I francesi si vendicano? Va bene così

La partita inizia subito con grande decisione da parte dei francesi: Govou attacca Pirlo. AfpDopo il brutto pari rimediato in casa con la Lituania, è arrivata la batosta. Italia sconfitta per 3-1 dalla Francia, nel replay della finale mondiale. La strada verso Euro 2008 si fa sempre più dura, la Scozia come i galletti è a 6 punti e l’Ucraina a 3 con una sola partita disputata. Ma la strada è anche lunga, ancora dieci gare con tutti gli scontri diretti da giocare, quelli veri contro Ucraina e Scozia, e con 12 punti da chiedere a Georgia e Far Oer.
Inoltre come ha spiegato il ct francese Domenech, contro i campioni del mondo tutti cercano la partita della vita. Eccoci al punto. Si prendano pure la loro rivincita, ma il 9 luglio nella sfida più importante, la coppa ce la siamo presa noi. Lo sappiamo, quei “rosiconi” di francesi venderebbero le loro madri per invertire la situazione. Ma i campioni del mondo siamo noi. Un qualcosa da non dimenticare mai. Diffidate da chi dice di smetterla con i ricordi. Proprio non me la sento di criticare Cannavaro, Pirlo o Grosso, colonne portanti di quell’Italia che solo due mesi fa faceva impazzire tutti. Non sarebbe giusto, oltre che per meriti acquisiti, per la loro attuale condizione di forma. I responsabili vanno cercati altrove. Ad esempio in chi ha deciso lo slittamento dei campionati, con preparazioni atletiche modificate all’ultimo, attendendo l’ennesima sentenza di un calcio sempre più legato ai tribunali che al campo. O ancora dobbiamo prendercela con chi ha ideato l’amichevole di Livorno, con una nazionale sperimentale, imbottita di “manovali” del pallone, invece che preparare le due gare di qualificazione, cominciando a valutare da vicino chi fosse realmente in forma o no. E qui vengo alle responsabilità di Donadoni, coraggioso a richiamare Cassano, ma troppo frettoloso nell’escludere Toni, Del Piero e Camoranesi, convocando a loro posto giocatori inesperti a livello internazionale. Già, ma il primo a non aver mai avuto esperienze oltreconfine da allenatore era proprio il nostro ct. Scotto pagato, anche a caro prezzo, ma nulla è compromesso. Storicamente nelle qualificazioni l’Italia parte sempre col freno a mano tirato, recuperando quando serve. Il problema è che la vera Italia servirà già dal 7 ottobre, quando ospiteremo l’Ucraina, in una partita, quella si, da vincere per forza.
Riccardo Marchese
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Pubblicato il 7 settembre 2006, in Senza categoria con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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