Archivi categoria: 2011

Italvolley, il sogno svanisce in finale

A Vienna, nella sfida decisiva per l'Europeo, gli azzurri di Berruto si arrendono alla Serbia 3-1. Con il secondo posto l'Italia si qualifica per la Coppa del Mondo dove si giocherà il pass per Londra 2012

Il sito ufficiale dell'Eurovolley 2011

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Dolori Italia: 17° posto nel coefficiente UEFA stagionale

Dopo il primo turno di Champions ed Europa League per il calcio italiano suona un campanello d'allarme: vince solo l'Udinese e con due squadre già fuori (Palermo e Roma) si prospetta un altro anno difficile.

Chiariamo subito: si parla di una statistica influenzata dall'alto numero di partite di qualificazione giocate da alcune squadre di paesi calcisticamente minori. Ma il dato resta e fa paura: l'Italia è soltanto al 17° posto nel "ranking" UEFA per la stagione in corso, un risultato figlio di 3 vittorie nelle 13 gare europee disputate dalle nostre squadre. Ne deriva che il calcio italiano si conferma al momento quarto in Europa con 12 punti di svantaggio dalla Germania che solo un anno e mezzo fa ci inseguiva.

ITALIANE KO Peggio di tutte ha fatto la Roma, eliminata contro lo Slovan Bratislava con una sconfitta e un pari. Morale della favola: 0,5 punti per il ranking tricolore. Il Palermo ha fatto poco meglio, due pari e a casa. Tremendo nei numeri anche il preliminare Champions dell'Udinese: la doppia sconfitta contro l'Arsenal è costata la pesante retrocessione in Europa League (e addio ai 4 punti di bonus…)

COME FUNZIONA? Il ranking UEFA prende in considerazione i risultati ottenuti da tutte le squadre di una determinata nazione impegnate in Europa. Nei turni preliminari si assegna un punto in caso di vittoria e mezzo punto per il pareggio. Nelle fasi a gironi e nella successiva fase ad eliminazione diretta la posta in palio è raddoppiata (2 punti per la vittoria, 1 per l'X, senza nessuna distinzione Champions/Europa League).
Ai punti frutto dei singoli risultati vanno ad aggiungersi i punti bonus. Per la Champions sono 4 per il raggiungimento della fase a gironi, 5 per la qualificazione agli ottavi e 1 in più per ogni turno successivo (per un totale di 12 per le finaliste). Qui il peso dell'Europa League è nettamente inferiore: 1 punto per il raggiungimento dei quarti ed 1 in più per ogni turno successivo. Ora non resta che dividere il totale nazione ottenuto (cioè la somma dei punti ottenuti da ogni singola squadra di una nazione) per il numero di squadre della nazione iscritte a competizioni europee. Ecco, questo è il "ranking" UEFA della singola annata (più precisamente il UEFA Country Coefficients) mentre per gli accessi alle coppe si considerano le ultime cinque stagioni.

INCUBO Fin qui l'Italia ha raccolto 20,5 punti da dividere per 7 (i club impegnati in Europa ad inizio stagione). Chiaro dunque quanto pesino le eliminazioni: a fare punti restano in 5 ma la media va fatta per 7 ed ora dice 2,928. Davanti a tutti c'è Cipro (4,875) con lo stesso parziale dell'Inghilterra, che schiera però il doppio delle squadre, otto, tutte ancora in corsa (caso unico). Seguono Francia e Spagna, ma davanti a noi ci sono anche Belgio, Israele, Austria e la Turchia del Trabzonspor, club che ha rovinato l'esordio europeo dell'Inter.

RISCHI Nell'immediato non accadrà nulla di nuovo, i tre posti Champions dovrebbero essere al sicuro per almeno le prossime due stagioni, ma scordatevi di tornare a lottare con Germania, Spagna e Inghilterra. Anzi meglio guardarsi le spalle dalla Francia e dal Portogallo (miglior nazione nel ranking della stagione scorsa grazie alla tripletta di semifinaliste in Europa League).
Tempi bui sembrano aspettarci, ma tuttavia siamo solo all'inizio della stagione.
Un solo consiglio: tifiamo Italia!

