Archivi categoria: 2012

Serie A 2012/’13 – Le pagelle di metà campionato

Si apre con l’anticipo delle 18:00 fra Bologna e Chievo, il girone di ritorno della Serie A 2012/2013. Ma prima di ripartire diamo i voti alle 20 squadre di Serie A per quanto hanno fatto nel girone d’andata.

JUVENTUS 44 p. Dieci gare da schiacciasassi (con 28 punti conquistati sui 30 disponibili), poi 4 punti in 4 giornate a dar un minimo di speranza a chi insegue. Quindi un nuovo filotto di successi per ribadire la propria forza e infine il suicidio con la Samp. Tanti picchi e qualche caduta nel girone d’andata dei bianconeri che vivranno i prossimi mesi con l’incubo della frase “lo scudetto lo possiamo perdere solo noi”. VOTO 9

LAZIO 39 p. Per il terzo anno consecutivo i biancocelesti lottano nelle zone altissime della classifica. Il sogno Champions, sfuggito sul traguardo per due volte a Reja, può essere quest’anno alla portata del gruppo di Vladimir Petkovic. Il tecnico d’origine bosniaca è per ora una scommessa vinta dal presidete Lotito. VOTO 8,5

NAPOLI 37 p. (-2) Dieci punti in più (sul campo) rispetto al giro di boa dello scorso anno, quando però c’era la Champions a togliere energie ed esaltare l’ambiente. Ora ci pensa il solito Cavani: 16 gol a metà campionato, mai l’attaccante uruguaiano aveva fatto così bene!

A voler essere cattivi, troppe sono le occasioni sprecate al San Paolo (le rimonte subite da Torino, Milan e Bologna gridano vendetta). VOTO 8

FIORENTINA 35 p. L’aria di smobilitazione che si respirava a Firenze negli ultimi anni è un lontano ricordo. Chiuso definitivamente il ciclo Montolivo-Mutu-Gilardino-Prandelli, l’uomo della rinascita è Vincenzo Montella: il tecnico napoletano ha costruito – grazie agli sforzi della società – una perfetta macchina da calcio, una squadra dai piedi buoni e dal profilo innovativo. A lui il compito di inserire l’ultimo tassello, quel Giuseppe Rossi che è l’attaccante che mancava. VOTO 8,5

INTER 35 p. Rifondare una squadra non è mai cosa semplice. Farlo con ritardo peggiora le cose. L’Inter del triplete non esiste più e sarebbe ingiusto continuare ad accostarla al gruppo di Stramaccioni. I nerazzurri hanno dato un taglio netto al passato e alle spese folli, puntando sul rinnovamento e sui giovani.

Far cadere per primi l’imbattibilità dello Juventus Stadium vale almeno mezzo punto. VOTO 6

ROMA 32 p. D’accordo lo spettacolo del calcio zemaniano, ma perdere sette volte in un girone d’andata (e in sei occasioni subendo almeno 3 reti) sembra davvero troppo. Eppure i giallorossi hanno una rosa dal potenziale enorme, illeggiadrita da un Totti tornato alla forma degli anni migliori. Servirebbe maggiore equilibrio, ma non sarebbe più la Roma di Zeman.  VOTO 5,5

MILAN 30 p. Negli ultimi mesi qualcosa è cambiato, ma il senso della stagione rossonera resta legato alla disperata corsa verso il terzo posto. Rispetto ad anno fa i punti in meno sono 10, ma quello era un altro Milan. L’unica nota lieta è aver trovato pronto per il presente l’attaccante del futuro: Stephan El Shaarawy, classe ’92, 14 gol in campionato. Un talento da cui ripartire. VOTO 5

PARMA 29 p. Dietro le nuove sette sorelle della Serie A, gli emiliani provano a rievocare i tempi d’oro. Imbattuti al Tardini (unica squadra a non aver mai perso in casa) gli uomini di Donadoni hanno saputo reagire ad una partenza pericolosa ed hanno tutte le carte in regola per restare nella prima parte della classifica. VOTO 8

UDINESE 27 p. Finito il tempo dei miracoli, Guidolin si sta occupando dell’ordinario. I punti in meno rispetto ad un anno fa sono ben 11, ma allo stesso modo le soddisfazioni arrivano: l’ultima è lo sfavillante 3-0 inflitto all’Inter nel giorno dell’Epifania. Da una squadra che cede con costanza i suoi migliori tre elementi alla fine di ogni stagione non ci si può aspettare di più! VOTO 7

CATANIA 26 p. L’ossatura è quello dello scorso anno, tanto che il passaggio da Montella a Maran è avvenuto senza fare troppo rumore. Sulla consueta solidità interna (20 punti sono arrivati al Massimino) e sulle giocate dei talenti argentini gli etnei costruiranno l’ennesima salvezza, la settima consecutiva. VOTO 7

CHIEVO 24 p. Voto alto per i veronesi, ma soprattutto per mister Corini. Il cambio di ritmo è arrivato all’improvviso: dopo aver sempre perso in trasferta, il doppio colpo esterno a Genova (sponda rossoblu) e Cagliari ha cambiato l’inerzia della stagione. Il vantaggio da gestire sulla terzultima (+8) è molto confortante. VOTO 7,5

ATALANTA 22 p. (-2) Mal di trasferta, particolarmente acuto nell’ultima parte del girone. La diagnosi è chiara, anche perché i sintomi non lasciavano dubbi: 4 k.o. consecutivi lontano da Bergamo (serie aperta), 6 in totale dall’inizio della stagione. Gli orobici sono chiamati a rispondere da subito alle ultime brutte prestazioni e lo dovranno fare senza la spinta di Peluso sulla sinistra (passato alla Juventus) e senza il capitano Manfredini (passato al Genoa in cambio di Canini). VOTO 6,5

