Archivi Blog

FOTOPOST – Il Tour è inglese, Nibali terzo

Bradley Wiggins del Team Sky è il primo inglese nella storia a vincere il Tour de France. Sul podio anche il compagno di squadra Christopher Froome (staccato di 3’21”) e l’azzurro Vincenzo Nibali (a 6’19”). Per il secondo anno consecutivo nessun successo di tappa per l’Italia.

Il sito ufficiale del Tour de France

FOTOPOST – Hesjedal, un canadese in rosa

Nella decisiva crono di Milano, Ryder Hesjedal sfila la maglia simbolo del primato allo spagnolo Rodriguez per 16 secondi. Terzo il belga De Gendt. Italiani ai piedi del podio.

Classifica finale 95.a edizione Giro d’Italia:

Ryder HESJEDAL Garmin – Barracuda 91:39’02”
Joaquin RODRIGUEZ OLIVER Katusha Team a 16″
Thomas DE GENDT Vacansoleil – Dcm a 1’39”
Michele SCARPONI Lampre – Isd a 2’05”
Ivan BASSO Liquigas – Cannondale  a 3’44”
Damiano CUNEGO Lampre – Isd  a 4’40”
Rigoberto URAN URAN Sky Procycling  a 5’57”
Domenico POZZOVIVO Colnago – Csf Inox  a 6’28”

Il sito ufficiale su Gazzetta.it

Il Giro d’Italia 2012 su Wikipedia

FOTOPOST – Questo podio non vale

Alberto Contador condannato dal Tas di Losanna per la positività al clenbuterolo durante il Tour 2010. Due anni di squalifica retroattiva: perde la grande boucle incriminata e il Giro d’Italia 2011. Negli albi d’oro i nomi di Andy Schleck e Scarponi.

Finalmente Cadel

A 34 anni Cadel Evans conquista il Tour de France. Dopo piazzamenti, infortuni e tanta sfortuna l'australiano della Bmc vince il suo primo grande giro.

Il sito ufficiale del Tour

Speciale Tour de France 2011: risultati, tappe, maglie… (Wikipedia)

Hanno dominato!

Trionfi spagnoli: Contador come il Barcellona. I blaugrana battono 3-1 il Manchester Utd e conquistano la quarta Champions, la terza negli ultimi 5 anni. Il Giro ha un solo padrone, Scarponi e Nibali sul podio.

Rewind 2010 – Un anno di sport

Riviviamo le più belle emozioni dell'anno che sta finendo. Un anno di grandi vittorie ma anche di profonde delusioni per lo sport azzurro.

Francesca Schiavone in lacrime dopo la conquista del Roland Garros.Salutiamo il 2010, anno olimpico e mondiale. Anno – come tutti gli altri del resto – ricco di sofferenze e gioie legate alla passione sportiva.
Si era partiti – e male – da Vancouver, XXI Olimpiade invernale. Si era partiti perdendo le certezze di Torino2006, smarrito il pattinatore Enrico Fabris (vero eroe 4 anni fa) ci siamo aggrappati a Giuliano Razzoli: oro nello slalom e unico titolo conquistato in terra canadese. Il proverbiale coniglio dal cilindro che salva la spedizione azzurra, nonostante un notevole ridimensionamento nel medagliere (da 11 a 5 podi).

Il momento più atteso dell’anno è il mondiale di calcio sudafricano. Ci si arriva fra un cucchiaio di legno nel 6Nazioni (l’ottavo in 11 edizioni), un Giro d’Italia dominato dal rientrante Ivan Basso e un “triplete” dell’Inter. Ci si arriva dopo l’impresa dell’anno dello sport tricolore: Francesca Schiavone vince il Roland Garros ed entra nella storia. Un cammino in crescendo, una finale fantastica contro la favorita australiana Stosur. Una vittoria che riconsegna il tennis azzurro alle prime pagine dei giornali.
In Sudafrica invece le cose non vanno per il verso giusto. L’Italia campione in carica esordisce con un pari contro il Paraguay, risultato bissato clamorosamente contro i modesti neozelandesi. L’ultima sfida del girone, avversario la Slovacchia, resterà una pagina nera del nostro calcio. Una gara condita di errori che ci vede sconfitti ed eliminati. Il titolo va (per la prima volta) alla Spagna, che in finale batte l’Olanda ai supplementari. Noi torniamo a casa con un ultimo posto nel gruppo più modesto: finisce così l’era Lippi, sulla panchina azzurra arriverà Cesare Prandelli.

È estate di Europei per l’atletica e il nuoto. L’italia che salta, corre e lancia torna da Barcellona senza un oro (non accadeva da 52 anni) ma il movimento appare comunque in crescita. Alla fine sono 6 le medaglie azzurre: sugli scudi una straordinaria staffetta 4×100 maschile e il capitano Nicola Vizzoni. Storico il bronzo di Daniele Meucci che riporta l’Italia sul podio nel mezzofondo a distanza di 12 anni.
Nel nuoto si soffre: in vasca arrivano solo due titoli continentali (Scozzoli nei 50 rana e Pellegrini nei 200 sl). Eravamo abituati ad altro… tuttavia il bilancio è addolcito dalle buone cose fatte nei tuffi e dallo straordinario momento del fondo.

