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Chi dopo di noi?

Da Berlino a Johannesburg, quattro anni dopo la Coppa torna in palio. Ecco le otto squadre che sperano più delle altre.

9 luglio 2006, Cannavaro alza la Coppa del Mondo all'Olympiastadion di Berlino.
Ci siamo. Dall’ 11 giugno all’11 luglio le 32 nazionali qualificate vivranno il sogno dei campionati del mondo di calcio; con loro 32 popoli pronti ad esultare, sperare, disperarsi e piangere.
Un mese di calcio, un mese di festa atteso ai quattro angoli del pianeta, 64 partite che purtroppo in Italia non saranno però per tutti: la Rai trasmetterà un’unica diretta al giorno (coprendo comunque sempre gli azzurri), per un totale di 25 gare. Il resto solo su Sky.

Ripetere l’impresa di quattro anni fa è il sogno tricolore, ma per l’ITALIA (orfana di un fuoriclasse in fase offensiva) le insidie saranno molteplici. I bookmakers sono concordi nell’indicare la SPAGNA come favorita (quotata a 5) e d’altronde ai campioni d’Europa non manca nulla: l’ossatura Barça (Puyol, Piquè, Xavi, Iniesta, Pedro e il neo acquisto Villa), un po’ di Real (Casillas, Sergio Ramos e Xabi Alonso) e gli “inglesi” Fabregas e Torres. Una rosa completa che proverà a riscrivere la storia: mai gli iberici hanno giocato una finale dei mondiali!
Non la gioca invece dal ’66 l’INGHILTERRA, guidata in Sudafrica da Fabio Capello. Sulla carta il suo 4-4-2 dovrebbe avere dei punti deboli: il portiere (anche se Green appare in crescita e potrebbe rimpiazzare “Calamity James”…), l’attaccante da affiancare a Rooney (uno fra Crouch, Heskey e Defoe) e il centrale da schierare accanto a Terry (dopo l'infortunio di Ferdinand).
Ovvie attese anche per le big sudamericane. Il BRASILE di Dunga ha preferito fare a meno dei milanisti Ronaldinho (scontentando non poco la Nike che già lo aveva inserito nel suo mega spot) e Pato. I verde-oro proveranno a ripetere il trionfo ottenuto un anno fa in Confederations Cup, ma molto dipenderà dallo stato di forma di uomini apparsi sottotono nei rispettivi club (Felipe Melo su tutti, ma anche Kakà).
L’ARGENTINA si ritrova il potenziale offensivo maggiore: Messi, Milito, Higuain, Tevez e Aguero. Qualità e quantità uniche. Peccato per alcune scelte del ct Maradona: ha lasciato a casa i mediani del club campione d’Europa, la coppia dell’Inter Cambiasso-Javier Zanetti, portando con sé il fiorentino Bolatti, riserva in viola del buon Donadel. Davvero inspiegabile. Nel novero delle pretendenti al titolo mondiale, seppur non in primissima linea, vanno inserite anche la FRANCIA di Ribery, piuttosto fragile in difesa e in mezzo al campo, e la GERMANIA, che perdendo Ballack per infortunio potrebbe aver smarrito il suo uomo-guida. Occhio anche all’OLANDA: Robben (lievemente infortunato ma dovrebbe rientrare), Sneijder, Van Persie, Kuyt e Van der Vaart, se gli altri reparti fossero all’altezza dell’attacco ci sarebbe da tremare e puntare (14 la quota degli orange).

2010 Fifa World Cup South Africa

Speciale Sudafrica2010: stadi, risultati, classifiche…

Riccardo Marchese

Sudafrica 2010: Italia con Paraguay, Slovacchia e Nuova Zelanda

Sorteggio discreto per gli azzurri, fortunata la Francia che non era testa di serie. Per il Brasile spauracchi Cristiano Ronaldo e Drogba.