TORINO 20 p. (-1) Appaiato con le altre due neopromosse, il Toro di Ventura vira in perfetta media salvezza. Squadra organizzata, difesa attenta (solo un gol subito nelle ultime 3 partite), l’impressione è che manchi qualcosa in avanti, magari una seconda punta che possa affiancare Bianchi. VOTO 6,5

SAMPDORIA 20 p. (-1) Un girone d’andata dalle mille vite per i blucerchiati. La partenza sprint, poi le 7 sconfitte consecutive, la scossa data dal derby vinto, l’esonero di Ferrara dopo il doppio k.o. con Udinese e Catania, l’arrivo di Delio Rossi e l’impresa allo Juventus Stadium. Normalità cercasi. VOTO 6

PESCARA 20 p. Applausi per mister Bergodi. Con 9 punti nelle ultime 4 giornate gli abruzzesi possono guardare con fiducia al girone di ritorno, sperando magari in un paio di buoni colpi in sede di calciomercato. Lottare per la salvezza fino alle ultime giornate sarebbe un grande traguardo per un club che in estate ha perso Zeman, Verratti, Immobile e Insigne. VOTO 7

BOLOGNA 18 p. Andamento troppo altalenante per il gruppo di Pioli. La pausa – fra attesa e ripresa – non ha portato bene: a fine anno amara sconfitta interna contro il Parma, ad inizio 2013 k.o. col Genoa. Urge reazione a partire dalla gara al Dall’Ara contro il Chievo, nel match che aprirà sabato pomeriggio il girone di ritorno.  VOTO 5,5

GENOA 17 p. Per il terzo anno consecutivo la squadra del presidente Preziosi chiude la prima parte di campionato nelle zone basse della graduatoria. In realtà mai i rossoblu erano stati così in basso: nonostante la fondamentale vittoria nell’ultimo turno contro il Bologna, i punti in meno rispetto ad un anno fa sono ben 7. Il calciomercato invernale porterà l’ennesima rivoluzione. VOTO 4

CAGLIARI 16 p. Con 6 sconfitte consecutive e soli 2 punti conquistati nelle ultime 9 giornate (serie aperte) il Cagliari di Pulga e Lopez è crollato in classifica. L’ultima vittoria risale addirittura ad ottobre (4-2 al Siena) e chiuse un mese magico, fatto di 4 successi di fila. Senza quella striscia positiva i sardi sarebbero già spacciati. I problemi societari e le continue diatribe per lo stadio non aiutano l’ambiente. VOTO 4,5

PALERMO 15 p. Senza penalizzazioni altrui i siciliani sarebbero il fanalino di coda della Serie A. Dopo il solito esonero di Zamparini (via Sannino per Gasperini) poco è cambiato, basta pensare che nelle ultime 5 sfide sono arrivati un pareggio e 4 sconfitte. Serve intervenire sul mercato, palla dunque al bravo Lo Monaco, anche se acquisti come quello di Aronica non spostano gli equilibri. VOTO 4

SIENA 11 p. (-6) La buona partenza, con pronto rientro dalla pesante penalizzazione aveva illuso i tifosi. La serie aperta di 5 sconfitte consecutive ha fatto percipitare la situazione e il cambio in panchina (da Cosmi a Iachini) non ha per ora dato la fatidica scossa all’ambiente. Risalire sarà durissima. VOTO 5

Riccardo Marchese
(per Vavel Italia)

Annunci

Il punto sulla A – 17^ Giornata

La Juventus travolge l’Atalanta e con due turni d’anticipo fa suo il titolo di campione d’inverno. Suicidio Napoli contro il Bologna, l’Inter perde contro la Lazio, cade anche la Roma a Verona. Sorridono Fiorentina e Milan. Il Siena esonera Cosmi, la Samp caccia Ferrara.

Da 2 ad 8 punti in meno di dieci giorni. E’ la capacità di accelerazione della Juventus, che in due giornate di campionato piazza un allungo forse decisivo per la corsa al tricolore. Di sicuro le vale il titolo (virtuale) di campione d’inverno, con dati statistici annessi: nei 79 campionati a girone unico, ben 54 volte la squadra che era prima al giro di boa ha chiuso con lo scudetto da cucire sul petto (68,35% dei casi).

Se la Juve scatta macinando l’Atalanta nella prima frazione di gioco (primo tempo chiuso 3-0 con un uomo in più), Inter e Napoli – riprendendo l’analogia ciclistica della scorsa settimana – si rialzano e si fanno riassorbire dal gruppo. I nerazzurri perdono il big match del turno contro la Lazio (decide un lampo di Klose), i partenopei, invece, prima rimontano e poi si fanno incredibilmente controrimontare nel finale da un Bologna mai remissivo. Pioli si conferma la bestia nera di Mazzarri (5 confronti in A, quattro vittorie e un pari) e i partenopei dilapidano punti per l’ennesima volta negli ultimi minuti.

Si accorcia dunque la classifica a ridosso della Juve, grazie alle vittorie di Lazio, Fiorentina e Milan. I viola battono 4-1 un Siena in crisi (terzo k.o. consecutivo) con una doppietta di Luca Toni e smontano la panchina di Serse Cosmi. Al suo posto arriva Beppe Iachini, lo scorso anno protagonista della promozione della Sampdoria.
Non accenna a fermarsi il Milan, che contro il Pescara ottiene la sua quarta vittoria consecutiva con un gran bottino di 11 gol fatti nelle ultime tre giornate. Esame verità per i rossoneri sabato sera all’Olimpico, contro la Roma uscita sconfitta dal Bentegodi. Serie positiva dei giallorossi interrotta dal gol di Pellissier che lancia il Chievo in zona tranquillità (terza vittoria consecutiva per gli uomini di Corini).