Il coefficiente UEFA della sola stagione 2011/2012

Il ranking UEFA sempre aggiornato

Riccardo Marchese

Se gli ingaggi divorano il fatturato

Torna a salire il monte stipendi delle Serie A: i club pagheranno 839,5 milioni di euro più bonus ai propri tesserati (+4,7% rispetto ad un anno fa). In cinque anni la Serie A ha “bruciato” 4 miliardi di euro in ingaggi. 

Saranno i nuovi contratti dei calciatori, ricchi di bonus e premi, a salvare il calcio italiano? Difficilmente, stando a quanto emerge dalla consueta inchiesta della Gazzetta dello Sport sugli ingaggi della Serie A. Dopo la leggera flessione di un anno fa (-4,35%) torna il segno più sul monte ingaggi totale della massima serie. Dagli 802,5 milioni di euro del 2010/2011 agli 839,5 della stagione attuale. Un totale che non tiene conto però proprio dei vari bonus individuali inseriti nei contratti dei singoli calciatori, tanto che molto probabilmente alla fine si supererà il tetto del miliardo di euro.

Diminuire gli ingaggi resta un obbligo per il calcio italiano, almeno finché non riuscirà ad incrementare le entrate (ed in questo senso il progetto Juve appare di una lungimiranza straordinaria rispetto al desolato panorama che ci circonda). Il costo del lavoro incide infatti per ben il 68% sul totale del fatturato della A, con rari esempi virtuosi che permettono di abbassare la media (si pensi al Napoli che spende in stipendi 41,2 milioni, cioè solo il 44% del fatturato).

Per il secondo anno consecutivo a guidare la classifica degli ingaggi è il Milan (160 mln), seguito da Inter (145), Juventus (100) e Roma (76,5). Un quartetto che domina da tempo, alle cui spalle sale la Lazio (50,2). La società del presidente Lotito ha visto i propri ingaggi aumentare del 180% in cinque anni.
Seguono Napoli (41,2), Fiorentina (37), Genoa (36) e Palermo (26). Folto il gruppo di club attorno alla cifra dei 20 milioni: si va dai 23,7 del Bologna ai 18,6 del Catania. Chiudono le virtuose Chievo, Cesena e Lecce (14) e il neopromosso Novara (9,8).

2007/08 2008/09 2009/10 2010/11 2011/12 Totale
In cinque anni “bruciati” 4 miliardi di euro
Monte ingaggi Serie A 645 768,4 839 802 839,5 3839,9
Cinque anni di ingaggi. Il quadro squadra per squadra
2007/08 2008/09 2009/10 2010/11 2011/12 Totale
Milan 120 120 125,5 130 160 655,5
Inter 110 120 150 121,4 145 646,4
Juventus 96,9 115 115 100 100 526,9
Roma 59 65 69,7 83 76,5 353,2
Fiorentina 30 37 40 41,7 37 185,7
Lazio 18 27 32,9 41 50,2 169,1
Genoa 21 35 38 36,7 36 166,7
Napoli 19,8 29 37 28,3 41,2 155,3
Palermo 24,6 28 30 22 26 130,6
Sampdoria 24 20 24 34,7 in B 102,7
Catania 18,4 20 17,5 18,7 18,6 93,2
Udinese 14,4 14 18 18,5 21,7 86,6
Bologna in B 19 20 22,6 23,7 85,3
Cagliari 11 20 19 14,8 20 84,8
Parma 14 in B 26 20,7 23 83,7
Siena 11,5 18,5 17,5 in B 23 70,5
Atalanta 11,5 12,5 13 in B 21,8 58,8
Chievo in B 14 13 13,2 14,2 54,4

Tutte le cifre sono da intendersi in milioni di euro.

Riccardo Marchese

Italbasket fuori da tutto

Per gli azzurri sconfitta anche nell'inutile ultima gara contro Israele (96-95 ot). Quinto posto nel gruppo B ed Europeo finito. Fallita anche la qualificazione all'Olimpiade di Londra 2012.



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Daegu 2011 – Di Martino la salva-Italia

Antonietta Di Martino (2.00 al terzo tentativo) conquista il bronzo nel salto in alto, prima e probabilmente unica medaglia azzurra ai mondiali in Corea.

Il cuore dell’Italia è la grinta di Antonietta Di Martino, 1 metro e 69 di passione genuina, di umiltà e voglia di non accontentarsi. A lei si era aggrappata una squadra intera, un paese intero, messo di fronte alla dura possibilità del secondo mondiale consecutivo senza medaglie.

