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Europei Nuoto vasca corta – Il via domani a Chartres

Parte domani nel nord della Francia la XVI edizione dei Campionati Europei di Nuoto in vasca corta. L’Italia si presenta all’appuntamento continentale con una selezione giovane e senza molti big, a lavoro per preparare il Mondiale in corta di Istanbul.

L’Italia del nuoto è pronta a tuffarsi nella splendida piscina de “L’Odyssée”, nel complesso acquatico indoor più grande di tutta la Francia. Siamo a Chartres, cittadina a sud-ovest di Parigi, sede di questi XVI Campionati europei di nuoto in vasca corta.
Un anno fa in Polonia, a Szczecin (o Stettino se siete fra quelli a cui piace tradurre anche i nomi di città, e in questo caso la voglia viene), l’Italia tornò a casa con 9 medaglie, di cui 3 d’oro. Titoli continentali da difendere dunque per Fabio Scozzoli nei 50 rana e per le due staffette maschili.

NOVITA’ – Proprio nelle prove di squadre si vedranno a Chartres due nuove gare, le staffette a composizione mista, cioè formate da due uomini e due donne. Gare che verranno nuotate sulla distanza della 4×50 stile libero e 4×50 mista. Una sperimentazione che ha già assegnato medaglie in Coppa del Mondo, ma che verrà tenuta a battessimo in una grande manifestazione qui a Chartres, pesando anche nel medagliere finale.

ITALNUOTO – Sono 25 gli atleti azzurri portati in Francia dal direttore tecnico delle squadre Nazionali Cesare Butini. Mancano nuotatori di primo livello come Federica Pellegrini, Filippo Magnini e Marco Orsi (e ancora Alice Mizzau, Matteo Rivolta, Sebastiano Ranfagni) che hanno preferito continuare la preparazione in vista dei Mondiali in vasca corta di Istanbul (in programma dal 12 al 16 dicembre). D’altronde è impensabile essere brillanti in due manifestazioni così ravvicinate, ecco dunque l’Europeo dalle finalità plurime, per usare un’espressione dello stesso Butini.
Chartres, un nome più anime dunque: tappa da sacrificare in ottica Mondiali; test di passaggio verso Istanbul, per atleti che vorranno dire la loro anche fra 15 giorni (si pensi a Scozzoli); infine occasione della stagione invernale per giovani che ai Mondiali potrebbero anche non esserci.

ASPETTATIVE – Concetto ribadito dal dt azzurro: “La squadra è un mix tra atleti di vertice e giovani inseriti nel progetto Rio 2016. Per i primi sarà soprattutto un test di verifica in vista dei mondiali di Istanbul; per i secondi un’occasione di crescita e maturazione in un contesto internazionale di livello elevato”. Butini accenna poi agli obiettivi: “Non ci aspettiamo un elevato numero di medaglie. Ci sono squadre e atleti, come i padroni di casa francesi, che hanno finalizzato per Chartres e non parteciperanno ai mondiali. Invece i nostri atleti di punta saranno al top ad Istanbul. In ogni caso abbiamo qualità e non mancheranno le chance per toglierci qualche soddisfazione”.

GLI AZZURRI – Questo il quadro degli atleti italiani convocati e le gare in cui saranno impegnati:

Uomini (16)

Federico Bocchia (50,100 sl)
Niccolò Bonacchi (50, 100 dorso)
Andrea Mitchell D’Arrigo (200, 400 sl)
Gabriele Detti (200, 400, 1500 sl)
Alex Di Giorgio (100, 200, 400 sl)
Luca Dotto (50, 100 sl; 50 farf.)
Francesco Giordano (50, 100 farf.)
Fabio Laugeni (50, 100, 200 dorso)
Damiani Lestingi (50, 100, 200 dorso)
Riccardo Maestri (100, 200 sl)
Luca Marin (200, 400 mx)
Luca Mencarini (50, 100, 200 dorso)
Gregorio Paltrinieri (400, 1500 sl)
Francesco Pavone (100, 200 farf. 400 mx)
Fabio Scozzoli (50, 100, 200 rana; 100, 200 mx)
Federico Turrini (200 dorso; 100, 200, 400 mx)

Donne (9)

Arianna Barbieri (50, 100, 200 dorso)
Ilaria Bianchi (50, 100, 200 farf.)
Chiara Boggiatto (50, 100, 200 rana)
Diletta Carli (200, 400, 800 sl)
Martina De Memme (200, 400, 800 sl)
Silvia Di Pietro (50 sl; 50,100 farf.)
Ambra Esposito (50, 100, 200 dorso)
Stefania Pirozzi (200 farf.; 200, 400 mx)
Alessia Polieri (100, 200 farf.; 200, 400 mx)

Riccardo Marchese
(per Vavel Italia)

Il punto sulla A – 13^ Giornata

Rallentano le prime: pareggi per Juventus, Inter e Napoli. La Fiorentina vola (quinta vittoria consecutiva) e avvicina i vertici della classifica. Alla Samp il derby di Genova, punti salvezza per Bologna e Siena. Nel monday night la Roma batte il Torino. A Pescara si dimette Stroppa.