Tutt’altro che tranquilla invece la situazione a Genova. La Samp cade a Catania e abbastanza inaspettatamente arriva l’esonero di Ciro Ferrara. Il tecnico difeso nel periodo buio delle sette sconfitte consecutive viene prontamente licenziato al ritorno delle prime difficoltà. Una scelta forse legata allo scioglimento del vecchio contratto con Iachini (andato a Siena e quindi non più a libro paga della Samp), con nuove possibilità economiche subito dirottate su Delio Rossi.

Non se la passa meglio l’altra sponda della città. Il Genoa pareggia in casa contro il Torino e resta penultimo in classifica. Per Delneri il bilancio è di 4 punti in 9 partite (1 vittoria, 1 pari e 7 sconfitte).
Evidenti anche le difficoltà del Cagliari che rimedia a Parma la quarta sconfitta di fila. Il duo Pulga-Lopez, dopo una partenza fenomenale, rischia ora il posto. I sardi hanno messo a ruolino solo due punti nelle ultime sette giornate, incassando 10 gol nelle ultime tre. Bene invece il Parma di Donadoni che era reduce da due battute d’arresto consecutive in trasferta. Ma in casa le cose vanno decisamente meglio: il Tardini è ancora inviolato (unico stadio insieme al Franchi di Firenze) e ben 18 punti su 23 sono arrivati proprio qui.

Oltre all’X di Marassi, portano a casa un punto a testa anche Udinese e Palermo nell’anticipo che aveva aperto questo 17° turno. Il computo delle ultime quattro giornate è comunque da evidenziare: solo sei pareggi su un totale di 40 partite!

         La Top 11 della giornata                                          Classifica Serie A – 17^ 

JUVENTUS 41
INTER 34
NAPOLI 33
LAZIO 33
FIORENTINA 32
ROMA 29
MILAN 27
CATANIA 25
PARMA 23
UDINESE 23
ATALANTA (-2) 21
CHIEVO 21
BOLOGNA 18
SAMPDORIA (-1) 17
TORINO (-1) 16
CAGLIARI 16
PALERMO 15
PESCARA 14
GENOA 13
SIENA (-6) 11

Riccardo Marchese
(per Vavel Italia)

Istanbul 2012 – Bianchi è ancora oro, Paltrinieri argento

L’Italia chiude i Mondiali di nuoto in vasca corta con quattro medaglie: due d’oro e due d’argento. Nell’ultima giornata di gare Ilaria Bianchi conquista il titolo iridato nei 100 farfalla con il nuovo record italiano (56″13). Secondo posto per Gregorio Paltrinieri nei 1500 sl.

Ilaria Bianchi

L’Italnuoto che ti aspetti e che mantiene le promesse. Ilaria Bianchi e Gregorio Paltrinieri mettono il sigillo all’ultimo giorno di gare ai Campionati mondiali di nuoto in vasca corta di Istanbul e cambiano faccia alla spedizione azzurra.

BIANCHI – Una crescita infinita quella di Ilaria. Migliore italiana in vasca alle Olimpiadi (dove fu quinta), successi a iosa in Coppa del Mondo, oro Europeo in corta a Chartres (con primo record italiano, 56″40), adesso bis mondiale in Turchia con frantumazione del precedente primato nazionale (56″13) e miglior prestazione mondiale stagionale. Si inchinano tutte, settima Silvia Di Pietro (in 58″14), sul podio vanno la cinese Liu e la britannica Lowe.
Guardando un po’ più in là dei prossimi Campionati Assoluti invernali (19-20 dicembre), sarà interessante capire quanto questo stato di grazia possa essere trasferito in vasca lunga, perché a questo punto Barcellona 2013 diventa una tappa importante nella carriera di Ilaria.

PALTRINIERI – Ripetere il crono dell’oro agli Europei di Chartres (14’27″78) sarebbe bastato a Gregorio Paltrinieri per salire sul gradino più alto del podio. Invece l’oro se lo mette al collo il danese Glaesner, primo in 14’30″01 contro il 14’31″13 dell’azzurro. Peccato! Ma occhio a non caricare di responsabilità eccessive il giovane Paltrinieri, che a 18 anni può già vantare quattro medaglie internazionali. Il futuro è tutto suo.

SPRINT – L’ultimo giorno di gare porta, oltre a due medaglie, il rammarico di un quarto posto a pochi centesimi dal podio per Luca Dotto. Nella finale dei 100 stile libero l’azzurro chiude in 46″84, mentre davanti a lui toccano meglio D’Orsogna (46″80) e Lagunov (46″81). Fuori categoria il russo Morozov (45″65) che bissa il successo nei 50 sl.
A riguardare i tempi che valgono le medaglie cresce il rammarico per non aver schierato Marco Orsi in luogo di un Filippo Magnini in non perfette condizioni. Il bolognese aveva nuotato in staffetta un 100 lanciato in 45″94, tempo che chiamava un crono da medaglia.

Riccardo Marchese

Istanbul 2012 – Scozzoli rana d’oro, 4×100 sl argento

Primi due giorni di gare e due medaglie per l’Italia ai Mondiali di nuoto in vasca corta. Fabio Scozzoli è il primo azzurro nella storia a vincere un oro in una prova individuale (i 100 rana) ai Mondiali in corta. Dotto, Orsi, Santucci e Magnini portano la staffetta veloce all’argento.