Daegu come Berlino 2009, sarebbe stato un disastro, l’ennesimo per uno sport italiano che in alcuni settori fatica a ritrovarsi. Invece il paragone più simile è con Osaka 2007, con quell’ultima medaglia azzurra ad un Mondiale, allora argento, firmata sempre Di Martino. Sul podio del salto in alto salgono le stesse atlete di 4 anni fa, anche se le posizioni son diverse: stavolta vince la russa Anna Chicherova (2.03 al primo tentativo), argento per la croata Blanka Vlasic (2.03 al secondo salto), bronzo per Antonietta, perfetta fino ad 1.97, in crisi quando l’asticella sale ai 2 metri, risolti poi alla terza prova. Ai 2.03 il rammarico è per il secondo tentativo, ma per scalare di una posizione non sarebbe bastato.

Gioia azzurra al penultimo giorno di gare. Finora l’unico sorriso l’aveva lasciato la buona prova di Elisa Rigaudo nella 20 km di marcia, quarto posto per l’atleta che fu bronzo a Pechino ed è diventata mamma alla fine dello scorso anno. Nei concorsi con qualificazioni la finale è arrivata solo per Nicola Vizzoni (8° nel martello con 77.04), la delusione più grande da Simone La Mantia, fuori dalle migliori 12 nel salto triplo con un modestissimo 14.06.

Un po’ di Italia ci sarà finalmente nella giornata conclusiva: Ruggero Pertile impegnato nella maratona quando in Italia sarà notte fonda, Silvia Salis entrata nella finale del martello con la decima misura (69.82), Fabrizio Donato, anche lui decimo nelle qualificazioni del salto triplo (16.88), e ancora Daniele Meucci, terzo tempo di ripescaggio nei 5000 metri (13’39″90). In programma anche le batterie e poi le finali delle staffette 4×100, con l’Italia maschile pronta a battersi per un ingresso in finale.

Riccardo Marchese

Il sito ufficiale dei Mondiali di Atletica – Daegu 2011

Eurobasket, si parte! Ecco il calendario

Al via in Lituania la 37.a edizione degli Europei di basket. L'Italia, assente nel 2009, esordisce alle 14.15 contro la Serbia vicecampione in carica. 


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Serie A, non si gioca!

Niente accordo fra la Lega e l'Associazione Calciatori, slitta la partenza del campionato di Serie A. Ennesima figuraccia per il calcio italiano.

È uno scontro vero quello fra le società e i suoi ricchi dipendenti. Uno scontro che avviene in un momento delicato per il sistema calcio italiano, in declino, specchio fedele della situazione generale del paese. Il nostro campionato perde appeal e pezzi, dai campioni (Eto'o, Pastore e Sanchez) alle squadre in Europa (già out Palermo e Roma, con l'Udinese retrocessa in Europa League).

Partenza slittata, poiché manca l'accordo sul contratto collettivo dei calciatori. Una bruttura degna di un torneo amatoriale, non certo di un campionato che incassa oltre 900 milioni all'anno solo dalle televisioni. Chi paga è come sempre l'utente finale, il tifoso, che magari aveva già organizzato la trasferta a seguito della sua squadra del cuore. Incomprensibile che una decisione del genere arrivi solo il giorno precedente le gare.  

La verità è che il calcio italiano, intimorito dall'avvento del fair play finanziario, si sente in qualche modo minacciato dalla forza dei calciatori. Una forza concessa dalle società stesse, in tempi non lontani, sottoforma di ingaggi divenuti oggi insostenibili. A temere di più sono soprattutto i grandi club, quelli in cui il costo del lavoro assorbe fra il 70 e l'80% delle risorse. Quei club senza conti in ordine, tenuti in piedi, fino ad oggi, dai soldi e la passione di ricchi mecenati.

Così da Galliani, amministratore delegato del Milan, è partito il primo affondo: i calciatori paghino la tassa di solidarietà. Attacco gratuito poiché nessuno aveva prospettato il contrario e polverone innescato.
Il clima infuocato contro la "casta di ricchi e viziati" non ha aiutato le trattative. Palate di demagogia contro una classe di fortunati che decide di incrociare le braccia, pardon le gambe. Ma i diritti restano tali anche per i più fortunati, i cui compensi sono comunque decisi da un mercato, drogato dalle promesse dei soliti grandi club. "Pagano così tanto i calciatori che un club medio come il Palermo non potrà mai acquistare nessuno da Inter, Juve e Milan" sbottò Zamparini quando si mise sulle tracce del suo ex attaccante Amauri.