Sono stati definiti a Città del Capo gli 8 gironi del mondiale sudafricano. Gli azzurri campioni in carica hanno trovato posto nel gruppo F con Paraguay (gara d’esordio il 14 giugno a Cape Town), Nuova Zelanda e Slovacchia.
Un girone tutto sommato accettabile: la Slovacchia di Marek Hamsik è al suo primo mondiale, la Nuova Zelanda vi torna dopo 28 anni e nell’82 uscì dopo tre sconfitte. Maggiore attenzione merita invece il Paraguay sospinto nella fase di qualificazione dai numeri di Cabanas e dai gol di Haedo Valdez. Squadra solida quella “albirroja” capace del secondo posto (insieme al Cile) nel girone sudamericano, con le prestigiose vittorie interne su Argentina e Brasile. Proprio ai verdeoro l’urna sudafricana non ha invece sorriso: girone di ferro con il Portogallo di Cristiano Ronaldo e la Costa d’Avorio di Drogba. Probabile ruolo da sparring partner per la Corea del Nord.

Guardando in avanti, in caso di passaggio del turno, il gruppo F dell’Italia è abbinato per gli ottavi al gruppo E di Olanda, Danimarca, Giappone e Camerun. Meglio fermarsi qui con i cammini ipotetici, anche perché le biforcazioni sarebbero numerose e da escludere non c’è proprio nulla, nemmeno una finale col Brasile (capito Caressa!).
La partita inaugurale del torneo sarà Sudafrica-Messico che si giocherà l’11 giugno a Johannesburg.

Ecco il quadro completo del sorteggio:

GRUPPO A: Sudafrica, Messico, Uruguay, Francia;

GRUPPO B: Argentina, Nigeria, Corea Sud, Grecia;

GRUPPO C: Inghilterra, Usa, Algeria, Slovenia;

GRUPPO D: Germania, Australia, Serbia, Ghana;

GRUPPO E: Olanda, Danimarca, Giappone, Camerun;

GRUPPO F: Italia, Paraguay, Nuova Zelanda, Slovacchia;

GRUPPO G: Brasile, Corea Nord, Costa d’Avorio;

GRUPPO H: Spagna, Svizzera, Honduras, Cile.

Riccardo Marchese

Sorteggio Mondiale – Scrutando il destino

Venerdì 4 dicembre, Città del Capo: il primo mondiale africano nella storia del calcio è pronto a scrivere parte della sua storia.

Comporre i gironi, mettere il nome delle nazionali partecipanti in quella griglia che porta dritti al titolo. Perché se è vero che le sfide decisive sono inevitabilmente gli scontri diretti (dunque dagli ottavi in poi), è pur vero che il cammino di una nazione e i suoi incroci (pericolosi o meno) li sapremo già venerdì.
L’Italia è in prima fascia, con noi i padroni di casa Sudafricani – inseriti già nel gruppo A per giocare la gara inaugurale – e le prime sei squadre del ranking Fifa di ottobre 2009: Brasile, Spagna, Olanda, Germania, Argentina, Inghilterra.
Grida allo scandalo la Francia. I transalpini erano speranzosi che la Fifa avesse considerato il ranking di novembre (con loro e il Portogallo più avanti di Inghilterra e Argentina) ed ora sono convinti di essere stati puniti per la mano “malandrina” di Henry. Più chiarezza dall’organismo che organizza il mondiale non guasterebbe.
Per la creazione delle altre tre fasce si è seguita la variabile geografica. Nell’urna 2 le squadre asiatiche (Australia, Giappone e le due Coree), le centroamericane (Usa, Messico, Honduras) e la Nuova Zelanda, rappresentante dell’Oceania.
Nell’urna 3 vanno le cinque africane (Camerun, Costa d’Avorio, Algeria, Nigeria e Ghana) e le tre restanti sudamericane (Cile, Paraguay, Uruguay); infine nella quarta tutte le europee escluse le teste di serie (Francia, Portogallo, Svizzera, Grecia, Serbia, Danimarca, Slovacchia e Slovenia).