Siamo ad un terzo di campionato, un torneo che ha preso una sua forma e fa poco per confondere le idee. La Juventus pareggia in casa contro la Lazio, salvata da uno strepitoso Marchetti, ma è un pari interno che danneggia solo la media inglese dei bianconeri. L’Inter non ne approfitta e deve anzi sudare e soffrire per rimontare a San Siro il Cagliari ed evitare la seconda sconfitta consecutiva. Finisce 2-2 con lo stadio (e la panchina nerazzurra) in subbuglio per la mancata assegnazione di un calcio di rigore su Ranocchia allo scadere.

Manca l’appuntamento con i tre punti anche il Napoli di Mazzarri: avanti 2-0 contro il Milan, i partenopei si fanno rimontare dalle prodezze del capocannoniere del campionato, Stephan El Shaarawy, 20 anni e 10 gol, con distanza fra le due cifre destinata ad assottigliarsi.

Non si ferma invece la marcia viola. Sono cinque le vittorie consecutive per la Fiorentina, capace di allungare la propria striscia positiva anche senza il talento di Stevan Jovetic. Contro l’Atalanta sale in cattedra Aquilani (doppietta), ma c’è gioia anche per l’eterno Luca Toni. A questo punto porre dei limiti alla stagione degli uomini di Montella sarebbe sbagliato, di certo si può arrivare lontani, molto lontani.

Un pensiero che riecheggia nella mente dei tifosi giallorossi dopo ogni vittoria della Roma di Zeman. Salvo tornare alla realtà dopo solo una settimana. In questa insidiosa altalena fra lo spettacolo e il disastro è il turno dell’illusione: vittoria
A proposito di ruolini di marcia, a Genova c’era un derby drammatico fra due squadre che avevano messo insieme 12 sconfitte di fila. Ferma l’emorragia la Sampdoria, che torna al successo dopo più due mesi (era ancora estate…). Ferrara respira e può tornare a lavorare con maggiore serenità. Parola sconosciuta nell’ambiente rossoblù: il Genoa perde per la sesta volta nelle ultime sei giornate, quinto k.o. per Delneri, che continua ad invocare il mercato invernale come risposta alla crisi, ignorando però che mancano ancora cinque gare prima di poter ottenere i rinforzi (con la stessa rosa De Canio aveva ottenuto 9 punti in 8 gare, pochi per Preziosi…).2-0 contro il Torino (al primo k.o. esterno della stagione dopo 6 trasferte), con la curiosità di scoprire se Pescara e Siena saranno le avversarie del primo tris utile dei giallorossi, incapaci finora di andare oltre i due risultati positivi messi in fila.

Risultato scontato per gli amanti delle statistiche a Catania: gli etnei, battuti al Massimino solo dalla Juve, opposti al Chievo sempre sconfitto in trasferta. Trend confermati, 2-1 per i padroni di casa con Maran che può sognare l’Europa.

Pareggio ricco di reti ad Udine fra due esponenti della classe media del campionato: l’Udinese va due volte in vantaggio (c’è anche l’ottavo centro per Di Natale), il Parma due volte rientra con le marcature vintage di Marchionni e Palladino.

In chiave salvezza vittoria scaccia-crisi e salva-panchina per il Bologna di Pioli, che travolge in casa il Palermo. A segno tutto il tridente con perla iniziale di Gilardino.

Successo anche per il Siena di Cosmi che lascia l’ultimo posto in classifica al Grifone. Contro il Pescara decide un grandioso diagonale mancino di Valiani, un gol da tre punti che consente ai toscani di riassorbire la penalizzazione rimettendosi in linea per la salvezza. Post gara concitato per gli abruzzesi con le dimissioni del tecnico Stroppa.

         La Top 11 della giornata                                            Classifica – 13^ Giornata

JUVENTUS 32
INTER 28
NAPOLI 27
FIORENTINA 27
LAZIO 23
ROMA 20
CATANIA 19
ATALANTA (-2) 18
PARMA 17
CAGLIARI 16
UDINESE 16
MILAN 15
TORINO (-1) 14
SAMPDORIA (-1) 13
PALERMO 11
CHIEVO 11
PESCARA 11
BOLOGNA 11
SIENA (-6) 10
GENOA 9

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Riccardo Marchese
(per Vavel Italia)

Il punto sulla A – 12^ Giornata

La Juventus dilaga a Pescara e torna a +4 sull’Inter, battuta dall’Atalanta dopo 7 vittorie consecutive. Il derby romano è della Lazio, il Napoli rimonta il Genoa nel finale, la Fiorentina espugna San Siro e rimette nei guai Allegri. 

Giornata ricca di spunti questa dodicesima del campionato di Serie A. La Juventus, nell’anticipo serale, espugna senza troppa fatica l’Adriatico di Pescara, chiudendo la pratica già a fine primo tempo (avanti 1-5). La ripresa serve solo a Quagliarella per realizzare una rete stupenda e portarsi a casa il pallone della sua prima tripletta in carriera. Un bel messaggio per Cesare Prandelli che continua ad ignorarlo.

