Ronaldo-gol, ma vince l’Inter

Tutta la gioia di Ibrahimovic. Richiardi Ronie aveva gli occhi di tutti puntati su di lui, come spesso gli è accaduto in carriera. Ha dimostrato una volta di più di avere le spalle larghe, di non fallire gli appuntamenti che contano. Atleticamente non è più neanche il lontano parente di quello che incantava il mondo in maglia Inter, ma sottoporta è sempre una sentenza. Non è bastato al suo nuovo amore, il Milan. Perché dall’altra parte, il nuovo idolo nerazzurro è Ibra, un altro fenomeno. Che reagisce ad un copione da incubo per i suoi tifosi, quello più temuto, e prima sforna il tiro-cross che si rivela assist per il solito, provvidenziale, Cruz, poi si mette in proprio e realizza il gol partita, quando l’argentino gli rende la cortesia in rifinitura. L’Inter si riscatta (ma l’eliminazione in Champions brucerà a lungo) dopo l’eliminazione di Coppa, e suggella con il secondo derby stagionale vinto (un’accoppiata che non riusciva da 25 anni), uno scudetto che aspetta solo la matematica per essere ufficializzato. Il Milan, che non perdeva in campionato da novembre con la Roma, ha sognato il colpaccio, conseguito nel modo più crudele. Ma poi ha dovuto arrendersi, pagando le incertezze di una difesa poco rassicurante. Adesso la qualificazione alla prossima Champions si complica, ma c’è ancora tempo per rimediare.

PRIMA RONALDO – Il primo tempo è equilibrato. Gli episodi fanno la differenza, bisogna saper cogliere l’attimo. Potrebbero essere i 45′ di Crespo, invece sono quelli di Ronaldo. L’attaccante argentino dell’Inter sfiora il gol in tre occasioni, non approfittando degli errori in chiusura prima di Bonera, poi di Jankulovski, quindi anticipa di testa Maldini sul cross di Burdisso, ma conclude appena a lato. Ronaldo non tocca palla per 40′, poi il lampo. Accecante. Riceve da Gattuso al limite dell’area e si inventa un sinistro sul palo lontano che non dà scampo a Julio Cesar. Un’esecuzione balistica degna di un tiratore scelto. Letale. Che timbra 45′ senza padroni, con poco spettacolo e parecchi errori, con l’Inter che recrimina per la sfortuna che toglie a Mancini Grosso, al rientro da titolare, per un nuovo malanno muscolare: dentro Maxwell. Si fanno male anche Dacourt e Ibrahimovic, che stringono i denti. Il Milan è Pirlo, in crescita, e pericoso su punizione e dal limite sugli sviluppi di un angolo; e soprattutto Kakà, elegante e concreto, una gazzella spesso imprendibile. L’Inter è un pericolo costante sui calci piazzati, e ai punti si farebbe preferire (ci stava un rigore per fallo di Bonera su Ibrahimovic), ma il calcio non è la boxe. Figo sembra quello dei bei tempi quando salta Oddo, ma il suo interno destro sfiora il secondo palo. E così si va al riposo sullo 0-1.
POI CRUZ – Si riparte con Samuel in campo al posto dell’acciaccato Dacourt. Burdisso scala a centrocampo, Cordoba va a destra in difesa, Samuel centrale. L’occasionissima capita sul destro di Ibrahimovic, la risposta nerazzurra a Ronaldo, ma lo svedese si allarga dopo il controllo e poi spara su Dida, che festeggia con questa parata il rinnovo del contratto. Adesso la gara è bella, l’Inter attacca, il Milan risponde in contropiede. Gattuso sfiora il 2-0 su una ripartenza impostata da Kakà e rifinita da Ronaldo. Ma è l’Inter a segnare. Mancini sostituisce Crespo con Cruz. Passano pochi secondi e l’ex Bologna segna l’1-1 raccogliendo una respinta corta di Dida sulla percussione dalla destra di Ibrahimovic, che aveva lasciato sul posto Maldini (alla storica 600ª in A). Poi El Jardinero "rischia" la doppietta addirittura di tacco, provando ad emulare il compagno di reparto Ibrahimovic, a segno così contro l’Italia agli Europei, con la Svezia. L’Inter ritrova fiducia e identità. E insiste. Stringe i tempi, con Ibra ispirato, Cruz minaccioso, Stankovic più volitivo. Il Milan soffre. E arretra il baricentro. Ancelotti allora cambia rotta: fuori Seedorf e dentro Gilardino. Milan a due punte, con Kakà trequartista. Ma la mossa non riesce. L’Inter trova infatti il 2-1 con Ibra, che fa secco Dida con un diagonale sottomisura assistito dal solito Cruz (Dida non è preciso nella respinta sul cross dell’argentino), che aveva saltato Jankulovski sulla destra. Il finale è palpitante, con continui rovesciamenti di fronte. Ma il risultato non cambia. Ibra e Ronie pareggiano, ma vince l’Inter.
da GAZZETTA.IT

Pubblicato il 11 marzo 2007, in Senza categoria con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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