Archivi Blog

FOTOPOST – Questo podio non vale

Alberto Contador condannato dal Tas di Losanna per la positività al clenbuterolo durante il Tour 2010. Due anni di squalifica retroattiva: perde la grande boucle incriminata e il Giro d’Italia 2011. Negli albi d’oro i nomi di Andy Schleck e Scarponi.

Annunci

Emozioni rubate

Dopo Riccò e Sella è stata accertata anche la positività di Piepoli, già sospeso dalla sua squadra a luglio. La sostanza è sempre l’epo di terza generazione. Fermato anche il tedesco Schumacher.

Leonardo Piepoli, 37 anni, in azione all'ultimo Tour. Reuters

Ci sono imprese ciclistiche che vanno dimenticate, cancellate. Per restare solo all’ultimo Tour, finora, sono cinque: le due crono pazzesche di Stefan Schumacher, i due acuti di Riccardo Riccò e la vittoria di Leonardo Piepoli ad Hautacam, in quello che era il tappone della Grande Boucle 2008.

Andando un po’ più indietro nel tempo, fino a maggio, al Giro d’Italia, dovremmo buttare nel dimenticatoio almeno altre cinque tappe, fra le più belle. E’ difficile infatti pensare che un imbroglione abbia cominciato a barare proprio nel momento in cui sia stato sorpreso.
La tripletta di Sella (positivo ad un controllo fuori competizione in agosto) e la doppietta di Riccò per gli appassionati non esistono più. Loro le potranno salvare con le solite scuse ("…ho assunto la sostanza x solo in questa corsa, prima ero pulito…") ma agli occhi della gente non sarà così. C’è inoltre la difficoltà-(impossibilità?) nel rintracciare l’EPO di terza generazione prima del Tour, un pesante indizio per gli accusatori.

Il quadro è nero e a renderlo nerissimo ci ha pensato qualche settimana fa Ivano Fanini, presidente della squadra "Amore & Vita-Mc Donald’s".
In un intervista rilasciata alla Stampa ha accusato in toto il sistema ciclistico. Leggete, nella speranza che non sia tutto vero:

http://www.lastampa.it/sport/cmsSezioni/ciclismo/200809articoli/16797girata.asp

Riccardo Marchese

Che mazzata! Anche Sella

Il vicentino della Csf Navigare trovato positivo all’Epo-Cera, la stessa sostanza rinvenuta in Riccò al Tour. Sella era stato grande protagonista al Giro d’Italia dove aveva vinto tre tappe di montagna e la maglia verde.

Emanuele Sella, 27 anni, tre tappe all'ultimo Giro. Reuters

E se fosse questa la soluzione?

Amedeo Colombo, presidente dei corridori italiani, chiede che non ci siano più appelli: squalifica a vita già alla prima positività. "Dobbiamo mettere spalle al muro chi non capisce il danno che fa a tutto il movimento. E fargli cambiare mestiere"

Riccardo Riccò, 24 anni. Lapresse

 

Doping, la proposta choc "Radiazione subito"

Il tempo massimo è scaduto. Una settimana fa, lo scandalo doping di Riccardo Riccò, il corridore che incarnava il futuro del ciclismo. Il nuovo eroe della bicicletta. Spavaldo e vincente. E adesso Amedeo Colombo, presidente dell’Accpi, l’Associazione dei professionisti italiani, sbotta. Non ce la fa più a sentirsi tradito dai suoi ragazzi. Troppe volte è successo negli ultimi anni. Parte un segnale, che è soprattutto un ultimatum: "Radiazione. Il prossimo che sarà trovato positivo non deve correre più. È questa la proposta che presenterò all’assemblea dei nostri ciclisti". Una rivoluzione. Che, se verrà approvata dall’Accpi, verrà inoltrata alla Federciclo italiana…da Gazzetta.it

Continua a leggere l’articolo su Gazzetta.it

Basta! Basta! Basta!

Riccardo Riccò positivo all’EPO. La Saunier Duval, la sua squadra, si ritira dal Tour.

