F1 – Suicidio Ferrari. Vettel campione

Incubo rosso ad Abu Dhabi: errore del muretto ed Alonso è solo settimo. Gara e titolo iridato al tedesco Vettel.

Sebastian Vettel festeggiato da Hamilton e Button. Sul podio i tre campioni del mondo degli ultimi tre mondiali. (LaStampa)Il sogno rosso è svanito sul più bello. Su quella scelta dettata dalla fretta e dalla paura, dalle insicurezze di un muretto che non è stato capace di gestire la gara più importante dell’anno. Il bluff Red Bull ha funzionato alla grandissima: diversificare le strategie, lasciare Webber al suo destino in favore del più giovane compagno, sperare in un abbocco della Ferrari. Così è stato. Dal muretto rosso si preferisce marcare l’australiano – il più insidioso in classifica – magari per paura di una nuova entrata della safety car, magari perché copiare la strategia del più insidioso in classifica è considerata la scelta migliore.

Altre variabili vengono però trascurate: ora con la nuova strategia bisogna fare dei sorpassi su un circuito – quello di Abu Dhabi – di nuova generazione (di quelli che se non ci fosse un mondiale in bilico vincerebbe la noia), occorre arrivare fine in fondo con gli stessi pneumatici, cioè percorrere ancora una quarantina di giri; ma anche psicologicamente le cose cambiano: la testa della corsa si allontana irrimediabilmente e l’obbligo di superare Rosberg e Petrov – loro sì con strategie degne di tale nome – diventa assillo. I giri passano e la consapevolezza di averla fatta grossa prende subito corpo: l’imprendibile macchia gialla della Renault di Petrov resta avanti, Alonso non ha mai la possibilità di impensierire seriamente il russo.

Quella della Ferrari è una lenta resa: Alonso chiude mestamente al settimo posto mentre Vettel vince davanti alle due McLaren e diventa il più giovane campione del mondo nella storia della Formula 1 con i suoi 23 anni e 134 giorni. Record di precocità da aggiungere a quelli di pole, podio, vittoria e gara a punti.
Fuori dalla delusione Ferrari va celebrata la vittoria Red Bull, il dominio della monoposto più veloce, la consacrazione di Vettel, il successo di un’idea, quella di sacrificare il titolo mondiale pur di farlo apparire “sportivo”, pur di farlo vincere al pupillo tedesco.

Speciale Formula1: Classifiche piloti e costruttori (Gazzetta.it)

Il Mondiale 2010 su Wikipedia

Riccardo Marchese
(per stadiosport.it)

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Pubblicato il 15 novembre 2010, in Senza categoria con tag . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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