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Il punto sulla A – 25^ Giornata

Le grandi pagano il conto all’Europa: solo il Napoli non va k.o. (pari interno con la Sampdoria), Juve sconfitta a Roma. Vince il Milan che completa la sua rimonta al terzo posto. Show di Fiorentina e Siena contro Inter e Lazio. Risalgono Genoa e Cagliari, affonda il Palermo.

Turno di rallentamento generale in vetta alla classifica. Questa 25.a giornata di campionato vede il crollo verticale di tutte le formazioni impegnate in settimana nelle competizioni europee. Cade anche la Juve capolista: gli ex imbattibili di Antonio Conte, premiato con la panchina d’oro per la scorsa stagione, hanno raccolto solo 11 punti nelle ultime 7 partite con un ruolino di 3 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte; l’ultima rimediata all’Olimpico contro una rediviva Roma, tornata al successo dopo ben 6 turni. Decide un siluro di capitan Totti, al gol numero 224 in Serie A (ora nella classifica marcatori assoluta è ad una sola rete dal secondo posto di Nordhal, mentre Piola resta inarrivabile a quota 274).

Il gol del numero 10 giallorosso aveva acceso gli entusiasmi della piazza partenopea: la sfida alla Samp offriva al Napoli la possibilità di tornare a soli 2 punti dalla vetta. Una grande chance per cancellare subito dalla mente il ricordo del bruttissimo k.o. subito in Europa League col Viktoria. Invece, gli uomini di Mazzarri vanno a sbattere contro la solidità della Sampdoria e per la seconda gara consecutiva (entrambe al San Paolo!) non trovano la via del gol. Stavolta resta inviolata anche la porta di De Sanctis, ma arriva uno 0-0 che scontenta l’ambiente, voglioso di vivere un finale di stagione da protagonista assoluto.

Rispetto alle altre due formazioni italiane impegnate nel giovedì di Europa League al Napoli va di lusso. Inter e Lazio sono infatti irriconoscibili e si sgretolano nelle trasferte toscane.

I nerazzurri subiscono un secco poker dalla più bella Fiorentina della stagione (e che Jovetic!), mentre i biancocelesti di Petkovic crollano 3-0 a Siena sotto i colpi di un incontenibile Emeghara. Ride dunque il Milan che nell’anticipo del venerdì supera il Parma e completa una rimonta al terzo posto che solo pochi mesi fa sembrava impensabile: gli uomini di Allegri sono la squadra che ha ottenuto più punti nel girone di ritorno, recuperandone alla Lazio ben 9 (in sole 6 giornate). La sfida impossibile al Barcellona arriva nel miglior momento (anche se in Europa c’è un Balotelli in meno).

Continua a sorprendere (anche se facendolo ormai da anni non dovremmo più parlarne come una novità) il Catania del presidente Pulvirenti: salvarsi a febbraio è un’impresa storica, arrivata per giunta in una stagione ritenuta delicata dopo l’addio di Montella. Gli etnei, guidati dall’esordiente in A Maran, battono il Bologna al Cibali confermandosi club con ambizioni superiori anche alla metà classifica (nel girone di ritorno solo il Milan ha fatto più punti).

Abbandona la bagarre salvezza anche il Torino, che supera in casa un’Atalanta spenta e preoccupata. I bergamaschi, al di là dei 3 punti fondamentali portati via da Palermo due settimane fa, sembrano destinati a scivolare sempre più indietro, tanto da essere diventata la squadra su cui fare la corsa per chi al momento è in zona rossa.

In effetti Cagliari e Genoa sembrano aver trovato la quadratura giusta. I sardi, che hanno espugnato Pescara grazie alla doppietta di Sau, si sono rimessi a macinare punti nel girone di ritorno, in cui sono ancora imbattuti. I rossoblu di Genova, invece, hanno scovato in Ballardini l’uomo giusto da cui ripartire dopo il mezzo disastro della gestione Delneri: dal cambio di allenatore sono arrivati 8 punti in 4 gare molto delicate, l’ultima contro l’Udinese, vinta per 1-0 con la rete di Kucka.

Al contrario, la situazione si fa sempre più difficile per il Palermo. La fuga verso l’alto di squadre imbrigliate fino a ieri nella lotta salvezza rischia di far sprofondare i siciliani psicologicamente, prima che aritmeticamente. Inoltre con il successo del Siena nel posticipo del lunedì i rosanero di Malesani sono diventati il fanalino di coda solitario della Serie A, con un distacco di 7 punti dalla zona salvezza. Non fare bottino pieno nel prossimo turno contro il Genoa al Renzo Berbera potrebbe diventare un grosso problema.

         La Top 11 della giornata                                          Classifica Serie A – 25^ 

JUVENTUS 55
NAPOLI  51
LAZIO 44
MILAN 44
INTER 43
FIORENTINA 42
CATANIA 39
ROMA 37
UDINESE 36
PARMA 32
TORINO (-1) 31
CHIEVO 29
SAMPDORIA (-1) 29
CAGLIARI 28
ATALANTA (-2) 27
BOLOGNA 26
GENOA 25
PESCARA 21
SIENA (-6) 21
PALERMO 18
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Il punto sulla A – 24^ Giornata

Giornata di campionato interlocutoria: record di pareggi con solo 4 squadre a fare bottino pieno. La Juventus allunga a +5 sul Napoli, bloccato sul pari all’Olimpico dalla Lazio. Torna al successo l’Inter, affonda la Roma. Malesani esordio con pari sulla panchina del Palermo. 

Osv

Tanti pareggi e relativamente poco movimento in classifica in questa ventiquattresima giornata di Serie A. Il passo avanti più importante lo fa la Juventus che batte la Fiorentina in casa e guadagna due lunghezze sul Napoli. I partenopei acciuffano nel finale un punto a Roma, contro una Lazio vogliosa ma sprecona, punita dalla perla acrobatica di Campagnaro negli ultimi minuti.

Risale dunque l’Inter, vittoriosa nel posticipo sul Chievo Verona. I nerazzurri di Stramaccioni, che ritrova dall’inizio il tridente Cassano-Palacio-Milito,  tornano al successo dopo quasi un mese, ed ora sono ad un solo punto dal terzo posto. Rallenta invece il Milan: l’undici di Allegri rischia di perdere a Cagliari, ma nel finale trova con Balotelli, dal dischetto, il gol del pareggio (terza rete in due partite per l’ex City). Per i rossoneri si tratta del sesto risultato utile consecutivo (4 vittorie e 2 pareggi).

