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FOTOPOST – Hesjedal, un canadese in rosa

Nella decisiva crono di Milano, Ryder Hesjedal sfila la maglia simbolo del primato allo spagnolo Rodriguez per 16 secondi. Terzo il belga De Gendt. Italiani ai piedi del podio.

Classifica finale 95.a edizione Giro d’Italia:

Ryder HESJEDAL Garmin – Barracuda 91:39’02”
Joaquin RODRIGUEZ OLIVER Katusha Team a 16″
Thomas DE GENDT Vacansoleil – Dcm a 1’39”
Michele SCARPONI Lampre – Isd a 2’05”
Ivan BASSO Liquigas – Cannondale  a 3’44”
Damiano CUNEGO Lampre – Isd  a 4’40”
Rigoberto URAN URAN Sky Procycling  a 5’57”
Domenico POZZOVIVO Colnago – Csf Inox  a 6’28”

Il sito ufficiale su Gazzetta.it

Il Giro d’Italia 2012 su Wikipedia

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FOTOPOST – Questo podio non vale

Alberto Contador condannato dal Tas di Losanna per la positività al clenbuterolo durante il Tour 2010. Due anni di squalifica retroattiva: perde la grande boucle incriminata e il Giro d’Italia 2011. Negli albi d’oro i nomi di Andy Schleck e Scarponi.

Hanno dominato!

Trionfi spagnoli: Contador come il Barcellona. I blaugrana battono 3-1 il Manchester Utd e conquistano la quarta Champions, la terza negli ultimi 5 anni. Il Giro ha un solo padrone, Scarponi e Nibali sul podio.

Rewind 2010 – Un anno di sport

Riviviamo le più belle emozioni dell'anno che sta finendo. Un anno di grandi vittorie ma anche di profonde delusioni per lo sport azzurro.

Francesca Schiavone in lacrime dopo la conquista del Roland Garros.Salutiamo il 2010, anno olimpico e mondiale. Anno – come tutti gli altri del resto – ricco di sofferenze e gioie legate alla passione sportiva.
Si era partiti – e male – da Vancouver, XXI Olimpiade invernale. Si era partiti perdendo le certezze di Torino2006, smarrito il pattinatore Enrico Fabris (vero eroe 4 anni fa) ci siamo aggrappati a Giuliano Razzoli: oro nello slalom e unico titolo conquistato in terra canadese. Il proverbiale coniglio dal cilindro che salva la spedizione azzurra, nonostante un notevole ridimensionamento nel medagliere (da 11 a 5 podi).

Il momento più atteso dell’anno è il mondiale di calcio sudafricano. Ci si arriva fra un cucchiaio di legno nel 6Nazioni (l’ottavo in 11 edizioni), un Giro d’Italia dominato dal rientrante Ivan Basso e un “triplete” dell’Inter. Ci si arriva dopo l’impresa dell’anno dello sport tricolore: Francesca Schiavone vince il Roland Garros ed entra nella storia. Un cammino in crescendo, una finale fantastica contro la favorita australiana Stosur. Una vittoria che riconsegna il tennis azzurro alle prime pagine dei giornali.
In Sudafrica invece le cose non vanno per il verso giusto. L’Italia campione in carica esordisce con un pari contro il Paraguay, risultato bissato clamorosamente contro i modesti neozelandesi. L’ultima sfida del girone, avversario la Slovacchia, resterà una pagina nera del nostro calcio. Una gara condita di errori che ci vede sconfitti ed eliminati. Il titolo va (per la prima volta) alla Spagna, che in finale batte l’Olanda ai supplementari. Noi torniamo a casa con un ultimo posto nel gruppo più modesto: finisce così l’era Lippi, sulla panchina azzurra arriverà Cesare Prandelli.

È estate di Europei per l’atletica e il nuoto. L’italia che salta, corre e lancia torna da Barcellona senza un oro (non accadeva da 52 anni) ma il movimento appare comunque in crescita. Alla fine sono 6 le medaglie azzurre: sugli scudi una straordinaria staffetta 4×100 maschile e il capitano Nicola Vizzoni. Storico il bronzo di Daniele Meucci che riporta l’Italia sul podio nel mezzofondo a distanza di 12 anni.
Nel nuoto si soffre: in vasca arrivano solo due titoli continentali (Scozzoli nei 50 rana e Pellegrini nei 200 sl). Eravamo abituati ad altro… tuttavia il bilancio è addolcito dalle buone cose fatte nei tuffi e dallo straordinario momento del fondo.

L’autunno porta i mondiali. Quello in casa di volley vede l’Italia al 4° posto, sconfitta in semifinale dai futuri campioni del Brasile. Quello di ciclismo, il primo senza Ballerini (scomparso in febbraio), non riserva gioie agli azzurri. Vince il norvegese Thor Hushovd, per l’Italia c’è in compenso l’oro di Giorgia Bronzini fra le ragazze. L’anno sta per finire. Novembre è il mese della vittoriosa finale di FedCup e dell’illusione Ferrari. Dall’esultanza ormai continua del tennis femminile (grande Flavia Pennetta stavolta) al brutale risveglio del Gp di Abu Dhabi. Il Mondiale di Formula1 va a Vettel, Alonso è secondo anche a causa della miope strategia dell’ultima gara.

