Archivio mensile:agosto 2006

Il Mercato dell’anno zero

Nell’estate dello scandalo e della vittoria mondiale, del punto più basso e più alto nella storia del calcio recente, il mercato vive, per forza di cose, una sessione movimentata. La Juventus fuori dalla massima serie, attendendo l’ennesimo grado di giudizio, è stata costretta a cessioni illustri e a rifiuti di scendere di categoria. Sono partiti per la Spagna Capello, Emerson e Cannavaro, diretti a Madrid, Zambrotta e Thuram, al Barça, ha scelto di restare in Italia Vieira, passato all’Inter, attendono sviluppi ma difficilmente resteranno in bianconero Ibrahimovic, Camoranesi, Trezeguet e Buffon. Ibra potrebbe finire al Milan, ancora alla ricerca di un attaccante per il dopo Shevchenko, tesi avvalorata dalla possibile scomparsa come avversaria dell’Inter che ha optato per Crespo ma che ha visto sfumare la pista Toni. Il capocannoniere dell’ultimo campionato si è incontrato e chiarito con Della Valle e sembra intenzionato a restare a Firenze. Inter che rischia di ritrovarsi con troppe punte, e per questo motivo potrebbe lasciare andare Obafemi Martins, richiesto in premier league da Tottenham, Newcastle e Liverpool.
La Roma è sempre alla ricerca di una prima punta, Spalletti sta testando Mido tornato dall’Inghilterra, ma l’attenzione dei giallorossi è rivolta soprattutto a Vucinic del Lecce e a Iaquinta dell’Udinese. Colpo a sorpresa potrebbe essere David Trezeguet che sta vagliando però la proposta del Lione. Un attaccante dalle sue caratteristiche, abile nelle sponde e nel gioco aereo si sposerebbe al meglio con lo schema di gioco della Roma, basato sugli inserimenti dei centrocampisti.
Rinnovate totalmente Sampdoria e Palermo, pronte a lottare insieme all’Udinese per la quarta piazza che garantirebbe i preliminari di Champions. Preliminari a cui è arrivato storicamente, grazie anche alle sentenze di calciopoli, il Chievo che ha confermato in blocco la squadra della scorsa stagione. Il mercato dei veronesi dipenderà dal doppio confronto con il Levsky Sofia, in caso di passaggio alla fase a gironi presumibilmente non si muoveranno i più richiesti, Semioli e Amauri, che potrebbe invece fare le valigie in caso di eliminazione.
Riccardo Marchese
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Andrew Howe e arriva l’oro

Il suo primo salto è subito notevole: 8,12 metri la misura, che verrà poi migliorata di 8 centimetri al 2° salto. Afp

Un’oro e un bronzo nei primi tre giorni di Europei di atletica in corso a Goteborg. Un bilancio discreto per la squadra italiana.
Andrew Howe si è limitato a sbrigare il “compitino”, vincere la gara di salto in lungo con 8.20, tredici centimetri in meno delle qualificazioni, ma con pedana bagnata. Primato mai in discussione, già il suo primo salto, 8.12 con quasi tre metri di vento contro, sarebbe bastato per salire sul podio. Le condizioni non perfette, vento irregolare e pioggia, hanno caratterizzato la gara e abbassato le prestazioni degli atleti. Il salto decisivo, il secondo, arriva con un metro di vento a favore, è 8.20 e varrà la prima medaglia italiana in questo europeo, la 30ª d’oro nella storia della rassegna continentale.
Il bronzo lo conquista Elisa Rigando nella 20 km di marcia, nella stessa gara al maschile era arrivata la prima delusione europea dettata dalla pessima prova di Ivano Brugnetti, campione olimpico della distanza, giunto al traguardo ultimo.
Malissimo le nostre tripliste eliminate entrambe nelle qualificazioni, Martinez salta sotto i 14 metri mentre La Mantia esegue tre salti nulli. Si difende nella finale del martello Clarissa Claretti che grazie a un lancio sopra i 69 metri finisce settima. Buona prova di Andrea Barberi nei 400, approda in finale e chiude quinto. Dopo la buona impressione delle eliminatorie va male ai nostri saltatori in alto, Bettinelli e i gemelli Ciotti, escono di scena a misure basse e lontane da quelle utili per un podio, comunque fuori dalla loro portata.
Riccardo Marchese