Deciso passo avanti dell’Udinese, vittoriosa al Friuli contro il Torino. In casa i bianconeri viaggiano a media Champions: sono 4 le vittorie di fila e addirittura 11 i risultati positivi consecutivi tra le mura amiche. I granata vanno k.o. dopo 7 risultati utili (ora la miglior striscia aperta è quella del Napoli con 5 vittorie e 2 pareggi nelle ultime 7 giornate).

Pari senza reti a centro gruppo: il Catania esce indenne dall’Atleti Azzurri di Bergamo, mentre all’ora di pranzo impattano al Tardini Parma e Genoa. Non si rialza la Roma, passata in settimana da Zeman ad Andreazzoli. Il nuovo tecnico si presenta a Marassi con uno sperimentale 3-5-2, con l’azzardo di Lamela e Marquinho ali a tutto campo. Rischio non ripagato visto che i giallorossi cadono sotto i colpi di Estigarribia, Sansone e Icardi, caricando sul groppone la decima sconfitta stagionale (con un passivo di 45 gol subiti in 23 gare giocate!). Nel 2013 la Roma è la squadra che ha ottenuto meno punti (solo 2 in 6 partite). Fa festa, invece, la Samp: da quando Delio Rossi siede sulla panchina doriana è arrivato il cambio di ritmo, con un parziale di 11 punti ottenuti in 7 partite.

Esordio con pareggio (dal retrogusto amaro) per Alberto Malesani alla guida del Palermo. Serviva la vittoria contro una diretta concorrente alla salvezza come il Pescara, invece si rischia addirittura la sconfitta. Il nuovo acquisto Fabbrini salva i rosanero, ma l’impressione è che per il nuovo tecnico il lavoro da fare sia tanto. I siciliani restano ultimi in classifica, con un distacco di 4 lunghezze dal quartultimo posto, a parità di punti con il Siena (che però ne ha marcati 6 in più sul campo). Proprio i toscani di mister Iachini conquistano un punticino prezioso in casa del Bologna e continuano con grande tenacia la loro difficile rimonta, forti delle reti del nuovo attaccante Emeghara.

         La Top 11 della giornata                                          Classifica Serie A – 24^ 

JUVENTUS 55
NAPOLI  50
LAZIO 44
INTER 43
MILAN 41
FIORENTINA 39
CATANIA 36
UDINESE 36
ROMA 34
PARMA 32
CHIEVO 28
TORINO (-1) 28
SAMPDORIA (-1) 28
ATALANTA (-2) 27
BOLOGNA 26
CAGLIARI 25
GENOA 22
PESCARA 21
SIENA (-6) 18
PALERMO 18

Il punto sulla A – 23^ Giornata

Il Napoli chiama, la Juve risponde: è lotta a due per lo scudetto. Lazio ed Inter perdono ancora terreno mentre il Milan continua a risalire. A Roma via Zeman, vince la Fiorentina, respirano Atalanta, Bologna e Genoa. Crisi profonda per il Palermo che si affida a Malesani.

Testa a testa profilasi. Juventus e Napoli scattano e da dietro non arrivano repliche da Lazio e Inter. Forse è presto per parlare di allungo decisivo anche se le impressioni lasciate dal campo questo dicono. Il Napoli mette pressione ai bianconeri vincendo (notizia: senza gol di Cavani!) l’anticipo serale al San Paolo contro il Catania. Una notte insieme in vetta, ma a pranzo è già tutto finito: la Juve passa a Verona contro un Chievo che al Bentegodi non perdeva da 8 gare.

Nel pomeriggio tocca rispondere a Lazio ed Inter, impegnate rispettivamente sui campi delle pericolanti Genoa e Siena. A Marassi i biancocelesti hanno la forza di recuperare dal doppio svantaggio, ma all’ultimo respiro sono puniti dal nuovo acquisto dei rossoblu Marco Rigoni.

Non esce dal suo momento negativo neppure l’Inter: in casa dell’ultima in classifica i nerazzurri crollano 3-1, evidenziando grossi limiti sia difensivi che nella costruzione della manovra. Per Stramaccioni la situazione si fa ora pesante: con un bottino di soli 6 punti conquistati negli ultimi 7 turni il tecnico romano guarda con preoccupazione al ciclo di sfide che porterà al derby (Chievo, Fiorentina e Milan le prossime avversarie).

Non bastasse ecco il Milan agguantare i nerazzurri in classifica. Come? Con le reti dell’ex Balotelli, che va subito in campo dall’inizio e segna la doppietta decisiva nella vittoria sull’Udinese. I rossoneri si portano a 3 punti dal terzo posto, con un parziale record di 25 punti ottenuti nelle ultime 10 giornate.

Approfitta del rallentamento in zona Champions anche la Fiorentina. I viola, dopo aver messo a referto un solo punto in 4 gare, tornano a fare bottino pieno contro il Parma. Chi si allontana, invece, quasi definitivamente dalle posizioni europee è la Roma. La debacle interna contro un Cagliari in buona forma (8 punti nelle ultime 4 partite) costa la panchina a Zeman, la cui maggior colpa sembra essere stata quella di aver continuato a puntare sul disastroso Goicoechea fra i pali.

Altro esonero a Palermo dove Gian Piero Gasperini viene sostituito da Alberto Malesani. I rosanero non vincono da novembre (3-1 nel derby col Catania) ed hanno raccolto solamente 3 punti nelle ultime 9 giornate. Diventa dunque pesantissimo il k.o. subito in casa contro l’Atalanta, che lontano da Bergamo veniva da 5 battute d’arresto consecutive. Perde in casa anche il Pescara che nel girone di ritorno è l’unica squadra a non aver ancora ottenuto punti. Gli abruzzesi sono battuti 3-2 dal Bologna che per la terza volta in stagione ottiene la posta piena lontano dal Dall’Ara e curiosamente lo fa per la terza volta con lo stesso risultato!

Infine pari e sbadigli sabato pomeriggio fra Torino e Sampdoria. Ci si accontenta di un punto a testa, utile soprattutto al Toro per allungare la propria striscia di imbattibilità (7 risultati utili, miglior serie aperta).

