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Di Martino argento, Italia tris

ApI mondiali di atletica leggera di Osaka, in Giappone, si chiudono con la terza medaglia per l’Italia. A conquistarla è Antonietta Di Martino, seconda (ex aequo con la russa Chicherova) nella specialità del salto in alto alle spalle della croata Vlasic.

L’atleta di Cava de’ Tirreni ha saltato 2.03, uguagliando il record italiano da lei stessa ottenuto durante la Coppa Europa all’Arena di Milano. E pensare che la sua gara era partita male, con l’errore alla quota d’ingresso a 1.85, ma da quel momento è diventata perfetta: salti sempre al primo tentativo fino al 2.03, ottenuto alla seconda prova.

BILANCIO AZZURRO  Quella della Di Martino è la terza medaglia italiana dopo l’argento di Howe nel salto in lungo e il bronzo di Schwazer nella marcia 50 km.
L’Italia chiude così al 23° posto nel medagliere, prima fra le nazioni che non hanno conquistato un titolo mondiale.
Oltre ai tre podi vanno sottolineati i piazzamenti di altri nostri atleti come il quinto posto di Rubino nella 20 km di marcia, il sesto della Martinez nel salto triplo, il settimo della Claretti nel martello e l’ottavo di Chiara Rosa nel lancio del peso.

U.S.A. PADRONI Come avvenne già ad Helsinki 2005 gli Stati Uniti fanno incetta di ori, ne conquistano ben 14 (proprio come due anni fa in Finlandia). La parte del leone la fanno le staffette con quattro vittorie su quattro.
Doppiette in concorsi singoli per Tyson Gay (100 e 200 metri, ma per lui c’è anche il terzo oro della 4×100) e per il naturalizzato Bernard Lagat (1.500 e 5.000).

Riccardo Marchese

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Schwazer bronzo amaro

Scaglia il berretto con rabbia Alex Schwazer al traguardo. AfpAlex Schwazer porta all’Italia la seconda medaglia ai mondiali di atletica leggera di Osaka. L’altoatesino è terzo nella 50 km di marcia ma a causa di un errore tattico chiude ancora pieno di energie tanto che il suo miglior chilometro è proprio l’ultimo, corso in 4’08” contro il 4’45” del vincitore, l’australiano Deakes.

Schwazer si sottovaluta, parte piano per paura di non finire la gara e porta tardi il suo attacco alle posizioni di vertice. La sua rimonta è costante (1’15” guadagnati negli ultimi 5 km) ma il distacco dai primi resta incolmabile. L’argento, per soli 13”, va al francese Diniz, campione europeo in carica.

Per il ventiduenne azzurro si tratta della conferma del bronzo mondiale ottenuto due anni fa ad Helsinki, quando fu l’unico medagliato dell’intera spedizione italiana.
La sua prestazione, la sua grinta e la sua capacità di valutazione dell’errore fanno comunque ben sperare in vista dell’appuntamento olimpico della prossima stagione.

Riccardo Marchese

Howe sei un campione lo stesso

Andrew Howe, 22 anni, medaglia d'argento ai Mondiali. ApArriva la prima medaglia per l’Italia ai mondiali di atletica leggera di Osaka, la conquista l’atteso Andrew Howe, secondo nella gara di salto in lungo con la strepitosa misura di 8.47, nuovo record italiano.
La vittoria va al panamense Irving Saladino che proprio all’ultimo salto beffa l’azzurro con un incredibile 8.57, terzo posto per il redivivo americano, nonché campione in carica, Dwight Phillips (8.30).

Howe inizia la sua gara tra le difficoltà, solo al penultimo salto con 8.20 sale temporaneamente sul terzo gradino del podio. Domina da subito invece Saladino, prima con 8.30, come Phillips, poi con 8.46. La sfida si accende all’ultimo turno di salti, l’ucraino Lukashevych scalza Andrew dal terzo posto con 8.25, ma è allora che il ventiduenne italiano tira fuori gli artigli e passa al comando con 8.47, cancellando il precedente record italiano di Evangelisti (8.43). Per l’oro sembrerebbe fatta, Phillips non va oltre 8.22, ma Saladino gela tutti con il suo 8.57.

