora sei gare – la differenza la faranno i particolari, le piccolezze e perché no una buona dosa di fortuna dalla propria parte. Un bel bacio la dea bendata l’aveva concesso ad Alonso: la sua monoposto era uscita incredibilmente integra dallo scontro col kamikaze Barrichello (attenuante delle slick su pista bagnata) ma lo spagnolo è stato tradito nel finale da un cordolo e dall’erba umida. Sorte che arride – e qui fino in fondo – ad Hamilton: la pioggia improvvisa lo costringe a stare in pista con gomme da asciutto. Sbaglia, va sulla sabbia, sfiora le protezioni, ma non si impantana. Bingo!

E pensare che la Ferrari la fortuna poteva costruirsela da sé con Massa. Ancora la pioggia (benedetta davvero per lo spettacolo), i primi che decidono di non fermarsi a montare le intermedie, e il brasiliano che – purtroppo – li segue. Un giro in apnea prima di entrare tutti ai box. Si fosse fermato al momento giusto chissà cosa sarebbe successo…

Riccardo Marchese
(per stadiosport.it)