Archivio mensile:novembre 2010

Federer-Nadal, duello infinito

La 18.a finale uno contro l'altro premia lo svizzero che si aggiudica il Masters di Londra con il punteggio di 6-3, 3-6, 6-1. Nadal chiude l'anno da numero 1.

Per la quinta volta in carriera Roger Federer si è aggiudicato il Masters di fine anno, l’evento tennistico che mette di fronte i primi otto della classifica ATP e chiude la stagione del grande tennis. Una finale, quella tenutasi a Londra, diversa dalle altre quattro, perché questa volta al di là della rete c’era l’attuale numero uno del tennis mondiale (stando al ranking), ovvero l’avversario per eccellenza dello svizzero: Rafael Nadal.
Lo spagnolo, alla prima finale dell’ATP World Tour Finals – stando alla denominazione ufficiale dell’evento – si presentava forte di un 14 a 7 negli scontri diretti; un dato ancor più smaccatamente a suo favore considerando solo gli ultimi tre anni: sei vittorie contro una, tutte finali. L’unico successo di Federer sulla terra rossa di Madrid nel maggio 2009.

IL MATCH Eppure il primo set non ha mostrato le solite crepe psicologiche che scuotono il campione svizzero quando si trova davanti Nadal. Servizio lucido e un break per portare a casa un facile 6-3. Una conferma del momento di grazia attraversato da Federer in questa settimana londinese: travolti Ferrer, Murray, Soderling e Djokovic in semifinale senza perdere neppure un set.
Il secondo gioco fa crollare però le convinzioni di “King Roger”. All’improvviso viene a mancare il servizio e a Nadal non par vero di essere rientrato in una partita così ostica con un comodo 6-3. Serve il terzo set. Federer si ritrova (anche se non si era mai davvero smarrito) e contemporaneamente Nadal molla. Il servizio torna infallibile e un doppio break fa il resto. Finisce 6-1.

Al 2011 Non è stato sicuramente il più bello dei confronti fra i due maggiori protagonisti del tennis attuale. Partita veloce, risolta in poco più di un’ora e mezza, con quattro break totali e nessun contro-break. Bel tennis – difficile il contrario con due giocatori del genere – ma poca suspense. Federer chiude l’anno come lo aveva cominciato (vittoria all’Australian Open in gennaio), Nadal si consola con tre slam e la possibilità di chiudere il cerchio proprio in Australia.

Riccardo Marchese
(per stadiosport.it)

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Europei Nuoto vasca corta Eindhoven 2010 – Day 4

Nell’ultima giornata di gare tris di medaglie azzurre con l’oro della staffetta stile libero maschile. L’Italia chiude a quota 18 podi eguagliando il record del 2008.

Un oro, un argento e un bronzo per chiudere al meglio la XIV edizione dei Campionati Europei di Nuoto in vasca corta. Un’edizione segnata dalle assenze, ma le medaglie son medaglie e gli azzurri ne riportano a casa ben 18, come nella migliore edizione, quella croata del 2008 (a Rijeka).

4xORO L’emozione più bella arriva in fondo, dall’ultima gara. La staffetta stile libero maschile conferma i notevoli passi avanti fatti nel settore velocità. Un gruppo compatto che ha trovato in Luca Dotto e Marco Orsi due nuovi giovani protagonisti, due che guardando al futuro potrebbero farci davvero divertire.
Tocca proprio a Dotto lanciare la staffetta, e lo fa benissimo con il suo nuovo personale sui 50 (21″38). Quindi Lucio Spadaro, altra interessante nuova leva che aveva vinto il ballottaggio con Luca Leonardi nella batteria del mattino. Terza frazione per un deluso Filippo Magnini, quarto sia nei 100 che nei 200 stile, dopo il doppio quarto posto estivo sui 100 e in staffetta.
La parte centrale di gara fa scivolare l’Italia al terzo posto. Il miracolo lo fa allora Marco Orsi, strepitosa rimonta per mettere la mano davanti alla Germania: 20″79 lanciato, comunque meno dello stratosferico 20″39 fatto registrare nell’ultima frazione della staffetta mista.
Il crono complessivo degli azzurri è 1’25″16 solo tre centesimi meglio dei tedeschi, quanto basta per far risuonare per la quarta volta l’inno italiano nella piscina olandese.