Riccardo Riccò positivo all'Epo dopo il controllo effettuato al termine della tappa a cronometro del Tour de France disputata l'8 luglio scorso a Cholet.

Lunedì 14 luglio, il giorno dopo l’impresa di Riccò sui Pirenei, Candido Cannavò dalle colonne della Gazzetta dello Sport chiudeva il suo editoriale con un invito al "nuovo Pirata" a non tradirci mai. 
Inutile, Riccò aveva già firmato il suo patto col diavolo, una sostanza nuova, eritropoietina (EPO) di terza generazione, più specificamente chiamato CERA.

La positività di Riccò riguarda la quarta tappa, quella della cronometro a Cholet dell’8 luglio. La notizia, apparsa poco dopo le 12 sul sito internet dell’Equipe e confermata a distanza di un’ ora, ha portato tutta la Saunier Duval all’autosospensione. 
Se le controanalisi dovessero confermare tali risultati, Riccò perderebbe le due vittorie di tappa e dovrebbe andare in contro ad una lunga squalifica. 

Durante il Tour 2008 quello di Riccò è il terzo caso di doping accertato. Prima di lui erano stati fermati gli spagnoli Manuel Beltran della Liquigas e Duenas Nevado della Barloworld.
Una corsa senza pace il Tour: due anni fa l’esclusione preventiva di Basso, Ullrich, Mancebo e Vinokourov e poi lo scandalo Landis, mentre nella scorsa edizione dovette fare i conti con le positività di Vinokourov (ancora lui), Sinkewitz, Moreni e il caso Rasmussen.

Rasmussen fuori dal Tour

Michael Rasmussen, 33 anni, con la maglia gialla. ReutersIl corridore danese Michael Rasmussen, padrone incontrastato del Tour, è stato allontanato dalla corsa e licenziato dalla sua squadra, la Rabobank. L’accusa a suo carico è di aver mentito sulla propria reperibilità nel mese di giugno, probabilmente per cercare di evitare i controlli di routine. 
La decisione dell’esclusione di Rasmussen getta ancor più nello sconforto la corsa francese che perde il suo leader. Va comunque sottolineato che il corridore non è mai stato trovato positivo, ma ha contravvenuto ad un regolamento interno alla squadra.
Positività invece è stata riscontrata in Cristian Moreni, campione italiano nel 2004, attualmente in forza alla Cofidis. Dopo Sinkewitz e Vinokourov è il terzo caso accertato di doping in questo Tour.

La maglia gialla passa ora sulle spalle di Alberto Contador, spagnolo della Discovery Channel. Sabato nella decisiva cronometro potrà gestire un vantaggio di 1’53" su Cadel Evans e di 2’49" sul compagno di squadra Levi Leipheimer.

Riccardo Marchese

Uno sport da ricostruire

Alexandre Vinokourov, 33 anni, ha abbondanato il Tour con tutta l'Astana. AnsaLa situazione attuale del ciclismo è drammatica. La misura era ormai colma da tempo ma il caso Vinokourov è una mazzata definitiva.
Il corridore kazako è risultato positivo dopo la cronometro vinta al Tour de France (14.a tappa). Nel suo sangue sono stati rinvenuti due diversi tipi di globuli rossi, segno inequivocabile dell’eterotrasfusione, una trasfusione di sangue compatibile di un donatore esterno. Dopo il fattaccio Vinokourov e la sua squadra, l’Astana, sono stati immediatamente allontanati dalla corsa francese.

"L’edizione più pulita degli ultimi 20 anni", è da un pò di tempo che al Tour si parte con questo presupposto ma i fatti puntualmente stravolgono tutto. Un anno fa ancor prima di partire vennero fermati Basso, Ullrich, Mancebo e lo stesso Vinokourov, poi venne fuori la positività di Landis, vincitore ma ancora sotto processo.
Quest’anno il "padrone" Rasmussen non doveva neppure essere in gara, irreperibile per la federazione danese e per questo escluso dalla nazionale per il mondiale. Poi il caso Sinkewitz, positivo al testosterone, con il conseguente abbandono delle televisioni tedesche non più disposte a sottostare agli inganni dei corridori, infine la vicenda Vinokourov.
Tutto questo solo per restare agli episodi più importanti connessi al Tour, ma la casistica è assai più ampia.