C’era un incantesimo, ma da tempo era stato individuato anche il principe azzurro per romperlo. Un principe che come in tutte le fiabe ha a che fare con la rana che è in lui. Fabio Scozzoli ha fatto cadere ad Istanbul, città ricca di storia e porta di quell’oriente magico e misterioso, l’ultimo tabù del nuoto azzurro. Mai un italiano era riuscito a conquistare una medaglia d’oro individuale ai Campionati del mondo in vasca corta. Mai fino ad oggi pomeriggio, quando nella piscina della Sinan Erdem Arena è entrato Scozzoli per la finale dei 100 rana. Superiorità da imporre agli avversari, vincere anche per dimenticare il tremendo passaggio a vuoto dell’Olimpiade.

RANA – Scatto bruciante dal blocchetto, come al solito, e poi su e giù, a sentire solo il rumore delle onde alternato alle urla del pubblico. Primo a metà del percorso davanti al brasiliano Lima, che sarà il peggiore nella seconda parte di gara.
Fabio domina, dimostra una forma invidiabile e mette freno nel finale alla sete di rimonta dello sloveno Damir Dugonjic (57”32). Primo in 57″10, oro con una prestazione che sarebbe record italiano, se non fosse esistito nel nuoto quel buco nero chiamato era superbody. Poco importa. Il bronzo va all’americano Kevin Cordes, che chiude abbastanza lontano dai primi due (in 57″83).

STAFFETTA – Grandissima prova degli azzurri della 4×100 sl. Prima frazione entusiasmante di Luca Dotto che chiude in 46″84, poi Marco Orsi fa ancora meglio con un 45″94 lanciato, Michele Santucci si difende (47″46), Filippo Magnini chiude con 46″83 di parziale per una somma di 3’07″07 che vale la medaglia d’argento dietro agli Stati Uniti (3’06″40). Bronzo per l’Australia. Spaventoso crono del russo Morozov in prima frazione: 45″52.

Riccardo Marchese
(per Vavel Italia)

Il punto sulla A – 16^ Giornata

La Juve passa di misura a Palermo e sale a +4 sulla prima inseguitrice, che ora è di nuovo l’Inter – cinica a San Siro contro un Napoli sprecone. La Roma batte la Fiorentina, continua la risalita del Milan, crolla il Genoa a Pescara. 

Un film già visto. La Juve vince mentre alle sue spalle Inter e Napoli si danno il cambio, come ciclisti all’inseguimento di un fuggitivo che però non perde terreno. Anzi, il distacco aumenta, i bianconeri tornano a +4 e complice un calendario amico – con due partite in casa nelle prossime tre – ipotecano il titolo di campione d’inverno.

A Palermo decide un gol di Lichtsteiner, ma i meriti sono tutti per Vucinic, che serve di tacco l’assist al compagno. Un gioiello da parte di un calciatore che segna sempre meno (solo 2 reti nel campionato in corso), ma è sempre più utile per l’economia della squadra. Basta un gol, anche perché dietro non si passa: nelle ultime quattro giornate Buffon è stato battuto solo una volta (il rigore di Robinho). I rosanero, invece, tornano a perdere in casa dopo quasi quattro mesi e restano intrappolati in una classifica che continua a far paura.

La risposta alla vittoria bianconera è attesa nella serata di domenica. A San Siro Inter e Napoli si affrontano per dare un volto all’anti-Juve, ma il profilo che esce fuori non è chiaro: i nerazzurri portano a casa tre punti e sorpasso, i partenopei riprendono l’aereo con la consapevolezza di aver giocato a tratti meglio ed aver creato di più. Insomma nulla è deciso.

Guadagna un punticino nella corsa al terzo posto (che vale i preliminari di Champions) la Lazio: 0-0 contro un buon Bologna nel posticipo del lunedì che chiude il turno. E’ l’unico pari registrato di tutta la giornata.
Perde in casa invece la Samp (sempre di lunedì) contro un’Udinese che sembra essersi finalmente ritrovata. I friulani mettono a referto un’altra vittoria dopo il 4-1 inflitto al Cagliari, conquistando così sei punti in una settimana (dopo averne fatti 4 in più di un mese).

Dopo i lavori di ristrutturazione Zemanlandia sembra finalmente funzionare al meglio. Una Roma più coperta, con Pjanic inserito nel tridente e con Totti libero di inventare calcio a tutto campo, ottiene contro la Fiorentina dell’ex Montella la sua quarta vittoria consecutiva.
Cade dunque la lunga imbattibilità viola (9 risultati utili di fila) e i giallorossi possono operare anche il riaggancio in classifica. L’impressione è che contro questa Roma (a patto che non perda di nuovo gli equilibri) dovranno fare i conti tutte le pretendenti all’Europa.
Se la serie dei giallorossi è la migliore nel breve periodo (12 punti nelle ultime 4), alle sue spalle c’è quella del Milan (10 punti).
I rossoneri ottengono in rimonta a Torino il terzo successo consecutivo, mettendo nei guai i granata di Ventura (solo un punto in 4 partite). Per Allegri, settimo a -9 dalla zona Champions, il peggio sembra ormai alle spalle.

Vittorie importanti a centro classifica per Atalanta e Catania, che si confermano formazioni più di un gradino sopra quelle in lotta per la salvezza. I bergamaschi superano il Parma confermandosi squadra senza mezze misure in casa: quinta vittoria all’Atleti Azzurri a fronte di tre sconfitte e nessun pari.
Gli etnei vincono in trasferta per la prima volta in questa stagione a Siena. Gli uomini di Cosmi vanno in vantaggio ma come contro la Roma crollano nella ripresa.

