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Europei di Atletica, si parte!

Ad Helsinki tutto pronto per l’inizio della 21.a edizione dei Campionati europei di atletica leggera, i primi con la nuova e discussa cadenza biennale. L’Italia difende i sei podi conquistati a Barcellona 2010 e fa le prove generali quando manca solo un mese al via dei Giochi Olimpici. 

Non chiamatelo Europeo minore, anche se la manifestazione maggiore della stagione arriverà fra poco più di un mese. Dopo tante discussioni per la scelta della Eaa (European Athletic Association) di raddoppiare l’appuntamento continentale – facendolo diventare biennale come il Mondiale – Helsinki è pronta per il via. L’Olympiastadion, costruito per l’Olimpiade del 1940 (poi rinviata per lo scoppio della seconda guerra mondiale) e teatro dei Giochi del 1952 e dei Campionati del mondo di atletica del 1983 e del 2005, ospiterà cinque giorni di gare in cui saranno impegnati 59 atleti azzurri. Non ci saranno purtroppo alcuni volti noti e vincenti del recente passato tricolore, dall’acciaccata Antonietta Di Martino ad Alex Schwazer, che proprio ad Helsinki nel Mondiale del 2005 vinse la sua prima medaglia importante. Nessun problema fisico per il campione olimpico in carica della 50 km di marcia, ma un ovvio impedimento temporale: sarebbe impossibile, infatti, per marciatori e maratoneti recuperare lo sforzo a meno di 40 giorni da Londra. Per questo motivo il programma degli Europei prevede cinque gare in meno: le marce 20 km per uomini e donne, la marcia 50 km maschile e le due maratone.

AZZURRI – Non ci sarà neppure Andrew Howe, la cui carriera è ormai un rebus: da vicecampione del mondo nel salto in lungo, cinque anni fa ad Osaka, al ritorno di fiamma per i 200 metri, con infortuni puntuali e dolorosi. Un talento puro che rischia di dissolversi fra tanta sfortuna e una cattiva “gestione” della Federazione. Senza i tre big – nonché gli unici tre atleti italiani capaci di andare sul podio ai Mondiali negli ultimi 7 anni – la copertina della spedizione azzurra va al mezzofondista Daniele Meucci (storico bronzo europeo nei 10.000 a Barcellona), agli ostacolisti Emanuele Abate e Marzia Caravelli (entrambi freschi di primato italiano), allo storico capitano Nicola Vizzoni (anche lui a medaglia due anni fa), e alla batteria di triplisti, composta da Fabrizio Donato, Daniele Greco e Simona La Mantia. Atleti tutti già qualificati per l’Olimpiade di Londra, dove un podio sarà impossibile, mentre ad Helsinki…

VELOCITA’ – Più difficile, invece, fare affidamento appieno sulla staffetta 4×100 maschile, che a Barcellona sfiorò il titolo e portò a casa un argento con il nuovo record italiano: Simone Collio non è al 100% per un problemino fisico (ad un bicipite femorale), Michael Tumi non è neppure presente (non al meglio dopo un infortunio in inverno) ed anche Emauele Di Gregorio ha avuto diversi fastidi in fase di preparazione. Molto incideranno dunque le performance di Fabio Cerutti e Jacques Riparelli, ma la Francia di Christophe Lemaitre (facile preannunciarlo come star della manifestazione) stavolta appare lontana.

DAY 1 –  Tanti i concorsi al via già nella prima giornata di gare, d’altronde il programma è molto fitto anche perché racchiuso in cinque giornate rispetto alle solite sette. Alla mattina esordio per le velociste azzurre Audrey Alloh e Martina Amidei nei 100, occhio al giovane piemontese d’origine dominicana Jose Bencosme De Leon nei 400 ostacoli, quindi batterie dei 100 maschili con Fabio Cerutti, Jacques Riparelli e l’acciaccato Simone Collio. Tocca subito anche ai quattrocentisti Marco Vistalli e Lorenzo Valentini, mentre nella pedana del triplo cercherà l’accesso in finale Simona La Mantia (argento due anni fa). Nei lanci si parte con Zahra Bani che nel giavellotto proverà ad andare oltre i 61 metri per staccare il pass olimpico.
In pista nel primo pomeriggio anche Manuela Gentili nei 400 ostacoli, mentre nella sessione pomeridiana vedremo impegnati Chiara Bazzoni, Libania Grenot e Maria Enrica Spacca (nei 400), Silvano Chesani e Gianmarco Tamberi (nell’alto), Yuri Floriani e Patrick Nasti (nei 3000 siepi) e soprattutto, nella prima e unica finale del giorno, Daniele Meucci, Stefano La Rosa e Maksym Cerrone Obrubanskyy nei 5000.