Dal nuoto all’Atletica l’estate dello sport continua

 

Andrew Howe domani in finale del lungo. Ap
Da Budapest a Goteborg, due città lontane geograficamente ma unite in questa estate sportiva, estate di campionati europei.
L’Italia ha chiuso alla grande quelli di nuoto, conquistando nell’ultima giornata quattro medaglie in due gare. Argento e bronzo per le delfiniste Segat e Giacchetti nella gara dei 200, argento e bronzo per Marin e Boggiatto nei 400 misti.
In piscina l’Italia non aveva raccolto mai così tanto: 15 podi. Nel medagliere generale, quello che comprende anche sincro , fondo e tuffi il bottino sale a 22: 5 ori, 6 argenti e 11 bronzi.
L’attenzione si sposta ora sull’atletica dove le nostre possibilità sono indubbiamente minori.
Una squadra con una stella Andrew Howe nel salto in lungo, pochi comprimari e tanti atleti il cui obiettivo massimo sarà una finale.

Riccardo Marchese

Button vince la corsa dei rimpianti

E' fatta! Jenson Button ha vinto il GP d'Ungheria. Ap

Un Gp senza fine quello corso a Budapest, con emozioni continue e sorprese anche dopo la bandiera a scacchi. Il weekend ungherese era iniziato con la penalizzazione per Alonso, reo di aver ostacolato il collaudatore Doonborns della Red Bull cercando di buttarlo fuori pista. Schumacher non aveva saputo approfittarne incappando in un errore da principiante, sorpasso sotto bandiera rossa.
I due avversari in lotta per il titolo mondiale si ritrovavano alla pari con due secondi di penalità sui giri delle prove. Entrambi riuscivano a passare la prima eliminatoria, ma non la seconda, mentre la pole andava per il secondo Gp consecutivo alla McLaren di Raikkonen.
Alla domenica la pioggia sconvolgeva i piani di tutti. Pronti via si capiva che le gomme intermedie Bridgestone non erano all’altezza delle Michelin.
Alonso e Schumacher dopo un giro recuperavano posizioni, ma il passo dello spagnolo era insostenibile. La Ferrari del tedesco in sofferenza era sorpassata dall’avversario diretto, e costretta al cambio musetto dopo un contatto con Fisichella. Massa partito in prima fila scivolava nelle retrovie mentre Jenson Button, quattordicesimo al via, recuperava posizioni.
Raikkonen partito leggero rientrava ai box, lasciando la testa alla Renault di Alonso. Il finlandese della McLaren restava coinvolto poco dopo in un terribile tamponamento: Liuzzi rallentava per farsi superare, ma Raikkonen distratto da chi lo seguiva gli finiva addosso. L’ingresso della Safety Car annullava il cospicuo vantaggio di Alonso, mentre la pista iniziava ad asciugarsi. Le nuove condizioni dell’asfalto favorivano le intermedie Bridgestone, permettendo a Schumacher di recuperare fino alla quarta posizione.
Il colpo di scena al 52° giro quando il campione del mondo rientrava per il pit-stop e ritornava in pista con la ruota posteriore destra montata male. Impossibile guidare, con i bulloni che iniziano a saltare, e conseguente dritto in curva.
Il manico del coltello era in mano a Schumacher, secondo dopo la sosta di De La Rosa, dietro soltanto a Button.
La strategia Ferrari però si rivelava fallimentare. I tecnici del cavallino decidevano di non cambiare le gomme con pista quasi del tutto asciutta. Le intermedie non erano più utili ed il vantaggio del tedesco su De La Rosa, che aveva montato le slick, scendeva in pochi giri. Il sostituto di Montoya alla McLaren costringeva Schumacher all’errore e al taglio sistematico della chicane, fino al sorpasso. Terzo posto comunque in pericolo per l’arrivo di Heidfeld, anche lui con gomme da asciutto. Schumi, con carattere da vendere, lottava contro l’evidenza non pensando mai alla possibilità di accontentarsi di cinque utilissimi punti. Come nelle storie con una morale finiva male per il tedesco, un contatto lo costringeva al ritiro, quando mancavano due giri.
Dopo le verifiche tecniche la Sauber-Bmw di Kubica, pilota all’esordio dopo il divorzio della scuderia da Villeneuve, veniva trovata sottopeso. L’esordiente giunto ottavo veniva squalificato, facendo salire Massa in settima piazza, e permettendo a Schumacher, grazie al gioco dei doppiati, di recuperare un punticino. Il distacco da Alonso scende a dieci punti.
                                         Riccardo Marchese