BIS Altre due medaglie erano arrivate prima della staffetta. Damiano Lestingi conferma il suo ottimo momento di forma, e dopo l’argento nei 200 dorso chiude secondo anche nei 100 (51″46), dietro lo strabiliante russo Donets (49″35). Quarto posto per Mirco Di Tora (52″08). L’impressione è che finalmente, a distanza di anni, si sia tornati competitivi anche nel dorso.
Seconda medaglia personale anche per Caterina Giacchetti che dopo il bronzo nei 200 farfalla bissa il terzo posto anche sulla mezza distanza (58″17 il suo tempo). Oro all’olandese Dekker (56″51) e quinto posto per Alessia Polieri (58″46), piacevole sorpresa di questi europei.

OLTRE I PODI Buona prova anche per Paolo Facchinelli, quarto nella finale dei 50 farfalla con 23″25, suo nuovo primato personale. Francesca Segat chiude quinta nei 400 misti (grande rammarico per la brutta batteria nei suoi 200), stessa posizione per Edoardo Giorgetti nei 200 rana. Squalificato Christian Galenda nella finale dei 100 misti, gara che vede lo sloveno Peter Mankoc salire per il dodicesimo anno consecutivo sul podio.

BILANCIO L’Italia chiude al quinto posto nel medagliere con 18 podi: 4 ori, 7 argenti e 7 bronzi. Dominano la Germania fra gli uomini (primo posto nel medagliere) e l’Olanda fra le donne. Coppia dell’evento: il dorsista russo Stanislav Donets (due ori e un record europeo) e la velocista olandese Ranomi Kromowidjojo (quattro ori come la connazionale Inge Dekker).
Appuntamento al 15 dicembre con i mondiali in vasca corta di Dubai.

Tempi e risultati ufficiali (OmegaTiming)

Medagliere, risultati e tempi (Wikipedia)

Riccardo Marchese

Europei Nuoto vasca corta Eindhoven 2010 – Day 3

Ad Eindhoven, nel giorno del nuovo stop di Federica Pellegrini nei 400, arrivano cinque medaglie per l'Italia. Oro per Federico Colbertaldo nei 1500 stile libero.

Federica Pellegrini con il suo tecnico Stefano Morini dopo il ritiro. (Ansa)La notizia che non ci si aspetta arriva a metà mattinata da Eindhoven: Federica Pellegrini, dopo il brillante oro sugli 800 stile, si ritira nella mezza distanza, gara in cui era strafavorita. Il solito blocco causato da una crisi d'ansia la metto fuori gioco durante le batterie (dato a margine: sarebbe bastato ripetere il passaggio a metà gara degli 800 per accedere alla finale). Un rapporto tribolato quello di Federica con i 400, stessa distanza bypassata nell'Europeo estivo di Budapest per qualche linea di febbre, stessa distanza del ritiro prima del via a Riccione quando Federica chiarì le origini del problema: "Alle batterie dei 400 di Pechino andai così forte che mi sembrò di morire. Da allora, ai blocchi per gare superiori ai 200 la testa vaga per conto suo, non riesco a controllarla". L'augurio è che queste piccole crisi si ripresentino (se proprio devono) sempre più di rado.

Veniamo alla giornata in piscina, ricca come le due precedenti di buone cose fatte dagli azzurri. Prima di tutti da Federico Colbertaldo che a distanza di due anni ritrova il titolo di campione europeo sui 1500 stile libero, confermandosi per il quarto campionato di seguito sul podio della gara più lunga. Quarto posto per Samuel Pizzetti.

Torna ad una medaglia individuale Elena Gemo, argento sui 50 dorso con un buon crono (27"13), a solo 3/100 dall'oro della croata già primatista del mondo Sanja Jovanovic. L'atleta dell'Aniene, specialista della vasca corta, torna laddove era stata solo a Rijeka nel 2008 (bronzo sempre nei 50 dorso). Quarta l'altra azzurra Laura Letrari (27"44).

Esce dall'acqua deluso nonostante il bronzo conquistato Fabio Scozzoli. Nei 50 rana la spunta l'olandese Van Aggele con il tempo di 26"44. Il 26"68 dell'italiano vale la terza piazza ex aequo con il tedesco Feldwehr alle spalle dell'atleta di casa e del norvegese Hetland.