Riccardo Marchese
(per Vavel Italia)

Istanbul 2012 – Sempre e solo Di Martino

L’Italia torna sul podio ai Mondiali di atletica leggera indoor dopo 6 anni. La firma è sempre la stessa: Antonietta Di Martino, unica medaglia italiana lo scorso anno a Daegu, è d’argento nel salto in alto.

Dall’ 8.19 di Andrew Howe, che valse un bronzo nel salto in lungo a Mosca 2006, all’ 1.95 di Antonietta Di Martino nel salto in alto ad Istanbul 2012. Sei anni e due edizioni dopo, l’Italia torna nel medagliere dei Campionati Mondiali di atletica leggera indoor, manifestazione che lancia la lunga volata ad una stagione ricchissima: per la prima volta nell’anno olimpico saranno in calendario anche i Campionati Europei (un guazzabuglio di cui avremmo fatto volentieri a meno). Si lotterà per i titoli continentali dal 27 giugno al 1° luglio ad Helsinki, cioè solo un mese prima dei Giochi Olimpici di Londra (l’atletica partirà il 3 agosto).

PRESENTE Ma torniamo all’oggi e alle dovute celebrazioni. Antonietta Di Martino ha confermato in Turchia la sua dote di salvaItalia, unica atleta capace di riportare in patria medaglie mondiali negli ultimi anni. Ad Istanbul l’impresa è riuscita senza strafare: salti pulitissimi fino all’ 1.95 (il suo stagionale), il rimpianto del primo tentativo ad 1.98 e poi una gara che si è seduta su livelli inattesi. Sbagliano tutte tranne l’americana Chauntè Lauwe, e così in tre si ritrovano appaiate sul secondo gradino del podio: con Antonietta ci sono la svedese Jungmark e la campionessa del Mondo all’aperto, la russa Chicherova.

PALMARES da aggiornare quello della primatista italiana (2.03 nel 2007) giunta alla sua quinta medaglia internazionale: un oro conquistato agli Europei Indoor di Parigi 2011, l’argento preziosissimo del mondiale di Osaka 2007, questo di Istanbul, quello dell’Euroindoor di Birmingham 2007 e infine il bronzo del mondiale coreano sei mesi fa a Daegu.

SQUADRA Le medaglie le mette Di Martino, ma oltre a quelle c’è di più. C’è un’Italia che lotta alla grande nel salto triplo con Fabrizio Donato (4° con 17.28 e solo due salti effettuati prima che un problema muscolare lo bloccasse) e Daniele Greco (5° con la stessa misura). Il bronzo era lì a solo 8 centimetri…
Positivo il bilancio degli ostacolisti: bene Emanuele Abate, 6° nella finale dei 60 hs con 7″61, sfortunata Marzia Caravelli, prima delle escluse nella semifinale (8″12). Non va in finale ma eguaglia il suo personale (8″18) Veronica Borsi.
Infine, nello sprint da segnalare un altro primato personale eguagliato da Audrey Alloh che vince la sua batteria dei 60 metri in 7″33, prima di fermarsi in semifinale.

Il sito ufficiale dei Campionati del Mondo di atletica leggera indoor Istanbul 2012

Lo speciale Campionati Mondiali Indoor sul sito della Fidal

Riccardo Marchese

Daegu 2011 – Di Martino la salva-Italia

Antonietta Di Martino (2.00 al terzo tentativo) conquista il bronzo nel salto in alto, prima e probabilmente unica medaglia azzurra ai mondiali in Corea.

Il cuore dell’Italia è la grinta di Antonietta Di Martino, 1 metro e 69 di passione genuina, di umiltà e voglia di non accontentarsi. A lei si era aggrappata una squadra intera, un paese intero, messo di fronte alla dura possibilità del secondo mondiale consecutivo senza medaglie.