Nella zona calda della classifica si trae d’impaccio il Chievo, che in sette giorni vince due volte lontano dal Bentegodi (dopo 6 sconfitte consecutive in trasferta). I tre punti portati via da Cagliari danno grande fiducia alla squadra di Corini, mentre i sardi sono al terzo k.o. di fila ed hanno ottenuto solo 2 punti nelle ultime sei giornate.

Infine prima vittoria per Bergodi da quando è alla guida del Pescara. Gli abruzzesi, dopo un mese di sconfitte, battono il Genoa e lasciano l’ultimo posto della graduatoria (occupato ora dal Siena). Per i rossoblu la crisi è infinita: 8 sconfitte nelle ultime 9 giornate!

         La Top 11 della giornata                                          Classifica Serie A – 16^ 

JUVENTUS 38
INTER 34
NAPOLI 33
LAZIO 30
FIORENTINA 29
ROMA 29
MILAN 24
UDINESE 22
CATANIA 22
ATALANTA (-2) 21
PARMA 20
CHIEVO 18
SAMPDORIA (-1) 17
CAGLIARI 16
TORINO (-1) 15
BOLOGNA 15
PALERMO 14
PESCARA 14
GENOA 12
SIENA (-6) 11

Riccardo Marchese
(per Vavel Italia)

Il punto sulla A – 14^ Giornata

La Juventus cade a San Siro e vede il Napoli (vittorioso a Cagliari), avvicinarsi a -2. Non ne approfitta l’Inter, battuta a Parma da uno splendido gol di Sansone. Pareggio per la Fiorentina a Torino, la Roma espugna Pescara, il Palermo fa suo il derby di Sicilia. 

Si chiude all’Olimpico, con il secco successo della Lazio sull’Udinese, questa interminabile quattordicesima giornata di campionato (dal sabato al martedì, un record!). I biancocelesti sciupano in avvio un calcio di rigore con Ledesma, ma sbloccano poco dopo con una grande combinazione Mauri-Gonzalez e dilagano con Klose e Hernanes (straordinario calcio di punizione). Per la squadra di Petkovic sono 7 i punti conquistati nelle ultime 3 partite, miglior passo del torneo con Napoli e Fiorentina. L’Udinese, invece, non vince da cinque turni.

Una vittoria che consente alla Lazio di riguadagnare terreno sulla Roma. I giallorossi, infatti, vincendo a Pescara (per giunta senza subire reti per la seconda giornata consecutiva) avevano momentaneamente raggiunto in classifica proprio i biancocelesti, che ora ritornano a tre punti di distacco.

Nel complesso è un turno di campionato che premia il Napoli di Walter Mazzarri, unica delle prime quattro squadre in classifica ad ottenere la vittoria. Tre punti pesanti quelli conquistati a Cagliari dai partenopei, nonostante le assenze di Cavani (squalificato) e Pandev (fermo per un problema alla caviglia sinistra). Decide il solito Marek Hamsik, già sei gol stagionali, manco a dirlo il miglior centrocampista della Serie A in termini realizzativi.

Con il successo in Sardegna, il Napoli si riporta al secondo posto in classifica a soli due punti dalla Juventus, sconfitta a San Siro dal Milan, grazie ad un contestato calcio di rigore. Per i bianconeri termina dunque anche la lunghissima striscia di imbattibilità in trasferta (28 gare), e suona un campanello d’allarme: nelle ultime quattro giornate raccolti solo 4 punti, con l’unica vittoria ottenuta in casa del tenero Pescara.

L’occasione di riavvicinare la vetta della classifica è sciupata in modo clamoroso dall’Inter, che cade a Parma (1-0) e si vede contemporaneamente raggiunta dalla Fiorentina e scavalcata dal Napoli.

Al Tardini match dominato dai ducali dell’imprendibile Biabiany, con il gol-partita realizzato, ad un quarto d’ora dalla fine, dall’emigrante di ritorno Nicola Sansone. Dopo l’impresa dello Juventus Stadium lo score dei nerazzurri parla di un solo punto in tre giornate. Il Parma invece si conferma squadra solidissima in casa, incamerando il sesto risultato utile consecutivo tra le mura amiche (3 vittorie, 3 pareggi).

La migliore striscia di risultati positivi del campionato resta quella della Fiorentina. I viola si salvano a Torino nel finale, con un gol del subentrato El Hamdaoui a fissare il 2-2. Gli uomini di Montella non conoscono sconfitta da praticamente due mesi, periodo in cui hanno conquistato 20 punti sui 24 disponibili (6 vittorie e 2 pari), rosicchiando quattro lunghezze alla capolista Juventus.

Al fortino Renzo Barbera si attacca il Palermo per risollevarsi da una scomoda posizione di classifica. Nel proprio stadio i rosanero hanno perso solo alla 1.a giornata, contro il Napoli (era agosto), poi 3 vittorie e 2 pareggi per un totale di 11 punti (contro i 3 conquistati lontano da casa). Ultimo successo, quello conseguito contro il Catania (un’altra delle tante formazioni dal rendimento molto differente fra gare interne ed esterne).

Respira Genova. Dopo il derby tinto di blucerchiato, entrambe le formazioni liguri trovano i tre punti in questa giornata. La Sampdoria batte il Bologna con un gol di Poli (mai in rete nelle prime 77 gare di A, bissa dopo soli 7 giorni) e condanna i felsinei al sesto k.o. consecutivo in trasferta. Il Genoa espugna l’Atleti Azzurri di Bergamo, interrompendo una serie negativa di sei sconfitte di fila. Primi punti per Luigi Delneri da quando siede sulla panchina del Grifone.