         La Top 11 della giornata                                          Classifica Serie A – 23^ 

JUVENTUS 52
NAPOLI  49
LAZIO 43
INTER 40
MILAN 40
FIORENTINA 39
CATANIA 35
ROMA 34
UDINESE 33
PARMA 31
CHIEVO 28
TORINO (-1) 28
ATALANTA (-2) 26
SAMPDORIA (-1) 25
BOLOGNA 25
CAGLIARI 24
GENOA 21
PESCARA 20
SIENA (-6) 17
PALERMO 17

Calciomercato, ecco gli ultimi colpi

Classico concitato finale della sessione di mercato: il Milan prende Salamon del Brescia, l’Inter sceglie Carrizo come vice-Handanovic, il Palermo chiude per Fabbrini dall’Udinese. All’estero Beckham va al Psg, mentre il brasiliano Willian dello Shakhtar passa all’Anzhi.

Prestiti e fantasia. In entrata il calciomercato italiano continua a funzionare così. Eccetto il colpo grosso di Balotelli al Milan, sono poche altre le trattative chiuse in questo finale senza ricorrere alla formula del prestito con obbligo o diritto riscatto.

VERTICE – Gli equilibri del duello di testa non sono scalfiti dal mercato. Gli arrivi di Armero, Calaiò, Rolando e Radosevic non fanno abbassare la quota del Napoli per la conquista del tricolore. Beffata invece la Lazio che vede sfumare sul filo di lana l’arrivo del giovane e promettente brasiliano Felipe Anderson dal Santos.

MILAN – I rossoneri sono la squadra che ha mosso più denaro in questa sessione, cedendo Pato per prendere Balotelli, la metà di Acerbi per Costant, la comproprietà di Strasser per Zaccardo e infine quella di Paloschi al Chievo per aggiudicarsi il giovane Bartosz Salamon dal Brescia (centrocampista difensivo polacco classe ’91), prelevato per 3,5 milioni di euro. Ogni uscita bilanciata da un’entrata.
Partenza in prestito, invece, per Urby Emanuelson, volato in Inghilterra, in prestito al Fulham.

INTER – La Milano nerazzurra ha provato a rispondere alle mosse dei rossoneri. Il giovane centrocampista croato Kovacic (pagato 11 milioni più bonus), Kuzmanovic (dallo Stoccarda) e l’atalantino Schelotto sono elementi utili a puntellare la rosa di Stramaccioni. Accordo raggiunto anche con la Lazio per Carrizo (che praticamente era già stato bloccato dai nerazzurri per luglio): il portiere arriverà subito per ricoprire il ruolo di secondo alle spalle dello sloveno Handanovic.

POKER PER L’ATALANTA – Quattro rinforzi per l’Atalanta nelle ultime ore di trattative. Dopo aver ceduto Schelotto all’Inter i bergamaschi hanno rinforzato la difesa con gli arrivi di Contini e Del Grosso dal Siena, mentre proprio dall’affare che ha portato l’esterno italo-argentino a Milano gli orobici hanno ottenuto la comproprietà di Livaja. Ottimo anche l’innesto di Brienza prelevato a titolo definitivo dal Palermo.

ROSANERO ALL’ATTACCO – Non sono bastati gli arrivi di Formica e Boselli. I rosanero dopo aver ceduto Brienza all’Atalanta si sono fiondati su un altro calciatore offensivo, prendendo dall’Udinese il giovane trequartista Fabbrini. Arriva in Sicilia anche il centrocampista Alejandro Faurlin dal Qpr, con la formula del prestito con diritto di riscatto (classe ’86, 11 presenze in Premier League nella stagione in corsa).

SIENA E PESCARA – Cambiano molto, come spesso accade, due formazioni con difficoltà di classifica. Il Siena, ultimo, cede Contini e Del Grosso all’Atalanta ma rinforza il reparto arretrato con gli arrivi di Uvini dal Napoli, Matheu dall’Atalanta e Terlizzi dal Pescara. Gli abruzzesi prendono Zauri e Sculli dalla Lazio e l’attaccante Sforzini dal Grosseto.

ALTRI COLPI – Il Bologna acquista a titolo definitivo il centrocampista Lazaros Christodoulopoulos dal Panathinaikos e l’attaccante Moscardelli dal Chievo, mentre Acquafresca va in prestito in Spagna al Levante. Per il Chievo, oltre al colpo Paloschi, da registrare il ritorno di Acerbi dal Milan (via Genoa), e il passaggio in rossoblù di Marco Rigoni. La Samp cede Juan Antonio al Varese in B.

STEK RESTA – Ferma invece nelle ultime ore la Roma di Zeman. Si cercava un portiere affidabile per lasciar partire Stekelenburg (c’era già l’accordo col Fulham e  un volo pronto a portarlo a Londra) ma l’intesa con la Fiorentina per arrivare a Viviano non si è trovata. Chissà che ora il numero olandese non possa ritrovare in giallorosso la fiducia di cui avrebbe bisogno.

ESTERO – Per quanto riguarda il mercato internazionale il botto sul rush finale lo piazza l’Anzhi di Eto’o che si aggiudica per 35 milioni di euro il brasiliano Willian dello Shakhtar. Il Psg (che ha ceduto in prestito alla Fiorentina il centrocampista ex-Juve Sissoko) ha presentato oggi David Beckham: a 37 anni lo Spice Boy ha firmato con il club di Ancelotti fino al 30 giugno, con ingaggio che sarà totalmente devoluto in beneficenza.

Riccardo Marchese
(per Vavel Italia)

Il punto sulla A – 22^ Giornata

Vibrante turno di campionato: la Juventus non va oltre il pari interno con il Genoa, mentre il Napoli passa a Parma e si riporta a 3 lunghezze dalla vetta. Il Chievo sorprende la Lazio all’Olimpico, il Milan espugna Bergamo. Vittorie pesanti per Catania, Udinese e Sampdoria. 

Non è stata di certo una giornata di campionato banale. Anzi. Le urla di Conte contro gli arbitri alla fine di Juventus-Genoa e le scriteriate allusioni di Marotta nel post-partita (sulle origini del direttore di gara) ci restituiscono la fedele immagine di cosa stia diventando il pallone nostrano. Ogni settimana un gradino più in basso: dai campioni che vanno via, al razzismo negli stadi (che intanto continuano inesorabilmente a svuotarsi), fino alle beghe degne dei campionati amatoriali. Ma il pallone continua a rotolare.