SULLA CARTA Vista la suddivisione per zone geografiche i pericoli sono un po’ ovunque. Dalla seconda urna pescheremmo volentieri Corea del Nord, Honduras o Nuova Zelanda (anche se questi ultimi ci hanno fatto soffrire in amichevole a giugno). Meglio evitare gli Usa (ricordando anche la loro buona Confederations Cup) e la solida Australia.
Urna 3: difficile scegliersi un avversario, pistola alla tempia Algeria o Nigeria. La Costa d’Avorio trascinata da Drogba e il Paraguay di Cabanas (possibile sorpresa del torneo) le temibili.
Chiudiamo con l’urna 4, in cui spiccano Francia e Portogallo. L’ideale sarebbe una fra Grecia e Slovenia, ma vuoi mettere ritrovare Domenech…

Riccardo Marchese

Tutti giù per terra

L’Italia è fuori dalla Confederations Cup, travolta dal Brasile 3-0. Squadra senza idee e senza anima in un anno si dovrà cambiare tanto.

La frustrazione di Simone Pepe. (GazSport)

Il sito ufficiale della manifestazione (Non disponibile in italiano)

Speciale Confederations Cup 2009: calendario, risultati…(Wikipedia)

Speciale convocazioni: le rose delle Nazionali in gara (Wikipedia)

Ma perché Cassano no?

Dopo la sconfitta in Confederations Cup contro l’Egitto è la domanda che tutti si fanno e che vorrebbero fare a Lippi.

Il sito ufficiale della manifestazione (Non disponibile in italiano)

Speciale Confederations Cup 2009: calendario, risultati…(Wikipedia)

Speciale convocazioni: le rose delle Nazionali in gara (Wikipedia)

Prove tecniche di Mondiale

Con Sudafrica-Iraq (ore 16) si apre l’ottava edizione della Confederations Cup. L’Italia, alla sua prima partecipazione, in campo domani sera contro gli U.s.a. (ore 20:30).

Il sito ufficiale della manifestazione (Non disponibile in italiano)

Speciale Confederations Cup 2009: calendario, risultati…(Wikipedia)

Speciale convocazioni: le rose delle Nazionali in gara (Wikipedia)

Sorteggio Confederations Cup: c’è il Brasile

Dall’urna di Johannesburg fuori i due gruppi: Italia con Brasile, Egitto e Stati Uniti. Dall’altra parte Sud Africa, Spagna, Iraq e Nuova Zelanda. 

FIFA Confederations Cup South Africa 2009 - Official Emblem

  GRUPPO A
Sud Africa
Iraq
Nuova Zelanda
Spagna

  GRUPPO B
USA
Italia
Brasile
Egitto

 

Urna non proprio benevola con gli azzurri nel sorteggio della Confederations Cup 2009. Sarà nostro avversario già nel girone il Brasile di Dunga (sempre che resista in panchina fino ad allora).

L’esordio sarà contro gli Stati Uniti il 15 giugno alle 20:30, poi l’Egitto il 18 e infine i verdeoro il 21 (sempre allo stesso orario).
Partita inaugurale il 16 giugno Sudafrica – Iraq.

Riccardo Marchese

Confederations Cup: chi affronteremo?

Nel pomeriggio di domani (sabato 22), a Johannesburg, il sorteggio dei due gironi dell’antipasto del mondiale.

L’Italia conoscerà domani, alle ore 16:00, i nomi degli avversari del girone per la Confederations Cup.
La manifestazione, che mette a confronto i campioni del mondo con i campioni continentali (più il paese di casa), si disputerà in Sudafrica dal 14 al 28 giugno 2009, negli impianti che ospiteranno poi nel 2010 i mondiali di calcio.

STORIA Giunta alla sua ottava edizione, la Confederations Cup ha spesso cambiato formula: nel 1992, in Arabia Saudita (sede fissa delle prime tre edizioni) si affrontarono quattro squadre, che diventarono sei nel 1995 ed otto nel 1997. La cadenza biennale è venuta a cadere proprio dopo l’ultima edizione, svoltasi in Germania nel 2005 con la vittoria del Brasile, 4-1 in finale sull’Argentina. Per l’Italia sarà la prima partecipazione, mentre il record di presenze spetta ancora al Brasile, sempre in campo nelle ultime sei edizioni, dopo aver saltato le prime due. Anche l’albo d’oro parla verdeoro con due successi (1997 e 2005) come per la Francia, capace di vincere entrambe le volte che ha partecipato (nel 2001 e nel 2003), mentre ad una vittoria troviamo Argentina (1992), Messico (1999) e Danimarca (1995).
Oggi la Confederations Cup, che si svolge un anno prima nel paese che ospiterà i mondiali, assume il ruolo di prova generale più che per le squadre partecipanti per le strutture e per gli impianti in vista del grande evento.