L’Italia cancella lo zero dal suo medagliere e raggiunge già l’obiettivo minimo di questa spedizione: fare meglio di Helsinki 2005 quando conquistammo solo un bronzo. Ora siamo ad un argento ma abbiamo anche altre carte da giocare.

Riccardo Marchese

Marin bronzo, Phelps sette ori

Luca Marin, 400 misti. Reuters

Nella gara dei 400 misti in cui Michael Phelps si aggiudica il settimo oro di questi campionati del mondo, Luca Marin ottiene un incredibile bronzo fermando il cronometro a 4′ 09″88 nuovo record italiano a pochi decimi dal primato europeo di Laszlo Cseh, finito fuori dal podio. Piazza d’onore per l’altro americano Lochte che chiude brillantemente il suo mondiale con cinque medaglie: due ori (200 dorso, 4×200 Sl) e tre argenti (100 dorso, 200 e 400 misti).

BILANCIO AZZURRO L’Italia ottiene così la sua ottava medaglia, la quinta di bronzo. Nelle gare in piscina il bottino finale è di un oro (Magnini nei 100 Sl), un argento (la staffetta 4×100 Sl), e tre bronzi (Pellegrini, Facci e lo stesso Marin). La crescita è costante e il bottino raccolto dagli azzurri in questa edizione è secondo solo all’exploit di Fukuoka 2001 e al mondiale sempre in Australia di Perth 1991. Considerando le precarie condizioni della Filippi e l’assenza di un quarto uomo da 1’48” nella staffetta 4×200 il bilancio finale in vista di Pechino 2008 è sicuramente confortante.

Segnali di vita arrivano dalla pallanuoto, non c’è ancora la medaglia ma due quinti posti, meglio di quanto fatto due anni fa a Montreal. Voto positivo anche nel settore dei tuffi, Sacchin e Cagnotto portano a casa due medaglie di bronzo, Marconi e Dell’Uomo dimostrano di poter essere competitivi almeno a tratti. Resta al di sotto delle attese il nuoto di fondo, arriva solo una medaglia d’argento con Formentini nella 25Km, l’unico dei nostri a gradire le acque mosse e le meduse australiane.

PHELPS e LENTON L’americano e l’australiana sono sicuramente gli atleti simbolo di questo mondiale. Michael Phelps da Baltimora riesce finalmente ad uguagliare il record di Mark Spitz, sette medaglie d’oro in un unica rassegna, anche se nel 1972 si trattava di un olimpiade. Il Michael Phelps visto a Melbourne è sicuramente il più forte di sempre, capace di stabilire quattro nuovi primati del mondo sfruttando al massimo virate e subacquee. L’ottava medaglia è sfuggita solo per la squalifica della staffetta mista americana in batteria, non certo una sua colpa.

Percorso senza macchie anche quello dell’atleta di casa Lisbeth Lenton. Raccoglie cinque medaglie d’oro, tre individuali nei 50 e 100 Sl e nei 100 delfino, due nelle staffette 4×100 Sl e 4×100 mista. Cinque podi anche per la francese Laure Manaudou, con minor valore: due ori, due argenti e un bronzo.

Riccardo Marchese

Magnini non tradisce mai

Stupore e felicità: per un oro conquistato sul filo dei centesimi. Ap

Campione del mondo come a Montreal. Filippo Magnini si conferma nella gara dei 100 metri stile libero, arrivando all’oro ex-aequo con il canadese Hayden. In realtà le differenze con la gara di un anno e mezzo fa ci sono. Partiamo dal tempo, qui a Melbourne 48″43, tre decimi sopra rispetto a quanto nuotato in Canada. Proseguiamo con lo snaturamento tattico che ha visto “Pippo” perdere il suo solito sprint finale in favore di un passaggio leggermente più veloce ai 50 metri. Nonostante questo è arrivato un oro che rischia di essere per il secondo mondiale consecutivo l’unico conquistato dalla spedizione italiana.

