Archivio mensile:luglio 2012

Londra 2012 – Un supershow apre i Giochi

Grande spettacolo all’Olympic Stadium durante la cerimonia d’apertura dei XXX Giochi Olimpici moderni. Dopo l’emozionante show a ritmo di rock, firmato dal regista Danny Boyle, sfilano i 204 paesi presenti. Domani le prime medaglie: l’Italia cerca gloria nel fioretto femminile.

FOTOPOST – Il Tour è inglese, Nibali terzo

Bradley Wiggins del Team Sky è il primo inglese nella storia a vincere il Tour de France. Sul podio anche il compagno di squadra Christopher Froome (staccato di 3’21”) e l’azzurro Vincenzo Nibali (a 6’19”). Per il secondo anno consecutivo nessun successo di tappa per l’Italia.

Il sito ufficiale del Tour de France

FOTOPOST – Se ne vanno tutti!

Dopo le cessioni all’estero di Pastore, Eto’o e Sanchez la scorsa estate, quest’anno lasciano la Serie A Lavezzi, Ibrahimovic e Thiago Silva, tutti acquistati (insieme al giovane Verratti) dal Psg di Leonardo. Il calcio italiano continua a perdere pezzi e prestigio.

FOTOPOST – Il più forte di sempre?

Roger Federer batte Andy Murray in quattro set (4-6, 7-5, 6-3, 6-4) e conquista Wimbledon per la settima volta in carriera. Per lo svizzero, tornato numero 1 nella classifica ATP, si tratta del 17° successo in un torneo del Grande Slam.

Panchine in Serie A, il valzer è finito

Con le presentazioni di Ciro Ferrara alla Sampdoria e di Serse Cosmi al Siena il quadro degli allenatori in massima seria è completo. Otto le novità, la più succulenta il ritorno di Zeman alla Roma. Tre gli esordienti: Maran a Catania, Stroppa a Pescara e il bosniaco Petkovic alla Lazio. 

Qualcuno è già al lavoro, come Zdenek Zeman e la sua Roma a Riscone di Brunico, qualcun altro ha da poco firmato, come Serse Cosmi a Siena o Ciro Ferrara alla Samp. Fatto sta che il quadro allenatori della Serie A 2012/2013 è completo. Le conferme sono tante – 12 – ed è già una prima notizia, vista la fretta con cui i presidenti danno il benservito ai propri tecnici. Anche se c’è da dire che in Italia piace cambiare soprattutto in corsa (19 sostituzioni nell’ultima Serie A con 10 club coinvolti), guai quindi ad infilare 3 o 4 risultati negativi: la pazienza estiva scompare subito.

NOVITA’ – Il compito più difficile spetterà in tal senso a Giuseppe Sannino, artefice della tranquilla salvezza del Siena lo scorso anno. Passato al Palermo di Zamparini proverà (e le potenzialità non gli mancano) ad invertire l’incredibile trend del club siciliano: sette anni consecutivi con esonero dell’allenatore!
Fa il percorso inverso di Sannino – dalla Sicilia alla Toscana – Vincenzo Montella, passato dal Catania alla Fiorentina; mentre Serse Cosmi, restando in regione, dopo la retrocessione del suo Lecce è stato chiamato a sostituire proprio Sannino al Siena. Il nuovo tecnico della Robur, ultimo dei 20 di A ad essere presentato, si è detto entusiasta della sua nuova avventura, sottolineando la grande opportunità concessagli dalla società senese di tornare ad allenare dall’inizio della stagione, dopo ben 7 anni dall’ultima volta (ad Udine nel 2005/2006, con una Champions da preparare).