Pareggia dunque la Juve, bloccata in casa dal primo Genoa di Ballardini e punita dall’ex Borriello. I bianconeri hanno raccolto solo 5 punti nelle ultime 4 partite, vedendo così crollare in questo mese di gennaio il proprio vantaggio in classifica (dopo la sosta natalizia sono già 5 i punti persi sul Napoli). Ma in questa terza giornata del girone di ritorno il rallentamento riguarda un po’ tutta la parte alta della graduatoria: tra le squadre che sabato occupavano le prime 7 posizioni vincono solo Napoli e Milan, mentre il Catania irrompe in zona vip superando la Roma.

Vittorie esterne complicate ma pesantissime per partenopei e rossoneri. Il Napoli fa cadere per la prima volta in stagione il Parma al Tardini: decidono Hamsik e Cavani su assist geniali rispettivamente di Dzemaili ed Insigne. Quinto risultato utile di fila per gli uomini di Mazzarri, che escono dunque dalla doppia trasferta Firenze-Parma con un bel bottino di 4 punti.
Continua la risalita del Milan, l’ultima vittima è l’Atalanta. La squadra di Colantuono, piombata in una crisi da 2 punti in 6 partite, cade per mano di El Shaarawy che festeggia quota 15 gol in campionato. Per gli orobici domenica match delicatissimo a Palermo.

I rossoneri di Allegri, in un solo pomeriggio, recuperano terreno su tutte le contendenti al terzo posto. La Lazio si fa imbrigliare dal disegno tattico di Corini e del suo Chievo, ed è punita oltremodo da una zampata di Paloschi. I biancocelesti perdono la propria l’imbattibilità dopo 11 turni di campionato e tornano alla sconfitta interna a distanza di quattro mesi (ultimo k.o. all’Olimpico lo 0-1 col Genoa il 23 settembre).

Non brilla neppure l’Inter, costretta al pareggio da un Torino più vivace e organizzato. Eppure per Stramaccioni si era messa bene, col vantaggio trovato su calcio di punizione da Chivu. Poi però la sindrome dell’interista-scartato si fa viva in Meggiorini: l’attaccante granata (esordio tra i professionisti proprio con la maglia nerazzurra nel lontano 2004) mette a segno la sua prima doppietta in serie A, tornando al gol nel massimo campionato dopo quasi un anno e mezzo. L’ultima rete? Con la maglia del Novara in uno storico 3-1 rifilato all’Inter! (sconfitta che costò la panchina a Gasperini).

Non tengono il passo la Fiorentina e la Roma, squadre nate con progetti (ed aspirazioni) diversi, ma unite in questo momento dalle difficoltà dei loro portieri e dalle scelte in tal senso fatte degli allenatori. I viola perdono ancora (terza sconfitta nelle ultime 4 gare) ed anche a Catania il giovane Neto ci mette del suo. Per gli etnei, invece, si tratta del terzo successo consecutivo, che li porta ad essere l’unica squadra a punteggio pieno nel girone di ritorno (con un solo gol subito negli ultimi 4 turni).
Torna a casa da Bologna con un punticino (3-3) la Roma di Goicoechea, disastroso e imputabile su tutti i tre gol subiti (sull’ultimo particolarmente). Così per la consueta difesa alta e inefficace di Zeman diventa durissima (sono già 38 i gol incassati, peggio ha fatto solo il Pescara).

L’unica squadra a secco di punti nel girone di ritorno è il Pescara. Gli abruzzesi vanno allo sbaraglio contro la Samp del talentuoso Icardi, il quale infila un personale poker nel largo 6-0 finale. Non sbaglia un colpo al Friuli l’Udinese: Muriel condanna il Siena e permette ai bianconeri di conquistare il decimo risultato positivo di fila casalingo (l’unico k.o. risale alla seconda giornata contro la Juve).
Infine pareggio d’attesa nel derby delle isole fra Cagliari e Palermo, due squadre che per i valori in rosa valgono molto di più della classifica che si ritrovano. La risalita, però, non sarà affatto facile.

         La Top 11 della giornata                                            Classifica Serie A – 22^ 

JUVENTUS 49
NAPOLI  46
LAZIO 43
INTER 40
MILAN 37
FIORENTINA 36
CATANIA 35
ROMA 34
UDINESE 33
PARMA 31
CHIEVO 28
TORINO (-1) 27
SAMPDORIA (-1) 24
ATALANTA (-2) 23
BOLOGNA 22
CAGLIARI 21
PESCARA 20
GENOA 18
PALERMO 17
SIENA (-6) 14

Il punto sulla A – 21^ Giornata

Lazio e Napoli pareggiano in trasferta, mentre la Juventus strapazza l’Udinese e si riporta a +5. Bene Milan e Catania, colpaccio del Torino a Pescara, il Siena vince e spera ancora. Parità nell’atteso posticipo fra Roma e Inter.

Tornano i pareggi in Serie A: in questa seconda giornata del girone di ritorno si spartiscono la posta in palio in addirittura cinque casi (quanti erano stati i pari registrati in totale negli ultimi tre turni).

Weekend aperto proprio da un segno X, quello uscito dalla sfida tra Palermo e Lazio del Renzo Barbera. Gli uomini di Petkovic vanno avanti, si fanno sorpassare e solo nel finale riacciuffano il match con un rigore trasformato da Hernanes (già 8 reti in campionato), salvando così la lunga striscia di imbattibilità cominciata col derby vinto (sono 10 le partite senza sconfitta).

La Juve non sente il fiato dei biancocelesti sul collo ma non si lascia distrarre. Il match con l’Udinese dura il tempo di sbloccarlo e per riuscirci ci si affida a due sassate di Pogba. Se contro il Napoli il talento francese aveva sfoderato un mancino da cineteca, stavolta fa vedere di cosa è capace col suo piede preferito. Un mostro. Vucinic e Matri arrotondano e i bianconeri possono mettersi comodi a tavola per pranzare davanti a Fiorentina-Napoli.

