Archivio mensile:gennaio 2011

Le pagelle di metà campionato

Terminato il girone d'andata diamo i voti alle venti squadre di A. Il Napoli, secondo in classifica, è la vera sorpresa. Il Genoa di Preziosi il flop più grande.

Edinson Cavani, attaccante del Napoli. Con la tripletta alla Juve aggancia Di Natale in vetta alla classifica dei capocannonieri.MILAN 40 p. Una cavalcata sporcata all'inizio (k.o. a Cesena e pari interno col Catania quando si cercava ancora l'equilibrio) a metà percorso (sconfitta con la Juve) e alla fine – con un punto nelle ultime due gare casalinghe del girone d'andata (contro Roma e Udinese). Passi falsi che danno speranza a chi insegue. 
VOTO 7,5

NAPOLI 36 p. Con quel trio là davanti si può sognare. Hamsik, Lavezzi e Cavani (per l'uruguaiano già 13 gol in campionato) stanno spingendo i partenopei oltre ogni aspettativa. Arrivassero un difensore e un centrocampista di qualità dal mercato invernale la Champions diverrebbe realtà.
VOTO 8,5

LAZIO 34 p. Applausi per Reja che meno di un anno fa arrivava ad una Lazio in lotta per la salvezza: gran finale ed exploit nella nuova stagione. L'arrivo di Hernanes ha fatto compiere l'ulteriore salto di qualità ad un collettivo, tecnicamente, inferiore a nessuno.
VOTO 8

ROMA 32 p. Otto lunghezze di distacco dalla vetta, nulla rispetto ai 13 punti dall'Inter quando si era al giro di boa un anno fa. Questa Roma potrebbe vincere tutto, a patto che Ranieri ritrovi il bandolo della matassa e Totti capisca che Borriello+Vucinic in questo momento sono la coppia migliore.
VOTO 5,5

PALERMO 31 p. Sull'altalena con Pastore. Dal fuoriclasse argentino e dalle sue straordinarie giocate dipenderà il destino del Palermo. Una squadra che segna tanto (terzo attacco del torneo) e diverte. Una squadra che può puntare ad una storica qualificazione Champions.
VOTO 7

JUVENTUS 31 p. Rivoluzione senza effetti. La Juve di Ferrara un anno fa svoltò con 2 punti in più. Certo la crisi vera arrivò dopo, mentre Del Neri promette e si aspetta la risalita. Resta la costante degli infortuni, handicap ancor più grave quando devi fare i conti con un bilancio in bilico.
VOTO 5,5

INTER 29 p.** Tanto dipenderà dall'esito delle due sfide (contro Cesena e Fiorentina) saltate per disputare il Mondiale per club. Anche vincendole entrambe il raffronto con lo scorso anno resterebbe impietoso: dieci punti in meno! Ma i neroazzurri, passati da Benitez a Leonardo, credono nella rimonta. Anche noi, sempre che Milito e Sneijder tornino a sostituire i loro pessimi gemelli visti negli ultimi mesi. 
VOTO 5 da recuperare

UDINESE 27 p. Dopo il catastrofico inizio, fatto di quattro sconfitte consecutive, i friulani di Guidolin han ritrovato la loro dimensione. Perfetti in casa: dopo i due k.o. estivi sono arrivate 6 vittorie e un pari. Esponenziale la crescita del cileno Sanchez, conferme per Di Natale, capocannoniere con 13 centri.
VOTO 6,5

SAMPDORIA 26 p.* Svanito subito il sogno Champions, svanito il sogno di un Cassano diverso prima, e di Cassano in toto poi. Il ridimensionamento blucerchiato è evidente. Senza progetto sarà difficile trattenere anche Pazzini a giugno.
VOTO 6

FIORENTINA 23 p.* Dolori viola. La vittoria in rimonta sul Brescia ha salvato la panchina di Mihajlovic, ma il girone d'andata resta abbondantemente sotto le aspettative. Si attende il recupero di Jovetic e la fine dei tormenti di Mutu (cessione in vista). Un anno fa si aspettava un ottavo di Champions…
VOTO 5

Alberto Paloschi, nuovo acquisto del Genoa. Il suo cartellino è ora diviso fra i rossoblù e il Milan.
GENOA 23 p.* È la delusione più grande. Gli investimenti estivi di Preziosi (spesi 45 milioni di euro) non hanno pagato. Allora via tutti: esonerato Gasperini è arrivato Ballardini; ceduti Ranocchia, Toni, Rudolf e Palladino dentro Antonelli, Kucka, Paloschi e Boselli. Non basteranno per fare un grande ritorno.
VOTO 4

CAGLIARI 23 p. Dal debuttante Bisoli a Donadoni per ritrovare serenità. Il presidente Cellino da qualche anno a questa parte sembra aver i tempi d'intervento giusti. Pochi problemi per la salvezza.  
VOTO 6,5

BOLOGNA 22 p. (-3) Tre punti di penalizzazione per una squadra in lotta per la salvezza possono essere un macigno. Ma questo Bologna ha dimostrato di sapersi tirare fuori dalle situazioni difficili. Perché 25 punti sul campo nonostante le sbandate societarie sono un piccolo miracolo. La tempesta è alle spalle, ma guai a compiacersene.
VOTO 7,5