Vince la Juve, perde l’Inter: ad una settimana di distanza dallo scontro diretto i punti di vantaggio dei bianconeri tornano così ad essere quattro. I nerazzurri si fermano a Bergamo dopo sette vittorie di fila in campionato (10 considerando l’Europa League). Stramaccioni, complici le assenze di Ranocchia e Samuel, mette in disparte il modulo della svolta (il 3-5-2) e torna alla difesa a quattro. Non una grande idea a vedere la prestazione della retroguardia interista, affossata anche dalla pessima prova di Silvestre. Tutto senza sottovalutare la forza e lo stato di forma dell’Atalanta, capace di mettere in banca 13 punti nelle ultime 5 giornate.

I nerazzurri (di Milano) restano quindi fermi a quota 27 punti in classifica, con le inseguitrici che accorciano velocemente. Il Napoli va sotto due volte a Marassi ma risorge negli ultimi dieci minuti con i gol del tridente Cavani, Hamsik, Insigne. Dopo la rimonta europea il passaggio al 4-2-3-1 per recuperare lo svantaggio dà ancora i suoi frutti.

Il Genoa, invece, si spegne nel finale e colleziona la quinta sconfitta consecutiva, la quarta per Delneri che domenica prossima si giocherà il derby della panchina con Ferrara. Per la Samp, battuta a Palermo dalle prodezze del baby Dybala, le cose vanno anche peggio: i k.o. messi in fila sono addirittura sette, con un bottino (scarno) di 2 punti nelle ultime nove partite. Per chi perde non dovrebbero esserci alibi.

Dalle serie negative alla migliore striscia di risultati: la Fiorentina non perde da fine settembre ed ha raccolto ben 16 punti nelle ultime sei giornate, con quattro vittorie consecutive. Anche il problema trasferte sembra risolto: dopo la vittoria a Marassi (sponda rossoblu), trionfo a San Siro, per giunta senza l’infortunato Jovetic. I viola fanno ripiombare il Milan nello sconforto: per i rossoneri sono già quattro le sconfitte interne stagionali, 17 i punti di ritardo dalla Juventus capolista, 12 dalla zona Champions.

Si risolleva nel migliore dei modi la Lazio, reduce dal cappotto di Catania e da 1 punto conquistato in tre partite. La vittoria nel derby rigenera l’ambiente e tramortisce contemporaneamente i rivali. Lamela illude la Roma, ma gli svarioni difensivi dei giallorossi non possono restare impuniti: Candreva (su papera di Goicoechea), Klose (su dormita generale) e Mauri (errore di Piris) fanno pagare il conto. Marchetti ci mette del suo per riaprire la sfida ma alla fine il derby è biancoceleste.

Abbondano i pari nelle zone meno alte della classifica. Il weekend si era aperto con lo 0-0 fra Cagliari e Catania, risultato ripetuto a Parma nel match fra i ducali e il Siena. Segnano invece Chievo ed Udinese, fermate dal cronometro sul 2-2. Per i veronesi si tratta del quarto risultato utile consecutivo in casa, mentre i friulani sono al quinto turno senza sconfitte, con tre pareggi di fila.

Infine torna al successo casalingo, dopo più di due mesi, il Torino di Ventura. La vittima è il Bologna, che nelle ultime sei giornate ha raccolto un pareggio e cinque sconfitte. Per Pioli ultima spiaggia nel prossimo turno, la sfida al Dall’Ara contro il Palermo.

         La Top 11 della giornata                                            Classifica – 12^ Giornata

JUVENTUS 31
INTER 27
NAPOLI 26
FIORENTINA 24
LAZIO 22
ATALANTA (-2) 18
ROMA 17
PARMA 16
CATANIA 16
CAGLIARI 15
UDINESE 15
MILAN 14
TORINO (-1) 14
PESCARA 11
PALERMO 11
CHIEVO 11
SAMPDORIA (-1) 10
GENOA 9
BOLOGNA 8
SIENA (-6) 7

Riccardo Marchese
(per Vavel Italia)

Il punto sulla A – 11^ Giornata

L’Inter sbanca lo Juventus Stadium e riapre il discorso per la vetta. Passo falso del Napoli con il Torino, la Fiorentina vince ancora ed è quarta. Crolla la Lazio a Catania, crisi infinita per la Samp. Il Milan ne fa cinque al Chievo, Roma scatenata col Palermo.

L’impresa dell’Inter in casa della Juventus ci riconsegna un campionato apertissimo, acceso da un duello che mancava da troppo tempo al calcio italiano. A Torino ha vinto la serie nerazzurra: sette vittorie consecutive, una striscia nata dal cambio di modulo imposto da Stramaccioni. Si vince con la difesa a tre e non è un caso che le prime quattro squadre del torneo giochino tutte con varianti del 3-5-2. In una sola serata la Juventus perde due record, per giunta contro la rivale più odiata: prima storica sconfitta nel nuovo stadio e fine della striscia di imbattibilità in Serie A (49 match, non perdeva da Parma-Juventus 1-0 del 15 maggio 2011).

La Juve si ferma, l’Inter torna sotto (ora è a solo un punto), mentre il Napoli fa harakiri al San Paolo contro il Torino. Cavani sblocca, Hamsik non chiude la sfida quando può ed Aronica, nei minuti di recupero, fa l’orrore della stagione: retropassaggio alla cieca che lancia Sansone per il pari granata. Il Toro salva l’imbattibilità esterna (1 vittoria e 5 pareggi), il Napoli (solo 2 gol fatti nelle ultime 4 giornate) non salva la faccia.