ESORDIENTI – Il Catania studia per l’ennesima salvezza tranquilla: a guidare gli etnei dopo Montella sarà Rolando Maran, tecnico dai buoni trascorsi in B (giunto ai play-off con il Varese lo scorso campionato) alla sua prima esperienza in massima serie. “Rischia” di più il neopromosso Pescara, che affida il dopo-Zeman a Giovanni Stroppa: un solo anno fra i professionisti, in Prima Divisione con il SudTirol-Alto Adige, dopo essersi formato come tecnico nelle giovanili del Milan.
Grande curiosità attorno alla figura di Vladimir Petkovic, nuovo allenatore della Lazio che darà vita con Zdenek Zeman, oltre al derby romano, anche all’unica sfida fra tecnici stranieri in campionato. Il bosniaco scelto da Lotito ha guidato lo scorso anno alla salvezza il Sion, club svizzero partito con 36 punti di penalità dopo un lungo braccio di ferro con la Uefa.

ZEMANLANDIA – Le attese sono tutte per lui: dopo aver condotto il Pescara dei giovani in A, con il solito ed entusiasmante calcio d’attacco, Zeman torna nella città a lui più cara e diventa il nuovo ispiratore del progetto Roma. Il boemo mancava nel campionato maggiore dalla stagione 2004/2005, quando alla guida del Lecce ottenne una salvezza tranquilla grazie anche ai 19 gol di un giovanissimo Vucinic. Il boemo allenò nella capitale per cinque anni tra il 1994 e il 1999, tre stagioni alla Lazio (con cui arrivò fino al secondo posto nel ’94/’95) e due alla Roma (quarto il primo anno, quinto il secondo sempre con il migliore attacco). Inutile rimarcare che nel tridente di quella Roma c’era già l’eterno Francesco Totti (13 gol il primo anno, 12 il secondo).

NUMERI – Il matrimonio più lungo resta quello di Walter Mazzari con il Napoli, insieme dall’ottobre 2009. Seguono Guidolin con l’Udinese, Colantuono con l’Atalanta e Allegri con il Milan, tutti e tre pronti ad iniziare la terza stagione saldamente al loro posto. L’allenatore più giovane sarà Andrea Stramaccioni dell’Inter, il più vecchio proprio il giallorosso Zdenek Zeman. Parlando di tecnici vittoriosi va rifatto il nome di Massimiliano Allegri (campione d’Italia nel 2010/’11) accanto a quello dello scudettato Antonio Conte.

IL RITORNO DI CIRO – Infine, l’ultimo club a scegliere l’allenatore è stata la Sampdoria, pronta a scaricare il tecnico della promozione Beppe Iachini inseguendo prima il sogno Benitez e puntando poi forte su Ciro Ferrara. L’ex juventino torna dunque in Serie A lasciando il suo ruolo di selezionatore della Nazionale Under 21 per sposare il nuovo e interessante progetto blucerchiato.

Riccardo Marchese
(per Vavel Italia)

Euro 2012 – Vincono ancora loro

La Spagna travolge l’Italia 4-0 nella finale di Kiev e completa il suo storico tris: campione d’Europa nel 2008, del Mondo nel 2010 e ancora titolo europeo nel 2012. Gli azzurri, in 10 dopo un’ora di gioco per l’infortunio di Thiago Motta, crollano nel finale.

Il tabellino della finale Spagna-Italia 4-0:

ITALIA: Buffon; Abate, Barzagli, Bonucci, Chiellini (21′ Balzaretti); Marchisio, Pirlo, De Rossi; Montolivo (56′ T. Motta); Cassano (46′ Di Natale), Balotelli.
C.t. Prandelli

SPAGNA: Casillas; Arbeloa, Ramos, Pique, Alba; Xavi, Xabi Alonso, Busquets; Silva (59′ Pedro) Fabregas (75′ Torres), Iniesta (86′ Mata).
C.t. Del Bosque

Arbitro: Proenca (Por).
Marcatori: 14′ Silva, 41′ Alba, 84′ Torres, 88′ Mata.
Ammoniti:
25′ Pique (S), 45′ Barzagli.