L’autunno porta i mondiali. Quello in casa di volley vede l’Italia al 4° posto, sconfitta in semifinale dai futuri campioni del Brasile. Quello di ciclismo, il primo senza Ballerini (scomparso in febbraio), non riserva gioie agli azzurri. Vince il norvegese Thor Hushovd, per l’Italia c’è in compenso l’oro di Giorgia Bronzini fra le ragazze. L’anno sta per finire. Novembre è il mese della vittoriosa finale di FedCup e dell’illusione Ferrari. Dall’esultanza ormai continua del tennis femminile (grande Flavia Pennetta stavolta) al brutale risveglio del Gp di Abu Dhabi. Il Mondiale di Formula1 va a Vettel, Alonso è secondo anche a causa della miope strategia dell’ultima gara.

Se ne va un anno e porta via con sé tanti protagonisti dello sport italiano. Un pensiero finale va a Enzo Bearzot, ct dell’Italia mundial. Addio Enzo. Addio 2010.

Riccardo Marchese
(per stadiosport.it)

FOTOPOST – La prima volta della Norvegia

Thor Hushovd vince la prova su strada dei professionisti ai Mondiali di ciclismo di Melbourne, in Australia. Ai piedi del podio l'azzurro Pozzato.
Come un anno fa va molto meglio alle ragazze: Giorgia Bronzini è oro.


Il sito ufficiale della manifestazione

Il Mondiale di ciclismo 2010 su Wikipedia

Contador III, Petacchi è verde

A Parigi è festa per tanti: Contador vince il suo terzo Tour, Cavendish la sua quinta tappa e Petacchi riporta la maglia verde in Italia dopo 42 anni.


La gioia di Parigi è un po’ per tutti: disseminata sul gruppo perché arrivare al traguardo di un grande giro è qualcosa che va oltre il semplice pedalare per 3600 km. Così attraversando la capitale francese tutto diventa festa, il clima è da ultimo giorno di scuola e il brindisi in bici è quasi un obbligo.
Si fa sul serio solo per la volata: parte il norvegese Hushovd, lo affianca e supera Petacchi ma all’esterno sbuca a tripla velocità Mark Cavendish. Pokerissimo servito, roba da avere un jolly in mano.

Cinque vittorie di tappa – 15 in totale nelle ultime tre edizioni del Tour – successi che non sono bastati a Cavendish per aggiudicarsi la maglia verde della classifica a punti. Premiata la costanza di Alessandro Petacchi: in sette volate ne ha vinte due (ritornando al successo al Tour sette anni dopo), finendo tre volte secondo e altre due volte terzo. Una conquista che permette a Petacchi di unire il suo nome a quello di tre monumenti del ciclismo come Hinault, Merckx e Jalabert, gli unici prima di lui a vincere la classifica a punti nei tre grandi giri.
Perché stavolta “Alejet” non si è arreso. Era il 2003, quattro vittorie in terra francese dopo le sei al Giro, maglia verde sulle spalle e poca voglia di combattere contro un malessere e le salite. Quel giorno a Morzine vinse Virenque, ma gli appassionati italiani ricorderanno di più il ritiro dello spezzino e lo sfogo del d.s. Ferretti.

Petacchi in verde 42 anni dopo Bitossi– sperando che duri anche quando si uscirà dai tribunali – Charteau a pois (miglior scalatore) e Andy Schleck in bianco (miglior giovane under 25), ma il colore più importante in Francia a luglio è il giallo. Alberto Contador non ha dominato come lo scorso anno, ha trovato in Schleck un avversario più maturo ma anche sfortunato. Il distacco tra i due (39 secondi) è pressappoco quello inflitto dallo spagnolo al lussemburghese nel prologo (42”). Quel salto di catena ha cambiato la storia e cosa sarebbe potuto succedere nessuno potrà mai dircelo. Con quasi certezza diciamo invece che il prossimo anno sarà una nuova battaglia tra i due.
Sul podio anche il russo Menchov che ha sfruttato la cronometro per scavalcare Samuel Sanchez. Malissimo invece gli italiani: Cunego è 29° e Basso 32° con ritardi che sfiorano l’ora.

Un pensiero finale all’anonimo Lance Armstrong, già fuori dai giochi fin dall’ottava tappa (arrivo in salita a Morzine-Avoriaz). Ha chiuso 23° ma a Parigi è riuscito a salire sul podio: primo con il Team RadioShack nella classifica a squadre. L’occasione per salutare definitivamente il Tour de France.

Il sito ufficiale del Tour

Speciale Tour de France 2010: risultati, maglie…(Wikipedia)

Riccardo Marchese
(per stadiosport.it)

Tourmalet e cronometro fra Contador e il tris

Dopo i successi del 2007 e del 2009 lo spagnolo della Astana può fare tripletta. L'unico avversario in grado di impedirglielo è Andy Schleck.