Partenopei che ora vedono sempre più vicina negli specchietti la Fiorentina: i viola divertono e conquistano contro il Cagliari la terza vittoria di fila, per un parziale di 13 punti nelle ultime 5 partite (solo l’Inter ha fatto meglio con 15 punti). Per i sardi prima sconfitta da quando in panchina siedono Pulga e Lopez.
Una settimana al derby romano e gli umori delle due formazioni capitoline sono opposti: la Lazio sprofonda a Catania (per gli etnei 13 punti sui 15 totali vengono dal Massimino), la Roma invece rifila un poker al Palermo, con un gol a testa per tutti gli attaccanti impiegati nel tridente (per Totti è la rete numero 219 in Serie A, Nordahl è sempre più vicino). I rosanero restano nelle posizioni calde della classifica e si preparano ad un doppio confronto decisivo (prima la Samp in Sicilia poi la trasferta di Bologna).

Se Roma aspetta il suo derby con stati d’animo contrari, a Genova lo sconforto è unanime. La Sampdoria cade in casa con l’Atalanta (che momento per i bergamaschi con 10 punti in 4 gare!) e mette a registro la sesta sconfitta consecutiva (con soli 2 punti nelle ultime 8 sfide). Tra Ciro Ferrara e la stracittadina – in programma fra 15 giorni – c’è di mezzo una delicata trasferta a Palermo… Dovrebbe avere più tempo (e credito) Luigi Delneri, da tre gare sulla panchina del Genoa, per tre volte sconfitto 1-0. Il gol da tre punti che ha condannato i rossoblu al quarto k.o. consecutivo totale, lo ha messo a segno, per il Siena, il difensore Paci. Una bella boccata d’ossigeno per i toscani che senza penalizzazione navigherebbero in zone tranquille della classifica.

Lidi a cui approda il Milan dopo la goleada inferta al Chievo (sempre sconfitto in trasferta dall’inizio del campionato). Cinque reti con cinque marcatori diversi e con la firma ormai solita del capocannoniere del torneo Stephan El Shaarawy. Ora per i rossoneri tour de force per capire se la rotta è davvero invertita. Prossimi impegni: Fiorentina, Napoli, Juventus e trasferta a Catania, il tutto intramezzato dalle sfide di Champions decisive contro Malaga e Anderlecht. Un mese per capire tutto.

In coda, vittoria scaccia crisi per il Pescara, che all’Adriatico batte il Parma e si porta a +3 sulla zona retrocessione. Finisce in pareggio la sfida tra Bologna e Udinese: padroni di casa in vantaggio con Diamanti e riacciuffati da Di Natale. Un punticino che permette ai felsinei di interrompere la serie negativa (dopo 4 k.o. consecutivi).

         

La Top 11 della giornata                                            Classifica – 11^ Giornata

JUVENTUS 28
INTER 27
NAPOLI 23
FIORENTINA 21
LAZIO 19
ROMA 17
CATANIA 15
PARMA 15
ATALANTA (-2) 15
MILAN 14
UDINESE 14
CAGLIARI  14
TORINO (-1) 11
PESCARA 11
SAMPDORIA (-1) 10
CHIEVO 10
GENOA 9
PALERMO 8
BOLOGNA 8
SIENA (-6) 6

Riccardo Marchese
(per Vavel Italia)

Il punto sulla A – 9^ Giornata

La Juventus espugna Catania fra le polemiche, il Napoli supera di misura il Chievo al San Paolo, l’Inter passa 3-1 a Bologna: fuga a tre per la vittoria? La Lazio si ferma a Firenze (che gol per i viola!), la Roma crolla in casa con l’Udinese (da 2-0 a 2-3 come con il Bologna). Respira il Milan grazie al solito El Shaarawy.


La questione è semplice. Mettere sei teste a discutere su qualcosa che devono ricostruire mentalmente, a distanza di più di mezzo minuto, quando contro hanno 30 telecamere e milioni di persone che attendono la loro decisione, può avere effetti devastanti. A Catania l’esperimento degli arbitri di porta ha perso vigore: gol dei padroni di casa con Bergessio, l’assistente Maggiani convalida la rete, Rizzoli lo richiama facendogli notare un ulteriore tocco in area di un calciatore etneo; tocco che per Maggiani mette in offside l’attaccante argentino. Il tocco (di Lodi) c’è, ma il fuorigioco di Bergessio no. Dopo 50 secondi di consulto una decisione corretta diventa sbagliata. Tempi lunghissimi che portano al solito dubbio: e se al posto di due arbitri in più il quarto uomo avesse avuto semplicemente un monitor?
Gol regolare tolto al Catania, gol irregolare concesso nel secondo tempo alla Juventus. Un disastro! Via con il tormentone della sudditanza psicologica, del campionato falsato, della solita Juve. Tutto ciò che non serve in questo momento ad un campionato malato come il nostro.

