Basso prenota il Giro

Sull'Aprica vince Scarponi davanti a Basso, che a distanza di quattro anni rindossa la maglia rosa. Bene Nibali, crolla Evans.


Forse l’ha deciso l’Aprica. La salita meno dura fra le tante vette affrontate dalla corsa rosa ha fatto più delle altre la differenza. Da stasera infatti in maglia rosa c’è Ivan Basso che succede allo spagnolo Arroyo, ultimo a resistere in classifica generale fra i protagonisti dell’ormai ribattezzata “fuga-bidone”, arrivata in porto a L’Aquila.
Una rimonta lunga mezza Giro, passando per lo Zoncolan e lo cronoscalata di Plan de Corones, il Monte Grappa e il mitico Mortirolo. Salite durissime che hanno ristabilito la verità della corsa, hanno ripristinato i valori reali: Basso è il più forte e da stasera – solo dopo l’arrivo all’Aprica – lo dice anche la classifica.

Questa diciannovesima resterà la tappa simbolo del Giro2010: in cima al Mortirolo scollinano in tre, sono Basso, il compagno Nibali e Scarponi, al traguardo mancano 33 km. Arroyo arriva su con quasi due minuti di distacco (2’27’’ il suo vantaggio su Basso in classifica) ma recupera tanto in discesa. La fatica dei tre davanti contro la spregiudicatezza di chi insegue. A valle il distacco è di poco superiore ai 30 secondi, mancano 16 Km. Fermi tutti, qui cambia la storia del Giro: davanti Scarponi accetta di collaborare in cambio della vittoria di tappa, dietro Arroyo si ritrova nel gruppo dei big stranieri feriti (Evans, Vinokourov , Sastre). I primi vanno a tutta, quando Basso è in testa tiene un ritmo impressionante, da passista vero; gli inseguitori arrancano, l’unico motivato è Arroyo, abbastanza inspiegabilmente visto che gli altri avrebbero un podio da difendere. Ai -8 km il distacco cresce a 1’20”, ai -5 è 2’15’’, ai -3 arriva a 2’50’’. Basso tira fino alla fine, Nibali non si azzarda a superarlo per gli abbuoni e la vittoria è una formalità per Scarponi. Il gruppetto Arroyo transita sul traguardo con 3’05’’ di ritardo, la maglia rosa torna sulle spalle di Basso dopo quattro anni.

Domani ultima tappa di montagna con il Gavia, domenica cronometro finale a Verona. Basso ha un vantaggio di 51’’ su Arroyo, 2’30’’ su Nibali e 2’49’’ su Scarponi. Dovrebbe bastargli!

 

Lo Speciale della Gazzetta

Speciale Giro: risultati, classifiche e resoconti tappa per tappa (Wikipedia)

Riccardo Marchese

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Pubblicato il 28 maggio 2010, in Senza categoria con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. utente anonimo

    Ma veramente lei crede ke questo giro sia diverso dagli altri, crede ke correre 3500km in 20 giorni ad una media di 40km orari sia possibile, fossi in lei nn perderei nemmeno tempo a scrivere, dei seppur ottimi articoli, su qst sport non ha niente di vero.Alla prossima.

  2. Certo la media finale del Giro (appena sotto ai 40 Km/h, la seconda di sempre dietro quella dello scorso anno) è alta e certo non aiuta a migliorare un clima di sopetto ormai insito in questo sport. Personalmente ripeto quanto affermato più volte: il ciclismo sta combattendo il doping con forza mettendo in gioco parte della propria credibilità.Sugli articoli in questione faccio ormai attenzione a non esaltare troppo le "imprese da leggenda" come fu a suo tempo per Landis al Tour 2006 o Riccò sull'Aspin… insomma gli eroi stanno da un'altra parte.Per i miei sfogi antidoping:Emozioni rubateBasta! Basta! Basta!Uno sporrt da ricostruire

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