Sempre bronzo ma soddisfazione al contrario immensa per Luca Dotto, che nei 100 sl coglie la sua prima medaglia individuale a livello internazionale. Nella battaglia per il terzo gradino del podio, dietro la coppia russa Izotov – Lagunov, l'atleta veneto (47"09 il suo crono e nuovo primato personale) la spunta su Filippo Magnini per solo due centesimi. Segnali di crescita per Dotto che con i suoi 20 anni e un'efficacia ancora maggiore in vasca lunga si prospetta come il futuro protagonista della velocità italiana assieme al compagno-amico-rivale Marco Orsi.

Terzo bronzo di giornata quello conquistato dalle ragazze della staffetta mista che portano dunque a 15 il computo totale delle medaglie azzurre in questo europeo olandese (3 ori, 6 argenti, 6 bronzi). Staffetta aperta dal dorso di Laura Letrari, quindi frazione a rana per la giovanissima Lisa Fissneider (16 anni compiuti ad ottobre), poi l'ottima frazione a delfino di Elena Gemo e a chiudere la pronta riscossa di Federica Pellegrini (anche se il suo parziale non è certo entusiasmante). Tempo 1'49"56, quasi cinque secondi di distacco dall'oro delle olandesi che hanno fatto gara a parte.

Chiusura dei campionati europei domani con l'Italia che giocherà le sue ultime carte: Lestingi nei 100 dorso, Magnini nei 200 stile, Giorgetti nei 200 rana, ma soprattutto la staffetta veloce maschile che promette una battaglia per l'oro contro la Russia.

Il sito ufficiale della manifestazione

Medagliere, risultati e tempi (Wikipedia)

Riccardo Marchese

Europei Nuoto vasca corta Eindhoven 2010 – Day 2

Con Federica Pellegrini negli 800 stile libero e Fabio Scozzoli nei 100 rana arrivano i primi ori per l’Italia ad Eindhoven. In totale sono 10 i podi azzurri.

Nella piscina di Eindhoven, intitolata a Peter van den Hoogenband, risuona in questa seconda giornata di gare per due volte l’inno italiano. Due ori dal sapore e dalla genesi diversa: inatteso quello di Federica Pellegrini negli 800 sl – gara a cui non avrebbe neppure dovuto partecipare – prevedibile ma non perciò scontato quello conquistato da Fabio Scozzoli nei 100 rana.

FEDE C’E’ Pellegrini iscritta a sorpresa ad una gara mai affrontata in vasca corta in competizioni internazionali. Una scelta figlia di un’oculata valutazione del campo partenti, ritenuto oltre modo comodo vista l’assenza dell’intero podio della scorsa edizione. Federica va in acqua nella prima serie di finale, quella lenta, al mattino (non avendo tempi d’iscrizione) e fa segnare il miglior crono in 8’15″20, con una buona accelerazione negli ultimi 200 metri. Al pomeriggio tocca alle “migliori”, ma nessuna riesce a battere il tempo dell’italiana. Arriva un oro come se ne vedono pochi nel nuoto: con la protagonista rilassata e sorridente fuori dalla vasca. Domani ci saranno i 400, sicura invece l’assenza sulla sua distanza preferita (i 200).

L’UOMO RANA Vittoria che sa di conferma quella ottenuta da Scozzoli nei 100 rana. Dopo l’oro estivo nei 50 a Budapest, arriva la prima affermazione nella distanza preferita (quella che in vasca lunga rientra nel programma olimpico). L’atleta forlivese (57″78 il suo crono) precede il tedesco Feldwehr e l’atleta di casa Van Aggele, confermandosi il più forte dalle batterie alla finale.

PRIME VOLTE E RITORNI Due titoli europei ma anche due bronzi tricolori in questo venerdì olandese. Nei 400 misti, gara vinta dall’ungherese Verraszto in 4’03″06, chiude al terzo posto con il tempo di 4’05″24 Federico Turrini, al primo podio importante in carriera. Quinto Luca Marin, lontano – come sempre – dalla miglior condizione di forma, anche perché reduce da un intervento al ginocchio.
Torna invece su un podio internazionale, a distanza di cinque anni, Chiara Boggiatto, terza nei 200 rana con un crono discreto (2’24″52). Le ultime medaglie (Giochi del mediterraneo e Universiadi escluse) erano datate 2005 (doppio bronzo sui 100 e 200 rana all’Europeo in vasca corta di Trieste). Oro alla russa Anastasia Chaun (2’22″68).
Ricapitolando, il bottino azzurro sale a quota 10 medaglie: 2 ori, 5 argenti e 3 bronzi.