Alberto Contador può portare per la terza volta la maglia gialla a Parigi. (ilGiornale.it)
Il Tour in tasca. A solo quattro tappe dall’arrivo a Parigi Alberto Contador è molto più vicino di quanto dica la classifica alla conquista della sua terza grande boucle. Gli otto secondi di vantaggio sul lussemburghese Andy Schleck, già secondo lo scorso anno e due volte maglia bianca come miglior giovane, saranno destinati ad aumentare nella lunga cronometro (52 Km) che da Bordeaux porterà al piccolo centro di Pauillac. Storia di sabato, ma ci sarà un prima: l’arrivo in salita sul Col du Tourmalet nella 17.a tappa giovedì.

Gli ultimi 18,6 Km di ascesa (al 7,5% di media) in questo Tour rappresenteranno l’occasione finale per i più forti in salita, per chi poi nella cronometro dovrà giocoforza difendersi. Ci proverà di sicuro il più piccolo dei fratelli Schleck (il maggiore, Frank, è stato costretto al ritiro dopo una caduta), ci proverà per riprendersi quella maglia gialla strappatagli da Contador e da una catena saltata pedalando verso Port de Balès. Un episodio che ha prodotto una serie di polemiche forse inutili, perché alla fine di tutto lo scopo del gioco è battere l’avversario.

Per i colori italiani il Tour è stato essenzialmente Alessandro Petacchi: due tappe vinte (a Bruxelles e Reims) e ancora in lotta per la maglia verde. Contemporaneamente però per il velocista spezzino è arrivato anche un avviso di garanzia, ricevuto nell’ambito dell’inchiesta doping della procura di Padova. Per ora resta in corsa, anche con l’appoggio della sua squadra, la Lampre. Dovrà chiarire tutto dopo il Tour e allora se ne saprà di più.
Niente da fare invece per Ivan Basso, il vincitore del Giro è crollato sui Pirenei e attualmente è 27° con quasi 40 minuti di ritardo da Contador. A questo punto potrebbe provare a lasciare il segno sul Tourmalet, medesimo desiderio di Damiano Cunego e dell’intero gruppo dei delusi. Un altro nome? Un certo Lance Armstrong, sarebbe una storia da mitologia del Tour…

Il sito ufficiale del Tour

Speciale Tour de France 2010: risultati, maglie…(Wikipedia)

Lo speciale Tour su Gazzetta.it

Riccardo Marchese
(per stadiosport.it)

Basso prenota il Giro

Sull'Aprica vince Scarponi davanti a Basso, che a distanza di quattro anni rindossa la maglia rosa. Bene Nibali, crolla Evans.


Forse l’ha deciso l’Aprica. La salita meno dura fra le tante vette affrontate dalla corsa rosa ha fatto più delle altre la differenza. Da stasera infatti in maglia rosa c’è Ivan Basso che succede allo spagnolo Arroyo, ultimo a resistere in classifica generale fra i protagonisti dell’ormai ribattezzata “fuga-bidone”, arrivata in porto a L’Aquila.
Una rimonta lunga mezza Giro, passando per lo Zoncolan e lo cronoscalata di Plan de Corones, il Monte Grappa e il mitico Mortirolo. Salite durissime che hanno ristabilito la verità della corsa, hanno ripristinato i valori reali: Basso è il più forte e da stasera – solo dopo l’arrivo all’Aprica – lo dice anche la classifica.

Questa diciannovesima resterà la tappa simbolo del Giro2010: in cima al Mortirolo scollinano in tre, sono Basso, il compagno Nibali e Scarponi, al traguardo mancano 33 km. Arroyo arriva su con quasi due minuti di distacco (2’27’’ il suo vantaggio su Basso in classifica) ma recupera tanto in discesa. La fatica dei tre davanti contro la spregiudicatezza di chi insegue. A valle il distacco è di poco superiore ai 30 secondi, mancano 16 Km. Fermi tutti, qui cambia la storia del Giro: davanti Scarponi accetta di collaborare in cambio della vittoria di tappa, dietro Arroyo si ritrova nel gruppo dei big stranieri feriti (Evans, Vinokourov , Sastre). I primi vanno a tutta, quando Basso è in testa tiene un ritmo impressionante, da passista vero; gli inseguitori arrancano, l’unico motivato è Arroyo, abbastanza inspiegabilmente visto che gli altri avrebbero un podio da difendere. Ai -8 km il distacco cresce a 1’20”, ai -5 è 2’15’’, ai -3 arriva a 2’50’’. Basso tira fino alla fine, Nibali non si azzarda a superarlo per gli abbuoni e la vittoria è una formalità per Scarponi. Il gruppetto Arroyo transita sul traguardo con 3’05’’ di ritardo, la maglia rosa torna sulle spalle di Basso dopo quattro anni.

Domani ultima tappa di montagna con il Gavia, domenica cronometro finale a Verona. Basso ha un vantaggio di 51’’ su Arroyo, 2’30’’ su Nibali e 2’49’’ su Scarponi. Dovrebbe bastargli!

 

Lo Speciale della Gazzetta

Speciale Giro: risultati, classifiche e resoconti tappa per tappa (Wikipedia)

Riccardo Marchese