Infine pareggio senza reti a Verona fra il Chievo di Corini (che facendo punti solo in casa deve puntare necessariamente a vincere gli scontri diretti) e il Siena guidato da Serse Cosmi. I toscani sono al quarto risultato utile di seguito e senza la pesante penalizzazione di 6 punti navigherebbero a metà classifica.

         La Top 11 della giornata                                            Classifica – 14^ Giornata

JUVENTUS 32
NAPOLI 30
INTER 28
FIORENTINA 28
LAZIO 26
ROMA 23
PARMA 20
CATANIA 19
ATALANTA (-2) 18
MILAN 18
CAGLIARI 16
UDINESE 16
SAMPDORIA (-1) 16
TORINO (-1) 15
PALERMO 14
CHIEVO 12
GENOA 12
SIENA (-6) 11
BOLOGNA 11
PESCARA 11

Riccardo Marchese
(per Vavel Italia)

Chartres2012 – Bianchi oro, Lestingi bronzo

L’italia chiude gli Europei di nuoto in vasca corta con lo splendido oro di Ilaria Bianchi nei 100 farfalla (56″40 nuovo record italiano) e il bronzo del ritrovato Damiano Lestingi nei 100 dorso (51″35). La spedizione azzurra ha raccolto in Francia 9 medaglie: 4 ori, 2 argenti e 3 bronzi.

L’Italia del nuoto chiude la quattro giorni di Chartres, per gli Europei in vasca corta, con un totale di nove podi, quanti ne ottenne lo scorso anno a Stettino. Le ultime medaglie che si aggiungono al bottino azzurro le portano in dote Ilaria Bianchi, oro nei 100 farfalla e Damiano Lestingi, bronzo nei 100 dorso.

CERTEZZA BIANCHI – Dal bronzo di Stettino all’oro di Chartres. In un anno Ilaria Bianchi è diventata un punto di riferimento per la nazionale di nuoto azzurro: il quinto posto olimpico, i successi in Coppa del Mondo, il record italiano in vasca corta. Una crescita continua che non poteva fermarsi qui in Francia. Anzi. La delfinista di stanza a Bologna ha dominato i 100 farfalla, la sua gara preferita: miglior crono delle batterie, miglior tempo d’accesso alla finale, per chiudere con il titolo europeo conquistato in rimonta e accompagnato dal nuovo record italiano. A cancellare sé stessa e non di poco: dal 56″86 di Berlino (circa un mese fa) al 56″40 odierno. Alle sue spalle la belga Buys e la danese Ottesen, scappata via nei primi 50 metri ma annichilita dal grande ritorno dell’azzurra nei secondi 50 metri.

RINASCITA – Dopo due anni Damiano Lestingi si ritrova e torna ad un risultato di prestigio internazionale: medaglia di bronzo europea nei 100 dorso. Dal doppio argento di Eindhoven nel 2010 a questo terzo posto che ha il sapore di un futuro ritrovato. I francesi fanno doppietta con Stravius (49″70) e Stasiulis, Lestingi chiude in 51″35, bruciando l’israeliano Barnea. Ottimo quinto posto per l’altro azzurro in finale, Fabio Laugeni, capace di ripetere al centesimo il suo primato personale ottenuto in semifinale. Per lui il futuro è ancora tutto da scoprire.

MISTA – Quinto posto per la staffetta mista femminile con Arianna Barbieri (27″17 nel dorso), Chiara Boggiatto (30″85 la sua frazione a rana), Ilaria Bianchi (25″83 per la delfinista) e Silvia Di Pietro (24″52 la sua chiusura a stile libero) che chiudono in 1’48″37. Vince la Danimarca in 1’47″41.

BILANCIO – La Nazionale azzurra lascia Chartres con nove medaglie (4 ori, 2 argenti e 3 bronzi), il quinto posto nel medagliere (dominato dalla Francia), il secondo posto nel trofeo per Nazioni, e l’incredibile numero di 38 primati personali.Una bella iniezione di fiducia dopo il flop olimpico, anche se parliamo di livelli totalmente differenti. Già più complicato sarà l’esame Istanbul, fra due settimane: mondiali in vasca corta, un deciso passo in più per capire fino a che punto è guarita l’Italnuoto.

Riccardo Marchese
(per Vavel Italia)

FOTOPOST – La grande illusione

In Brasile, Sebastian Vettel vince il suo terzo titolo mondiale di Formula1 consecutivo. Il tedesco, dopo essere stato coinvolto in un incidente al via, rimonta dall’ultimo al sesto posto. Alonso è secondo alle spalle di Button e chiude il campionato lontano solo 3 punti dal pilota della Red Bull.

Chartres2012 – Paltrinieri e Scozzoli ori europei

Due medaglie d’oro per l’Italia in questa terza giornata di gare agli Europei di Nuoto in vasca corta. Paltrinieri domina la gara dei 1500 sl vincendo con il tempo di 14’27″78. Fa doppietta nella rana Scozzoli: dopo il titolo nei 100, vince con un gran finale anche i 50 (con 26″18). Diventano sette le medaglie della spedizione italiana in Francia (3 ori, 2 argenti, 2 bronzi).