La povertà tecnica di questo week end è allarmante. Dall’anticipo Siena-Palermo (bruttissimo 0-0) al posticipo del Napoli, che senza Cavani fatica il triplo per sbloccare il match contro il Chievo. Insigne deve maturare tanto, imparare a giocare a calcio con gli altri, perché farlo da soli è un’altra cosa. I partenopei resistono al secondo posto, ma la forza con cui sta arrivando l’Inter da dietro è spaventosa. Per i nerazzurri cinque vittorie su cinque dopo il cambio di modulo, a dimostrazione che basta un po’ di equilibrio e del talento in attacco per scalare questa classifica.

Vanno via in tre. La Lazio perde a Firenze (altre polemiche per errori arbitrali) e rimette in gioco il ruolo di quarta forza del torneo. La Fiorentina in casa è una macchina: 4 vittorie e 1 pareggio con 7 gol segnati e solo 1 subito (per giunta ad agosto). I viola di Montella (2-0 ai biancocelesti con le perle di Ljajic e Toni) sono la vera originalità del campionato. Si aspetta il primo successo in trasferta per la consacrazione.

Implode la Roma. I giallorossi non hanno vie di mezzo: dalla super rimonta a Genova al tracollo, con rimonta subita, contro l’Udinese. Una conferma dell’anormalità della squadra di Zeman, capace di tutto e del suo contrario. Una giostra che fra estasi e sciagure non paga in classifica. I friulani, senza 2/3 della difesa titolare, sono annientati nella prima mezzora, vanno sotto 2-0 e non potrebbero mai riuscire a ribaltare l’esito della sfida contro un avversario normale. Invece ci riescono con il consueto Di Natale, che trasforma il rigore del definitivo 2-3 con un cucchiaio, in casa di Totti, con Maicosuel che corre ad abbracciarlo.

Chi vince balza in avanti, merito della classifica corta. Tre successi di fila portano il Cagliari dal penultimo posto alla zona tranquillità, tre vittorie per 1-0, l’ultima in casa di una Sampdoria sempre più in crisi: 4 sconfitte consecutive e soli 2 punti ottenuti nelle ultime 6 giornate per i doriani.
Bastano due vittorie per cambiare volto alla stagione del Parma che dopo la Samp in casa, espugna l’Olimpico di Torino (altra squadra non in salute con 1 punto nelle ultime 3 partite e nessuna vittoria in casa da quasi due mesi).

Boccata d’ossigeno per il Milan che batte 1-0 il Genoa con il decisivo gol di El Shaarawy (sono già 6 in campionato). Allegri rimette un bullone alla sua panchina, ma per ridare serenità all’ambiente serve di più. Infine, pari a reti bianche fra Pescara e Atalanta. In settimana turno infrasettimanale, sabato big match a Torino fra Juventus e Inter.

           La Top 11 della giornata                                            Classifica – 9^ Giornata

JUVENTUS 25
NAPOLI 22
INTER 21
LAZIO 18
FIORENTINA 15
ROMA 14
PARMA 12
UDINESE 12
CAGLIARI  11
CATANIA 11
SAMPDORIA (-1) 10
MILAN 10
TORINO (-1) 9
GENOA 9
ATALANTA (-2) 9
PESCARA 8
BOLOGNA 7
CHIEVO 7
PALERMO 7
SIENA (-6) 3

Riccardo Marchese
(per Vavel Italia)

Con Scozzoli e Bianchi l’Italnuoto volta pagina

Dopo i tre ori di Mosca, l’enplein di Berlino. Successi in Coppa del Mondo che candidano Fabio Scozzoli e Ilaria Bianchi a diventare la nuova coppia vincente del nuoto azzurro. Lontani da copertine e pettegolezzi, ma protagonisti fra le corsie.

Da Stoccolma a Berlino, con una crescita continua ed impressionante. La World Cup di nuoto, evento che apre la stagione invernale in vasca corta, premia con l’andare dei giorni (e delle tappe) la squadra azzurra. Dai bronzi di Stoccolma conquistati da Scozzoli nei 100 rana e Paltrinieri nei 1.500, all’exploit di Mosca e Berlino per mano dello stesso Scozzoli (4 ori individuali) e di Ilaria Bianchi (3 ori e 1 argento).

BERLINO – Non solo titoli, ma tempi che si abbassano e fanno sperare. Fabio Scozzolicala il poker e bissa la doppietta di Mosca: oro nei 50 rana in 26″31 (a soli due decimi dal suo primato italiano), oro nei 100 rana in 57″61 (ben 7 decimi meglio di quanto nuotato pochi giorni prima in Russia).
Migliora i suoi tempi ancheIlaria Bianchi, che il record italiano nei 100 farfalla lo ritocca e come:56″86, giù di altri 32 centesimi rispetto a Mosca. Primo posto come nei 50 farfalla, distanza in cui la ventiduenne bolognese si prende la rivincita su Inge Dekker (che l’aveva battuta in Russia). Dopo due vasche estremamente combattute il cronometro dice Bianchi 25″96, Dekker 25″98. Per l’azzurra è il record personale, nonché la miglior prestazione italiana con i costumi in tessuto.