L’uscita fuoritempo di De Sanctis è un rischioso boccone di traverso per i tifosi partenopei. Roncaglia ringrazia ed entra nell’esclusivo club degli autori di gol da centrocampo. Poi tocca al solito Cavani sistemare le cose: zuccata vincente e 100° gol in Serie A per l’uruguaiano, traguardo raggiunto a soli 25 anni. Chapeau!
Il resto è un riflesso di Neto su Pandev e un Mazzarri spregiudicato che nel finale inserisce Insigne per un difensore. Ma non basta. Finisce in parità e la Juve scappa a +5.

Alle spalle del trio di testa non accorcia l’Inter, fermata sull’1-1 all’Olimpico da una Roma bella a tratti, ma troppo distratta sottoporta e spesso sbilanciata in avanti (secondo il credo zemaniano). I nerazzurri, che salutano Sneijder passato ufficialmente al Galatasaray, tornano a fare punti in trasferta dopo 4 k.o. consecutivi.
Vince invece il Milan, capace di tessere (quasi senza farsi notare) una bella striscia di 4 successi di fila a San Siro. Contro il Bologna torna ad essere decisivo Pazzini (doppietta), quasi a rimarcare che i problemi dei rossoneri non sono nel reparto offensivo.

Dietro le “nuove sette sorelle” sale il Catania di Maran, che espugna Marassi e inasprisce la crisi del Genoa. Preziosi dà il benservito a Delneri (sulle cui idee aveva operato in fase di calciomercato) e si affida ora a Davide Ballardini, che già nel 2010/2011 prese i rossoblu in corsa, piazzandosi a metà classifica e vincendo due volte il derby.
Pochi scossoni nella parta bassa della graduatoria: il Siena, ultimo e reduce da 6 sconfitte consecutive, trova i 3 punti della speranza contro la Sampdoria e per mister Iachini è una piccola rivincita sulla squadra che non lo ha confermato dopo la promozione dello scorso anno.

Un punto a testa, invece, per Atalanta e Cagliari, con i sardi che ritrovano un risultato positivo lontano da casa dopo più di due mesi.
Vince e si tira fuori dalle acque agitate della bassa classifica il Torino: a Pescara sono decisivi gli esterni Santana e Cerci. Per i granata si tratta del quinto risultato utile consecutivo, unica squadra insieme al Catania ad aver vinto entrambe le gare del girone di ritorno.

         La Top 11 della giornata                                          Classifica Serie A – 21^ 

JUVENTUS 48
NAPOLI  43
LAZIO 43
INTER 39
FIORENTINA 36
MILAN 34
ROMA 33
CATANIA 32
PARMA 31
UDINESE 30
TORINO (-1) 26
CHIEVO 25
ATALANTA (-2) 23
BOLOGNA 21
SAMPDORIA (-1) 21
PESCARA 20
CAGLIARI 20
GENOA 17
PALERMO 16
SIENA (-6) 14

Serie A 2012/’13 – Le pagelle di metà campionato

Si apre con l’anticipo delle 18:00 fra Bologna e Chievo, il girone di ritorno della Serie A 2012/2013. Ma prima di ripartire diamo i voti alle 20 squadre di Serie A per quanto hanno fatto nel girone d’andata.

JUVENTUS 44 p. Dieci gare da schiacciasassi (con 28 punti conquistati sui 30 disponibili), poi 4 punti in 4 giornate a dar un minimo di speranza a chi insegue. Quindi un nuovo filotto di successi per ribadire la propria forza e infine il suicidio con la Samp. Tanti picchi e qualche caduta nel girone d’andata dei bianconeri che vivranno i prossimi mesi con l’incubo della frase “lo scudetto lo possiamo perdere solo noi”. VOTO 9

LAZIO 39 p. Per il terzo anno consecutivo i biancocelesti lottano nelle zone altissime della classifica. Il sogno Champions, sfuggito sul traguardo per due volte a Reja, può essere quest’anno alla portata del gruppo di Vladimir Petkovic. Il tecnico d’origine bosniaca è per ora una scommessa vinta dal presidete Lotito. VOTO 8,5

NAPOLI 37 p. (-2) Dieci punti in più (sul campo) rispetto al giro di boa dello scorso anno, quando però c’era la Champions a togliere energie ed esaltare l’ambiente. Ora ci pensa il solito Cavani: 16 gol a metà campionato, mai l’attaccante uruguaiano aveva fatto così bene!

A voler essere cattivi, troppe sono le occasioni sprecate al San Paolo (le rimonte subite da Torino, Milan e Bologna gridano vendetta). VOTO 8

FIORENTINA 35 p. L’aria di smobilitazione che si respirava a Firenze negli ultimi anni è un lontano ricordo. Chiuso definitivamente il ciclo Montolivo-Mutu-Gilardino-Prandelli, l’uomo della rinascita è Vincenzo Montella: il tecnico napoletano ha costruito – grazie agli sforzi della società – una perfetta macchina da calcio, una squadra dai piedi buoni e dal profilo innovativo. A lui il compito di inserire l’ultimo tassello, quel Giuseppe Rossi che è l’attaccante che mancava. VOTO 8,5

INTER 35 p. Rifondare una squadra non è mai cosa semplice. Farlo con ritardo peggiora le cose. L’Inter del triplete non esiste più e sarebbe ingiusto continuare ad accostarla al gruppo di Stramaccioni. I nerazzurri hanno dato un taglio netto al passato e alle spese folli, puntando sul rinnovamento e sui giovani.

Far cadere per primi l’imbattibilità dello Juventus Stadium vale almeno mezzo punto. VOTO 6

ROMA 32 p. D’accordo lo spettacolo del calcio zemaniano, ma perdere sette volte in un girone d’andata (e in sei occasioni subendo almeno 3 reti) sembra davvero troppo. Eppure i giallorossi hanno una rosa dal potenziale enorme, illeggiadrita da un Totti tornato alla forma degli anni migliori. Servirebbe maggiore equilibrio, ma non sarebbe più la Roma di Zeman.  VOTO 5,5

MILAN 30 p. Negli ultimi mesi qualcosa è cambiato, ma il senso della stagione rossonera resta legato alla disperata corsa verso il terzo posto. Rispetto ad anno fa i punti in meno sono 10, ma quello era un altro Milan. L’unica nota lieta è aver trovato pronto per il presente l’attaccante del futuro: Stephan El Shaarawy, classe ’92, 14 gol in campionato. Un talento da cui ripartire. VOTO 5