Daegu come Berlino 2009, sarebbe stato un disastro, l’ennesimo per uno sport italiano che in alcuni settori fatica a ritrovarsi. Invece il paragone più simile è con Osaka 2007, con quell’ultima medaglia azzurra ad un Mondiale, allora argento, firmata sempre Di Martino. Sul podio del salto in alto salgono le stesse atlete di 4 anni fa, anche se le posizioni son diverse: stavolta vince la russa Anna Chicherova (2.03 al primo tentativo), argento per la croata Blanka Vlasic (2.03 al secondo salto), bronzo per Antonietta, perfetta fino ad 1.97, in crisi quando l’asticella sale ai 2 metri, risolti poi alla terza prova. Ai 2.03 il rammarico è per il secondo tentativo, ma per scalare di una posizione non sarebbe bastato.

Gioia azzurra al penultimo giorno di gare. Finora l’unico sorriso l’aveva lasciato la buona prova di Elisa Rigaudo nella 20 km di marcia, quarto posto per l’atleta che fu bronzo a Pechino ed è diventata mamma alla fine dello scorso anno. Nei concorsi con qualificazioni la finale è arrivata solo per Nicola Vizzoni (8° nel martello con 77.04), la delusione più grande da Simone La Mantia, fuori dalle migliori 12 nel salto triplo con un modestissimo 14.06.

Un po’ di Italia ci sarà finalmente nella giornata conclusiva: Ruggero Pertile impegnato nella maratona quando in Italia sarà notte fonda, Silvia Salis entrata nella finale del martello con la decima misura (69.82), Fabrizio Donato, anche lui decimo nelle qualificazioni del salto triplo (16.88), e ancora Daniele Meucci, terzo tempo di ripescaggio nei 5000 metri (13’39″90). In programma anche le batterie e poi le finali delle staffette 4×100, con l’Italia maschile pronta a battersi per un ingresso in finale.

Riccardo Marchese

Il sito ufficiale dei Mondiali di Atletica – Daegu 2011

Euroindoor Atletica 2011 – Salti di gioia

Ai Campionati Europei di atletica indoor di Parigi arrivano tre medaglie per l’Italia, tutte dai salti. Ori per Simona La Mantia e Antonietta Di Martino, argento con record italiano per Fabrizio Donato.

La palermitana Simona La Mantia festeggia il suo oro nel salto triplo. (TuttoSport) Non sarà l’evento dell’anno (per quello bisognerà attendere l’ultima settimana di agosto con il Mondiale coreano di Daegu) ma le tre medaglie conquistate (tutte nei salti) dalla spedizione azzurra ai Campionati Europei di atletica indoor di Parigi rappresentano una bella conferma della crescita del movimento italiano.

Due ori ed un argento. A far risuonare l’inno all’interno del Palais Omnisport di Parigi-Bercy ci hanno pensato le ragazze. Prima Simona La Mantia, nuova campionessa europea di salto triplo con il suo nuovo personale al coperto (14.60), poi Antonietta Di Martino, oro nel salto in alto con la misura di 2.01.
Storie diverse di atlete ritrovate. La Mantia, 28 anni ad aprile, ha ripreso a volare dall’estate scorsa: argento agli Europei di Barcellona dopo una lunga serie di infortuni. Di Martino – già argento mondiale nel 2007 – è rinata per l’ennesima volta: proprio agli Europei di Barcellona in luglio non centrò neppure la finale, ma il suo 2011 è finora da favola. Subito il nuovo record italiano al meeting di Banska Bystrica in Slovacchia (strepitoso 2.04), ora la sua prima vera medaglia d’oro internazionale (ci perdonino i fan dei Giochi del Mediterraneo). Atlete ritrovate, al momento giusto, aspettando le più importanti trasferte in estremo oriente e oltremanica.

A completare il medagliere azzurro c’è l’argento con record italiano di Fabrizio Donato nel salto triplo. Il 34enne, oro due anni fa a Torino, atterra a 17.73 chiudendo alle spalle del francese Teddy Tamgho, oro con il nuovo record del mondo (17.92).