SQUADRA – Scende sotto i 48″ anche Luca Dotto nei 100 stile libero. Il vicecampione europeo della distanza chiude al quinto posto con 47″93, mentre fallisce l’ingresso nella finale dei 50 (solo 11° con 22″22). Entra, invece, tre volte fra le migliori otto la dorsistaArianna Barbieri: quinta nei 50 (27″83), settima nei 100 (1’00″01) e ottava nei 200 (2’12″33). La forma arriverà.
Buona anche la prova di gruppo nelle nuove staffette miste (due uomini e due donne), innovazione che vedremo anche agli Europei in vasca corta di Chartres, in programma dal 22 al 25 novembre. Nella 4×50 mista Barbieri, Scozzoli, Bianchi e Dotto sono secondi in 1’41″64 alle spalle degli Usa; nella 4×50 sl l’Italia chiude invece ai piedi del podio (1’35″66 per Dotto, Santucci, Mizzau e Carli).
Prestazione positiva per Matteo Rivolta, bronzo agli Europei di Debrecen in vasca lunga. L’azzurro è giunto settimo nei 100 farfalla in 52″47 migliorando il suo personale di 52″54 nuotato nel 2011. Brava anche Diletta Carli, quinta nei 400 stile libero in 4’07″49.

Riccardo Marchese
(per Vavel Italia)

Nuoto – World Cup: Scozzoli bis d’oro, Bianchi argento

Nella quarta tappa di Coppa del mondo in vasca corta, a Mosca, Fabio Scozzoli bissa il successo di ieri nei 50 rana aggiudicandosi anche la gara dei 100. Ennesima buona prova anche per Ilaria Bianchi: è seconda nei 50 farfalla in 26″21.

Dopo i 50 ecco l’oro dei 100. Fabio Scozzoli non si ferma e fa doppietta nelle due prove più veloci della rana. Tempi non stratosferici ma condizione in crescita, come è logico che sia in questo periodo dell’anno: al forlivese basta 58″32 (risultato modesto per un atleta che ha un personale di oltre un secondo inferiore) per mettersi al collo la seconda medaglia d’oro in questa tappa moscovita della Coppa del Mondo, nella distanza che lo vide già medaglia di bronzo agli Europei di Stettino 2011 e vicecampione iridato a Dubai 2010. Alle sue spalle, trovano un posto sul podio il cinese Gu (58″72) e il russo Geibel (58″89).

LA GARA – Solita partenza perfetta per Scozzoli, da sempre il migliore come tempo di reazione allo sparo. A metà gara (27″50 il suo passaggio) l’azzurro è praticamente appaiato al russo Geibel, ma le ultime due vasche bastano a scavare il solco. Scozzoli ritorna con un buon 30″82 e chiude ampiamente primo in 58″32, in lieve miglioramento rispetto a quanto nuotato quattro giorni fa nella tappa di Stoccolma (fu terzo in 58″55).

BIANCHI – È in uno stato di forma già eccezionale viceversa Ilaria Bianchi. Dopo la vittoria di ieri, con tanto di record italiano nei 100 farfalla, la ventiduenne di stanza a Bologna ha chiuso al secondo posto la gara dei 50 farfalla. Oro all’olandese Inge Dekker (inavvicinabile a 25″65), argento per Ilaria con un crono, 26″21, vicino al proprio personale (26″15). Crescita continua.

DOTTO – Ancora un peggioramento pomeridiano invece per Luca Dotto: al mattino entra nella finale dei 50 stile libero col sesto tempo (22″12), ma nella sfida per le medaglie scivola indietro ed è solo settimo in 22″25. Oro con un supercrono (20″90) per George Bovell, di Trinidad e Tobago.

BERLINO – Prossimo appuntamento molto ravvicinato per gli azzurri: il 20 e 21 ottobre è in programma una nuova tappa di Coppa del Mondo a Berlino. Oltre a Scozzoli, Dotto e Bianchi, si uniranno alla squadra azzurra Arianna Barbieri, Diletta Carli, Alice Mizzau, Matteo Rivolta e Michele Santucci.

Riccardo Marchese
(per Vavel Italia)

Nuoto – Scozzoli e Bianchi ori azzurri in World Cup

A Mosca la striminzita rappresentativa italiana centra due ori nella quarta tappa della Coppa del Mondo, appuntamento che apre la stagione invernale in vasca corta. Vittorie per Fabio Scozzoli nei 50 rana e per Ilaria Bianchi nei 100 farfalla (col nuovo record italiano). 

Prima giornata di gare a Mosca per la quarta tappa di Coppa del Mondo in vasca corta e prime medaglie d’oro per l’Italia del nuoto, giunta qui in Russia con soli tre elementi: Bianchi, Scozzoli e Dotto. Un’Italnuoto che prepara la ricca stagione dei 25 metri: in novembre è in programma l’europeo di Chartres (in Francia, precisamente dal 22 al 25) e dopo sole due settimane il Mondiale di Istanbul (dal 12 al 16 dicembre).
Nella capitale russa non risuona l’inno di Mameli (le premiazioni sono molto rapide per lasciare spazio ad un programma intenso che si articola in soli due giorni) ma a portare sul gradino più alto del podio i colori italiani ci pensano Fabio Scozzoli ed Ilaria Bianchi.