PARMA 29 p. Dietro le nuove sette sorelle della Serie A, gli emiliani provano a rievocare i tempi d’oro. Imbattuti al Tardini (unica squadra a non aver mai perso in casa) gli uomini di Donadoni hanno saputo reagire ad una partenza pericolosa ed hanno tutte le carte in regola per restare nella prima parte della classifica. VOTO 8

UDINESE 27 p. Finito il tempo dei miracoli, Guidolin si sta occupando dell’ordinario. I punti in meno rispetto ad un anno fa sono ben 11, ma allo stesso modo le soddisfazioni arrivano: l’ultima è lo sfavillante 3-0 inflitto all’Inter nel giorno dell’Epifania. Da una squadra che cede con costanza i suoi migliori tre elementi alla fine di ogni stagione non ci si può aspettare di più! VOTO 7

CATANIA 26 p. L’ossatura è quello dello scorso anno, tanto che il passaggio da Montella a Maran è avvenuto senza fare troppo rumore. Sulla consueta solidità interna (20 punti sono arrivati al Massimino) e sulle giocate dei talenti argentini gli etnei costruiranno l’ennesima salvezza, la settima consecutiva. VOTO 7

CHIEVO 24 p. Voto alto per i veronesi, ma soprattutto per mister Corini. Il cambio di ritmo è arrivato all’improvviso: dopo aver sempre perso in trasferta, il doppio colpo esterno a Genova (sponda rossoblu) e Cagliari ha cambiato l’inerzia della stagione. Il vantaggio da gestire sulla terzultima (+8) è molto confortante. VOTO 7,5

ATALANTA 22 p. (-2) Mal di trasferta, particolarmente acuto nell’ultima parte del girone. La diagnosi è chiara, anche perché i sintomi non lasciavano dubbi: 4 k.o. consecutivi lontano da Bergamo (serie aperta), 6 in totale dall’inizio della stagione. Gli orobici sono chiamati a rispondere da subito alle ultime brutte prestazioni e lo dovranno fare senza la spinta di Peluso sulla sinistra (passato alla Juventus) e senza il capitano Manfredini (passato al Genoa in cambio di Canini). VOTO 6,5

TORINO 20 p. (-1) Appaiato con le altre due neopromosse, il Toro di Ventura vira in perfetta media salvezza. Squadra organizzata, difesa attenta (solo un gol subito nelle ultime 3 partite), l’impressione è che manchi qualcosa in avanti, magari una seconda punta che possa affiancare Bianchi. VOTO 6,5

SAMPDORIA 20 p. (-1) Un girone d’andata dalle mille vite per i blucerchiati. La partenza sprint, poi le 7 sconfitte consecutive, la scossa data dal derby vinto, l’esonero di Ferrara dopo il doppio k.o. con Udinese e Catania, l’arrivo di Delio Rossi e l’impresa allo Juventus Stadium. Normalità cercasi. VOTO 6

PESCARA 20 p. Applausi per mister Bergodi. Con 9 punti nelle ultime 4 giornate gli abruzzesi possono guardare con fiducia al girone di ritorno, sperando magari in un paio di buoni colpi in sede di calciomercato. Lottare per la salvezza fino alle ultime giornate sarebbe un grande traguardo per un club che in estate ha perso Zeman, Verratti, Immobile e Insigne. VOTO 7

BOLOGNA 18 p. Andamento troppo altalenante per il gruppo di Pioli. La pausa – fra attesa e ripresa – non ha portato bene: a fine anno amara sconfitta interna contro il Parma, ad inizio 2013 k.o. col Genoa. Urge reazione a partire dalla gara al Dall’Ara contro il Chievo, nel match che aprirà sabato pomeriggio il girone di ritorno.  VOTO 5,5

GENOA 17 p. Per il terzo anno consecutivo la squadra del presidente Preziosi chiude la prima parte di campionato nelle zone basse della graduatoria. In realtà mai i rossoblu erano stati così in basso: nonostante la fondamentale vittoria nell’ultimo turno contro il Bologna, i punti in meno rispetto ad un anno fa sono ben 7. Il calciomercato invernale porterà l’ennesima rivoluzione. VOTO 4

CAGLIARI 16 p. Con 6 sconfitte consecutive e soli 2 punti conquistati nelle ultime 9 giornate (serie aperte) il Cagliari di Pulga e Lopez è crollato in classifica. L’ultima vittoria risale addirittura ad ottobre (4-2 al Siena) e chiuse un mese magico, fatto di 4 successi di fila. Senza quella striscia positiva i sardi sarebbero già spacciati. I problemi societari e le continue diatribe per lo stadio non aiutano l’ambiente. VOTO 4,5

PALERMO 15 p. Senza penalizzazioni altrui i siciliani sarebbero il fanalino di coda della Serie A. Dopo il solito esonero di Zamparini (via Sannino per Gasperini) poco è cambiato, basta pensare che nelle ultime 5 sfide sono arrivati un pareggio e 4 sconfitte. Serve intervenire sul mercato, palla dunque al bravo Lo Monaco, anche se acquisti come quello di Aronica non spostano gli equilibri. VOTO 4

SIENA 11 p. (-6) La buona partenza, con pronto rientro dalla pesante penalizzazione aveva illuso i tifosi. La serie aperta di 5 sconfitte consecutive ha fatto percipitare la situazione e il cambio in panchina (da Cosmi a Iachini) non ha per ora dato la fatidica scossa all’ambiente. Risalire sarà durissima. VOTO 5

Riccardo Marchese
(per Vavel Italia)

Il punto sulla A – 19^ Giornata

Grandi sorprese nel primo turno dopo la sosta natalizia: la Juventus cade clamorosamente in casa contro la Samp, l’Inter viene travolta ad Udine, mentre la Fiorentina perde la propria imbattibilità interna contro il Pescara. Nel posticipo larga vittoria del Napoli sulla Roma.

Turno ricco di sorprese quello dell’Epifania in Serie A. Dopo le scorpacciate di panettoni arriva una discreta dose di gol – 25 quelli messi a segno in questa prima giornata del 2013 – mentre c’è la conferma del trend di fine anno: la scomparsa dei pareggi (solo 7 segni X negli ultimi sei turni).

L’impresa della settimana la compie la Sampdoria di Delio Rossi che espugna lo Juventus Stadium, rimontando un gol con l’uomo in meno. Copertina per l’attaccante Mauro Icardi, già uomo-derby e autore a Torino della doppietta decisiva. I bianconeri chiudono il girone d’andata con 44 punti e un comunque rassicurante +5 sulle inseguitrici.