DORSO RUSSO La miglior prestazione di giornata è stata senza ombra di dubbio quella del dorsista russo Stanislav Donets, capace di scendere, senza “costumoni”, sotto il vecchio record europeo fissando il nuovo a 22″74. Oro per lui nella gara che ha visto gli azzurri Damiano Lestingi (poco abituato alla distanza) e Mirco Di Tora al quinto e settimo posto.
Da segnalare anche una buona quinta posizione per l’abbastanza improvvisata staffetta 4×50 stile femminile: Letrari, Masini Luccetti (settima nei 100 individuali), Gemo e Pellegrini hanno fatto registrare il tempo di 1’40″44 nella finale dominata dalle olandesi (1’34″34).

E DOMANI Potrebbe essere ancora una giornata di grandi soddisfazioni per i colori azzurri. Attese per Colbertaldo e Pizzetti nella finale dei 1500 sl, per Magnini e Dotto nei 100 sl (ma il russo Izotov sembra imprendibile) e ovviamente per Federica Pellegrini nei 400 sl. Sarà anche il giorno dei 50 rana uomini, con Scozzoli a tentare la doppietta cercando di non far rimpiangere lo sfortunato (e infortunato) Terrin.


Il sito uffuciale della manifestazione

Medagliere, risultati e tempi (Wikipedia)

Riccardo Marchese

Europei Nuoto vasca corta Eindhoven 2010 – Day 1

Ad Eindhoven l’Italia fa incetta di medaglie anche se manca l’appuntamento con il primo titolo europeo. Domina la Germania.

Comincia bene per i colori azzurri la quattordicesima edizione dei Campionati Europei di Nuoto in vasca corta, che hanno preso il via stamane ad Eindhoven, in Olanda. Nella prima giornata di gare l’Italia ha conquistato ben sei medaglie, cioè già una in più rispetto al totale della passata edizione di Istanbul. A tal proposito va però ricordato come quest’anno tale appuntamento sia stato considerato da molti atleti solo di passaggio verso i mondiali in vasca corta che si terranno dal 15 al 19 dicembre a Dubai. Mancano quindi, o sono in condizioni non ottimale, tanti big e addirittura la nazionale francese si è presentata con una sorta di selezione B: squadra giovanile con qualche veterano non di primo livello.
L’occasione è dunque ghiotta per i presenti e gli azzurri ne stanno approfittando benissimo: 5 argenti e 1 bronzo in 8 finali.

PRONTI VIA Ha rotto il ghiaccio Federico Colbertaldo che col crono di 3’41″70 si è piazzato secondo nei 400 stile libero alle spalle del tedesco Paul Biederman (3’39″51). Settimo l’altro italiano in finale, Samuel Pizzetti, più avvezzo – come il compagno del resto – a distanze maggiori. Buoni segnali dunque anche in ottica 1.500 sl.
Secondo podio di giornata per Damiano Lestingi, dorsista atteso al salto di qualità da lungo tempo. Con il crono di 1’51″84 e un incredibile recupero nella parte finale, l’atleta dell’Aniene si è piazzato alle spalle di Yannick Lebherz (Germania, 1’51″74) nei 200 dorso. Settimo Sebastiano Ranfagni (1’54″47).

QUOTE ROSA Non si è fatta attendere la risposta delle ragazze, dopo una mattinata dal segno negativo per l’eliminazione di Francesca Segat in batteria nei 200 misti (argento in carica). Alessia Polieri (classe ’94!) e Caterina Giacchetti hanno dato vita alla gara forse più emozionante del pomeriggio, battagliando nei 200 farfalla con l’ungherese Zsuzsanna Jakabos. Alla fine l’ha spuntata la magiara col tempo di 2’05″58, ma sono arrivate due preziose medaglie per le azzurre: argento Polieri (2’06″18), bronzo Giacchetti (2’06″49).