FABIO C’E’ – Il forlivese Scozzoli si aggiudica i 50 rana – distanza in cui conquistò a Stettino 2011 il titolo di campione europeo in vasca corta – con il tempo di 26″51, precedendo sul podio il russo Geibel (26″74) e il neozelandese Snyders (27″00). Un successo che arriva a pochi giorni dal quarto posto ottenuto sulla stessa distanza a Stoccolma, nella precedente tappa della World Cup (con un crono di 26″98). Domani Scozzoli sarà impegnato nella gara dei 100 metri, in cui è stato terzo in Svezia (con 58″55).

ORO E RECORD – Grande prestazione di Ilaria Bianchi nei 100 farfalla. La bolognese, bronzo a Stettino 2011 e una delle poche note liete azzurre nell’ultima spedizione olimpica (ottimo 5° posto), domina le avversarie fin dal principio e chiude con grande convinzione la sua gara, stabilendo così il nuovo record italiano con 57″18 (abbassando di non poco il 57″42 che già le apparteneva). Un balzo in avanti incredibile per la ventiduenne delle Fiamme Azzurre rispetto al 58″94 nuotato meno di una settimana fa a Stoccolma.
Con lei salgono sul podio la svedese Hansson (57″76) e la russa Popova (58″42).

DOTTO – Primo nelle batterie del mattino (con 48″30), Luca Dotto lascia trasparire margini di miglioramento, ma resta lontano dal suo stato di forma ottimale. Nella finale del pomeriggio il vicecampione europeo di Stettino 2011 non va oltre la quinta piazza, peggiorando leggermente il proprio crono (chiude in 48″33). Domani nuovo importante test sulla mezza distanza.

 Riccardo Marchese
(per Vavel Italia)

Il punto sulla A – 7^ Giornata

La coppia al vertice non molla: Juventus e Napoli – alla vigilia dello scontro diretto – vincono ancora e conservano la testa della classifica con 4 punti di vantaggio su Inter e Lazio. Salgono Fiorentina e Catania (che rendimento in casa per entrambe!), Milan sconfitto nel derby, torna al successo la Roma di Zeman.

È un campionato che vive di certezze. Juventus e Napoli non sbagliano un colpo, Inter e Lazio allungano sul gruppone, il Milan conferma le proprie difficoltà e dopo 7 giornate ha già 12 punti di distacco dalla testa della classifica. A quasi un quinto del percorso, con davanti una settimana di sosta per gli impegni delle nazionali, è possibile azzardare un bilancio che sconfina nel pronostico: questa Serie A è più povera di gioco e talenti di qualunque altro torneo del recente passato e basta avere un fuoriclasse in rosa per avere ottime chance di vincere le partite. Ne ha due il Napoli (Hamsik e Cavani), forse i due migliori giocatori dell’intero campionato, sta ritrovando il secondo la Lazio (Hernanes da unire a Klose), ne ha uno la Fiorentina (Jovetic, che essendo il più giovane fa gola a tanti), mentre è difficile dire quante siano le stelle della Juventus, indubbiamente la squadra con la migliore rosa delle 20 di A, in cui il faro rischia di essere sempre l’eterno Pirlo. Il Milan ha buone qualità offensive, ha trovato in El Shaarawy l’uomo nuovo su cui puntare, ma l’ha trovato nel reparto dove – al completo – ha gli uomini migliori. Il problema dei rossoneri è dalla cintola in giù, manca un inventore di calcio, manca un uomo guida in difesa: è come avere una casa con due piani fatiscenti ma una bellissima mansarda. Rischia di crollare tutto.

Torniamo alla settima giornata, la giornata del derby di Milano, vinto fra le polemiche dall’Inter. Per i nerazzurri di Stramaccioni è la terza vittoria consecutiva, filotto iniziato con il cambio di modulo contro il Chievo. La difesa a tre funziona e una buona notizia per il calcio italiano (in ottica nazionale) è che Ranocchia sta lentamente tornando ad essere il difensore di qualche stagione fa.
Inter terza, appaiata alla Lazio che domina a Pescara con una doppietta di Klose. Inter e Lazio ad inseguire Juventus e Napoli. Il copione è questo. I bianconeri passano a Siena nei minuti finali con un gol di Marchisio, il Napoli risponde in serata battendo 2-1 l’Udinese al San Paolo.

Non conoscono avversari nelle sfide casalinghe Catania Fiorentina. Etnei e viola sono le uniche formazioni ad aver fermato sul pari le due capoliste, per il resto in casa sono solo vittorie. Al Franchi basta un gol di Jovetic per decidere il derby dell’Appennino, mentre dal Cibali il Parma esce sconfitto dalle reti argentine di Gomez e Bergessio.
Il gruppetto delle quinte comprende anche la Roma zemaniana, che stranamente chiude l’anticipo dell’ora di pranzo contro l’Atalanta (terza sconfitta consecutiva), con un “no gol”. Stekelenburg per la prima volta è imbattuto sul campo, segnano Lamela e Bradley, primo gol americano della Roma a stelle e strisce.