Se ne va un anno e porta via con sé tanti protagonisti dello sport italiano. Un pensiero finale va a Enzo Bearzot, ct dell’Italia mundial. Addio Enzo. Addio 2010.

Riccardo Marchese
(per stadiosport.it)

Basso prenota il Giro

Sull'Aprica vince Scarponi davanti a Basso, che a distanza di quattro anni rindossa la maglia rosa. Bene Nibali, crolla Evans.


Forse l’ha deciso l’Aprica. La salita meno dura fra le tante vette affrontate dalla corsa rosa ha fatto più delle altre la differenza. Da stasera infatti in maglia rosa c’è Ivan Basso che succede allo spagnolo Arroyo, ultimo a resistere in classifica generale fra i protagonisti dell’ormai ribattezzata “fuga-bidone”, arrivata in porto a L’Aquila.
Una rimonta lunga mezza Giro, passando per lo Zoncolan e lo cronoscalata di Plan de Corones, il Monte Grappa e il mitico Mortirolo. Salite durissime che hanno ristabilito la verità della corsa, hanno ripristinato i valori reali: Basso è il più forte e da stasera – solo dopo l’arrivo all’Aprica – lo dice anche la classifica.

Questa diciannovesima resterà la tappa simbolo del Giro2010: in cima al Mortirolo scollinano in tre, sono Basso, il compagno Nibali e Scarponi, al traguardo mancano 33 km. Arroyo arriva su con quasi due minuti di distacco (2’27’’ il suo vantaggio su Basso in classifica) ma recupera tanto in discesa. La fatica dei tre davanti contro la spregiudicatezza di chi insegue. A valle il distacco è di poco superiore ai 30 secondi, mancano 16 Km. Fermi tutti, qui cambia la storia del Giro: davanti Scarponi accetta di collaborare in cambio della vittoria di tappa, dietro Arroyo si ritrova nel gruppo dei big stranieri feriti (Evans, Vinokourov , Sastre). I primi vanno a tutta, quando Basso è in testa tiene un ritmo impressionante, da passista vero; gli inseguitori arrancano, l’unico motivato è Arroyo, abbastanza inspiegabilmente visto che gli altri avrebbero un podio da difendere. Ai -8 km il distacco cresce a 1’20”, ai -5 è 2’15’’, ai -3 arriva a 2’50’’. Basso tira fino alla fine, Nibali non si azzarda a superarlo per gli abbuoni e la vittoria è una formalità per Scarponi. Il gruppetto Arroyo transita sul traguardo con 3’05’’ di ritardo, la maglia rosa torna sulle spalle di Basso dopo quattro anni.

Domani ultima tappa di montagna con il Gavia, domenica cronometro finale a Verona. Basso ha un vantaggio di 51’’ su Arroyo, 2’30’’ su Nibali e 2’49’’ su Scarponi. Dovrebbe bastargli!

 

Lo Speciale della Gazzetta

Speciale Giro: risultati, classifiche e resoconti tappa per tappa (Wikipedia)

Riccardo Marchese

Voglia di Giro, possibilmente pulito

Con il cronoprologo di Amsterdam scatta la 93.a edizione della corsa rosa.


Da Amsterdam a Verona, facendo una capatina ad Avellino. No, non è l’ultima schizofrenica tratta di Alitalia, ma il percorso del 93° Giro d’Italia che a distanza di otto anni torna per la partenza in Olanda. Era il 2002, allora si scelse Groningen – provincia nell’estremo nord – per celebrare l’EuroGiro, metafora della raggiunta unione monetaria nell’UE. C’era ottimismo nell’aria, grandi attese che otto anni dopo sono svanite, col rischio concreto che si debba smantellare tutto.
Ma parliamo di ciclismo, dove le cose, nel frattempo, non è che siano andate molto meglio… Cronoprologo di Amsterdam, 8 Km e mezzo da fare a tutta. Il Giro scatterà alle 13:55 con la partenza del tedesco Russ del Team Milram; favoriti per la prima maglia rosa i britannici Bradley Wiggins del nuovo Team Sky, e David Millar (Garmin-Transitions). Attenzione al redivivo kazako Vinokourov (Astana) e perché no all’italiano Pinotti (Team HTC-Columbia).

Sarà un Giro duro, con due cronometro (una a squadre) e una cronoscalata (a Plan de Corones), con il ritorno del mitico Monte Zoncolan (punte di pendenza del 22%), col Mortirolo e il Passo Gavia (Cima Coppi dell’edizione, cioè punto più alto toccato dalla carovana rosa con i suoi 2618 metri). Ad incendiare la lotta quando la strada si impennerà aspettiamo Ivan Basso, Cadel Evans (il favorito dei bookmakers), l’eterno Garzelli, ancora Vinokourov, Sastre e poi Scarponi, Pozzovivo, Simoni e Cunego. Insomma ci sarà da divertirsi.
Un po’ meno interessanti le tappe piatte destinate alle volate, soprattutto per le assenze: Cavendish, Boonen, Hushovd e Freire, con quest’ultimo costretto da un infortunio a rimandare il suo esordio al Giro. Senza i quattro big la lotta potrebbe prendere la forma del duello: Petacchi contro McEwen (un classico sulle nostre strade), anche se il tedesco Greipel appare pronto al salto di qualità.