Tre podi, altre buone cose (il record italiano della staffetta 4×400 F, il 2.29 del giovane Fassinotti nell’alto) e qualche rammarico (Chiara Rosa che non riesce ad andare oltre la sua solita finale nel peso) ma guai ad illudersi: dall’ultima edizione – Torino 2009 – l’Italia uscì con 6 podi e ciò non bastò ad evitare il peggior mondiale di sempre, quello senza medaglie di Berlino.

Il sito della EAA – European Athtletic Association

Gli Europei di atletica indoor su Wikipedia

Rewind 2010 – Un anno di sport

Riviviamo le più belle emozioni dell'anno che sta finendo. Un anno di grandi vittorie ma anche di profonde delusioni per lo sport azzurro.

Francesca Schiavone in lacrime dopo la conquista del Roland Garros.Salutiamo il 2010, anno olimpico e mondiale. Anno – come tutti gli altri del resto – ricco di sofferenze e gioie legate alla passione sportiva.
Si era partiti – e male – da Vancouver, XXI Olimpiade invernale. Si era partiti perdendo le certezze di Torino2006, smarrito il pattinatore Enrico Fabris (vero eroe 4 anni fa) ci siamo aggrappati a Giuliano Razzoli: oro nello slalom e unico titolo conquistato in terra canadese. Il proverbiale coniglio dal cilindro che salva la spedizione azzurra, nonostante un notevole ridimensionamento nel medagliere (da 11 a 5 podi).

Il momento più atteso dell’anno è il mondiale di calcio sudafricano. Ci si arriva fra un cucchiaio di legno nel 6Nazioni (l’ottavo in 11 edizioni), un Giro d’Italia dominato dal rientrante Ivan Basso e un “triplete” dell’Inter. Ci si arriva dopo l’impresa dell’anno dello sport tricolore: Francesca Schiavone vince il Roland Garros ed entra nella storia. Un cammino in crescendo, una finale fantastica contro la favorita australiana Stosur. Una vittoria che riconsegna il tennis azzurro alle prime pagine dei giornali.
In Sudafrica invece le cose non vanno per il verso giusto. L’Italia campione in carica esordisce con un pari contro il Paraguay, risultato bissato clamorosamente contro i modesti neozelandesi. L’ultima sfida del girone, avversario la Slovacchia, resterà una pagina nera del nostro calcio. Una gara condita di errori che ci vede sconfitti ed eliminati. Il titolo va (per la prima volta) alla Spagna, che in finale batte l’Olanda ai supplementari. Noi torniamo a casa con un ultimo posto nel gruppo più modesto: finisce così l’era Lippi, sulla panchina azzurra arriverà Cesare Prandelli.

È estate di Europei per l’atletica e il nuoto. L’italia che salta, corre e lancia torna da Barcellona senza un oro (non accadeva da 52 anni) ma il movimento appare comunque in crescita. Alla fine sono 6 le medaglie azzurre: sugli scudi una straordinaria staffetta 4×100 maschile e il capitano Nicola Vizzoni. Storico il bronzo di Daniele Meucci che riporta l’Italia sul podio nel mezzofondo a distanza di 12 anni.
Nel nuoto si soffre: in vasca arrivano solo due titoli continentali (Scozzoli nei 50 rana e Pellegrini nei 200 sl). Eravamo abituati ad altro… tuttavia il bilancio è addolcito dalle buone cose fatte nei tuffi e dallo straordinario momento del fondo.

L’autunno porta i mondiali. Quello in casa di volley vede l’Italia al 4° posto, sconfitta in semifinale dai futuri campioni del Brasile. Quello di ciclismo, il primo senza Ballerini (scomparso in febbraio), non riserva gioie agli azzurri. Vince il norvegese Thor Hushovd, per l’Italia c’è in compenso l’oro di Giorgia Bronzini fra le ragazze. L’anno sta per finire. Novembre è il mese della vittoriosa finale di FedCup e dell’illusione Ferrari. Dall’esultanza ormai continua del tennis femminile (grande Flavia Pennetta stavolta) al brutale risveglio del Gp di Abu Dhabi. Il Mondiale di Formula1 va a Vettel, Alonso è secondo anche a causa della miope strategia dell’ultima gara.

Se ne va un anno e porta via con sé tanti protagonisti dello sport italiano. Un pensiero finale va a Enzo Bearzot, ct dell’Italia mundial. Addio Enzo. Addio 2010.