ORSI SHOW Un crescendo continuo quello di Marco Orsi, capace di migliorarsi ad ogni ingresso nell’acqua olandese nei suoi 50 stile. Dal 21″48 del mattino (miglior crono), al 21″31 della semifinale (miglior crono), fino al 21″17 della finale, in cui è sbucato però il tedesco Steffen Deibler che con 20″98 si è preso l’oro. Argento per Orsi e quinto posto per l’amico-rivale Luca Dotto (anche per lui progressione costante fino a 21″65).
L’ultimo acuto tricolore di giornata è arrivato dalla staffetta mista maschile, ancora argento dietro – neanche a dirlo – alla Germania. Miglior crono in batteria (con uno stoico Alessandro Terrin che infortunato ha continuato a spingere) gli azzurri in finale sono partiti sottotono con Di Tora e Scozzoli nelle frazioni a dorso e rana. Prova di carattere poi per il delfinista Facchinelli, ma il vero numero lo ha fatto ancora Marco Orsi: quarto all’ultimo cambio – con tempo di reazione 0.00, il cosiddetto cambio perfetto, ma rischiosissimo – il velocista bolognese si è reso autore di una rimonta prodigiosa confermata dal doppio sorpasso, ai danni di olandesi e russi, ma soprattutto dal suo crono interno di 20″39! Una prestazione in linea con i parametri del nuoto coi superbody.

E DOMANI Grandi attese vanno riposte nella finale dei 100 rana uomini, in cui Fabio Scozzoli (oro europeo in vasca lunga sui 50) si presenterà con il miglior tempo (58″01). Da tenere d’occhio poi Lestingi nei 50 dorso (nella distanza che comunque meno predilige), Chiara Boggiatto nei 200 rana e i velocisti nelle semifinali dei 100 stile libero (con attenzione alla selezione interna del mattino, visto che possono accedere in semifinale solo due atleti per nazione).

Il sito uffuciale della manifestazione

Medagliere, risultati e tempi (Wikipedia)

Riccardo Marchese

Quando Davide batte Golia (malandato)

Un'incerottata Inter cade in casa del Chievo (2-1) e scivola a -9 dal Milan capolista. Per i nerazzurri solo due vittorie nelle ultime nove giornate.

Rafa Benitez. La sua Inter ha raccolto solo 2 punti nelle ultime 4 giornate. (LaStampa)
D'improvviso la Serie A si scopre diversa: dopo 13 turni, al primo posto non c'è l'Inter. E' una notizia, visto che la dominatrice assoluta delle ultime quattro stagioni non è neppure seconda, né terza, né quarta, né quinta, ma solo sesta appaiata al Palermo di Pastore (e Miccoli).
A provare la fuga è allora il Milan (di Ibrahimovic e basta) che con quattro vittorie di fila ha ripreso la Lazio comunque seconda (a -3) e sorprendente. Terza piazza per il Napoli, da considerare la vera mina vagante del campionato. Ne è convinto anche mister Mazzarri: "Quando siamo al top non ce n'è per nessuno", ma occhio a non farsi ingannare dal facile 4-1 rifilato ad un inconsistente Bologna, travolto peraltro da problemi societari.

Prende sempre più consistenza la Juve: la vittoria sul Genoa vale il nono risultato utile consecutivo. I bianconeri, con sei punti di distacco dal Milan, sono la prima inseguitrice "da titolo".
Sette le lunghezze dalla vetta invece per la Roma. Squadra in crescita costante i giallorossi hanno raccolto più punti di tutti nelle ultime 5 giornate. Sfruttato al massimo poi il fattore Olimpico con cinque vittorie di fila tra le mura amiche.
Nove punti sotto ma guai a dar per finite le chance da scudetto dell'Inter. Benitez sta pagando colpe non sue: infortuni e giocatori irriconoscibili (Sneijder e Milito su tutti) stanno condizionando la stagione dei nerazzurri. L'alibi dell'appagamento da triplete non regge, la questione è molto più tecnica. Quando hai fuori Julio Cesar, Maicon, Samuel e Chivu, cioè il portiere e 3/4 della difesa dello scorso anno, ecco che Pellissier approfitta della dormita di Santon (in costante peggioramento in fase difensiva) e dà inizio alla domenica da incubo per l'Inter. Demeriti nerazzurri che non devono offuscare la grandezza dell'impresa clivense, suggellata dal raddoppio di Moscardelli. Il piccolo Chievo batte l'Inter campione di tutto, 13 milioni di stipendi hanno la meglio su 121, storie (vedi anche Cesena-Milan) che riconciliano con l'essenza del calcio. Vince chi corre, suda e crede e non necessariamente chi ha più talento o il fatturato più alto.