Qualunque sia la qualità dello spettacolo, una sola è la speranza: che sia uno spettacolo pulito, che quella parola, che oggi non vogliamo neppure pronunciare, resti fuori dalle cronache. Lo speriamo davvero.
Buon Giro a tutti.

Lo Speciale della Gazzetta

Speciale Giro: risultati, classifiche e resoconti tappa per tappa (Wikipedia)

Riccardo Marchese

Giro russo

Menchov resiste ad una settimana di attacchi, marca stretto Di Luca (secondo) e si aggiudica la corsa rosa del centenario. Completa il podio Pellizotti che precede i più accreditati Sastre, Basso e Leipheimer.

Il podio del 92° Giro d'Italia. (GazSport)

La classifica finale del Giro d’Italia 2009 (Gazzetta)

Speciale Giro: risultati, classifiche e resoconti tappa per tappa (Wikipedia)

Menchov, crono e maglia

Il russo della Rabobank, già vincitore della Vuelta nel 2005 e nel 2007, si aggiudica la lunghissima cronometro delle Cinque Terre e, staccando Di Luca di 1’54”, indossa la sua prima maglia rosa.  

Nei 60 km tra Sestri Levante (Ge) e Riomaggiore (Sp) il più veloce è Denis Menchov. (GazSport)

Speciale Giro: risultati, classifiche e resoconti tappa per tappa (Wikipedia).

Di Luca in rosa. Chi lo ferma?

L’abruzzese veste il primato sull’Alpe di Suisi, tappa a Menchov che lo batte in volata. Bene anche Basso, Leipheimer e Sastre. Soffre Simoni, mentre crollano Cunego e Armstrong.

Danilo Di Luca, quarta maglia rosa del Giro 2009. (GazSport)

Speciale Giro d’Italia: risultati, ckassifiche e resoconti tappa per tappa.

Si gira

Lovkvist (Team Columbia) è la terza maglia rosa diversa in quattro tappe. Prima di lui Cavendish – grazie alla cronosquadre – e Petacchi, vincitore di due volate. Il primo arrivo in salita è di Danilo Di Luca che regola Garzelli allo sprint. Male Armstrong.

Danilo Di Luca vince la prima tappa di montagna: dietro di lui Garzelli e Pellizotti. (GazSport) 

Quattro giorni di Giro d’Italia, cento anni dopo il primo ma solo 92.a edizione, ci dicono già tante cose.

LANCE CROLLA? Innanzi tutto che Armstrong (Astana), il grande rientrante, forse non bluffava: la sua condizione non è al meglio, a causa anche del recente infortunio alla spalla, e al Giro è venuto davvero per aiutare i suoi compagni, Leipheimer e Popovych su tutti.
Si possono spiegare così i 15 secondi di ritardi pagati dall’americano sul traguardo di San Martino di Castrozza, primo arrivo in quota della corsa rosa. Perché al di là del puro dato cronometrico, certamente non così grave da essere irrimediabile, vi sono due aggravanti: la prima riguarda le non-difficoltà dell’ascesa finale, quasi 14 Km con una pendenza media del 5,5%, la seconda il modo in cui Armstrong l’ha affrontata, da quasi subito in difficoltà a tenere il ritmo del pur numeroso gruppo. Fosse un altro non staremmo neppure qui a discutere, ma al "tiranno di Francia" va comunque concessa una prova d’appello.

IL RITORNO DI ALE-JET Prima delle Dolomiti, in un Giro disegnato in modo atipico, c’era stato spazio per i velocisti. Due tappe da volata, due volate, due vittorie di Petacchi (Lpr) che grazie ai relativi abbuoni (20” al primo, 12” al secondo e 8” al terzo nelle tappe in linea) ha potuto rindossare la maglia rosa a distanza di 6 anni. Una grande gioia per lo spezzino, ormai 35enne, che si era visto cancellare i suoi ultimi 5 successi al Giro, nel 2007, per l’abuso di un farmaco contro l’asma.

LPR-FARNESE Una maglia rosa che Petacchi aveva strappato al britannico Mark Cavendish (Team Columbia) consegnandola dopo un solo giorno allo svedese Lovkvist (sempre Team Columbia-High Road). Ma la Lpr di Petacchi si è consolata aggiudicandosi il terzo successo di tappa consecutivo. Dopo i due del velocista ha timbrato Danilo Di Luca, battendo in una volata ristretta Stefano Garzelli (Acqua&Sapone) e Franco Pellizzotti (Liquigas).

Speciale Giro d’Italia: risultati, classifiche e resoconti tappa per tappa.

Riccardo Marchese