LE SQUADRE Oltre agli azzurri di Lippi (campioni del mondo in carica) e al Sudafrica (paese ospitante), saranno presenti le Nazionali vincitrici dei rispettivi titoli continentali, quindi: la Spagna per l’Europa, il Brasile per il Sud America, gli Stati Uniti per l’America Centrosettentrionale, l’Egitto per l’Africa, l’Iraq per l’ Asia e la Nuova Zelanda per l’Oceania.
Il sorteggio sarà integrale con l’unica discriminante che i paesi dello stesso continente non potranno affrontarsi nel girone (niente Spagna-Italia, né Sudafrica-Egitto per ora). Dunque si formeranno due gruppi da quattro squadre ciascuno, le prime due classificate avranno accesso alle semifinali con il classico incrocio prime contro seconde. 
Sulla qualità delle squadre poco da dire, fra quelle di seconda fascia (virtuale, visto che il sorteggio sarà integrale), Iraq e Nuova Zelanda sarebbero le avversarie più abbordabili, sicuramente più dell’Egitto di Mohamed Zidan. Le più temibili? Ovviamente il Brasile e la Spagna (che potremmo trovare solo dalle semifinali in avanti). Domani ne sapremo di più. 

Riccardo Marchese 

Il record di Lippi

Con il pareggio in casa della Grecia, il tecnico di Viareggio porta a 31 i risultati consecutivi sulla panchina dell’Italia. Finisce 1-1, per gli azzurri in rete Toni. Esordio per Maggio.

Luca Toni esulta dopo il gol alla Grecia. CorSport

Pochi esperimenti e l’Italia di Lippi, che pure aveva tenuto a casa il giocatore più in forma del campionato, Alessandro Del Piero, ottiene il 31° risultato utile consecutivo.

FORMAZIONE Novità tra i pali dove non ci sono gli infortunati Buffon e Amelia. Gioca De Sanctis. La difesa deve fare a meno di Zambrotta, sostituito da Bonera. Per il resto è il pacchetto titolare con Cannavaro-Chiellini coppia centrale e Grosso sull’esterno sinistro.
A centrocampo Gattuso e De Rossi con Camoranesi alto sulla destra e Montolivo quasi trequartista. Davanti tocca a Toni dall’inizio e a Giuseppe Rossi, che deve coprire anche sulla fascia sinistra.

LA PARTITA Il primo tempo è bloccato. Nella ripresa il 4-2-3-1 resta negli spogliatoi. Si passa al classico 4-4-2 con Pepe che rileva uno spento Montolivo e va sulla sinistra, permettendo a Rossi di fare la seconda punta vera. Entra anche Legrottaglie al posto di Chiellini.
La partenza è brillante: tre occasioni costruite nel giro di tre minuti, ma la beffa è in agguato. Su una palla filtrante Gekas, perso da Bonera, batte De Sanctis; la Grecia è avanti. L’Italia non si perde d’animo e dopo pochi minuti trova il pari: punizione dalla trequarti di De Rossi che trova tutto solo Toni, colpo di testa e gol.
Lippi mischia le carte al 60’, dentro Gilardino per Toni, Maggio per Camoranesi e Gamberini per Cannavaro, con Gattuso che diventa capitano. Le emozioni diventano meno frequenti e da annotare non resta che l’ultima sostituzione, Iaquinta per Rossi. Niente esordio invece per D’Agostino, una delle novità più attese della serata.