RECORD e BRONZO Ancor prima della vittoria di Magnini, il medagliere azzurro si era arricchito di un’altra medaglia. Federica Pellegrini nei 200 stile libero, dopo aver strabiliato tutti in semifinale ottenendo uno storico record del mondo (1′ 56″47), si era arresa in finale alla francese Manaudou che aveva abbasato il limite mondiale a 1′ 55″52. Davanti all’azzura anche la tedesca Lurz, argento con la seconda prestazione all time di sempre. Poco da recriminare per la Pellegrini che si conferma comunque sul podio dei 200, dal quale non scende dall’Olimpiade di Atene 2004.

RISCOSSA e BRONZO Veniamo all’ultima medaglia in ordine cronologico, quella conquistata da Loris Facci nella gara dei 200 rana. Dopo la grande amarezza di Budapest, dove fu squalificato per una virata “irregolare”, il torinese si prende una bella rivincita con il destino. Domina la disputa il giapponese Kitajima, mentre l’altro italiano Paolo Bossini chiude quarto.

Riccardo Marchese

Nuoto: tre medaglie mondiali

(Ap)

Da Melbourne arrivano finalmente buone notizie. Tre medaglie, due d’argento e una di bronzo, si aggiungono all’unica conquistata finora dagli atleti italiani. In principio fu Christofer Sacchin, terzo nella gara del trampolino da 1 metro, oggi salgono sul podio Marco Formentini, argento nella 25 Km di fondo, Tania Cagnotto che conferma il bronzo di Montreal 2005 nel trampolino da 3 metri, e la staffetta veloce maschile composta da Rosolino, Calvi, Galenda e Magnini, argento con nuovo record europeo. Buona prova anche di Federica Pellegrini, quinta con nuovo record italiano nei 400 Sl, gara vinta dalla francese Laure Manaudou.

Si salva quindi con l’ultima possibilità la spedizione del fondo azzurro in acque australiane. Solo una medaglia, mentre due anni fa a Montreal furono tre (un argento, due bronzi). Un segnale di “crisi ” si era già avuto agli Europei di Budapest, la scorsa estate, quando fra diversi errori tattici fu il solo Ercoli a salire sul podio.

Bene invece nei tuffi: Sacchin e Cagnotto ottengono due bronzi preziosi, nonostante la concorrenza cinese sia in forte crescita guardando a Pechino 2008. Peccato che la gara da 1 metro dove Sacchin ha conquistato il bronzo non sarà nel programma olimpico.

Riccardo Marchese

Week end azzurro

Andrew Howe, oro nel lungo con un balzo da 8.30. ReutersGli europei indoor di Atletica leggera, tenutisi a Birmingham, premiano come non mai gli atleti italiani. Il bilancio finale è esaltante: tre medaglie d’oro, una d’argento e due di bronzo.
A salire sul gradino più alto del podio sono Giuseppe Caliandro nella gara dei 3000, Assunta Legnante nel getto del peso, e Andrew Howe nel salto in lungo. Quest’ultimo conferma il titolo all’aperto conquistato lo scorso agosto a Goteborg.
La medaglia d’argento arriva dal salto in alto femminile e porta la firma di Antonietta Di Martino, mentre i due bronzi li ottengono Maurizio Bobbato negli 800 e Silvia Weissteiner nei 3000.
Rispetto all’ultima edizione, che si tenne nel 2005 a Madrid, il progresso è notevole. In Spagna arrivò un solo podio con Madgelin Martinez, argento nel salto triplo.
Fine settimana di luci e ombre invece nel mondo dello sci. Le note positive arrivano dallo sci alpino settore maschile: Blardone e Moelgg ottengono il terzo posto a Kranjska Gora in Slovenia, rispettivamente nelle gare di gigante e slalom. Male invece le ragazze della velocità.
Delusioni anche dal fondo, ai mondiali di Sapporo in Giappone la staffetta italiana, che fu d’oro alle olimpiadi di Torino, chiude mestamente al nono posto. Le medaglie azzurre sono tre: quella d’oro nella sprint a squadre maschile ottenuta da Zorzi e Pasini, e le due di bronzo portate a casa da Pietro Piller Cottrer nell’inseguimento e da Arianna Follis nella 10 Km a tecnica libera.
Riccardo Marchese