Nuoto: Due giorni pieni d’oro

E' fatta! Primo posto e record europeo. Spazio alla festa azzurra. Reuters

Quattro medaglie di cui tre d’oro. Il bottino azzurro ai campionati europei cresce così:
MAGNINI si è confermato il “re” dei 100 sl con un tempo non eccezionale che ha fatto restare in ansia fino al tocco. Il duello con Van den Hoogenband, terzo, non c’è mai stato. L’argento allo svedese Nystrand, di gran lunga l’avversario più temibile.
TERRIN è la sorpresa, l’oro che non ti aspetti. Primo ex aequo con il primatista del mondo Lisogor nella gara più corta della rana. Sfrutta benissimo la partenza e resta davanti facendoci soffrire all’arrivo, piuttosto lungo. Realizza il nuovo record italiano in 27”48.
STAFFETTA la nostra forza almeno al maschile. Dopo la vittoria in quella veloce arriva il successo anche nella 4×200 con il nuovo record europeo, il precedente era già nostro. Dal punto di vista tecnico uno dei migliori risultati di questo europeo per la spedizione italiana, con tutti i quattro azzurri che hanno nuotato sotto l’1’48”. Argento ai britannici, i soli in grado di restarci in scia e bronzo per una sorprendente Grecia.
Brembilla non al meglio della condizione aveva nuotato nelle eliminatorie, Rosolino, Berbotto, Cassio e Magnini, la squadra schierata in finale, con il campione del mondo dei 100 sl al suo terzo oro in questi campionati, più il bronzo nei 200.
TUFFI sempre e solo di bronzo. Nell’europeo delle difficoltà per la Cagnotto, quarta dal trampolino, dove fu medaglia mondiale a Montreal, non riusciamo a salire oltre la terza piazza.
Il quarto bronzo lo conquistano dalla piattaforma i due azzurri del sincronizzato Benedetti e Dell’Uomo, capaci di mettere dietro la coppia ucraina campione in carica, realizzando tre tuffi finali da sogno con parziali sempre sopra gli ottanta punti. L’oro va ai russi , già campioni del mondo lo scorso anno, l’argento ai tedeschi.
Riccardo Marchese

Tre medaglie tra rabbia e delusione

...E poi si dispera per la successiva squalifica (Ap)

Un argento, due bronzi, una squalifica e una delusione. Questo il bilancio della quarta giornata in piscina degli Europei di Budapest.
Cominciamo dai dispiaceri, dalla squalifica di Loris Facci che aveva dominato nei 200 rana mettendosi dietro il polacco Kuczko e il compagno Bossini. Un’esultanza smorzata quella del torinese. Virata irregolare con annullamento del suo ottimo 2’11”90. La sua esclusione ha fatto guadagnare a Bossini l’argento, facendo smaterializzare però il terzo oro italiano.
Nel tardo pomeriggio svanisce il sogno di Tania Cagnotto e Valentina Marocchi di conquistare il podio nella piattaforma. La bolzanina campionessa in carica della specialità chiude solo nona, mentre la Marocchi è quinta. L’oro va all’ucraina Prokopchuk, autrice di una gara regolare senza errori, a differenza delle nostre due atlete.
Dai tuffi arriva comunque il solito bronzo, lo conquistano nel sincronizzato da 3 metri i fratelli Marconi che due anni fa a Madrid ottennero il primo posto.
In vasca seconda medaglia per la Filippi, dopo l’oro nei 400 misti, arriva il bronzo nella mezza distanza con tanto di record italiano. L’oro va alla sorprendente Manaudou, che vince anche la gara dei 100 dorso, terzo oro in questi campionati.
Se la francesina emerge come singolo, la Germania è la squadra dell’Europeo, vittoria e record del mondo anche nella staffetta lunga femminile, gara in cui le azzurre sono quinte. Un piazzamento che per noi ritorna anche nei 200 delfino con il napoletano Vespe.
In definitiva il bilancio italiano sale a 14 medaglie: 2 ori, 4 argenti e 8 bronzi.
Riccardo Marchese