Scendendo la classifica ecco le due genovesi. La Samp si ferma ancora (2 punti nelle ultime 4 giornate) e regala (nelle vesti di Romero) la prima gioia ad Eugenio Corini, nuovo allenatore del Chievo. Il Genoa, invece, impatta in casa (1-1) con il Palermo di Gasperini. Ancora a segno Marco Borriello.

Dopo la goleada di Bergamo brutto k.o. interno per il Torino contro il Cagliari. Per ora chi cambia vince: non poteva esserci esordio migliore sulla panchina sarda per la coppia Lopez-Pulga. Tre punti che danno la giusta tranquillità per lavorare durante la sosta.

La classifica – 7^ Giornata             La Top 11 della 7^ Giornata

JUVENTUS 19
NAPOLI 19
INTER 15
LAZIO 15
FIORENTINA 11
ROMA 11
CATANIA
11
SAMPDORIA (-1) 10
GENOA 9
TORINO (-1) 8
MILAN 7
BOLOGNA 7
PESCARA 7
PARMA 6
UDINESE 6
CHIEVO 6
CAGLIARI 5
PALERMO 5
ATALANTA (-2) 5
SIENA (-6) 2

Riccardo Marchese
(per Vavel Italia)

Il punto sulla A – 6^ Giornata

Juventus e Napoli allungano a + 4 sulle inseguitrici più vicine che ora sono Lazio e Inter. Domenica di gloria per Fabrizio Miccoli: segna una tripletta (con un gol da cineteca da centrocampo) e guida il Palermo alla prima vittoria stagionale.

Tornano i gol in Serie A. Dopo le 16 marcature del turno infrasettimanale (e le 15 del weekend precedente) si raddoppia con ben 32 reti. L’unico 0-0 arriva nel match dell’ora di pranzo fra Udinese e Genoa. La sfida più ricca è invece a Bergamo, dove il Toro di Ventura abbatte l’Atalanta per 5-1 (doppietta per Bianchi) e si prende il terzo risultato utile di fila. Festival del gol anche a Palermo e finalmente sorride Gasperini. Contro il Chievo Miccoli parte titolare e il punto interrogativo sulle sue precedenti panchine diventa enorme. Il talentuoso numero 10 rosanero sfodera una prestazione straordinaria: segna una tripletta, propizia un’altra rete ma soprattutto regala agli appassionati di calcio un gol leggendario (tiro a volo da poco meno di 50 metri). Malissimo il Chievo. È un settembre da dimenticare per gli uomini di Di Carlo – su cui ora aleggia il fantasma di Del Neri – con 5 sconfitte in 5 partite, 13 gol subiti e solo 2 segnati (entrambe su palla da fermo).

Continua, viceversa senza soste, la corsa della coppia di testa: la Juventus schianta la Roma nell’anticipo del sabato e ridimensiona in soli 18 minuti (tanti ne bastano per andare sul 3-0) l’intero progetto giallorosso. Finisce 4-1 ma per il numero di occasioni prodotte è un risultato strettissimo per la Juve. Fatica molto di più il Napoli per uscire da Marassi con l’intera posta in palio. La Sampdoria gioca bene (e corre meglio), è messa in campo in modo inappuntabile da Ferrara, ma i fuoriclasse stanno dall’altra parte: Hamsik si guadagna un calcio di rigore, Cavani lo trasforma e i 3 punti prendono l’aereo per Napoli.

Alle spalle delle capolista salgono Lazio Inter. I biancocelesti tornano alla vittoria contro il Siena – dopo due k.o. consecutivi – per 2-1 (primo gol italiano per Ederson). Stesso punteggio per il successo dei nerazzurri al Meazza sulla Fiorentina (ancora a segno Cassano). Chi non risponde è il Milan. Impegnati nel match d’apertura del weekend a Parma, i rossoneri vanno in vantaggio con El Shaarawy (in gol per la terza giornata consecutiva) ma si fanno rimontare e bloccare sul pari. Domenica il derby di Milano rischia di diventare uno snodo già cruciale per il futuro della stagione.

Situazione incandescente a Cagliari, ora rischia Ficcadenti. I sardi cedono in casa al Pescara di Stroppa (7 punti in una settimana!) e scivolano all’ultimo posto in classifica, con il poco invidiabile primato di unica formazione a non aver ancora vinto una partita. Chi torna a vincere, e lo fa in modo prorompente, è il Bologna di Pioli. Dopo il mezzo passo falso casalingo contro il Pescara e la sconfitta di Siena, i felsinei travolgono al Dall’Ara il Catania. Finisce 4-0, con doppietta di Gilardino che sale a quota 5 nella classifica marcatori. Dopo i rilanci di Baggio, Signori e Di Vaio la maglia rossoblu conferma i suoi poteri curativi.

La classifica – 6^ Giornata             La Top 11 della 6^ Giornata

JUVENTUS 16
NAPOLI 16
INTER 12
LAZIO 12
SAMPDORIA (-1) 10
TORINO (-1) 8
FIORENTINA   8
ROMA 8
GENOA 8
CATANIA 8
MILAN 7
BOLOGNA 7
PESCARA 7
PARMA 6
UDINESE 6
ATALANTA (-2) 5
PALERMO 4
CHIEVO 3
SIENA (-6) 2
CAGLIARI 2

Riccardo Marchese
(per Vavel Italia)