Riccardo Marchese 

F1 – Suicidio Ferrari. Vettel campione

Incubo rosso ad Abu Dhabi: errore del muretto ed Alonso è solo settimo. Gara e titolo iridato al tedesco Vettel.

Sebastian Vettel festeggiato da Hamilton e Button. Sul podio i tre campioni del mondo degli ultimi tre mondiali. (LaStampa)Il sogno rosso è svanito sul più bello. Su quella scelta dettata dalla fretta e dalla paura, dalle insicurezze di un muretto che non è stato capace di gestire la gara più importante dell’anno. Il bluff Red Bull ha funzionato alla grandissima: diversificare le strategie, lasciare Webber al suo destino in favore del più giovane compagno, sperare in un abbocco della Ferrari. Così è stato. Dal muretto rosso si preferisce marcare l’australiano – il più insidioso in classifica – magari per paura di una nuova entrata della safety car, magari perché copiare la strategia del più insidioso in classifica è considerata la scelta migliore.

Altre variabili vengono però trascurate: ora con la nuova strategia bisogna fare dei sorpassi su un circuito – quello di Abu Dhabi – di nuova generazione (di quelli che se non ci fosse un mondiale in bilico vincerebbe la noia), occorre arrivare fine in fondo con gli stessi pneumatici, cioè percorrere ancora una quarantina di giri; ma anche psicologicamente le cose cambiano: la testa della corsa si allontana irrimediabilmente e l’obbligo di superare Rosberg e Petrov – loro sì con strategie degne di tale nome – diventa assillo. I giri passano e la consapevolezza di averla fatta grossa prende subito corpo: l’imprendibile macchia gialla della Renault di Petrov resta avanti, Alonso non ha mai la possibilità di impensierire seriamente il russo.

Quella della Ferrari è una lenta resa: Alonso chiude mestamente al settimo posto mentre Vettel vince davanti alle due McLaren e diventa il più giovane campione del mondo nella storia della Formula 1 con i suoi 23 anni e 134 giorni. Record di precocità da aggiungere a quelli di pole, podio, vittoria e gara a punti.
Fuori dalla delusione Ferrari va celebrata la vittoria Red Bull, il dominio della monoposto più veloce, la consacrazione di Vettel, il successo di un’idea, quella di sacrificare il titolo mondiale pur di farlo apparire “sportivo”, pur di farlo vincere al pupillo tedesco.

Speciale Formula1: Classifiche piloti e costruttori (Gazzetta.it)

Il Mondiale 2010 su Wikipedia

Riccardo Marchese
(per stadiosport.it)

F1 – Coerenza Red Bull fino in fondo?

In Brasile doppietta senza ordini di scuderia e titolo costruttori conquistato, Alonso terzo resta leader. Ma ad Abu Dhabi sarà difficile non prendere decisioni. 

Come in un giallo appassionante il mondiale di Formula1 alla sua penultima tappa non scioglie i dubbi sull’assassino. Il Gp del Brasile, vinto da Vettel davanti al compagno-rivale Webber (espressione quanto mai prima opportuna) e al comune nemico rosso Alonso, risolve la parte della trama meno complicata: il mondiale costruttori è della Red Bull, la monoposto indubbiamente più forte. Eppure nell’altra classifica, quella piloti, ritenuta un po’ da tutti la prioritaria (per storia e per quel numero 1 da appiccicare al proprio musetto), davanti resta la Ferrari di Alonso: otto pesantissimi punti di vantaggio sull’australiano Webber e quindici sul tedesco Vettel, quando da leggere manca solo il capitolo finale, dal titolo Abu Dhabi.

