Bolt da sogno, Italia da incubo

Nei 200 metri il giamaicano ottiene l’oro con un nuovo incredibile record del mondo (19”19). Per gli azzurri invece non c’è gioia: Schwazer si ritira nella 50 Km di marcia. Ora rischiamo seriamente di restare fuori dal medagliere.

Ap

Poco più di due milioni e mezzo di abitanti – la metà di quanti ne conta il Lazio – in 11.000 Km quadrati di superficie, pressappoco l’Abruzzo. Il prodigio Giamaica letto in questi numeri fa ancora più sensazione.
Ai Mondiali di atletica di Berlino questo piccolo paese del Centro America sta lottando alla pari con le storiche superpotenze dello sport, Usa e Russia su tutti.
Finora 5 ori, 2 argenti e 2 bronzi ma non è ancora finita, anche le staffette veloci dovrebbero tingersi di giallo, verde e nero, così da migliorare il bottino di Pechino (6 ori – 3 argenti – 2 bronzi) ottenuto, neanche a dirlo, tutto nell’atletica o ancor più specificamente tutto nelle gare di velocità (dai 100 ai 400 metri, ostacoli inclusi). Perché in Giamaica si corre, e si corre forte…

MISTER 11 CENTESIMI Come dire altrimenti di Usain Bolt, il velocista che nel giro di un anno ha riscritto la storia della velocità. La sua doppietta con doppio record del mondo a Pechino apparve come qualcosa di insuperabile, oggi è già preistoria. Oggi è Berlino: oro e record nei 100, oro e record anche nei 200 metri, davanti al panamense Alonso Edward e allo statunitense Wallace Spearmon. Ma c’è qualcosa in più che va oltre la semplice definizione di record del mondo. Usain Bolt ha abbassato quelli che erano già i suoi primati di ben 11 centesimi, da 9”69 a 9”58 e da 19”30 a 19”19 . Un’enormità, un balzo di decenni nella distanza più breve, visto che qui non sono entrati in causa supercostumi o assurdità del genere.
L’interrogativo ora è fin dove Bolt potrà arrivare. Con un po’ di vento a favore non è un azzardo affermare che possa scendere sotto i 9 secondi e mezzo nei 100 e sotto i 19 secondi nei 200. Da brivido.

AZZURRI Per la prima volta ad un mondiale l’Italia che corre, salta e lancia rischia di tornare a casa senza medaglie. Sembrava difficile far peggio di Helsinki 2005, quando arrivò solo il bronzo di Alex Schwazer. Ancora a lui era stato affidato il compito di salvare la faccia della spedizione tricolore. Ma il doppio bronzo mondiale e campione olimpico in carica è incappato nella classica giornata no, quella che negli sport di fatica estrema ti rende “svuotato”. E la 50 km di marcia è fatica per eccellenza. L’oro è andato al russo Sergey Kirdyapkin, miglior italiano è stato Marco De Luca, ottavo con il suo primato personale 3:46’31”.

ULTIME SPERANZE Carte da giocare ne abbiamo veramente poche. Il redivivo Giuseppe Gibilisco, campione del mondo a Parigi 2003 e bronzo olimpico ad Atene, ha centrato un’insperata finale nel salto con l’asta. Difficile chiedergli di più. Stesso discorso per Clarissa Claretti entrata nella finale del lancio del martello con la dodicesima e ultima misura (70.01). Eguagliare il settimo posto di Pechino passando il primo taglio di quattro atlete sarebbe per lei un buon risultato.
Resta l’illusione della staffetta 4×100 metri maschile, capace di entrare in finale con il quarto tempo (38”52) vincendo la propria semifinale contro… la Giamaica. Certo mancavano Powell (in forse) e Bolt ma è stato comunque esaltante. Finora il miglior sprazzo di azzurro in questo mondiale giallo, verde e nero.

Il sito ufficiale dei Mondiali di Atletica Berlino2009 (inglese e tedesco)

Il Mondiale di atletica 2009 su Wikipedia

Riccardo Marchese

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Pubblicato il 21 agosto 2009, in 2009, Atletica, Berlino 2009 con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. Insomma, io già ero stato critico col nuoto, ma con l’atletica abbiamo veramente chiuso… Il problema qua è educativo, di ‘iniziazione allo sport’: se nessuno dice ai genitori ‘mandi suo figlio in piscina’, o su una pista di atletica, o a fare canottaggio, etc… continueremo ad avere frotte di calciatori falliti e di probabili medagliati mancati…

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