Quando Davide batte Golia (malandato)

Un'incerottata Inter cade in casa del Chievo (2-1) e scivola a -9 dal Milan capolista. Per i nerazzurri solo due vittorie nelle ultime nove giornate.

Rafa Benitez. La sua Inter ha raccolto solo 2 punti nelle ultime 4 giornate. (LaStampa)
D'improvviso la Serie A si scopre diversa: dopo 13 turni, al primo posto non c'è l'Inter. E' una notizia, visto che la dominatrice assoluta delle ultime quattro stagioni non è neppure seconda, né terza, né quarta, né quinta, ma solo sesta appaiata al Palermo di Pastore (e Miccoli).
A provare la fuga è allora il Milan (di Ibrahimovic e basta) che con quattro vittorie di fila ha ripreso la Lazio comunque seconda (a -3) e sorprendente. Terza piazza per il Napoli, da considerare la vera mina vagante del campionato. Ne è convinto anche mister Mazzarri: "Quando siamo al top non ce n'è per nessuno", ma occhio a non farsi ingannare dal facile 4-1 rifilato ad un inconsistente Bologna, travolto peraltro da problemi societari.

Prende sempre più consistenza la Juve: la vittoria sul Genoa vale il nono risultato utile consecutivo. I bianconeri, con sei punti di distacco dal Milan, sono la prima inseguitrice "da titolo".
Sette le lunghezze dalla vetta invece per la Roma. Squadra in crescita costante i giallorossi hanno raccolto più punti di tutti nelle ultime 5 giornate. Sfruttato al massimo poi il fattore Olimpico con cinque vittorie di fila tra le mura amiche.
Nove punti sotto ma guai a dar per finite le chance da scudetto dell'Inter. Benitez sta pagando colpe non sue: infortuni e giocatori irriconoscibili (Sneijder e Milito su tutti) stanno condizionando la stagione dei nerazzurri. L'alibi dell'appagamento da triplete non regge, la questione è molto più tecnica. Quando hai fuori Julio Cesar, Maicon, Samuel e Chivu, cioè il portiere e 3/4 della difesa dello scorso anno, ecco che Pellissier approfitta della dormita di Santon (in costante peggioramento in fase difensiva) e dà inizio alla domenica da incubo per l'Inter. Demeriti nerazzurri che non devono offuscare la grandezza dell'impresa clivense, suggellata dal raddoppio di Moscardelli. Il piccolo Chievo batte l'Inter campione di tutto, 13 milioni di stipendi hanno la meglio su 121, storie (vedi anche Cesena-Milan) che riconciliano con l'essenza del calcio. Vince chi corre, suda e crede e non necessariamente chi ha più talento o il fatturato più alto.

Riccardo Marchese 

Pubblicato il 22 novembre 2010, in Senza categoria con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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