Il sito ufficiale della manifestazione

Helsinki2012 – Italia senza acuti, si chiude con tre podi

Nell’ultima giornata dei Campionati europei di atletica leggera di Helsinki il miglior risultato degli azzurri è il quinto posto di Emanuele Abate nei 110 ostacoli. Ritiro per Nadia Ejjafini nei 10000, solo ottavo Abdellah Haidane nei 1500. Super Lavillenie nell’asta (5.97!).

Nessuna medaglia per l’Italia dell’atletica nella giornata conclusiva degli Europei di Helsinki. D’altronde con la disastrosa eliminazione della staffetta 4×100 maschile in batteria le speranze di podio erano piuttosto flebili. Si chiude dunque con tre medaglie: una da chi salta, una di chi corre, una di chi lancia. La nota incoraggiante verso Londra (dove ritroveremo Alex Schwazer e Antonietta Di Martino) è lo strepitoso stato di forma di Fabrizio Donato.

10000 – Resta il rammarico per la gara di Nadia Ejjafini. Dopo il buon sesto posto nei meno suoi 5000 era lecito attendersi un salto di qualità sulla doppia distanza. E così sembrava fino a 9 giri dalla fine, con la marocchina naturalizzata italiana padrona della corsa fra accelerazioni e fasi di controllo. All’improvviso però ecco il ritiro, inaspettato e doloroso. Campo libero per la fuga della portoghese Felix, nuova campionessa europea in 31’44″75. Ottava Elena Romagnolo in 32’42″31.

ABATE – Il miglior risultato del giorno per la squadra azzurra arriva nei 110 ostacoli. Doppio turno per Emanuele Abate che in semifinale firma il quarto tempo complessivo (13″39) peggiorandosi però nella gara che vale le medaglie: con 13″43 è quinto, mentre per il podio serviva il record italiano. Oro al solido russo Shubenkov in 13″16 (dopo un eccezionale 13″09 in semifinale).

SPETTACOLO ASTA – Esce subito di scena l’azzurro Claudio Stecchi nella finale del salto con l’asta: fuori con tre errori alla quota di 5.50 dopo essersi qualificato con un incoraggiante 5.55. La gara si accende incredibilmente nel finale con uno spettacolare testa a testa tra il francese Renaud Lavallinie e il tedesco Bjorn Otto. A suon di migliori prestazioni mondiali la spunta il transalpino che sale fino a 5.97, mentre il tedesco si ferma a 5.92. È questa, di gran lunga, la gara più interessante sotto il profilo tecnico di tutto l’Europeo finlandese.

IL RESTO – Ci ha provato fino alla fine ma gli è mancata proprio la volata: Abdellah Haidane ha chiuso all’ottavo posto i 1500 dopo una gara di vertice fino ai meno 200 metri. Tempi alti, gara di conservazione e sorpresa finale con l’oro al norvegese Ingebrigtsen (3’46″20). Male nel lancio del disco l’azzurra Tamara Apostolico, ultima con un modesto 56.15. Titolo continentale alla croata Perkovic con la misura di 67.62.
Sorpresa nella finale della 4×100 uomini con la Francia battuta sia dall’Olanda (oro in 38″34) che dalla Germania. Pagata a caro prezzo dai transalpini l’assenza del numero 2 della staffetta Vicaut.

BILANCIO TRICOLORE – L’Italia torna da Helsinki con tre medaglie e due pass olimpici: un set completo di metalli con l’oro di Fabrizio Donato nel salto triplo, l’argento di Daniele Meucci nei 10000 e il bronzo di Chiara Rosa nel getto del peso. Conquistano invece un biglietto per Londra la giovane Gloria Hooper nei 200 e Nadia Ejjafini nei 5000 (che all’Olimpiade dovrebbe competere anche nei 10000). L’ultima occasione per centrare il minimo olimpico saranno i Campionati italiani assoluti di Bressanone (6-8 luglio).

Riccardo Marchese
(per Vavel Italia)