E se la ricercatissima anti-Juve fosse la Lazio? Dopo un lungo tira e molla fra Napoli e Inter, alle spalle dei bianconeri resiste e accorcia le distanze la squadra di Petkovic. Il nuovo anno è iniziato con una bella vittoria per i biancocelesti in rimonta (e fra le polemiche) contro il Cagliari. Al contrario i sardi sprofondano sempre di più in classifica: ora sono terzultimi con una serie di sei sconfitte consecutive.

Al terzo posto sale il Napoli, che senza penalizzazione sarebbe a pari punti con la Lazio in seconda piazza. I partenopei travolgono la Roma al “San Paolo” per 4-1 e per l’ennesima volta confermano di avere in rosa l’uomo in più dell’intero campionato: Cavani segna una tripletta (la sua sesta in assoluto in Serie A) e sale a quota 25 gol stagionali in 23 partite con la maglia azzurra (di cui 16 in campionato). Numeri da brividi.

Alle spalle del Napoli scivolano dunque Inter e Fiorentina. I nerazzurri cadono 3-0 ad Udine, per mano del solito Di Natale (doppietta), mentre i viola perdono la propria imbattibilità interna contro il Pescara. Sconfitte amare ma diverse: a sbarrare la strada agli uomini di Montella è soprattutto uno straordinario Perin, autore di parate sensazionali. Più dura invece, sotto il profilo del gioco, la debacle interista.

Giornata favorevole dunque al Milan che approfitta dei rallentamenti davanti a sé e torna a sperare in un posto per l’Europa. I rossoneri, che in settimana hanno ceduto Pato al Corinthias per 15 milioni di euro, battono il Siena con le reti di Bojan e Pazzini, risalendo a -5 da Inter e Fiorentina.

Non ha velleità europee invece, anche se è solo un punto più dietro rispetto al Milan, il Parma di Donadoni. Gli emiliani, unica squadra del torneo imbattuta in casa, trovano la vittoria contro il Palermo all’ultimo respiro. L’ex Amauri punisce oltremodo i rosanero che piombano ora in penultima posizione.

Prova a tirarsi fuori dalla zona calda il Genoa e con il mercato impostato nel credo di Delneri qualcosa di buono si vede (anche se la sfida contro il Bologna la decide Marco Borriello, bomber fino ad ieri sul piede di partenza). Vince e si tira per ora davvero fuori dalla mischia il Chievo, che ha la meglio su un’Atalanta col mal di trasferta (quarto k.o. di fila lontano da Bergamo). Pari senza reti, infine, nel match d’apertura del turno fra Catania e Torino.

         La Top 11 della giornata                                          Classifica Serie A – 19^ 

JUVENTUS 44
LAZIO 39
NAPOLI (-2) 37
INTER 35
FIORENTINA 35
ROMA 32
MILAN 30
PARMA 29
UDINESE 27
CATANIA 26
CHIEVO 24
ATALANTA (-2) 22
PESCARA 20
SAMPDORIA (-1) 20
TORINO (-1) 20
BOLOGNA 18
GENOA 17
CAGLIARI 16
PALERMO 15
SIENA (-6) 11

Il punto sulla A – 17^ Giornata

La Juventus travolge l’Atalanta e con due turni d’anticipo fa suo il titolo di campione d’inverno. Suicidio Napoli contro il Bologna, l’Inter perde contro la Lazio, cade anche la Roma a Verona. Sorridono Fiorentina e Milan. Il Siena esonera Cosmi, la Samp caccia Ferrara.

Da 2 ad 8 punti in meno di dieci giorni. E’ la capacità di accelerazione della Juventus, che in due giornate di campionato piazza un allungo forse decisivo per la corsa al tricolore. Di sicuro le vale il titolo (virtuale) di campione d’inverno, con dati statistici annessi: nei 79 campionati a girone unico, ben 54 volte la squadra che era prima al giro di boa ha chiuso con lo scudetto da cucire sul petto (68,35% dei casi).

Se la Juve scatta macinando l’Atalanta nella prima frazione di gioco (primo tempo chiuso 3-0 con un uomo in più), Inter e Napoli – riprendendo l’analogia ciclistica della scorsa settimana – si rialzano e si fanno riassorbire dal gruppo. I nerazzurri perdono il big match del turno contro la Lazio (decide un lampo di Klose), i partenopei, invece, prima rimontano e poi si fanno incredibilmente controrimontare nel finale da un Bologna mai remissivo. Pioli si conferma la bestia nera di Mazzarri (5 confronti in A, quattro vittorie e un pari) e i partenopei dilapidano punti per l’ennesima volta negli ultimi minuti.

Si accorcia dunque la classifica a ridosso della Juve, grazie alle vittorie di Lazio, Fiorentina e Milan. I viola battono 4-1 un Siena in crisi (terzo k.o. consecutivo) con una doppietta di Luca Toni e smontano la panchina di Serse Cosmi. Al suo posto arriva Beppe Iachini, lo scorso anno protagonista della promozione della Sampdoria.
Non accenna a fermarsi il Milan, che contro il Pescara ottiene la sua quarta vittoria consecutiva con un gran bottino di 11 gol fatti nelle ultime tre giornate. Esame verità per i rossoneri sabato sera all’Olimpico, contro la Roma uscita sconfitta dal Bentegodi. Serie positiva dei giallorossi interrotta dal gol di Pellissier che lancia il Chievo in zona tranquillità (terza vittoria consecutiva per gli uomini di Corini).

Tutt’altro che tranquilla invece la situazione a Genova. La Samp cade a Catania e abbastanza inaspettatamente arriva l’esonero di Ciro Ferrara. Il tecnico difeso nel periodo buio delle sette sconfitte consecutive viene prontamente licenziato al ritorno delle prime difficoltà. Una scelta forse legata allo scioglimento del vecchio contratto con Iachini (andato a Siena e quindi non più a libro paga della Samp), con nuove possibilità economiche subito dirottate su Delio Rossi.

