F1 – Coerenza Red Bull fino in fondo?

In Brasile doppietta senza ordini di scuderia e titolo costruttori conquistato, Alonso terzo resta leader. Ma ad Abu Dhabi sarà difficile non prendere decisioni. 

Come in un giallo appassionante il mondiale di Formula1 alla sua penultima tappa non scioglie i dubbi sull’assassino. Il Gp del Brasile, vinto da Vettel davanti al compagno-rivale Webber (espressione quanto mai prima opportuna) e al comune nemico rosso Alonso, risolve la parte della trama meno complicata: il mondiale costruttori è della Red Bull, la monoposto indubbiamente più forte. Eppure nell’altra classifica, quella piloti, ritenuta un po’ da tutti la prioritaria (per storia e per quel numero 1 da appiccicare al proprio musetto), davanti resta la Ferrari di Alonso: otto pesantissimi punti di vantaggio sull’australiano Webber e quindici sul tedesco Vettel, quando da leggere manca solo il capitolo finale, dal titolo Abu Dhabi.

Una situazione figlia della scelta di non designare una prima guida, quindi difatti una non-scelta, del team diventato da poco campione del mondo. Diversa l’opinione Ferrari, messa in chiaro in un pomeriggio estivo: ad Hockenheim Massa si toglie letteralmente di mezzo e srotola il tappeto rosso (e di che colore sennò) che conduce il compagno spagnolo alla vittoria. Sia ben chiaro però che al di là dell’episodio plateale tedesco Massa ha fatto vedere davvero poco per indurre i vertici del cavallino ad altra decisione.

Resta dunque evidente che in casa Red Bull al concetto di sportività ci credono (chissà come sarebbe andata a piloti invertiti…). Scelta definitiva? Difficile pensarlo, anche se andrebbero considerate strategie extra-sportive, legate più alla sfera commerciale e strettamente al marketing. “Corporate image”: l’immagine percepita di un’azienda, quella che viene a formarsi nella mente degli individui. In Red Bull (proprietà) sanno bene che valori positivi come sportività, lealtà e correttezza potrebbero valere più di una vittoria guidata dal muretto. Anche degli uomini in rosso stanno cercando di convincerli di questo…


Riccardo Marchese
(per stadiosport.it)

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Pubblicato il 9 novembre 2010, in Senza categoria con tag . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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