L'intento delle società sarebbe di barattare gli alti stipendi con minori diritti. Il nodo della discordia è l'articolo 7: le società vogliono il potere di dividere i calciatori in più gruppi di lavoro in base alle esigenze tecniche. Traduzione per l'Aic: ricattabilità in mano ai club di mettere ai margini della squadra i "disobbedienti" (chi non accetta un trasferimento o un rinnovo). Posizioni inconciliabili, chissà se basteranno 15 giorni…

Riccardo Marchese

Sorteggi Champions, che girone per il Napoli!

Partenopei inseriti nel gruppo A con Bayern Monaco, Villarreal e Manchester City!
Il Milan trova il Barça ma anche Bate Borisov e Viktoria Plzen. L'Inter pesca Cska, Lille e Trabzonspor.

Benvenuto Napoli! L'urna di Montecarlo saluta con un girone da brividi la prima partecipazione dei partenopei alla fase a gironi della Champions League. L'ultima volta del Napoli nella più importante competizione europea per club fu nell'edizione 1990/'91, tempo di Coppa Campioni ed eliminazione diretta. Ventuno anni dopo l'eliminazione ai rigori, agli ottavi, contro lo Spartak Mosca, il Napoli ripartirà dal City of Manchester Stadium (Etihad Stadium per rispettare il naming dei prossimi 10 anni e i 111 milioni di euro pagati dalla compagnia aerea ai Citizens). Una notte magica e attesissima quella del 14 settembre, mentre 24 ore prima il Milan scenderà in campo al Camp Nou, per il match clou del gruppo H contro gli extraterrestri del Barcellona. Per i rossoneri lo spavento iniziale di ritrovarsi insieme ai campioni d'Europa è svanito quando da terza e quarta fascia sono usciti i bielorussi del Bate Borisov e i cechi del Viktoria Plzen.

Più equilibrio ma poche preoccupazioni anche per l'Inter. L'esordio sarà contro i turchi del Trabzonspor (14 settembre), ripescati all'ultimo momento in luogo del Fenerbache (implicato nello scandalo del calcio turco). Poi trasferta nella fredda Mosca, sponda Cska, e infine sfida ai campioni di Francia del Lille, con la possibilità di osservare da vicino la stellina Eden Hazard, sempre che l'Arsenal non ci provi sul serio.

Questo il quadro degli otto gironi della Champions League 2011/2012, finale all'Allianz Arena di Monaco il 19 maggio 2012:

GRUPPO A: Bayern Monaco, Villarreal, Manchester City, Napoli;

GRUPPO B: Inter, Cska Mosca, Lille, Trabzonspor;

GRUPPO C: Manchester United, Benfica, Basilea, Otelul Galati;

GRUPPO D: Real Madrid, Lione, Ajax, Dinamo Zagabria;

GRUPPO E: Chelsea, Valencia, Bayer Leverkusen, Genk;

GRUPPO F: Arsenal, Marsiglia, Olympiacos, Borussia Dortmund;

GRUPPO G: Porto, Shaktar Donetsk, Zenit, Apoel Nicosia;

GRUPPO H: Barcellona, Milan, Bate Borisov, Viktoria Plzen.

Lo speciale Champions dal sito Uefa.com

Shanghai 2011 – Il Settebello è d’oro

Dopo 17 anni l’Italia della pallanuoto è campione del Mondo!!! Battuta in finale la Serbia ai tempi supplementari 8-7, decide un gol di Felugo. Stratosferica prova del portiere azzurro Tempesti.

Shanghai 2011 – Dotto si prende il presente

Nei 50 stile libero Luca Dotto conquista un fantastico argento. L'azzurro si migliora ancora (21"90) e chiude alle spalle del brasiliano Cielo Filho.



Il sito ufficiale dei Mondiali di nuoto Shanghai2011

Omega Timing: risultati e tempi ufficiali

I Mondiali di nuoto 2011 su Wikipedia