L’Italia si prende altre quattro medaglie

Fianco a fianco Magnini (sin) e Van Den Hoogenband. Ap

E’ mancato solo l’acuto che facesse risuonare l’inno di Mameli, nella terza giornata di gare in piscina dei campionati europei di nuoto in corso di svolgimento a Budaspet. Due argenti e altrettanti bronzi che fanno salire il bottino azzurro a 11 medaglie (2 ori, 3 argenti, 6 bronzi).
Nel primo pomeriggio è toccato ai tuffi aprire le danze, seconda gara secondo podio. Nel trampolino da 1 metro maschile Christopher Sacchin ha ottenuto il terzo posto dopo una gara entusiasmante, per la prima volta un italiano ha sfondato la barriera dei 400 punti nel trampolino più basso. Nulla ha potuto l’atleta allenato da Giorgio Cagnotto contro il detentore del titolo il finlandese Puhakka, per la prima volta un campione uscente si è riconfermato da un metro, e contro il plurimedagliato russo Dobroskok, finitogli avanti per meno di un punto. Per Sacchin si tratta della prima medaglia a livello internazionale, dopo diverse delusioni e quarti posti.
In vasca non si è compiuto il miracolo di Magnini e Rosolino chiamati ad una vera e propria impresa per battere Peter Van den Hoogenband, che ha dominato i 200 stile libero chiudendo con un tempo eccellente (1’45”65). I nostri portacolori sono saliti comunque entrambi sul podio, argento per Max e bronzo per Filippo.
L’ultima medaglia in ordine cronologico è arrivata da Alessio Boggiatto, secondo nei 200 misti, nella gara dominata dall’idolo di casa Lazlo Cseh.
Da segnalare l’oro con record del mondo nei 100 sl donne della tedesca Steffen (53”30) e l’oro con primato europeo della francese Manaudou negli 800 sl (8’19”29).
Riccardo Marchese
 

Marconi tuffi di bronzo

Maria Marconi è nata il 28-8-1984. Ansa

L’esordio dei tuffi nell’europeo di Budapest porta all’Italia la settima medaglia, la quarta di bronzo. L’ha conquistata Maria Marconi nella gara del trampolino da 1 un metro. L’atleta della fiamme gialle è riuscita a rimontare, dopo aver sbagliato nella seconda serie di tuffi, e a chiudere alle spalle della svedese Lindberg e della tedesca Kotzian.
Per Maria, sorella dei tuffatori Nicola e Tommaso, è la prima medaglia individuale nei grandi appuntamenti internazionali, aveva vinto un bronzo nell’europeo del 2002 in coppia con la Cagnotto nel sincronizzato da 3 metri.
Riguardo il nuoto assegnati i titoli europei nei 50 farfalla all’ucraino Breus fra gli uomini e alla svedese Alshammar fra le donne, nei 100 dorso con la vittoria del russo Vyatchanin e nei 100 rana che hanno visto primeggiare ancora un russo, il redivivo Sludnov.
Un terribile nubifragio ha poi costretto a interrompere le gare, facendo saltare le semifinali dei 200 sl, in cui schieriamo Magnini e Rosolino, e la finale dei 200 dorso, dove non è purtroppo Alessia Filippi che con il suo personale, intorno a 2’09”, avrebbe facilmente conquistato qualcosa di importante. Centrano l’obiettivo finale i due Boggiatto, Chiara nei 100 rana con il settimo tempo, e Alessio nei 200 misti con il secondo, dietro soltanto a Lazlo Cseh.
Riccardo Marchese