Una situazione figlia della scelta di non designare una prima guida, quindi difatti una non-scelta, del team diventato da poco campione del mondo. Diversa l’opinione Ferrari, messa in chiaro in un pomeriggio estivo: ad Hockenheim Massa si toglie letteralmente di mezzo e srotola il tappeto rosso (e di che colore sennò) che conduce il compagno spagnolo alla vittoria. Sia ben chiaro però che al di là dell’episodio plateale tedesco Massa ha fatto vedere davvero poco per indurre i vertici del cavallino ad altra decisione.

Resta dunque evidente che in casa Red Bull al concetto di sportività ci credono (chissà come sarebbe andata a piloti invertiti…). Scelta definitiva? Difficile pensarlo, anche se andrebbero considerate strategie extra-sportive, legate più alla sfera commerciale e strettamente al marketing. “Corporate image”: l’immagine percepita di un’azienda, quella che viene a formarsi nella mente degli individui. In Red Bull (proprietà) sanno bene che valori positivi come sportività, lealtà e correttezza potrebbero valere più di una vittoria guidata dal muretto. Anche degli uomini in rosso stanno cercando di convincerli di questo…


Riccardo Marchese
(per stadiosport.it)

Fantastiche azzurre, tris in Fed Cup

Gli Stati Uniti senza Williams si arrendono in finale (3-1). Bissato il successo di un anno fa, è il terzo trionfo nelle ultime cinque edizioni.

L'anno d'oro del tennis italiano femminile non poteva chiudersi in maniera diversa. Resterà un 2010 storico con il primo successo di un'atleta azzurra in un torneo dello slam – Francesca Schiavone al Roland Garros – con due italiane qualificate al Master di fine anno – la stessa Schiavone nel singolare e Flavia Pennetta nel torneo di doppio vinto con l'argentina Gisela Dulko – e dolcissimo epilogo la conferma del titolo di "campionesse del mondo" (ri)conquistato un anno fa a Reggio Calabria e ribadito nella trasferta di San Diego sempre contro le americane.

Proprio come un anno fa gli Stati Uniti si presentano in finale senza le sorelle Williams, non una novità vista la loro assenza dalla nazionale stelle e strisce ormai dall'edizione 2007 del torneo. Mattek-Sands e Vandeweghe, rispettivamente numero 59 e 114 del mondo, a loro si affida nella prima giornata il capitano Usa Mary Joe Fernandez, tenendo fuori Melanie Oudin (numero 65 del ranking, 3 vittorie su 4 gare in FedCup 2010). Niente da scegliere invece per il ct azzurro Barazzutti, la formula è sempre la stessa: Schiavone-Pennetta, ed è già 2-0.   

I sogni di facile gloria dopo la prima giornata si interrompono bruscamente con il terzo singolare. La voglia di rivincita dell'esclusa Melanie Oudin (chiamata a rimpiazzare l'acciaccata Mattek-Sands), unita ad una pessima prova di Francesca Schiavone fanno un 6-3, 6-1 per l'americana che riapre i giochi e rimette in campo Flavia Pennetta, convinta che il suo impegno fosse già terminato. Di fronte alla brindsina la 18enne Vandeweghe non regge la tensione per una gara così importante contro un'avversaria più forte tecnicamente ed esperta. Il finale parla da sè: 6-1, 6-2 e l'Italia è di nuovo sul tetto del mondo. 

Un quinquennio da sogno quello della nazionale azzurra con quattro finali e ben tre successi nella "Davis al femminile", con un gruppo che ha le sue punte di diamante in Schiavone-Pennetta ma ha dietro un movimento: Roberta Vinci e Sara Errani sempre vincenti in questa Fed Cup 2010 quando chiamate in causa (sempre a risultato acquisito, ma non una loro colpa). In 4 fra le prime 42 al mondo, mentre il migliore tra gli uomini – Potito Starace – è solo al numero 49…
   
Albo d'oro e risultati delle azzurre nelle ultime cinque edizioni di Fed Cup:
2010: ITALIA – Vittoria in finale contro gli Usa (3-1)
2009: ITALIA – Vittoria in finale contro gli Usa (4-0)
2008: RUSSIA – Italia sconfitta ai quarti di finale dalla Spagna (3-2)
2007: RUSSIA – Italia sconfitta in finale (4-0)
2006: ITALIA – Vittoria in finale contro il Belgio (3-2)

Il sito ufficiale della manifestazione

La Fed Cup 2010 su Wikipedia

Riccardo Marchese