Riccardo Marchese
(per stadiosport.it)

Barcellona 2010 – 4×100 argento ma manca l’oro

L’Italia chiude gli Europei di Atletica con 4 argenti e 2 bronzi. L’ultima medaglia arriva dalla staffetta 4×100 maschile, seconda dietro la Francia con il nuovo record italiano. Dopo 52 anni manca però l’oro europeo.

Il sito ufficiale di Barcellona 2010

Barcellona 2010 – La Mantia triplo d’argento

Con un primo salto da 14.56 Simona La Mantia si aggiudica l’argento nel salto triplo. Nel salto con l’asta un ormai ritrovato Giuseppe Gibilisco (5.75) chiude quarto una gara tatticamente non impeccabile.


Il sito ufficiale di Barcellona 2010

 

Barcellona 2010 – Quarta medaglia: Incerti è bronzo

Nella maratona europea vinta dalla lituana Balciunaite, Anna Incerti chiude terza. In finale tre staffette azzurre su quattro. Nel pomeriggio (ore 18) Gibilisco salta per le medaglie.

Anna Incerti, medaglia di bronzo nella maratona europea. (GazSport)E quattro… dopo due giorni di digiuno e con qualche delusione inattesa (Schwazer e Di Martino su tutti) l'Italia dell'atletica ritrova il podio agli Europei in corso di svolgimento a Barcellona.

Dalla maratona femminile arriva un bronzo con Anna Incerti, che ha coperto i canonici 42 km e 195 metri con il tempo di 2 ore 32'48", poco più di un minuto e mezzo di distacco dalla neocampionessa europea Zivile Balciunaite, Lituania. L'argento è andato alla russa Nailya Yulamanova, mentre le altre azzurre impegnate, Rosaria Console e Deborah Toniolo, hanno chiuso rispettivamente al 10° e al 13° posto. Risultati che permettono all'Italia di chiudere al secondo posto nella Coppa Europa di Maratona (somma dei tre tempi) alle spalle della Russia.

Buone notizie anche dalla pista. Dopo le batterie – che poi valevano come semifinali – tre staffette azzurre su quattro hanno ottenuto il pass per le finali di domani pomeriggio. Fuori solo la staffetta veloce femminile, 12° tempo con 44"15.
Riammessa invece la 4×100 uomini (38"82 per Donati, Collio, Di Gregorio, Checcucci con cambi da limare) che in un primo momento era stata squalificata per cambio fuori settore. In prima frazione Roberto Donati veniva ostacolato dal russo Teplykh e solo da questo danneggiamento nasceva l'errore italiano. Ricorso accolto e Russia squalificata.
A sorpresa manca la finale la Gran Bretagna e si apre uno spiraglio per un posto sul podio, magari alle spalle della Francia del nuovo campione d'Europa dei 100 e 200 metri Christophe Lemaitre.

Bene anche le due 4×400. Le ragazze (Bazzoni, Milani, Spacca, Grenot) entrano in finale con il secondo tempo (3'27"95) dietro alle imprendibili russe che hanno fatto tripletta nella gara individuale – quarto posto per l'italo-cubana Libania Grenot. Da sottolineare l'ottima frazione di Maria Enrica Spacca: due posizioni riguadagnate e testimone consegnato a Libania già in seconda posizione.
Ripescata la 4×400 maschile (Licciardello, Galletti, Fontana, Vistalli) che ha chiuso la propria batteria al quarto posto in 3'04"55. Domenico Fontana ha ben sostituito Andrea Barberi, indisponibile dell'ultimo minuto ma pronto al rientro per la finale.

Il sito ufficiale di Barcellona 2010

Il sito della EAA – European Athtletic Association

Gli Europei di atletica su Wikipedia

Riccardo Marchese

Barcellona 2010 – Dolori azzurri

Agli Europei di atletica deludono i big: Alex Schwazer si ritira nella 50 km di marcia, Antonietta Di Martino è fuori dalla finale del salto in alto.

Il sito ufficiale di Barcellona 2010

Il sito della EAA – European Athtletic Association

Gli Europei di atletica su Wikipedia

Barcellona 2010 – Il 79.12 di Nicola Vizzoni

L’incredibile ultimo lancio di Nicola Vizzoni che lo ha portato dai piedi del podio all’argento europeo.

Il sito ufficiale di Barcellona 2010