Grande giornata per i colori azzurri a Chartres, in Francia, per la terza sessione di finali dell’Europeo di nuoto in vasca corta. Arrivano due medaglie, e sono entrambe d’oro! Gregorio Paltrinieri e Fabio Scozzoli trascinano in alto l’Italia nel medagliere, portando il computo totale delle medaglie a quota sette (-2 dal bottino ottenuto un anno fa a Stettino con squadra al completo). Peccato per i tre quarti posto ottenuti da Dotto, Barbieri e dalla staffetta 4×50 sl mista.

GREG D’ORO – Diciotto anni e saper solo vincere. Gregorio Paltrinieri bissa agli Europei in vasca corta di Chartres il successo ottenuto nei 1500 a Debrecen fra le corsie di 50 metri. Un dominio lungo sessanta vasche quello di Paltrinieri, davanti a tutti dal primo momento, ad imporre il proprio ritmo a far capire che in questa distanza comanda lui. Partenza veloce prima di inserire il pilota automatico, settaggio a 29″ per coprire 50 metri, non certo un accessorio di serie. L’ucraino Frolov prova ad uscire dopo il chilometro di gara, ma Paltrinieri non cede nulla. Nessuna distrazione. Avanti verso il titolo europeo con il suo nuovo primato personale: 14’27″78. Frolov è argento con più di 3 secondi di distacco, il francese Pannier bronzo. Buona prova anche per Gabriele Detti, quinto con netto miglioramento personale (14’25″72).

DOPPIETTA – Finale da brividi nei 50 rana. L’azzurro Fabio Scozzoli soffre, ma grazie alla sua inimitabile progressione strappa l’oro al norvegese Hetland. Solito stacco fulmineo per l’italiano, che scivola dietro alla virata ma rimonta e tocca per primo con un ottimo crono (26″18). Due centesimi in meno di Hetland (argento), sei di Dugonjic (bronzo). Scozzoli si conferma dunque campione europeo della distanza e festeggia la sua prima doppietta 50-100 in carriera.

DOTTO 4° – Amara medaglia di legno per il numero 1 dello sprint italiano in una finale dai grandi contenuti tecnici: Luca Dotto, tornato finalmente competitivo dopo un anno di problemi fisici, finisce ai piedi del podio nella gara dei 100 stile libero con il tempo di 46″92. Il titolo europeo va al sorprendente russo Morozov (45″68), davanti al connazionale Lagunov e al francese Agnel.

RECORD MUFFAT – Fa esplodere le tribune del complesso acquatico di Chartres la beniamina di casa Camille Muffat, oro con il nuovo record del mondo (3’54″85) nei 400 stile libero. Una netta manifestazione di superiorità per un’atleta che a già a Londra aveva dimostrato di poter essere la degna erede di Federica Pellegrini nelle mezze distanze dello stile libero. Ai suoi lati vanno sul podio la danese Friis e l’altra francese Balmy. Ottavo posto per l’azzurra Diletta Carli, che peggiora leggermente il crono della qualificazione (chiude in 4’05″42).

OUT – Finisce in semifinale l’avventura di Chiara Boggiatto nei 100 rana. L’azzurra nuota un tempo vicino a quello del mattino ed è solo undicesima in 1’07″76. Miglior crono (e che crono!) per la danese Pedersen: il suo 1’04″49 è il nuovo record dei campionati, a soli tre decimi dal suo primato europeo (nuotato però con costume gommato).

DORSISTI OK – Doppio colpo Italia nei 100 dorso: centrano la finale entrambi gli azzurri. Damiano Lestingi ottiene il quinto crono complessivo con 51″65, il diciottenne Due medaglie d’oro per l’Italia in questa terza giornata di gare agli Europei di Nuoto in vasca corta di Chartres. L’azzurro Gregorio Paltrinieri, già campione europeo in vasca lunga, domina la gara dei 1500 stile libero e vince con il tempo di 14’27″78. Fa doppietta nella rana Fabio Scozzoli: dopo il titolo nei 100, vince con un gran finale anche i 50 (26″18 il suo crono). Sono sette in totale le medaglie della spedizione italiana in Francia (3 ori, 2 argenti, 2 bronzi). Nei 400 sl femminili oro e record del mondo per la transalpina Muffat.Fabio Laugeni continua a migliorarsi e con 51″96 (nuovo personale) si prende l’ultimo posto utile per la finale.

Sfortunata Arianna Barbieri nella finale dei 50 dorso: l’azzurra nuota il proprio personale (26″98), ma chiude quarta a soli due centesimi dal bronzo. Titolo europeo per la rediviva Laure Manaudou (26″78).

RIMPIANTO STAFFETTA – La terza medaglia di legno di giornata per i colori azzurri arriva dalla staffetta 4×50 stile libero a composizione mista. L’Italia parte forte con Bocchia e Dotto ed è terza a metà gara. Mancano però le specialiste della velocità femminile così tocca a Di Pietro e Bianchi provare a tamponare. Ma la differenza con le altre nazionali c’è e si vede, anche se a superarci è solo la Finlandia, che schierava in coda i due uomini.

IL RESTO – Trionfo e terzo oro individuale per Laszlo Cseh, che dopo i 200 e i 400 misti si mette al collo anche l’oro dei 200 farfalla. Gara vinta in rimonta con il tempo di 1’52″11, davanti al danese Bromer e all’olandese Verlinden. Settimo posto per l’italiano Francesco Pavone (1’54″26).
Restando in casa Ungheria, ecco un’altra tripletta: Katinka Hosszu, dopo le vittorie nei 200 misti e 200 farfalla, si aggiudica il titolo dei 100 misti con il crono di 58″83. Argento per la connazionale Jakabos, bronzo per la britannica O’Connor. Per i magiari 6 medaglie d’oro da due atleti!