PARMA 22 p. Continuità cercasi. Vincere in casa della Juve e poi perdere al Tardini contro il Cagliari non è da tutti. Va così dall'inizio: dopo la vittoria alla prima giornata sono arrivati due mesi e mezzo senza gioie, quindi i 10 punti in 5 partite (fra la 11.a e la 15.a). La qualità della rosa dovrebbe garantire una salvezza tranquilla.
VOTO 5,5

CHIEVO 22 p. Chiusura in affanno per gli uomini di Pioli. Nelle ultime sei giornate pareggi in casa e sconfitte fuori. Non bene. Prima però era stato messo un po' di fieno in cascina.
VOTO 6

CATANIA 21 p. Si può dare di più. Almeno a livello di punti, perché le prestazioni degli etnei sono sempre di buon livello, soprattutto in casa. Peggio fuori e i numeri parlano da soli: con 3 pareggi e 6 sconfitte il Catania è la squadra che ha raccolto meno in trasferta.  
VOTO 6

Il terzino del Cesena Yuto Nagatomo. Classe '86 si è adattato benissimo al calcio italiano.
CESENA 19 p.* L'inizio e la fine. Sta lì il miracolo salvezza dei romagnoli. Sette punti nelle prime tre giornate, altri sette nelle ultime tre. Un totale di 14 punti in 6 partite! Per farne altri 5 son servite le 12 gare centrali.
Ci sarà da soffrire.
VOTO 6

LECCE 18 p. Il colpo-gobbo in casa della Lazio è stata una vera boccata d'ossigeno per i giallorossi. Prima vittoria in trasferta per una squadra che lontano dal Via del Mare aveva ottenuto solo un punticino (a Palermo). L'impressione però è che per giocarsela fino in fondo occorrano rinforzi.
VOTO 5,5

BRESCIA 15 p. Forse non è solo sfortuna. Negli ultimi 15 minuti il Brescia ha perso caterve di punti. Poco è cambiato sotto questo aspetto anche con la sostituzione di Iachini con Beretta. Il nuovo tecnico con tre sconfitte di fila è già sulla graticola. Eppure il potenziale, soprattutto davanti, non manca.
VOTO 4,5

BARI 14 p. Dove è finita la squadra che incantava solo qualche mese fa per il suo calcio a memoria tutto fraseggi e verticalizzazioni? Facile, è quasi tutta in infermeria! La serie di infortuni e malanni che ha colpito il Bari non ha eguali. Per più giornate l'intero reparto offensivo è stato fuori causa. La classifica ne ha ovviamente risentito, i punti in meno rispetto ad un anno fa sono 14. Ora per rimontare serve un'impresa e i neoacquisti Okaka e Rudolf daranno una mano. Ma c'è bisogno anche dei gol di Barreto.
VOTO 5

* una partita da recuperare; ** due partite da recuperare.

Riccardo Marchese

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Il ritorno del Coach

Dan Peterson di nuovo sulla panchina di Milano a distanza di 24 anni. Da Caserta a Caserta, dalla finale scudetto del 1987 all'esordio con vittoria nella prima gara del 2011.
Era la metà dei mitici anni ’80 (un’espressione che trasla di decennio in decennio) quando sulle reti tv impazzava lo spot di un tè, caratterizzato dall’accento americano del protagonista. Quel protagonista era Dan Peterson, l’allenatore dell’Olimpia Milano che di lì a pochi anni avrebbe chiuso la sua avventura da coach (non quella di fortunato testimonial per la marca di tè). Un quarto di secolo esatto dopo quel primo spot, o ancora precisamente 23 stagioni dopo l’ultima da allenatore, Dan Peterson (scindere il suo nome dal cognome sarebbe un delitto) è tornato ad allenare!

Come nelle storie più belle rientra proprio nella società in cui aveva smesso, quell’Olimpia Milano con cui vinse quattro titoli tricolori e un’Eurolega in nove anni (dal 1978 al 1987). Torna sul parquet a 75 anni, dopo aver accompagnato con la sua voce da commentatore la crescita del basket Usa in Italia e la prima ondata del fenomeno wrestling (erano i pur sempre mitici anni ’90, gli anni della Hulk Hogan mania). Una voce impossibile da non riconoscere lo rese in breve una sorta di osservatore speciale e cantore di tutto ciò che proveniva da oltreoceano. Mode che per nostra fortuna non sempre hanno avuto successo (il pensiero corre allo Slamball…).

Dan Peterson torna a Milano (oggi sponsorizzata Armani) al posto dell’esonerato Piero Bucchi. Fatale all’ex tecnico di Roma e Napoli la sconfitta nel derby contro Cantù e i 5 k.o. già rimediati in Eurolega. Troppo lontane ormai le 6 vittorie su 6 gare di inizio campionato. Chiaro il presidente dell’Aj Milano Livio Proli: “Abbiamo deciso dopo aver visto le facce della squadra e dell’allenatore dopo la sconfitta di Cantù. Serviva uno shock per uscire dall’angolo”. Lo shock – almeno quello mediatico – per ora c’è stato. La prima vittoria pure (contro Caserta). Vedremo se alla lunga il campo darà ragione ad una scelta decisamente romantica, che di questi tempi non guasta mai!

Riccardo Marchese
(per stadiosport.it)