RECORD Lippi può festeggiare la 31.a partita senza sconfitte, nuovo record per la Nazionale italiana. Superato Vittorio Pozzo, che si era fermato a 30 risultati, conquistati però senza interruzioni.
Il prossimo appuntamento con l’azzurro è per il 10 Febbraio, all’Emirates Stadium (il campo dell’Arsenal) affronteremo il Brasile che ieri ha travolto per 6-2 il Portogallo di Cristiano Ronaldo. Scommetto che ci sarà l’esordio di Amauri in nazionale. In quale non si sa.

Riccardo Marchese

L’Italia va ma non brilla

Due mediocri prestazioni contro Bulgaria e Montenegro fruttano quattro punti. Primato nel girone in cui il nostro vero avversario sarà l’Irlanda di Trapattoni.

Alberto Aquilani, Simone Pepe

La promessa fatta da Lippi dopo le due prime sfide di qualificazione al mondiale 2010 non è stata mantenuta. Migliorare col tempo, disse allora il tecnico campione del Mondo, giunto nel frattempo al record di risultati utili consecutivi sulla panchina azzurra (30 come Vittorio Pozzo).
La sua Italia invece è restata brutta e cinica. Aspettando il bel gioco, ci sono a consolazione almeno i dieci punti, frutto delle tre vittorie contro Cipro, Georgia e Montenegro e del pari con la Bulgaria. Primo posto nel gruppo 8, con l’Irlanda del Trap (7 punti in 3 gare) pronta ad affiancarci a febbraio, quando si porterà a parità di partite giocate recuperando la sfida con la Georgia.

PEPE & CASSANO Il primo titolare, il secondo a casa: un’eresia per l’estetica del pallone. Non c’è motivazione tattica che tenga nello giustificare la scelta del c. t., eppure quasi tutti i media hanno visto in Pepe il salvatore della patria nella trasferta di Sofia. Prima di incorrere in equivoci è chiaro che Cassano non avrebbe mai potuto fare lo stesso lavoro della punta tattica dell’Udinese, pronto a rientrare costantemente sulla linea dei centrocampisti. Ma pensando al modesto Ivanov, suo marcatore diretto su quella corsia dalla mezzora, con un giocatore più tecnico (come poteva essere lo stesso Giuseppe Rossi) ci si sarebbe potuti letteralmente impossessare della fascia.

CENTROCAMPO Confermato col Montenegro, Pepe ha replicato la partita tanta grinta e poco altro, ma per quello c’è già Gattuso. Perno inamovibile della mediana, Ringhio ha fatto coppia fissa con De Rossi mentre si sono alternati Montolivo e Aquilani a completare il terzetto. Per entrambi i giovani da lanciare, prove normali con il merito per il romanista dei due fortunosi gol al Montenegro. Sinceramente mi chiedo dove sia finito Ambrosini. (Lo so è al Milan! ma Lippi per qualche motivo non lo vedeva prima e non lo vede ora).

ASSENZE pesanti comunque ce n’erano. Buffon, Camoranesi e Pirlo, giusto per dirne tre. Grosso, Materazzi e il vero Toni, in aggiunta. Relativo comunque era anche il livello delle avversarie affrontate: la sfida con la Bulgaria è diventata più facilmente accomodante per la predisposizione delle due squadre ad accontentarsi del pari; più sfrontato il Montenegro (battuto 2-1 a Lecce) che ha mostrato notevoli individualità ma un’organizzazione di gioco ancora carente.

UNDER 21 Dopo il pari interno a reti inviolate, gli azzurrini di Casiraghi si conquistano l’accesso alla fase finale dell’Europeo Under21 in Israele.
Una vittoria convincente firmata da una straordinaria doppietta di Balotelli. L’attaccante dell’Inter prima delizia tutti con uno straordinario calcio di punizione, poi raddoppia con un destro, quasi da fermo, dal limite dell’area. Israele accorcia le distanze ma nel tentativo di rimonta lascia spazi al contropiede italiano che punisce con Abate.
Le otto finaliste si ritroveranno in Svezia, dal 15 al 29 giugno. L’Italia sarà sicuramente fra le favorite potendo contare su uno straordinario tridente Giovinco-Balotelli-G. Rossi, tre che fra non molto faranno comodo anche a Marcello Lippi. 

Riccardo Marchese