Non se la passa meglio l’altra sponda della città. Il Genoa pareggia in casa contro il Torino e resta penultimo in classifica. Per Delneri il bilancio è di 4 punti in 9 partite (1 vittoria, 1 pari e 7 sconfitte).
Evidenti anche le difficoltà del Cagliari che rimedia a Parma la quarta sconfitta di fila. Il duo Pulga-Lopez, dopo una partenza fenomenale, rischia ora il posto. I sardi hanno messo a ruolino solo due punti nelle ultime sette giornate, incassando 10 gol nelle ultime tre. Bene invece il Parma di Donadoni che era reduce da due battute d’arresto consecutive in trasferta. Ma in casa le cose vanno decisamente meglio: il Tardini è ancora inviolato (unico stadio insieme al Franchi di Firenze) e ben 18 punti su 23 sono arrivati proprio qui.

Oltre all’X di Marassi, portano a casa un punto a testa anche Udinese e Palermo nell’anticipo che aveva aperto questo 17° turno. Il computo delle ultime quattro giornate è comunque da evidenziare: solo sei pareggi su un totale di 40 partite!

         La Top 11 della giornata                                          Classifica Serie A – 17^ 

JUVENTUS 41
INTER 34
NAPOLI 33
LAZIO 33
FIORENTINA 32
ROMA 29
MILAN 27
CATANIA 25
PARMA 23
UDINESE 23
ATALANTA (-2) 21
CHIEVO 21
BOLOGNA 18
SAMPDORIA (-1) 17
TORINO (-1) 16
CAGLIARI 16
PALERMO 15
PESCARA 14
GENOA 13
SIENA (-6) 11

Riccardo Marchese
(per Vavel Italia)

Il punto sulla A – 16^ Giornata

La Juve passa di misura a Palermo e sale a +4 sulla prima inseguitrice, che ora è di nuovo l’Inter – cinica a San Siro contro un Napoli sprecone. La Roma batte la Fiorentina, continua la risalita del Milan, crolla il Genoa a Pescara. 

Un film già visto. La Juve vince mentre alle sue spalle Inter e Napoli si danno il cambio, come ciclisti all’inseguimento di un fuggitivo che però non perde terreno. Anzi, il distacco aumenta, i bianconeri tornano a +4 e complice un calendario amico – con due partite in casa nelle prossime tre – ipotecano il titolo di campione d’inverno.

A Palermo decide un gol di Lichtsteiner, ma i meriti sono tutti per Vucinic, che serve di tacco l’assist al compagno. Un gioiello da parte di un calciatore che segna sempre meno (solo 2 reti nel campionato in corso), ma è sempre più utile per l’economia della squadra. Basta un gol, anche perché dietro non si passa: nelle ultime quattro giornate Buffon è stato battuto solo una volta (il rigore di Robinho). I rosanero, invece, tornano a perdere in casa dopo quasi quattro mesi e restano intrappolati in una classifica che continua a far paura.

La risposta alla vittoria bianconera è attesa nella serata di domenica. A San Siro Inter e Napoli si affrontano per dare un volto all’anti-Juve, ma il profilo che esce fuori non è chiaro: i nerazzurri portano a casa tre punti e sorpasso, i partenopei riprendono l’aereo con la consapevolezza di aver giocato a tratti meglio ed aver creato di più. Insomma nulla è deciso.

Guadagna un punticino nella corsa al terzo posto (che vale i preliminari di Champions) la Lazio: 0-0 contro un buon Bologna nel posticipo del lunedì che chiude il turno. E’ l’unico pari registrato di tutta la giornata.
Perde in casa invece la Samp (sempre di lunedì) contro un’Udinese che sembra essersi finalmente ritrovata. I friulani mettono a referto un’altra vittoria dopo il 4-1 inflitto al Cagliari, conquistando così sei punti in una settimana (dopo averne fatti 4 in più di un mese).

Dopo i lavori di ristrutturazione Zemanlandia sembra finalmente funzionare al meglio. Una Roma più coperta, con Pjanic inserito nel tridente e con Totti libero di inventare calcio a tutto campo, ottiene contro la Fiorentina dell’ex Montella la sua quarta vittoria consecutiva.
Cade dunque la lunga imbattibilità viola (9 risultati utili di fila) e i giallorossi possono operare anche il riaggancio in classifica. L’impressione è che contro questa Roma (a patto che non perda di nuovo gli equilibri) dovranno fare i conti tutte le pretendenti all’Europa.
Se la serie dei giallorossi è la migliore nel breve periodo (12 punti nelle ultime 4), alle sue spalle c’è quella del Milan (10 punti).
I rossoneri ottengono in rimonta a Torino il terzo successo consecutivo, mettendo nei guai i granata di Ventura (solo un punto in 4 partite). Per Allegri, settimo a -9 dalla zona Champions, il peggio sembra ormai alle spalle.

Vittorie importanti a centro classifica per Atalanta e Catania, che si confermano formazioni più di un gradino sopra quelle in lotta per la salvezza. I bergamaschi superano il Parma confermandosi squadra senza mezze misure in casa: quinta vittoria all’Atleti Azzurri a fronte di tre sconfitte e nessun pari.
Gli etnei vincono in trasferta per la prima volta in questa stagione a Siena. Gli uomini di Cosmi vanno in vantaggio ma come contro la Roma crollano nella ripresa.

Nella zona calda della classifica si trae d’impaccio il Chievo, che in sette giorni vince due volte lontano dal Bentegodi (dopo 6 sconfitte consecutive in trasferta). I tre punti portati via da Cagliari danno grande fiducia alla squadra di Corini, mentre i sardi sono al terzo k.o. di fila ed hanno ottenuto solo 2 punti nelle ultime sei giornate.

Infine prima vittoria per Bergodi da quando è alla guida del Pescara. Gli abruzzesi, dopo un mese di sconfitte, battono il Genoa e lasciano l’ultimo posto della graduatoria (occupato ora dal Siena). Per i rossoblu la crisi è infinita: 8 sconfitte nelle ultime 9 giornate!

         La Top 11 della giornata                                          Classifica Serie A – 16^ 

JUVENTUS 38
INTER 34
NAPOLI 33
LAZIO 30
FIORENTINA 29
ROMA 29
MILAN 24
UDINESE 22
CATANIA 22
ATALANTA (-2) 21
PARMA 20
CHIEVO 18
SAMPDORIA (-1) 17
CAGLIARI 16
TORINO (-1) 15
BOLOGNA 15
PALERMO 14
PESCARA 14
GENOA 12
SIENA (-6) 11

Riccardo Marchese
(per Vavel Italia)