La testa del ct

E’ quello che vogliono tifosi e opinionisti, pronti a riaccogliere Marcello Lippi, l’allenatore della vittoria mondiale in Germania.

Il ct Roberto Donadoni e, sullo sfondo, il presidente federale Giancarlo Abete. LaPresse

Dalle colonne di questo blog due anni fa esternai tutta la mia perplessità al momento dell’ingaggio di Donadoni come ct. 
La considerazione più semplice era relativa all’ esperienza: due mezze stagioni in serie A, una in B e una in C, con due esoneri e con la totale assenza dai palcoscenici europei. 

Quella riflessione sicuramente era giusta, il curriculum di Donadoni non aveva allora neppure i requisiti minimi per una candidatura, ma il momento era di emergenza e l’amico Albertini, ancor più del commissario Guido Rossi, fece quella scelta.
L’inizio fu disastroso: un’amichevole figuraccia contro i croati alla prima uscita da campioni del Mondo, il pari interno con la Lituania all’esordio ufficiale nelle qualificazioni all’Europeo e la sconfitta in Francia con tentativo di ringiovanimento della squadra mestamente fallito (allora restarono a casa Toni, Del Piero e Camoranesi, mentre furono titolari Semioli e Gilardino).

Da lì in poi una costante crescita: la qualificazione all’Europeo con un turno d’anticipo, il primo posto nel girone con la Francia messa dietro e lo spauracchio Scozia eliminato con la stupenda vittoria di Edimburgo, forse il punto più alto della gestione Donadoni.

Veniamo all’Europeo. Prima di partire per l’Austria e la Svizzera la Federcalcio annuncia l’accordo per il rinnovo del contratto del ct. Automatico a semifinali raggiunte, rescindibile da ambo le parti in casi di risultati diversi. L’Italia esce ai quarti, i calci di rigori con la Spagna sono ancora nella testa di tutti, e il contratto di Donadoni resta e resterà senza rinnovo.
Ancora una volta i rigori sulla sua strada: da giocatore aveva pagato dazio nella semifinale ad Italia ’90 e nella finale mondiale ad Usa ’94, ora gli errori di De Rossi e Di Natale gli costeranno il mondiale sudafricano.

Tutto sembra presagire infatti il ritorno di Marcello Lippi sulla panchina azzurra. Scaricare Donadoni non sarà difficile un po’ per il nome del sostituto un po’ per il malcontento generale che attraversa l’opinione pubblica. 
Per tutti ha sbagliato Donadoni: tenendo De Rossi, Chiellini e Grosso fuori all’esordio, non sostituendo Toni, facendo giocare Aquilani, mettendo Del Piero come quinto rigorista… critiche più o meno giuste ma la parola che nessuno ha tirato fuori è sfortuna.
Rispetto al mondiale tedesco dove tutto ci andò bene in Austria&Svizzera abbiamo pagato una serie di episodi nefasti e decisivi come l’infortunio a Cannavaro, il fuorigioco non fischiato a Van Nistelrooy, quello fischiato a Toni, le squalifiche di Pirlo e Gattuso e i rigori che dopo dieci anni sono tornati a volerci male. In mezzo a tutto questo anche Donadoni meritava un’altra chance.

Riccardo Marchese 

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Pubblicato il 26 giugno 2008, in Senza categoria con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. utente anonimo

    Si anche per me meritava un’altra chance…pero’ si sa come ragiona la federazione, che io ho da sempre trovato una federazione un po’ pagliaccia!
    Ora vedremo cosa farà Lippi, se non vince le prime partite non voglio immaginare le critiche. Per quanto io abbia rispetto per Lippi,non mi è piaciuto il suo comportamento incoerente. Direi che ha scelto di tornare per un fatto di “money”,perchè non mi sembra che gli siano arrivate delle proposte interessanti in questi due anni.
    Mi dispiace per Donadoni, anche perchè non ha mai avuto un pieno appoggio da parte della federazionee devo dire che è una persona umile ed educata. Ora speriamo che Lippi riesca a fare bene…

    Margherita

  2. Beh in realtà Lippi di richieste economicamente importanti ne aveva ricevute, ma allenare in Turchia o Russia non era proprio il suo sogno. Fatto fuori Donadoni sulla piazza non c’era altra scelta e allora bis.
    P.S. Ho visto le foto della partita, belle. Ciao, a presto. Ma quando ci vediamo?

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