Riccardo Marchese
(per Vavel Italia)

Chartres2012 – Quattro medaglie per la giovane Italia

Ai Campionati Europei di nuoto in vasca corta subito azzurri protagonisti: Detti e D’Arrigo chiudono al secondo e al terzo posto la gara dei 400 sl vinta dal francese Agnel. Doppia medaglia anche dai 200 farfalla: alle spalle dell’ungherese Hosszu si piazzano Pirozzi e Polieri.

Prima sessione di semifinali e finali a Chartres, per la 16.a edizione dei Campionati europei di nuoto in vasca corta. L’Italia arriva in Francia con un gruppo giovane e senza diversi assi (Pellegrini su tutti), ma pronta a lanciare a livello internazionale nuovi protagonisti.

EXPLOIT – Succede subito nei 400 stile libero, prima finale della manifestazione. La vittoria, come previsto, è del francese e neo primatista del mondo Yannick Agnel (3’32″25 nuotato una settimana fa ai campionati francesi). Ma alle spalle del transalpino (oro in 3’37″54) si piazzano due azzurri dal futuro garantito. Gabriele Detti (classe ’94), e Andrea Mitchell D’Arrigo (’95) con la classe dei veterani si aggiudicano la gara dei terrestri a suon di primati personali. Detti gestisce tutta la gara in modo esemplare, è costantemente secondo e chiude in 3’41″66 (quasi 4 secondi meglio del crono con cui era iscritto alla manifestazione). D’Arrigo, invece, fa gara in rimonta: ultimo ai 300 metri piazza un finale esaltante e recupera fino a prendersi la medaglia di bronzo in  3’42″32, bruciando le voglie dell’ucraino Frolov. Miglior inzio non poteva esserci.

ALTRO BIS – “Per i nostri giovani deve essere un’occasione di crescita e maturazione in un contesto internazionale di livello elevato”. Parole del direttore tecnico dell’Italnuoto Cesare Butini. Un’occasione che l’under20 azzurra non si sta lasciando sfuggire. Nei 200 fafalla ecco il secondo podio con due tricolori sui lati: Stefania Pirozzi e Alessia Polieri, dopo l’incoraggiante qualificazione del mattino, si migliorano e vanno a conquistare un souvenir per la loro trasferta a Chartres. Argento per Pirozzi (2’06″09, nuovo primato personale), bronzo per l’arrembante Polieri (2’06″63 con passaggi pazzeschi ad inizio gara). L’oro va in rimonta all’ungherese Hosszu (2’05″78), che bissa in mezzora il titolo conquistato nei 200 misti (incredibilmente con lo stesso crono, 2’05″78).

VELOCISTI – Dopo la buona impressione in batteria si dividono le strade dei due azzurri impegnati nei 50 stile libero. In semifinale brutta contropestazione di Luca Dotto che copre le due vasche in 21″69. Sorprende invece Federico Bocchia: con 21″27 ha il quarto tempo di ingresso in finale ed ottiene il suo nuovo primato personale, dopo quello in tessuto fatto registrare al mattino (21″55).
Nella sfida per le medaglie, in coda al programma di gare, Bocchia non riesce a replicare il buon crono e chiude quinto in 21″61. Oro all’atleta di casa Manaudou 20″70, davanti al russo Morozov e al connazionale Bousquet.

DORSO – Molto bene Fabio Laugeni, un altro delle nuove dell’Italnuoto. Nella finale dei 200 dorso, il diciottenne azzurro chiude al quinto posto con il suo nuovo primato personale (1’52″81), migliorando di quasi un secondo quanto nuotato in batteria. Oro al polacco Kawecki in 1’48″51.
Fallisce, invece, l’ingresso nella finale dei 100 dorso l’azzurra Arianna Barbieri, prima delle escluse con un comunque per lei positivo 58″54, suo nuovo primato personale. Dopo le ottime cose fatte vedere in vasca lunga, come l’argento europeo a Debrecen, era lecito attendersi almeno l’ingresso in finale. Speranza rimandata alla distanza più breve.

SCOZZOLI – Avanti senza problemi nella gara dei 100 rana Fabio Scozzoli. La medaglia di bronzo di un anno fa a Stettino (laddove vinse il compianto Dale Oen) si aggiudica in pieno controllo la propria semifinale, firmando il terzo tempo di accesso in finale (58″07). Meglio dell’azzurro fanno il russo Kovalenko e l’ucraino Sinkhevic, ma domani sarà un’altra storia.

IMMENSO LASZLO – Nella finale dei 200 misti, l’ungherese Laszlo Cseh ottiene la sua cinquantesima medaglia internazionale, la quattordicesima d’oro agli Europei in vasca corta. Con 1’52″74 il campione magiaro tocca davanti al francese Stravius, mentre l’azzurro Federico Turrini chiude al settimo posto in 1’56″71.

IL RESTO – Vittoria russa nei 50 rana donne: Chocova (30″02) precede la danese Pedersen e l’irlandese Mc Mahon. Nella staffetta mista maschile (azzurri campioni in carica out in batteria per falsa partenza) il titolo europeo va alla Francia, oro in 1’32″35. Sul podio salgono la Russia e la Repubblica Ceca, con il crono del bronzo ampiamente alla portata anche delle seconde linee azzurre. Peccato!
Infine, nella staffetta veloce femminile il primo posto è della Danimarca, che in 1’38″10 brucia al tocco la sorprendente Finlandia (1’38″13). Bronzo per la Bielorussia.

Riccardo Marchese
(per Vavel Italia)