Il ciclismo è lo sport che più soffre la piaga del doping, forse perché il più impegnato a combatterlo, forse perché davvero troppo faticoso.
Soluzioni all’orizzonte non se ne vedono. Probabilmente inasprire le pene potrebbe servire da deterrente, chi bara non gioca più e addio seconda possibilità. Certamente sarebbe utile allontanarsi da quel sottobosco di medici o pseudotali che condizionano gli atleti e che continuano a tenere in ostaggio questo sport.
Infine il punto di vista dei più estremi, la liberalizzazione del doping, la possibilità di lasciar scegliere all’atleta se una vittoria vale davvero più della salute.

Riccardo Marchese

Di Luca le mani sul Giro

Danilo Di Luca sul traguardo di Briançon. Ap

Dopo tredici tappe il 90° Giro d’Italia sembra avere un padrone che risponde al nome di Danilo Di Luca. Il corridore abruzzese della Liquigas sta dominando la corsa rosa aumentando, appena ce ne sia la possibilità, il proprio vantaggio sui più temibili avversari.
Il più vicino alla sua maglia rosa è Marzio Bruseghin (Lampre), vincitore della cronoscalata di Oropa, ma fidato gregario di Damiano Cunego e pronto quindi a sacrificarsi per il compagno, nonostante la seconda posizione in classifica. A preoccupare di più il "killer di Spoltore" sono dunque il lussemburghese Andy Schleck, terzo a quasi due minuti, ma soprattutto gli "amanti" della terza settimana, cioè lo stesso Cunego e Simoni (distanziati rispettivamente di 2’40" e 3’32").

VELOCISTI La prima tappa alpina è stata un’ecatombe. Hanno abbandonato il Giro: McEwen, Forster e Napolitano, tutti e tre con una vittoria di tappa, mentre sono andati via a mani vuote Hushovd e Balducci. Ancora in corsa Alessandro Petacchi che si è imposto in tre occasioni, portando a quota 22 il bottino di vittorie al Giro.

IN ROSA Oltre a Danilo Di Luca, hanno indossato la maglia simbolo del primato i suoi compagni di squadra Gasparotto e Noè (entrambi per 2 giorni) e il bergamasco Pinotti della T-Mobile (4 giorni).

L’OMBRA DEL DOPING Fortunatamente all’interno della corsa tutto procede positivamente (o meglio negativamente), ma dall’esterno continuano ad arrivare brutte notizie. Dopo la confessione di Basso sembra essersi aperta la stagione del pentitismo. Zabel prima e poi Riis hanno ammesso di aver assunto epo. Particolarmente dure sono state le dichiarazioni di quest’ultimo, ex ds della Csc e vincitore del Tour del ’96: "Ho preso l’epo fra il ’93 e il ’98, era un’abitudine per un corridore".

Riccardo Marchese 

Un macigno sul Tour. Landis positivo

Floyd Landis, 30 anni, positivo all'antidoping. ApDifficile parlarne, difficile scriverne. Dopo aver raccontato la sua impresa, si scopre che proprio il giorno della vittoria a Morzine, diciassettesima tappa, con tanto di fuga solitaria, Floyd Landis era risultato “non negativo”.
La notizia è stata diffusa dalla sua squadra la Phonak, che ha prontamente richiesto le controanalisi; si tratterebbe di uno stimolante, peraltro facilmente rintracciabile ai controlli antidoping, ad aver incastrato il corridore americano.
A questo punto il tour, già martoriato dalle esclusioni di Basso, Ullrich, Vinokourov, Mancebo… e definito il più pulito di sempre, potrebbe andare allo spagnolo Pereiro Sio.
Si attendono sviluppi, ma comunque vada resterà l’ennesima macchia.
Riccardo Marchese